Il dibattito sull'uso dell'amalgama dentale rappresenta uno dei capitoli più complessi e controversi dell'odontoiatria moderna. Per decenni, questo materiale - composto da una miscela di metalli come argento, stagno, rame e mercurio liquido - è stato lo standard per le otturazioni, apprezzato per la sua durabilità, versatilità e accessibilità economica. Tuttavia, la presenza di una quota significativa di mercurio (circa il 50%) ha sollevato interrogativi persistenti riguardo alla sicurezza sistemica per il paziente e all'impatto ambientale.
L'amalgama dentale rappresenta, ancora oggi, il più importante uso del mercurio nell’Unione Europea e costituisce una notevole fonte di inquinamento. Le otturazioni in amalgama, utilizzate in passato nell’odontoiatria conservativa, sono state dichiarate da diverse correnti di pensiero nocive per l’organismo umano, in quanto formate da materiale metallico costituito per almeno il 40% da mercurio, una sostanza poco tollerata dall’organismo che può provocare anche reazioni allergiche. Inoltre, le otturazioni in amalgama creano crepe nella struttura del dente non avendo la stessa elasticità della dentina; l’amalgama è più dura e, con la masticazione, fa effetto cuneo.

Il quadro normativo europeo e il cammino verso la dismissione
L’Unione Europea, nel corso degli anni, ha approvato vari regolamenti sul mercurio, culminati in una strategia volta a coprire l'intero ciclo di vita del metallo, dall'estrazione primaria allo smaltimento dei rifiuti. L'obiettivo definitivo è limitare ed eliminare progressivamente l'uso, la fabbricazione e l'esportazione di prodotti con mercurio aggiunto.
Il Parlamento europeo e il Consiglio hanno adottato le loro posizioni negoziali rispettivamente il 17 e 30 gennaio 2024, raggiungendo un accordo provvisorio il 21 febbraio 2024. In tale contesto, è stata prevista la completa eliminazione dell’uso dell’amalgama dentale in ambito odontostomatologico a partire dal 1° gennaio 2025, tramite misure non coercitive. Le eccezioni si applicano solo quando il dentista ritiene strettamente necessario l'uso dell'amalgama per soddisfare esigenze mediche specifiche del paziente. Parallelamente, il divieto di fabbricazione e l’esportazione di amalgama dentale scatterà dal 1° gennaio 2025, mentre per l'importazione nell’UE il divieto sarà pienamente operativo dal 1° luglio 2026. La Commissione si è impegnata a rivedere tali esenzioni entro la fine del 2029, valutando la disponibilità di alternative senza mercurio.
La regolamentazione in Italia: dal Decreto Sirchia al Piano Nazionale
L’Italia ha recepito con attenzione queste direttive, integrando protocolli di sicurezza stringenti. Già nel 2001, il cosiddetto "Decreto Sirchia" ha vietato l’utilizzazione, l’importazione e la commercializzazione di amalgami dentali non confezionati in capsule predosate. Lo stesso decreto ha stabilito modalità operative precise: le capsule devono essere conservate in ambienti freschi, lavorate in locali dotati di ventilazione e superfici decontaminabili, e trattate con raffreddamento, aspirazione e isolamento del campo operatorio. È inoltre vietato posizionare l’amalgama in prossimità di altri restauri metallici per evitare fenomeni di corrosione galvanica.
Nel febbraio 2021, l’Italia ha pubblicato il Piano nazionale per l’eliminazione dell’amalgama dentale, in attuazione della Convenzione di Minamata, fissando al 31 dicembre 2024 la data per la graduale eliminazione del suo utilizzo. Nonostante l'assenza di un divieto assoluto, dal 1° luglio 2018 l’amalgama non può essere impiegata nei trattamenti su denti decidui, nei pazienti di età inferiore ai 15 anni e nelle donne in gravidanza o in allattamento, salvo casi in cui il dentista ne ritenga l’uso strettamente necessario. La normativa impone inoltre agli studi odontoiatrici di dotarsi di separatori di amalgama conformi, gestendo lo smaltimento dei rifiuti secondo protocolli definiti.

Tossicologia e dibattito scientifico: rischi reali o presunti?
Uno dei punti di maggior contrasto riguarda l'interpretazione dei dati scientifici. Da un lato, la letteratura accademica riporta studi su larga scala - come quello del 2018 che ha analizzato 88.000 giovani - che non hanno riscontrato alcuna correlazione tra l'amalgama e la sindrome da deficit di attenzione (ADHD) o altri disturbi dello sviluppo. Gli sostenitori della sicurezza dell'amalgama sottolineano che, in condizioni normali, il rilascio di vapore di mercurio è minimo e non comporta rischi sanitari accertati.
Dall'altro lato, ricercatori e clinici, come il tossicologo tedesco Max Daunderer, sostengono che l’intossicazione da amalgama sia di tipo cronico e, come tale, raramente rilevabile tramite comuni esami del sangue o delle urine. Secondo questa prospettiva, i metalli pesanti presenti nelle leghe dentali agirebbero sul sistema nervoso, endocrino e immunitario. Studi condotti su modelli animali, tra cui l'impianto di mercurio radioattivo in capre, hanno documentato la migrazione del metallo verso organi vitali come reni, fegato e cervello.
Protocolli di rimozione: il dibattito sulla tecnica SMART
La questione della rimozione è cruciale. Se per le istituzioni sanitarie la rimozione è sconsigliata in assenza di patologie cliniche evidenti, per alcuni protocolli specialistici - come la tecnica SMART (Safe Mercury Amalgam Removal Technique) dell'IAOMT - la rimozione rappresenta l'unico modo per interrompere l'esposizione cronica. Questa procedura richiede l'uso di dighe in gomma, cannule di aspirazione ad alto volume, maschere per l'ossigeno e sistemi di raffreddamento specifici per minimizzare l'inalazione di vapori di mercurio durante la fresatura.
Le otturazioni in amalgama sono pericolose? - Dr Filippo Rustichini Odontoiatra
Considerazioni sulla diagnosi e sull'ipersensibilità
La diagnosi di allergia o intolleranza all'amalgama rimane complessa, poiché spesso non si tratta di una reazione immediata mediata da anticorpi. Test come il MELISA (Memory Lymphocyte Immunostimulation Assay) o i patch test prolungati sono indicati da alcuni specialisti per individuare reattività a lungo termine. Il concetto di "ipersensibilità individuale" è spesso al centro delle testimonianze di pazienti che hanno riportato miglioramenti significativi, talvolta descritti come risolutivi, in seguito alla rimozione protetta dei restauri metallici e a protocolli di chelazione.
Nonostante l'adozione di un approccio prudenziale da parte del legislatore, resta un divario tra la pratica clinica basata sull'evidenza statistica e le esperienze dei singoli pazienti. La ricerca continua a monitorare il carico di mercurio nel corpo umano, indagando anche il potenziale accumulo nel latte materno e la sua trasmissibilità fetale. L'attuale tendenza verso materiali privi di mercurio, come compositi di nuova generazione e ceramiche, sembra rappresentare la direzione definitiva per una odontoiatria che mira a coniugare estetica, sicurezza biologica e sostenibilità ambientale, superando un'era che ha visto l'amalgama protagonista indiscussa della conservativa per oltre un secolo.