Il vomito nei bambini è un fenomeno piuttosto comune e può essere legato a diverse cause, come gastroenterite nei bambini, infezioni virali, indigestione o febbre. Nella maggior parte dei casi si risolve spontaneamente nel giro di poco tempo, ma può preoccupare i genitori soprattutto quando si ripete più volte o il bambino fatica a bere. Il vomito è l’emissione rapida dalla bocca del contenuto dello stomaco, per contrazione involontaria del diaframma e dei muscoli addominali. Chi ha ragione tra i due? Il vomito è un’esperienza spiacevole, ma occorre ricordare che ha un’importante funzione protettiva, ovvero quella di eliminare sostanze che potrebbero nuocere al nostro organismo. Nella maggior parte dei casi, infatti, è l’espressione di un’infezione del tratto gastrointestinale. Ecco perché fermare il vomito nei bambini non è sempre un’azione corretta e necessaria, ma un’eventualità che va presa in considerazione solo quando i sintomi assumono caratteristiche preoccupanti.

Cause comuni del vomito nell'infanzia
Nella maggior parte dei casi, gli episodi di vomito sono dovuti a un’infezione intestinale, che può essere di origine virale o batterica. Le alterazioni congenite fisiche si manifestano nel periodo neonatale o nei primi mesi di vita. Esistono inoltre cause psicologiche: l’ansia, lo stress o una forte emozione possono influenzare il sistema digestivo e provocare episodi di vomito. Spesso è legato a infezioni virali dell’apparato gastrointestinale, come la gastroenterite, che può essere accompagnata anche da diarrea e febbre. In altri casi può comparire durante infezioni respiratorie, febbre alta, mal d’auto o dopo aver mangiato troppo velocemente. Nei lattanti piccoli il vomito può talvolta essere confuso con il rigurgito, che è molto comune nei primi mesi di vita. Se il vomito diventa persistente e si associa a un forte dolore addominale o ad altri segnali preoccupanti, come la perdita di peso, potrebbe indicare patologie più serie, tra cui appendicite, occlusione intestinale o malattie infiammatorie croniche intestinali.
La gestione della nausea e il ruolo dell'alimentazione
Il termine nausea deriva dal latino e significa “mal di mare”. La sensazione provocata dalla nausea è quella di malessere generalizzato che si accompagna al desiderio di vomitare; spesso questa spiacevole sintomatologia è associata al disgusto per il cibo o per alcuni odori. Una comune causa di nausea senza vomito può essere qualche eccesso alimentare, soprattutto di cibi che appesantiscono la digestione, e una errata distribuzione delle calorie nei pasti. Dopo un episodio di vomito, il sistema digestivo del bambino è ancora irritato e sensibile, quindi è importante far riposare lo stomaco e reintrodurre i cibi gradualmente per non sovracciarlo. Solitamente, quando il vomito è in corso, i bambini non hanno appetito e non è assolutamente necessario forzarli ad assumere cibi.
Per quanto riguarda i bambini che mangiano già cibi solidi, una volta si diceva che in corso di vomito potessero mangiare solo gli alimenti contenuti nella cosiddetta dieta BRAT, mentre alle nostre latitudini era invece consigliata la dieta “in bianco”, evitando condimenti e salse. Ora è stato dimostrato non solo che le diete BRAT o in bianco non sono d’aiuto nel fermare il vomito, ma che oltretutto rischiano di non fornire tutti i nutrienti necessari. D’altro canto, offrire piatti ricchi di grassi non aiuta, perché questi alimenti sono impegnativi per la digestione. Sono invece da preferire pasti completi a base di cereali, fonti proteiche leggere, frutta e verdura.
👊Vomito: 10 alimenti per aiutare il tuo corpo a riprendersi!!👊Iscriviti al mio canale !👊
Rimedi naturali: dallo zenzero agli accorgimenti domestici
Ma veniamo ai “rimedi della nonna” per alleggerire i sintomi legati alla nausea. Uno dei rimedi naturali più efficaci è la tisana allo zenzero, noto per le sue proprietà anti-nausea. Diversi studi hanno confermato che lo zenzero può essere un ottimo alleato contro la nausea anche per le donne in gravidanza. La camomilla e il finocchio hanno effetti lenitivi e digestivi, e aiutano a ridurre la nausea. Anche bagnare un fazzoletto e posizionarlo sulla fronte in posizione supina può aiutare ad alleggerire il senso di malessere.
Un altro metodo è la digitopressione: essa esercita pressione su una parte del corpo per apportare cambiamenti in altre parti del corpo. È simile all'antico metodo cinese di agopuntura ma meno invasivo. Per cercare di sedare la nausea di un bambino in questo modo, usa il medio e l’indice per premere sulla scanalatura tra i due grandi tendini all'interno del polso che iniziano dal palmo della mano. In commercio sono disponibili anche dei braccialetti antinausea che agiscono in modo naturale e senza controindicazioni.
Il rischio di disidratazione e la reidratazione orale
Il rischio principale del vomito, soprattutto nei bambini piccoli, è la perdita di liquidi. Se il bambino non riesce a bere o continua a vomitare tutto ciò che assume, può disidratarsi. I bambini si disidratano molto più facilmente degli adulti. Per reintegrare i fluidi persi, si consiglia di offrire acqua a piccoli sorsi, preferibilmente a temperatura ambiente, oppure soluzioni reidratanti orali, disponibili in farmacia. Per molti anni, i genitori hanno usato bibite gassate come bevande a base di cola, per aiutare i bambini a reintegrare i liquidi, e molti medici continuano a consigliarli. Ma la ricerca ha iniziato a dimostrare che le soluzioni di reidratante orale sono le migliori per i bambini: queste bevande offrono le giuste quantità di zucchero e sale in base all'età.
È buona abitudine tenere in casa, tra i farmaci di uso comune, una soluzione reidratante. Non sono idonee per una corretta reidratazione: acqua o bevande zuccherate, succhi di frutta e bibite in generale. In caso di vomito, è bene attendere circa 30 minuti dall’ultimo episodio prima di iniziare la reidratazione orale, offrendo piccole quantità di soluzione reidratante fredda: 5 ml (pari a un cucchiaino da tè) ogni 5 minuti e aumentare gradatamente a seconda della tolleranza del bambino.

Farmaci e intervento del pediatra
In alcune situazioni specifiche, il pediatra potrebbe consigliare una terapia farmacologica a base di antiemetici per ridurre nausea e vomito. Questi farmaci devono però essere utilizzati solo su indicazione medica e mai in modo autonomo. È altamente sconsigliata l’automedicazione con antiemetici, antidiarroici, antibiotici: questi farmaci devono essere eventualmente prescritti da un medico.
Sono invece utili i fermenti lattici probiotici. L’uso di fermenti lattici nei bambini e neonati per il trattamento del vomito può variare a seconda della causa sottostante del vomito e dell'età del bambino. È necessario ricordare che i fermenti lattici non sono sempre indispensabili per il trattamento del vomito. È consigliabile contattare il pediatra se il vomito è molto frequente, dura più di uno o due giorni o si accompagna a febbre alta, forte dolore addominale o segni di disidratazione. Anche la presenza di sangue o di materiale verdastro nel vomito, oppure un forte mal di testa o rigidità del collo, richiedono una valutazione medica immediata. Infine, seguite il vostro istinto: se il vostro bambino appare eccessivamente abbattuto, chiedete consiglio al vostro medico. Nel caso di bambini piccoli o neonati che vomitano ripetutamente, i bambini si disidratano più rapidamente, quindi meglio sentire il pediatra se il bimbo non riesce a trattenere liquidi o appare molto abbattuto.