Allattamento: Gestione delle ragadi, uso del tiralatte e risoluzione delle problematiche comuni

L'allattamento è un'esperienza intensa e profondamente relazionale, ma può presentare sfide che mettono a dura prova la neomamma. Tra le difficoltà più frequenti si annoverano le ragadi al seno, l'ingorgo mammario e la mastite. Comprendere la natura di questi fenomeni e conoscere gli strumenti a disposizione, come il tiralatte, è fondamentale per trasformare un momento di disagio in un percorso di crescita consapevole.

illustrazione di una mamma che allatta in una posizione corretta

Le ragadi al seno: natura, cause e prevenzione

Le ragadi sono piccole ulcerazioni, a forma di fessura, della cute o delle mucose. Le ragadi al seno sono abrasioni o piccole fissazioni superficiali del capezzolo e dell’areola, molto dolorose. Si stima che l’80-90% delle donne che allattano sperimenta dolenzia dei capezzoli. Durante la poppata, tuttavia, il fastidio tende a scomparire e con il passare dei giorni e delle settimane non si ripresenta più.

L'importanza della posizione e dell'attacco

Sebbene alcuni autori sostengano che anche una normale suzione possa indurre danno ed infiammazione dei capezzoli e che, quindi, l’insorgenza delle ragadi in donne costituzionalmente predisposte sia inevitabile, molti studi sembrano invece dimostrare che, nella grande maggioranza dei casi, la causa delle ragadi è la non corretta posizione del lattante quando si attacca al seno. La bocca deve essere ben aperta e coprire quasi completamente l’areola; la lingua deve essere posta sopra l’arcata gengivale inferiore; il labbro inferiore deve essere rovesciato all’esterno; il mento deve toccare la mammella e la guancia risultare gonfia e tonda.

Se si nota difficoltà nell’attacco o nella suzione, occorre verificare l’eventuale presenza di difetti anatomici della lingua come, ad esempio, il frenulo corto. In alcuni casi, questo difetto congenito si accompagna con alcuni segni caratteristici: lingua incurvata in basso con difficoltà di estensione oltre la gengiva inferiore o con presenza di un evidente solco centrale (a forma di cuore) sia a riposo che in estensione.

Igiene e cura della pelle

Un’altra causa frequente è l’eccessiva igiene: saponi e detergenti possono seccare la pelle e asportare lo strato di grasso che protegge e difende la cute, rendendola più fragile. Perciò basta una doccia al giorno, senza strofinare direttamente i capezzoli. Non è necessaria la pulizia con acqua sterilizzata o prodotti disinfettanti. Una volta formate, la guarigione delle ragadi si accelera con creme o unguenti appositi a base di ingredienti naturali, che non alterino l’odore e il sapore del capezzolo.

Strategie di trattamento: "Moist" o "Dry" Healing

Al fine di accelerare la guarigione, si propongono due opzioni ‘opposte’ di trattamento locale: tenere la ferita asciutta oppure idratarla. Recentemente, poiché sembra accertato che il processo di guarigione degli strati più interni dell’epidermide esposta al trauma sia favorito dall’idratazione del tessuto, si consiglia la moist wound healing. Molti studi hanno mostrato, tuttavia, che questi presidi non portano alcun miglioramento nel processo di guarigione rispetto ad un corretto allattamento. La comparsa delle ragadi al seno non deve far sospendere l'allattamento, dal momento che tendono alla guarigione spontanea, una volta rimosse le cause.

POSIZIONI PER ALLATTARE AL SENO e UN ATTACCO CORRETTO PROFONDO: POSIZIONE A RUGBY

Il tiralatte: alleato o sostituto?

Il tiralatte è un dispositivo progettato per estrarre il latte materno dal seno. È una scelta comune, ma spesso prematura. Prima di acquistarlo, è importante capire quando e perché usarlo. Esistono diverse tipologie:

  • Tiralatte manuale: Sfrutta un meccanismo di azionamento manuale che ricrea la suzione. È economico, leggero e ideale per un uso saltuario, ad esempio per alleviare un ingorgo.
  • Tiralatte elettrico: Risponde a un meccanismo di suzione automatica. Offre una migliore facilità di utilizzo e la possibilità di estrarre quantità superiori di latte.
  • Tiralatte indossabile: Dispositivi senza fili e senza tubi, da inserire nel reggiseno per estrarre il latte mentre si svolgono altre attività.

Vantaggi e utilizzo corretto

Il tiralatte favorisce la produzione di latte e si rivela funzionale quando questa sembra essere insufficiente. Lo svuotamento del seno che produce stimola infatti nuova secrezione di latte. Tuttavia, in presenza di ragadi aperte e dolorose, è preferibile la spremitura manuale per evitare ulteriori traumi. La misura della coppa è uno degli aspetti più importanti nella scelta: il canale della coppa deve avvolgere il capezzolo senza sfregare contro di esso.

Gestione dell'ingorgo mammario e della mastite

L'ingorgo mammario può insorgere tra il 3° e il 5° giorno di allattamento. Nel caso di ingorgo mammario patologico, la mammella è più grossa e dolorosa, con aree lucenti ed arrossate. Per evitare l’ingorgo, si raccomanda di iniziare l’allattamento il più presto possibile e di allattare regolarmente, almeno 8-12 volte nell’arco delle 24 ore.

infografica sulle fasi dell'ingorgo mammario e come massaggiare

La mastite: infezione o stasi

Le ragadi sono una porta d’accesso per batteri e funghi. L’infezione batterica più frequente è quella da stafilococco aureo. Alcuni studi riferiscono che più della metà delle donne affette da ragadi contrae un’infezione da stafilococco; di queste, il 25% incorre in una mastite se non trattata con terapia antibiotica. Altra causa frequente di infezione è la Candida. Il neonato spesso presenta il “mughetto” e, dunque, trasmette il fungo al capezzolo.

È opportuno, in caso di mastite o ingorgo, non smettere di allattare. È importante, invece, continuare a mantenere attiva la produzione del latte e, se proprio fa molto male attaccare il piccolo, si può ricorrere al tiralatte in modo da dare al seno il tempo di guarire. La consulenza con un professionista può fare la differenza per risolvere situazioni che altrimenti potrebbero compromettere l’avvio e il mantenimento dell’allattamento.

Suggerimenti pratici per la quotidianità

Non è necessario stabilire orari rigidi. Effettuare un “allattamento su richiesta” è il modo migliore per seguire i ritmi biologici del bambino. Per mantenere un buon apporto di latte da entrambe le mammelle è consigliabile alternare il seno da offrire. Inoltre, l’assenza del “ruttino” non è preoccupante: non è obbligatorio, e la sua assenza non significa che il latte non sia stato correttamente digerito. Infine, ricordate che il latte estratto può essere conservato in frigorifero (fino a 24 ore) o congelato, seguendo sempre rigorose norme igieniche di sterilizzazione dei contenitori utilizzati.

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