Il suolo è lo strato più superficiale ed estremamente sottile del pianeta Terra, spesso definito come la "pelle" o l'"epidermide" del pianeta. Esso rappresenta un ecosistema quantitativamente esile ma potente, poiché in esso si mettono in relazione atmosfera, biosfera, litosfera e idrosfera. Tuttavia, la sua vitalità è oggi minacciata da un progressivo degrado che ne compromette le funzioni primarie. Comprendere le dinamiche che portano un terreno a perdere la sua capacità produttiva richiede un’analisi dettagliata delle proprietà che ne definiscono la fertilità e dei fattori antropici e naturali che ne causano la sterilità.

Le fondamenta della fertilità: proprietà fisico-idrologiche
Le proprietà fisiche dei suoli condizionano il rapporto suolo/acqua/piante. Da esse dipendono la capacità di un suolo di trattenere o trasmettere l’acqua, la funzione di sostegno alle piante e di supporto alle infrastrutture, la capacità di favorire l’attività biologica nonché di influenzare i cicli dei nutrienti. Le proprietà fisiche possono essere indicatori della sanità del suolo e sono utilizzate per implementare modelli di stima del movimento di acqua nel sistema suolo/falda.
Tessitura e granulometria
Per tessitura s’intende la ripartizione percentuale della terra fine (particelle con diametro < 2mm), suddivisa in sabbia (da 2000μ a 50μ), limo (da 50μ a 2μ) e argilla (<2μ). La tessitura influenza il comportamento fisico e chimico dei suoli, determinando qualità fondamentali come il drenaggio, l’aerazione, la suscettività all’erosione, il contenuto di sostanza organica e la capacità di scambio cationico. Le particelle più grossolane, con diametro > 2mm, formano lo scheletro, anch'esso influente sulla struttura complessiva del terreno.
Struttura e aggregazione
La struttura è l’arrangiamento delle particelle granulometriche in aggregati che presentano forme peculiari (laminare, granulare, angolare, prismatica). Essa si forma in seguito al continuo alternarsi di gelo/disgelo, al passaggio dallo stato umido a quello secco, nonché grazie all’attività dei microorganismi e alla cementazione operata da argilla, sostanza organica e composti di ferro e alluminio. Una buona struttura aumenta l’infiltrazione dell’acqua, riduce l’erosione, migliora l’emergenza delle piante e la crescita radicale, creando pori grandi e continui.
Densità apparente e consistenza
La densità apparente esprime la massa del terreno riferita all'unità di volume (g/cm3) e considera anche la porosità. È un indicatore critico della facilità con cui le radici possono estendersi e viene utilizzata per calcolare il potenziale di restringimento/rigonfiamento delle argille. La consistenza, invece, descrive la resistenza di un suolo agli sforzi meccanici o alla manipolazione, riflettendo le forze coesive ed adesive. Un suolo con consistenza alterata è spesso propenso al compattamento, alla formazione di croste e a fenomeni di ristagno idrico, che ne pregiudicano la fertilità.

Conducibilità idraulica satura (Ksat) e capacità di acqua disponibile (AWC)
La Ksat indica la capacità del suolo di trasmettere l’acqua in condizioni di saturazione. Dipende dalla geometria dei pori e dalla presenza di canali biologici. Un valore troppo basso indica una bassa permeabilità, un valore troppo alto può indicare una scarsa ritenzione idrica. La capacità di acqua disponibile (AWC) è la quantità di acqua disponibile per le piante quando il suolo si trova alla capacità di campo, calcolata come differenza tra il contenuto d’acqua alla capacità di campo e quello al punto di appassimento.
La gestione della sostanza organica e la fertilità biologica
La sostanza organica rappresenta un elemento cruciale per la fertilità e la salute del suolo, svolgendo un ruolo fondamentale nell’agricoltura sostenibile. Essa supporta una ricca biodiversità microbica, fondamentale per i cicli biogeochimici. Negli ultimi decenni, i suoli hanno subito un progressivo impoverimento di sostanza organica, fenomeno allarmante che minaccia la sostenibilità delle produzioni agricole. Questo declino deriva da una complessa interazione di fattori: l'intensificazione delle pratiche agricole, la riduzione degli apporti organici di qualità e l’aumento delle lavorazioni intensive.
Approcci per il ripristino della fertilità
L’uso di fertilizzanti organici è un tassello importante nella visione del benessere della terra. Approcci moderni, come quello proposto da Frayssinet, puntano su basi organiche compostate che permettono di riprodurre in modo accelerato ciò che l’agricoltura mista produceva in passato. Le innovazioni, come gli stimolatori della crescita radicale, gli antistress abiotici e gli stimolatori della flora microbica (Pro T10), sono fondamentali per mantenere la fertilità. Anche matrici come l’Agrogel® di ILSA dimostrano la loro efficacia nel favorire l’attività microbiologica nel terreno, aumentando la fertilità biologica del suolo.
Terre di mezzo Suolo, biodiversità e salute
Cause del degrado e della sterilità del suolo
Il degrado del suolo è una minaccia globale, causata tanto da fenomeni naturali quanto da intense modifiche del terreno apportate dalle attività antropiche. Il cambiamento climatico incide sul suolo, poiché l’aumento globale delle temperature aumenta l’evaporazione dell’acqua, fino a rendere impossibili gli scambi di materia organica, trasformando aree fertili in deserti. Questo processo è accelerato dalla combinazione con la deforestazione e gli incendi.
Impatto antropico: impermeabilizzazione e inquinamento
La perdita di suolo fertile è fortemente legata al consumo di territorio. La categoria del “consumo di suolo permanente” è rappresentata a chiazze su tutta la superficie del nostro Paese, con variazioni apprezzabili e continue nelle aree urbane e lungo la fascia costiera. I processi di impermeabilizzazione dei suoli, dovuti alla crescita di nuove aree edificate e alla costruzione di strade, riducono la funzione di stoccaggio del carbonio, impediscono un corretto assorbimento delle piogge e aumentano il rischio idrogeologico. Inoltre, l’eccesso di fertilizzanti chimici, il pascolo eccessivo e l'uso di microplastiche (white pollution) portano alla saturazione dei pori e alla riduzione della fertilità.
La minaccia della salinizzazione
Un'altra ben nota minaccia per l’equilibrio del suolo è la salinizzazione, causata principalmente dallo sfruttamento intenso delle risorse idriche. Quando l'acqua viene prelevata in eccesso, si favorisce il processo di accumulo dei sali negli strati superficiali. Il suolo, privato della sua capacità di sostenere la vita, non è più in grado di garantire le funzioni ecosistemiche fondamentali. L’Agenda 2030, con l'obiettivo 15 "Vita sulla terra", promuove la difesa del suolo e della biodiversità, riconoscendo che la protezione di questa risorsa non rinnovabile è essenziale per la sopravvivenza umana.