L’evoluzione di un’icona: Storia e Tecnica della Fiat 500

L’automobile che ha fatto la storia d’Italia nasce da un’idea di Dante Giacosa, giovane ingegnere arrivato alla Fiat a soli 22 anni nel 1927, al quale il vertice aziendale conferisce l’incarico di realizzare una super utilitaria che soddisfi il desiderio degli italiani dell’epoca: quello di passare dallo scooter alle ambite quattro ruote. La prima vera auto per tutti, trasforma quindi il tempo e gli orizzonti degli italiani, che finalmente possono affacciarsi al benessere. Il nome di Nuova 500 fu scelto per sottolineare la discendenza e la comunanza alla 500 “Topolino”, quale automobile di minor costo della gamma Fiat.

Dante Giacosa che disegna la Fiat 500

Le origini: la Nuova 500 del 1957

Il 1º luglio 1957, la "Nuova 500" venne mostrata in anteprima al Presidente del Consiglio Adone Zoli, nei giardini del Viminale. Il 2 luglio la vettura fu presentata presso il circolo Sporting di Torino, tradizionale cornice in cui la FIAT ufficializzava all'epoca le sue novità. Ad attendere le autorità, i giornalisti e le varie personalità, una cinquantina di esemplari del nuovo modello, tutti di colore grigio e accompagnati da meccanici in tuta bianca.

L'allestimento di questa prima serie era davvero spartano anche per l'epoca, e mancavano soprattutto le cromature, tanto amate dagli italiani in quegli anni. I cerchi delle ruote, in lamiera color giallo crema, fissati con quattro bulloni a vista, erano stati appositamente concepiti per escludere la necessità di usare le coppe alle ruote. L'accoglienza del pubblico fu tuttavia piuttosto tiepida, poiché, come diceva il pubblico dell'epoca, «nessuno torna indietro». La nuova piccola vettura appariva troppo spartana agli occhi dei più, ormai usi alla vista delle luccicanti cromature.

Caratteristiche tecniche del debutto

  • Motore: Longitudinale a due cilindri paralleli, 479 cm cubici di cilindrata, 13 CV.
  • Trasmissione: 4 velocità + RM, comando a cloche.
  • Sospensioni: Anteriori a balestra trasversale, posteriori a ruote indipendenti.
  • Peso a pieno carico: 680 kg.
  • Velocità massima: 85 km/h.

La diversificazione: Economica e Normale

Dal novembre 1957 al marzo 1958, la produzione si diversifica. La Nuova 500 "Economica" manteneva l'allestimento di lancio, mentre la "Normale" introduceva vetri discendenti e migliorie di carrozzeria. Il motore della versione aggiornata raggiungeva i 15 CV. Con questa vettura inizia il boom della 500 che culminerà negli anni sessanta con le versioni D e F.

Confronto tra la Fiat 500 Economica e la versione Normale

La spinta dinamica: La Nuova 500 Sport

Per migliorare le vendite, fino ad allora un po' stagnanti, nel 1958 viene lanciata la Nuova 500 Sport, nelle versioni “Berlina” e “Berlina Tetto Apribile”. Le modifiche riguardano motore e carrozzeria: la Sport si riconosce subito per il tetto in metallo rigido, percorso da nervature e la caratteristica livrea bicolore bianca con la fascia rossa che percorre l'intera fiancata.

Il motore vede aumentare la cilindrata che passa da 479 cm³ a 499,5 cm³. La potenza sale a 21,5 CV e la velocità massima supera i 105 km/h, grazie anche a un diverso rapporto al ponte 8/39.

L'evoluzione verso la famiglia: Giardiniera e Commerciale

Nel maggio del 1960 nascono le versioni Giardiniera e Commerciale (anche detta Furgoncino). L'ingegner Giacosa escogita una soluzione di grande interesse tecnico: il motore "a sogliola", che può essere alloggiato interamente sotto il pianale di carico. In sostanza i cilindri vengono abbattuti di lato e resi orizzontali.

La Giardiniera, prodotta fino al 1977 anche da Autobianchi, ha rappresentato l'auto perfetta per artigiani e famiglie numerose. Il passo si allunga di 10 cm e la carrozzeria si fa più squadrata, offrendo un portellone posteriore pratico per il carico.

MOTORI ENDOT. ACCENSIONE SCINTILLA - E COMPRESSIONE intro. 1di ing.D. Giacosa

Il consolidamento: Le serie D, F e L

Nell'ottobre del 1960 viene presentata una versione molto rinnovata della berlina, la Nuova 500 D. Sostituisce tutti i modelli precedenti, compresa la Sport. Da ora non esistono più le varianti tetto apribile e trasformabile; tutto è unificato. Il serbatoio carburante passa dalla forma piatta ad una sagoma a cubo.

Nel 1965 viene presentata la Nuova 500 F, erede della “D”, destinata a divenire negli anni la versione con il maggior numero di unità costruite. La novità più evidente è l'inversione nell'apertura delle portiere; in quell’anno infatti il Codice della Strada impose per tutti i modelli l’incernieratura delle porte anteriore, per una maggiore sicurezza.

Dettaglio delle portiere incernierate anteriormente della Fiat 500 F

Nell'agosto 1968, nasce la 500 L (Lusso). La differenza più evidente è l'adozione di tubi cromati di rinforzo ai paraurti, per offrire alla vettura più piccola d’Italia maggiore protezione nei parcheggi o nel traffico urbano. L'abitacolo si arricchisce con tappeti in moquette e finiture interne più ricercate.

L'eredità storica

Ogni versione, pur rispettando le dimensioni e il DNA originale, raccontava un periodo storico, uno stile di vita e una scelta estetica, dalla praticità al lusso o alla velocità. Dalla prima 500 N alle successive D, F e L, ogni serie cambiava piccoli dettagli che oggi sono sacri per i collezionisti: la forma delle portiere, la dimensione dei fanali, i baffetti del frontale, la plancia più o meno cromata.

La storia della Fiat 500 è la storia di come un’idea semplice possa adattarsi e trasformarsi senza perdere la propria identità. Non era solo mobilità: era socialità. La 500 del 1957 ci ha insegnato che la mobilità è un modo di vivere, non solo di spostarsi. Oggi, la rinascita del mito con motorizzazioni ibride dimostra che il design resta fedele ai tratti che l'hanno resa celebre nel mondo: fari rotondi, proporzioni compatte e uno spirito che deve continuare ad essere pop.

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