L’analisi storica del pannolino, lungi dall'essere un semplice esercizio di erudizione, rappresenta una chiave di lettura fondamentale per comprendere come le diverse culture abbiano approcciato la cura del neonato, l'igiene e la gestione dello sviluppo fisiologico. Fare un tuffo nella storia del pannolino, oltre che essere davvero interessante, ci aiuta a spostare il punto di vista su questo aspetto della cura e aprirci a più possibilità rispetto al quando spannolinare, a come togliere il pannolino e molto altro. L’utilizzo del pannolino infatti è diverso per ogni epoca storica e cambia da cultura a cultura… è stato per me molto arricchente ricercare informazioni sulla storia dei pannolini mentre scrivevo il mio ebook “lascio o tolgo?”.

Pratiche ancestrali e adattamento ambientale
In tutte le culture del mondo si utilizzano da secoli sistemi per coprire e proteggere l’area genitale, sia per una questione di privacy che per contenimento delle fuoriuscite. La necessità di gestire gli escrementi dei lattanti ha plasmato abitudini quotidiane strettamente legate al clima, alla disponibilità di risorse e alla filosofia di educazione.
Nei paesi più caldi del mondo non è comune l’utilizzo dei pannolini, mentre fasciare il bambino, soprattutto in Europa, era un mezzo riconosciuto e complesso di protezione dagli escrementi. Si trattava di prendere strisce di materiale (principalmente cotone o lino) e avvolgerle attorno al corpo, sia in direzione verticale, sia poi orizzontalmente. Una cosa che per noi oggi è impressionante è che tali strisce venivano lasciate in sede per almeno 3 giorni insieme alle feci e alle urine. Possiamo vedere questo tipo di fasciatura in innumerevoli affreschi del 1300. Prima dell'invenzione dei pannolini in cellulosa venivano realizzati in tessuto di cotone, nel Medioevo erano delle lunghe strisce di lino che venivano applicate nella zona interessata e avvolte intorno al bacino, poiché le donne non usavano biancheria intima, di cui il nome "panno-lino".
Le soluzioni variavano drasticamente a seconda del contesto geografico:
- In Cina, fino a tempi molto recenti, le madri aspettavano di sentire il movimento peristaltico nel bambino, mentre allattavano al seno, e tenevano il bambino sopra un contenitore o anche in un angolo per la strada. Ai bambini piccoli in Cina venivano praticate delle fessure nelle mutande o nei pantaloncini, per consentire di evacuare liberamente, limitando moltissimo anche le tipiche irritazioni da pannolino.
- Nelle società aborigene, il muschio di torba ricoperto di pelle di animale veniva utilizzato per assorbire l’urina.
- In molte società sudamericane l’erba secca veniva posto in un pezzo di stoffa vecchia per assorbire parte dell’urina.
- La cultura giapponese imponeva che i genitori usassero dei kimono ben indossati, che venivano tagliati a forma di pannolino, per aderire alla pelle del bambino.
Decine di migliaia di anni fa non c’erano i corsi pre parto o le ostetriche che insegnavano ai neogenitori la maniera migliore di mettere il pannolino al proprio bimbo appena nato, anzi, il pannolino non esisteva proprio!
L'alba della produzione industriale
L'invenzione del pannolino moderno come lo intendiamo oggi ha radici nella Rivoluzione Industriale. Il primo pannolino è stato utilizzato durante la rivoluzione industriale, circa nel 1820 in Inghilterra. Era molto diverso da quelli che conosciamo oggi, infatti inizialmente era una semplice panno avvolto attorno ai genitali del bambino che aiutava a contenere le fuoriuscite. Fu in questo periodo che la classe operaia iniziò ad acquistare mobili per la prima volta e non gradiva che i loro bambini sporcassero i loro nuovi beni.
Verso il 1880 fu inventata la spilla da balia, che contribuì a creare una protezione più stretta attorno al bambino per evitare perdite di escrementi. Purtroppo l’uso delle spille da balia in alcuni casi si rivelò piuttosto pericoloso, non erano rari gli incidenti in cui veniva accidentalmente perforata la pelle del bambino creando una ferita, la quale poteva anche infettarsi gravemente.

Il passo successivo verso la protezione è stato il passaggio ai pannolini lavabili, ma a causa della stoffa vecchia e della copertura di plastica di cui erano fatti, delle sostanze chimiche, spesso tossiche, usate per pulirli e dello scarso numero di cambi, il 25% dei bambini soffriva di gravi irritazioni ed eruzioni cutanee e vi erano molti casi di avvelenamenti tossici nei neonati.
Il conflitto bellico come acceleratore tecnologico
Negli anni ’40, durante la seconda guerra mondiale, quando le donne entrarono nel mondo del lavoro insieme agli uomini, non avevano né il tempo né l’energia per gestire l’enorme compito di lavare i pannolini a casa dopo il lavoro. Fu in questo periodo che apparvero per la prima volta i servizi di lavanderia per pannolini. I pannolini puliti e sterilizzati venivano consegnati a domicilio, di solito settimanalmente, mentre i pannolini sporchi venivano tenuti in contenitori separati e portati via dal servizio pannolini. I servizi di lavanderia per pannolini offrivano il lavaggio dei pannolini a 11 cicli di lavaggio con detersivo, gli ultimi quattro con sola acqua bollente. Non molto sostenibile vero?
Sembra infatti che proprio gli anni della Seconda Guerra Mondiale abbiano innescato la miccia del cambiamento: le donne, in questi anni iniziarono a lavorare fuori casa (con gli uomini via per la guerra), e la necessità di velocizzare questa pratica diventava sempre più una realtà.
La rivoluzione dell'usa e getta e il successo di Pampers
L’ultima e più importante innovazione è avvenuta con l’avvento del pannolino usa e getta. Non si sa chi abbia progettato il primo pannolino usa e getta; sia Paulistróm in Svezia nel 1942, sia Marion Donovan negli Stati Uniti nel 1946 sono stati accreditati con il concetto iniziale. Donovan ha progettato la prima copertura in plastica per il pannolino usa e getta. Questo innovativo dispositivo, composto da un foglio di gomma e tessuto, segnò l’inizio del pannolino moderno per bambini.
LA PRIMA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE parte 1 di 2
Inizialmente realizzati in materiale non tessuto, con un design rettangolare molto semplice, le aziende produttrici di pannolini includevano strati di fazzoletti di carta nel nucleo centrale per assorbire il fluido, che era limitato a 100 ml e doveva essere cambiato frequentemente. Ed eccoci negli anni 60 quando nasce la prima azienda che produce pannolini su vasta scala e che ne aumenta esponenzialmente la distribuzione in tutti i ceti sociali: Pampers.
Quest'anno il pannolino usa e getta compie 50 anni. È infatti nato nel 1961, dalla mente geniale di Victor Mills, ingegnere chimico americano, nonché fondatore dell'azienda Pampers, che l'ha sperimentato in primo luogo sui suoi nipotini. Questa invenzione ha fatto sì la gioia dei bambini "tranquilli asciutti", ma soprattutto delle mamme che da mezzo secolo non hanno più avuto a che fare coi "triangoli", cioè i pannolini di stoffa che andavano lavati e fatti asciugare in continuazione, per essere riutilizzati più volte.
Questa innovazione è andata infatti di pari passo con l'emancipazione femminile e il numero sempre crescente di mamme lavoratrici. Dalla sua nascita, il prototipo iniziale ha subito un'evoluzione lunga mezzo secolo: fin dai primi anni '70, in cui è diventato un prodotto di massa, quando la spilla da balia viene sostituita con un nastro adesivo, più pratico e meno pericoloso per le neonate. Un ulteriore miglioramento avviene verso la fine degli anni '70: un gel assorbente dimezza il volume del pannolino e il cambio viene semplificato grazie all'aggiunta di adesivi nella parte davanti.
L'impatto sul mercato italiano
Pampers Italia, leader nel settore dei prodotti per l'infanzia, è uno dei brand dell’azienda italiana Fater. Fondata nel 1958 a Pescara da Francesco Angelini, Fater è un importante attore nel mercato dei prodotti per l'igiene casa e della persona. Dal 1992 è una joint venture paritetica tra Angelini Industries e Procter & Gamble. È stata la prima azienda a sviluppare nel nostro Paese il mercato dei pannolini monouso per bambini nel 1963, degli assorbenti femminili nel 1965 e degli assorbenti ultrasottili nel 1992. La Pampers dal 1961 ci mostra le proprie campagne pubblicitarie, sempre vicine alle mamme e alle loro esigenze.
Verso un approccio consapevole: educazione e libertà
Osservando le abitudini del passato ciò che possiamo notare è che:
- Non esiste un unico modo per gestire la cacca e la pipì dei bambini.
- Non esiste l’età giusta o sbagliata per smettere di usare il pannolino.
- Già da neonati i bambini possono sperimentare l’andare di corpo in modi diversi.
Anche in tempi moderni alcune famiglie decidono di non fare indossare ai propri bambini il pannolino, o almeno non sempre. I benefici del lasciare ogni tanto il bambino senza pannolino sono diversi: minori irritazioni cutanee, minor surriscaldamento durante i mesi caldi, nessun intralcio ai movimenti, presa di consapevolezza del fare pipì e cacca, risparmio economico, sostenibilità ambientale. Questi benefici assumono valore se l’esperienza è piacevole e funzionale per tutte le persone, grandi e piccole, coinvolte. Se invece è una situazione sgradevole, faticosa, demotivante, tutti i benefici elencati non valgono assolutamente la serenità di una famiglia.

Il mio consiglio da ostetrica e mamma di tre è quello di iniziare fin dalla nascita a passare alcuni momenti senza pannolino. Non serve attendere l’estate per iniziare lo spannolinamento. Possiamo osservare alcuni segnali del bambino per coglierlo in un momento di grande motivazione più che le stagioni. D’estate è ancora più importante lasciare i neonati e i bambini senza pannolino soprattutto nelle ore più calde per non surriscaldare i genitali. Non esiste un’età giusta per togliere il pannolino, ma il momento giusto per voi! L’età in cui viene tolto il pannolino cambia da paese a paese ed è cambiata nel corso dei decenni. Questo ci fa capire quanto abbia più a che fare con la cultura e le abitudini familiari, che con la fisiologia dello sviluppo.
Dalle origini all'incontinenza adulta
Successivamente, con il crescente riconoscimento delle esigenze degli adulti che affrontano problemi di incontinenza, l’industria ha allargato il proprio focus. Il pannolone per adulti ha fatto la sua comparsa, offrendo soluzioni mirate a garantire comfort e dignità agli utenti adulti. Oltre a offrire comfort e protezione, questi prodotti sono progettati per garantire discrezione e preservare la dignità degli utenti. Dall’iniziale Boater per bambini alla sofisticata tecnologia dei pannoloni per adulti, l’evoluzione di questi prodotti ha rivoluzionato la gestione dell’igiene a tutte le età.
Da qualche anno comunque si sta assistendo ad un’inversione di tendenza: un ritorno ai vecchi pannolini lavabili in tessuto per l’attenzione sempre maggiore ai problemi ambientali. Recentemente sono stati reintrodotti pannolini di cotone o comunque in tessuto, lavabili e riutilizzabili, al posto dei più diffusi pannolini "usa e getta" in cellulosa e fibre sintetiche, il cui utilizzo è esploso negli anni settanta del secolo scorso. La scelta tra queste opzioni riflette oggi una consapevolezza diversa: la ricerca di un equilibrio tra praticità, salute della pelle del bambino e impatto sull'ecosistema globale.
tags: #antenato #del #pannolino #cruciverba