Viaggiare al Lago in Gravidanza: Consigli e Precauzioni per Future Mamme

Essere in dolce attesa è sempre un momento unico nella vita di una donna: apporta cambiamenti importanti nel suo modo di essere, di percepire le emozioni e l’ambiente che la circonda. È come se tutto, cambiasse un po’ forma insieme a lei. Nel cammino di questa “avventura”, l’estate in particolare, soprattutto a causa di viaggi e caldo, può essere fonte di piccoli-grandi pensieri e preoccupazioni. La gravidanza, tuttavia, non è una malattia, ma una condizione meravigliosa che va vissuta con serenità e gioia. Medici di tutta Italia consigliano sempre alle loro pazienti di vivere la loro quotidianità e di non stravolgere completamente la propria vita durante i nove mesi di attesa. Una donna incinta può fare tutto quello che faceva prima di esserlo. L’importante è usare qualche piccola attenzione in più ed evitare, magari, qualche rischio.

Donna incinta che cammina lungo un lago

La Gravidanza e i Viaggi: Un’Avventura Possibile

Viaggiare in gravidanza è un modo per vivere appieno questo momento magico della vita, per arricchirsi di nuove esperienze e conoscenze, per rilassarsi e divertirsi con il proprio compagno. È anche un modo per creare un legame speciale con il proprio bambino. Non è assolutamente sconsigliato a una donna in gravidanza di viaggiare, anzi. L’importante è scegliere il mezzo più adatto che le permetta la possibilità, almeno ogni due ore, di potersi alzare, camminare, fondamentale per evitare stasi venose che comporterebbero problematiche alla madre oltre che meno ossigenazione per il nascituro. Le condizioni di partenza - essenziali per poter viaggiare con il pancione ma anche solo per una gita o una passeggiata nel bosco - sono che la gravidanza proceda per il meglio, mamma e bimbo se la spassino alla grande e che non ci siano complicazioni di nessun tipo. Bisogna essere quindi in perfetta salute e nel pieno delle energie.

Prima di intraprendere qualsiasi viaggio, è bene portarsi dietro il certificato medico che attesti la data presunta del parto e il buon andamento della gravidanza, perché alcune compagnie aeree potrebbero richiederlo o addirittura vietare l’imbarco se la data del parto è troppo vicino. In ogni caso, è buona prassi consultare il proprio medico e seguire le sue indicazioni.

ALIMENTAZIONE ad INIZIO GRAVIDANZA, PRIME SETTIMANE e PRIMO TRIMESTRE: COSA MANGIARE ed EVITARE

I viaggi in gravidanza possono essere affrontati in diversi periodi, ciascuno con le proprie peculiarità. Il primo trimestre è forse il periodo più delicato della gravidanza, perché il corpo si sta abituando alla presenza del piccolo ospite e questo potrebbe farvi sentire stanche, nauseate e/o emotive. Il consiglio principale è quello di scegliere una meta tranquilla e rilassante, dove poter riposare quando se ne ha bisogno, dove poter mangiare sano e dove poter godere della natura. Il secondo trimestre è forse il periodo più bello della gravidanza, perché si è più energiche, felici e serene. Il pancione si fa notare ma non pesa ancora troppo, il bambino comincia a muoversi e a far sentire la sua presenza. Il consiglio principale è quello di sfruttare questa fase per fare il viaggio dei sogni, quello che si è sempre desiderato fare ma che magari si rimandava per vari motivi. Il terzo trimestre è il periodo finale della gravidanza, quello in cui il pancione si fa più grande e pesante, il bambino si fa più attivo e ci si prepara al suo arrivo. È un periodo in cui arriva la stanchezza, il gonfiore e l'ansia. Il consiglio principale è quello di scegliere una meta vicina e tranquilla, dove poter riposare quando se ne ha bisogno, dove poter mangiare sano e dove poter godere del mare o della natura.

Ci sono alcuni fattori da tenere in considerazione, come il periodo della gravidanza, le condizioni di salute della mamma e del bambino, il tipo di trasporto, il clima, le vaccinazioni, l'assicurazione sanitaria e le eventuali emergenze. In generale, si sconsiglia di viaggiare in zone con malattie infettive o endemiche, come la malaria o la febbre gialla, o con condizioni igieniche precarie. Cercare anche il nominativo di un ginecologo in loco e segnarlo nell'agendina o tra i documenti di viaggio può essere un'ottima precauzione.

Idratazione e Alimentazione: Pilastri del Benessere Estivo

L’idratazione è davvero la chiave del benessere materno-fetale in gravidanza: riduce la nausea e l’iperemesi nel primo trimestre, combatte la stipsi, apporta oligoelementi, e soprattutto d’estate aiuta a mantenere la pressione arteriosa nei limiti della norma. Secondo l’EFSA (European Food Safety Authority) la dose giornaliera consigliata di acqua, che si attesta generalmente intorno ai 1,5-2 litri, durante la gestazione dovrebbe aumentare quotidianamente di almeno 300 ml. Quando una donna è in dolce attesa tutte queste funzioni acquistano ancora più importanza. Inoltre, la corretta crescita del bambino nel grembo materno necessita di condizioni fisiche ottimali. Una corretta idratazione infatti risulta fondamentale durante la gestazione per produrre liquido amniotico e per aiutare ad aumentare il volume del sangue. In particolare, è consigliata l’assunzione di almeno due litri di acqua al giorno, fino a tre nei periodi più caldi.

Ma va bene qualsiasi tipo di acqua? Non esistono acque “perfette”, ma è sicuramente consigliato, per una donna gravida, che sia a basso contenuto di sodio, perché aiuta a combattere la ritenzione idrica e il gonfiore, molto frequenti in gravidanza, e ricca di calcio, altamente assimilabile. Inoltre, per stimolare la corretta digestione, l’acqua dovrebbe avere un pH leggermente acido o neutro, tra 5 e 7,5. Non è consigliato l’abuso di caffè e tè: non vanno superate le due porzioni al giorno.

Durante l’estate le future mamme devono assicurare, anche attraverso l’alimentazione, il mantenimento di uno stato di idratazione adeguato. La frutta e soprattutto la verdura fresche sono alimenti ottimi in questo senso: la frutta va consumata sbucciata oppure lavata accuratamente nelle pazienti che non hanno mai contratto la toxoplasmosi. Le donne affette da diabete o a rischio di diabete gestazionale devono seguire le indicazioni nutrizionali del medico curante in quanto, contenendo molti zuccheri, la frutta può generare delle iperglicemie. Inoltre, la frutta e la verdura fresca sono ricche di vitamine importanti per il benessere materno e fetale, in particolare vitamina A, C e vitamine del gruppo B. L’acido folico va integrato soprattutto nel primo trimestre, mentre non sono necessarie supplementazioni di sali minerali se viene seguita una dieta varia ed equilibrata. Tuttavia, nei periodi di forte caldo può essere consigliata un’integrazione di potassio e magnesio soprattutto in presenza di crampi o stanchezza. Nel beauty della farmacia ricordate di portare fermenti lattici, un antidolorifico o antipiretico e compresse di acido folico o integratori (ad esempio Multicentrum Materna) per darvi quel pizzico di energia in caso di improvvisa stanchezza.

Gestire il Caldo e il Gonfiore

Il periodo estivo, specialmente per le donne in attesa, può portare a problemi come il gonfiore alle gambe, che tendono a lievitare di pari passo con il “pancione”. Le gambe gonfie, il senso di irrequietezza, la notte disturbata dai crampi e bruciori sono la conseguenza dell’accumulo di liquido tra i capillari, dilatati e resi meno elastici dal caldo. Le gambe gonfie sono un fastidio ricorrente in gravidanza, soprattutto nel terzo trimestre, che peggiora d’estate. Per combatterlo bisogna bere in abbondanza e, di notte, sollevare le gambe di circa 15 cm con alcuni cuscini. L’attività fisica regolare migliora il ritorno venoso e di conseguenza riduce il ristagno a livello degli arti inferiori. Secondo il parere del medico è possibile l’utilizzo di calze a compressione graduata, evitando indumenti e calzature troppo strette che ostacolano il ritorno del sangue al cuore, in particolare in estate preferire l’utilizzo di sandali, con un tacco di 2-4 cm. Immergere i piedi nell’acqua fredda di fiumi e torrenti (o laghi) potrebbe infine alleviare i gonfiori e regalare piacevole sollievo.

Piedi gonfi in gravidanza

Un altro aspetto importante, ancora di più per le donne in attesa, è evitare gli orari centrali poiché il caldo provoca una vasodilatazione sanguigna aumentando il rischio di ipotensione. La pressione bassa è molto frequente durante la gravidanza, e anche se non è chiaramente associata a complicanze fetali, va combattuta mantenendo un'adeguata idratazione, soprattutto perché può provocare svenimenti che possono causare traumi anche per il bambino. Nei periodi di forte caldo bisogna aumentare l’assunzione di acqua, evitare di alzarsi bruscamente dal letto o dalla posizione seduta, evitare di disidratarsi passando molte ore sotto il sole e assumere sempre acqua prima e dopo l’attività fisica. In caso di giramenti di testa o malessere durante passeggiate o se fa molto caldo, assumere immediatamente una posizione supina e sollevare le gambe, in modo da favorire il ritorno venoso. Per ridurre la sensazione di calore può essere utile ricorrere all’uso di climatizzatori, in grado di abbassare non solo la temperatura ma anche il livello di umidità che in estate rende il caldo ancor più insopportabile. È opportuno ricordare però, di non esagerare, con le basse temperature: 5-6 gradi in meno rispetto all’esterno sono sufficienti per ottenere una condizione di benessere. Un ultimo consiglio da non dimenticare è un ventaglio e un vaporizzatore con acqua termale, due ottimi alleati per l’estate con il pancione!

Protezione Solare e Cura della Pelle

Durante la gestazione si può incorrere in un fenomeno definito cloasma gravidico, detto anche maschera della gravidanza. Un problema che generalmente riguarda il 50/70% delle gravide. Si tratta di un’alterazione della pigmentazione della pelle con comparsa di macchie scure (in donne con pelle chiara) o chiare (in donne con pelle scura) che colpisce soprattutto il volto e in particolare zigomi, labbro superiore, naso, fronte. La causa è l’accumulo di melanina, favorito dalla produzione degli ormoni durante il periodo della gravidanza. Abbronzandosi, l’epidermide si scurisce e, dove sono presenti accumuli di melanociti, si iperpigmenta. Ecco perché, soprattutto per la donna in gravidanza, è consigliata una crema ad alto fattore di protezione solare +50 contro i raggi UVA e UVB, come quelle dedicate ai bambini e ai neonati. L’ideale sarebbe utilizzarla tutto l’anno, non solo nei mesi estivi, al posto della crema classica di base.

Crema solare con alto SPF

L’abbronzatura in sé non è pericolosa per il bimbo, ma bisogna sicuramente evitare prolungate esposizioni al sole. Al mare è meglio preferire la pennichella sotto l’ombrellone. In ogni caso, d’estate è fondamentale proteggere la pelle con una crema solare almeno 30-50 SPF, anche se non si è di carnagione chiara, in quanto le scottature vanno assolutamente evitate. Gli oli abbronzanti sono consentiti, ma non bisogna abusarne. Via libera al bikini, evitando però di esporre direttamente e a lungo il pancione al sole. In caso di prolungate esposizioni al sole, infatti, il liquido amniotico può surriscaldarsi e diventare non confortevole e salubre per il bambino. Se decidete di esporvi al sole cercate di sfruttare le prime ore del mattino per fare belle passeggiate nella natura o sul bagnasciuga (o in riva al lago). È consigliabile evitare di esporsi al sole nelle ore più calde della giornata, prediligere il mattino o il tardo pomeriggio, ricordandosi sempre di utilizzare una protezione solare alta, soprattutto in viso per evitare le fastidiose macchie solari. Solitamente quando vi esponete al sole i piccoli tenderanno a muoversi di più nella vostra pancia, non preoccupatevi i bimbi percepiscono semplicemente la variazione di luminosità!

Attività Fisica e Scelta delle Scarpe

Nelle donne sane è raccomandata l’esecuzione di attività fisica per almeno 150 minuti a settimana. Una donna incinta oltretutto non deve mai e poi mai chiudersi in casa e rimanere ferma e immobile a letto. Sono gli stessi medici a consigliare una moderata attività fisica per prevenire alcune complicanze metaboliche come ad esempio il diabete gestazionale. Gli sport migliori, soprattutto in estate, sono la camminata a passo svelto ed il nuoto, ma si possono anche praticare jogging, cyclette, yoga, pilates. Bisogna svolgere l’attività in un ambiente non troppo caldo, ma nemmeno troppo refrigerato, evitare la disidratazione bevendo a sufficienza prima, durante e dopo lo sport e di alimentarsi in maniera adeguata prima dell’attività fisica per evitare ipoglicemie.

Il nuoto è lo sport ideale in gravidanza e d’estate si può approfittare per praticarlo in piscina o al mare (o al lago). Bisogna, tuttavia, evitare di immergersi in acqua troppo fredda. Gli stili ideali sono la rana e il dorso, ma le mamme allenate possono praticare anche stile libero evitando di andare in debito di ossigeno. Può essere utile utilizzare un orologio con misurazione della frequenza cardiaca che deve rimanere inferiore ai 120 battiti per minuto. Le passeggiate durante la gravidanza sono utili per migliorare la circolazione degli arti inferiori, quali gambe, piedi e polpacci. Camminare all’aria aperta, infatti, fa sempre bene.

Donna incinta che nuota in un lago

In gravidanza è ancora più importante fare attenzione alla tipologia di scarpe che si indossano. In città devono avvolgere il piede ma non essere in nessun caso costrittive e pesanti, meglio se a pianta larga e con tacco basso, di circa tre centimetri. Da limitare, invece, l’uso delle ballerine in gravidanza poiché favoriscono l’iperlordosi favorendo il dolore alla schiena. Scarponcini se in montagna, mentre per le passeggiate leggere intorno a un lago, scarpe comode e larghe sono ideali.

Destinazioni e Precauzioni Specifiche per il Lago e la Montagna

Ma meglio vacanze in montagna, al lago, al mare o in piscina? La risposta è: tutte le destinazioni. Il mare e la piscina sono l’ideale durante la gravidanza, in quanto si può praticare il nuoto durante tutti i nove mesi. Benissimo anche la montagna: si possono fare passeggiate a contatto con la natura, facendo attenzione a non salire a più di 2000 m di altitudine per evitare l’iperventilazione. Per le future mamme che scelgono il lago come meta, le attività di nuoto e le passeggiate nella natura circostante sono estremamente benefiche, a patto di seguire le precauzioni generali valide per tutte le destinazioni acquatiche e montane.

In particolare, per quanto riguarda le altitudini, quello che crea problemi non è essere a 1.500 metri di altezza, ma passare da basse altitudini (come quelle della città) a quelle dei monti in pochissimo tempo. È lo sbalzo pressorio che può causare complicazioni, non essere a un’altitudine piuttosto che un’altra. Si sconsiglia, pertanto, alle donne in gravidanza, una altitudine elevata. Meglio non superare i 2.000 - 2.500 metri di altezza per non mettere a rischio la propria vita e quella del bambino che si porta in grembo.

Mappa delle altitudini italiane

Ampi studi e ricerche hanno accertato come la maggior parte degli individui possano salire fino a 1500-2000 metri di altezza in un giorno senza avere problemi. Il 20% delle persone che si spingono fino ai 2.500 metri e il 40% di quelli che arrivano ai 3.000 metri di altezza rischiano di sviluppare, con grande facilità, il mal di montagna acuto. Si tratta di una vera e propria malattia da altitudine provocata da una ridotta disponibilità di ossigeno a causa delle alte quote. Nella sua forma più lieve i sintomi riguardano la presenza di una cefalea e una o più manifestazioni sistemiche. Si arriva a parlare però anche di edema cerebrale ed edema polmonare d’alta quota che causa dispnea e ipossiemia.

Risulta dunque chiaro come per una donna in gravidanza le cose si complicano. Il rischio di avvertire cefalea, nausea e vomito è uguale a quello che corrono tutti gli altri individui. I problemi arrivano però per le cure. Le donne incinte non possono assumere farmaci in grado di favorire l’acclimatamento. L’acetazolamide, uno dei farmaci maggiormente utilizzati, è oltretutto sconsigliato sia nel primo trimestre, sia nelle fasi tardive della gravidanza. L’assunzione potrebbe causare, a seconda del mese di gestazione, gravi malformazioni nel feto. Anche i vari antinfiammatori, invece, per curare le varie cefalee da altitudine, vengono sconsigliati alle donne in gravidanza per la possibile prematura chiusura del Dotto di Botallo. Perfino i medicinali a base di cortisone andrebbero a incrementare il rischio di malformazioni fetali e a incidere sullo stato metabolico.

Oltre al mal acuto di montagna, in gravidanza l’altitudine rischia di incrementare i rischi che già corrono tutte le donne incinte. I disagi maggiori derivano dalla riduzione dell’ossigeno. Ci sono numerose ricerche scientifiche, ancora in atto, pronte a studiare la correlazione fra l’esposizione ad alta quota nel primo trimestre e il tasso di malformazioni nei feti. Uno studio pubblicato su diverse riviste mediche nel 2018 è andato ad analizzare, ad esempio, l’incidenza della mancanza di ossigeno sulle malformazioni cardiache. Nel 2019 è stato pubblicato sul rinomato International Journal of Cardiology uno studio riguardante, invece, lo stress sul cuore del feto causato dall’altitudine. Una donna, nei primi mesi di gravidanza, recandosi ad altitudini elevate in montagna, potrebbe mettere dunque a grosso rischio il cuore del proprio bambino aumentando la possibilità di ictus.

Ricapitolando una donna in gravidanza, che è solita vivere a basse quote, non dovrebbe superare i 2500 metri di altitudine. Questo per non mettere a repentaglio la propria salute e quella del feto. Si possono fare camminate in montagna o gite in totale relax nel bel mezzo della natura, come quelle attorno a un lago alpino. L’importante è non affaticarsi troppo e proteggere accuratamente la pelle dal sole tenendo coperta la pancia. I ginecologi consigliano di tenersi idratate bevendo molta acqua ed evitare di uscire nelle ore più calde. Per il resto camminare dolcemente immersi nella natura non può che far bene al corpo e allo spirito. Se decidete di trascorrere le vostre vacanze in montagna è opportuno salire di quota gradualmente e senza superare i 2000 m, per salvaguardare il bimbo e sottoporlo a stress eccessivi.

ALIMENTAZIONE ad INIZIO GRAVIDANZA, PRIME SETTIMANE e PRIMO TRIMESTRE: COSA MANGIARE ed EVITARE

Ci sono donne incinte alle quali i medici sconsigliano di andare in montagna o in luoghi con altitudini significative. Si tratta di coloro che presentano patologie croniche che aumentano il rischio di preeclampsia. Devono rinunciare ai distesi prati verdi o alle piste innevate le donne in gravidanza che presentano: l’ipertensione cronica; malattie renali; le malattie polmonari; anemie importanti. Per finire è VIETATO recarsi in montagna alle donne incinta che hanno ricevuto una diagnosi di iposviluppo fetale.

Logistica del Viaggio e Altri Consigli Utili

Se ci si sposta in macchina è bene che le gestanti si vestano in maniera comoda. Se il viaggio si preannuncia piuttosto lungo è inoltre importante prevedere alcune tappe in modo da poter scendere dalla vettura e camminare per qualche minuto. Ciò aiuta a diminuire il rischio embolico. L’aereo si può prendere senza problemi fino alla 36° settimana di gestazione, ma bisogna tenere in considerazione che alcune compagnie aeree possono richiedere un certificato medico già dopo la 28° settimana. Idealmente i ginecologi consigliano di non superare le cinque ore di volo, ma in caso di viaggi più lunghi organizzatevi scegliendo dei posti a sedere confortevoli, indossate abiti molto comodi e calze contenitive anti-trombosi per le gambe che sono soggette ai rischi del ristagno venoso quando si è sedute per molto tempo. In caso di cinetosi (mal di mare, auto o aereo) potete utilizzare i braccialetti - che funzionano secondo il principio dell’agopuntura - andando a produrre una pressione a due dita dal polso, sui centri che prevengono la sensazione di nausea.

Le terme non sono del tutto controindicate, ma bisogna stare attente a evitare gli sbalzi di temperatura e l’esposizione a temperature dell’acqua troppo alte - non devono mai superare i 35-36° - che possono causare cali ipotensivi o pericolose ipertermie. Evitare in generale immersioni per più di 15 minuti di seguito e coprirsi, una volta usciti dall’acqua, per evitare lo sbalzo termico se la temperatura esterna è fresca. L'idromassaggio è consentito in sedute di 10 minuti circa, ma con il getto non diretto sul pancione.

Braccialetti anti-nausea

Riposare bene in gravidanza, riveste una grande importanza: da alcuni studi sembra esserci una associazione tra disturbi del sonno del bambino e una inadeguata quantità di sonno per la mamma, soprattutto nel secondo e nel terzo trimestre. Per quanto riguarda la protezione dagli insetti, la maggior parte dei repellenti per zanzare in commercio sono a base di dietiltoluamide (DEET) al 20%, che possono essere usati senza particolari rischi, facendo attenzione a lavare bene le mani dopo l'applicazione.

Ricordate che è bene portarsi dietro tutta la documentazione clinica sull’andamento della gravidanza ed è bene procurarsi in anticipo i riferimenti di professionisti e/o strutture sanitarie della zona di villeggiatura. Detto ciò godetevi i giorni di vacanza e rilassatevi il più possibile.

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