L'allattamento al seno, un atto naturale e profondo, rappresenta un pilastro fondamentale per la salute e lo sviluppo dei neonati e dei bambini piccoli, nonché per il benessere delle madri e della società intera. Nonostante la sua riconosciuta importanza, molte neomamme si trovano impreparate di fronte alle sfide iniziali, non essendo spesso consapevoli di quanto possa essere faticoso e difficile da avviare con successo. I reparti nascita, i corsi preparto e le ostetriche lo ripetono senza sosta: l’allattamento è vitale per il bambino e salutare per la mamma. Organizzazioni internazionali come l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e l'UNICEF, insieme al Ministero della Salute, ribadiscono costantemente le raccomandazioni sulla durata e sulle modalità dell'allattamento al seno, evidenziandone i benefici innumerevoli e il ruolo chiave nel raggiungimento di uno sviluppo infantile ottimale e di una società più sana ed equa. Questa pratica, se avviata precocemente e sostenuta nel tempo, è in grado di trasformare la traiettoria di vita di milioni di bambini in tutto il mondo.
L'Importanza Cruciale dell'Avvio Tempestivo e della Durata Raccomandata
L'avvio precoce dell'allattamento al seno è un fattore determinante per la sopravvivenza e la salute dei neonati. Si stima che 78 milioni di bambini non siano allattati al seno entro la prima ora di vita, mettendoli a maggior rischio di morte e malattia e rendendoli meno propensi a continuare l’allattamento. Anche un ritardo di alcune ore dopo la nascita potrebbe comportare conseguenze pericolose. “Quando si parla di allattamento al seno, il tempismo è tutto. In molti paesi, può anche essere una questione di vita o di morte,” afferma Henrietta H. Fore, Direttore Esecutivo dell'UNICEF. La maggior parte di questi bambini nasce in paesi a basso e medio reddito, dove le condizioni sanitarie possono essere precarie, rendendo ancora più critica questa pratica salvavita.
L'OMS raccomanda di avviare l’allattamento al seno subito dopo la nascita con il contatto pelle a pelle, e di portarlo avanti almeno fino al sesto mese di vita in maniera esclusiva. Questa raccomandazione permane anche in caso di nuova gravidanza durante l’allattamento. A partire dai sei mesi, l'allattamento al seno dovrebbe continuare con l'introduzione di alimenti complementari adeguati e sicuri, fino ai due anni di vita o oltre, come indicato dalle linee guida globali. Se tutti i bambini fossero allattati nei primi due anni di vita, si stima che ogni anno potrebbe essere evitata la morte di 820 mila bambini sotto i 5 anni. Secondo l'OMS e l'UNICEF, l'allattamento al seno per i primi due anni potrebbe salvare la vita a più di 820.000 bambini ogni anno, di età inferiore ai 5 anni, evidenziando il suo impatto globale sulla mortalità infantile.

I Benefici Inestimabili del Latte Materno per il Bambino
Il latte materno è riconosciuto come l’alimento perfetto: contiene in proporzioni bilanciate tutti i nutrienti, le sostanze bioattive e i microrganismi benefici dei quali il bambino ha bisogno dalla nascita e nel corso della crescita. I vantaggi dell’allattamento al seno sono innumerevoli e si manifestano sia a breve che a lungo termine.
A livello nutrizionale, il latte materno è un alimento completo e potente che dà il giusto nutrimento per permettere una crescita sana. I grassi (o lipidi), principale fonte di energia, sono presenti in quantità minore all'inizio e maggiore al termine della poppata con il fine di indurre nel bambino il senso di sazietà ed evitare che mangi troppo. È interessante sottolineare che sono presenti dei lipidi, chiamati acidi grassi poli-insaturi, definiti essenziali perché il lattante non li produce, che costituiscono l'8-10% dei grassi nel latte materno, mentre sono presenti 4-5 volte di meno nel latte di mucca. Anch'essi hanno funzioni importanti ma non del tutto conosciute, ma si sa che partecipano allo sviluppo del sistema nervoso e della retina. Tra gli zuccheri, quello più rappresentato nel latte materno è il lattosio, presente in quantità maggiore che nel latte di mucca (circa il 50% in più), fatto che spiega perché il latte di mamma è di sapore più dolce. La quantità di proteine nel latte materno è 3 volte inferiore rispetto al latte di mucca, che ne contiene di più perché è destinato al vitello che deve crescere molto più velocemente di un bambino. Per quanto riguarda la qualità, le proteine contenute nel latte materno sono considerate ottimali per la crescita, facili da digerire e molto ben tollerate. Molte tra le sostanze proteiche non servono solo per crescere ma hanno un compito definito funzionale. I minerali sono contenuti nel latte di mamma in quantità 3-5 volte inferiore rispetto al latte di mucca e ciò permette, al rene del bambino piccolo, di non affaticarsi troppo per eliminarli.
Oltre a essere facilmente digeribile e assimilabile, il latte di mamma è sempre prontamente disponibile, fresco, alla giusta temperatura e senza possibilità di contaminazione esterna. Numerosi e sempre più convincenti appaiono i benefici offerti dal latte materno rispetto alla formula lattea.
Sul fronte della protezione immunitaria, il latte materno rinforza le difese immunitarie del neonato. Attraverso il latte materno, oltre ai batteri buoni, la mamma trasmette al piccolo anticorpi che lo proteggono da numerose infezioni respiratorie e gastrointestinali. Da studi recenti è stato evidenziato che attraverso il latte materno vengono trasmessi dei batteri che contribuiscono allo sviluppo della normale flora batterica intestinale, determinante nel proteggere il bambino da infezioni nel breve periodo. Questo si è visto molto bene nei bambini prematuri ricoverati in terapia intensiva neonatale, dove la vulnerabilità è maggiore. L'allattamento materno diminuisce il rischio di diarrea e di infezioni alle vie respiratorie, poiché evita che il bambino venga a contatto con i germi che infettano gli strumenti non perfettamente sterilizzati per l'allattamento artificiale. Proteggere il bambino da queste malattie significa salvare milioni di vite ogni anno nel mondo. Negli ultimi due anni della pandemia da Sars-CoV2, numerosi studi hanno dimostrato l’effetto protettivo dell’allattamento al seno nei figli di mamme COVID-19 positive, tant’è che la vaccinazione anti-COVID19 è fortemente raccomandata durante l’allattamento per la possibilità di trasmettere gli anticorpi che neutralizzano il virus al neonato.
A lungo termine, il latte materno non solo favorisce lo sviluppo intestinale del neonato, ma contribuisce anche al benessere cognitivo, emotivo, familiare e sociale del bambino. L'allattamento al seno migliora anche il QI, la preparazione e la frequenza scolastica ed è associato a un reddito più elevato nella vita adulta. Infine, la sindrome della morte improvvisa in culla (SIDS) si manifesta più raramente (almeno 3 volte di meno) nei neonati allattati al seno, tanto che questa pratica rappresenta una delle raccomandazioni per la sua prevenzione.

Il Colostro: Il Primo Oro Nutrizionale
Nei primi giorni di vita, al neonato sono sufficienti piccole quantità di colostro per ogni singola poppata al fine di coprire il suo fabbisogno di nutrienti: non sono indicate supplementazioni a base di acqua, soluzioni glucosate o formule lattee. Il primo latte, prodotto dal 7° mese di gravidanza fino a circa il 5° giorno di vita, viene definito colostro. Questo impegna la mamma in modo particolare, di giorno e spesso anche di notte. Il colostro è un “primo latte”, un siero giallognolo ricco di immunoglobuline, anticorpi, acqua, proteine, grassi e carboidrati. La sua composizione unica lo rende un potente protettore e un primo nutrimento insostituibile, spesso chiamato il "primo vaccino" del neonato. Man mano che trascorrono i giorni, il colostro cambia di colore e modifica la sua composizione e il suo aspetto (si parla in questa fase di latte di transizione) fino ad assumere il colore bianco del latte maturo.
Vantaggi per la Salute della Madre e il Legame Mamma-Bambino
I benefici dell'allattamento al seno si estendono anche alla madre. Rafforza il rapporto mamma-bambino, creando un legame affettivo profondo e duraturo attraverso il contatto fisico e lo scambio sensoriale durante la poppata.
Dal punto di vista fisiologico, l’avvio precoce dell’allattamento al seno e il contatto pelle-a-pelle subito dopo il parto determinano un aumento degli ormoni prolattina e dell’ossitocina. Quest’ultimo stimola la spremitura della muscolatura presente nella ghiandola mammaria e stimola la contrazione dell’utero dopo il parto riducendo drasticamente l’incidenza delle emorragie post-partum, una complicanza grave del puerperio.
A lungo termine, l’allattamento al seno protegge la donna dal tumore al seno, dal tumore ovarico e dall’osteoporosi in età avanzata. Riduce l’incidenza del tumore al seno e all’ovaio perché stimola l’attività di geni che sopprimono la proliferazione delle cellule tumorali. Per quanto riguarda l’osteoporosi, invece, durante l’allattamento al seno è stata osservata una riduzione della densità ossea, che però, dopo la sospensione del processo, sembra venga recuperata. Un altro beneficio non trascurabile, specialmente in alcune regioni del mondo caratterizzate da grande povertà o dove ragioni religiose e culturali vietano l'uso di contraccettivi, è che l'allattamento al seno, ritardando il ritorno del ciclo mestruale, offre una protezione anticoncezionale superiore al 98% nei primi mesi dopo il parto.
Allattamento al seno: benefici per neonato, mamma e ambiente; posture; Banca del Latte Umano Donato
Allattamento Prolungato: Oltre il Primo Anno e i Suoi Effetti
Un aspetto spesso oggetto di dibattito culturale e sociale è l'allattamento al seno oltre il primo anno di vita. Finalmente, una posizione ufficiale del Ministero della Salute, attraverso il Tavolo Tecnico Operativo Interministeriale sulla Promozione dell’Allattamento al Seno, ha pubblicato un documento intitolato “Allattamento al seno oltre il primo anno di vita e benefici per lo sviluppo cognitivo, affettivo e relazionale del bambino”. Questo documento ribadisce con chiarezza: “Si desidera sottolineare in maniera chiara che l’allattamento al seno di lunga durata non interferisce negativamente sulla progressione dell’autonomia del bambino e sul benessere psicologico e/o psichiatrico della madre. […] Risulta al contrario ben provato che l’allattamento al seno contribuisce al benessere cognitivo, emotivo, familiare e sociale del bambino […]”.
Il documento ministeriale denuncia inoltre che “continuamente vengono segnalate situazioni in cui la scelta della donna di allattare nel secondo anno di vita ed oltre è oggetto di colpevolizzazione se non addirittura di strumentalizzazione giudiziaria come accaduto per controversie in cause di divorzio”, come riportato dal quotidiano La Repubblica. In risposta a questa problematica, IBFAN Italia ha contattato l’Ordine degli Psicologi per chiedere “che gli psicologi, invece che ostacolare le mamme, dovrebbero stare al loro fianco, e a fianco di OMS, UNICEF, Ministero della Salute e di quanti altri, in Italia e nel mondo, ogni giorno lottano affinché le donne vengano sostenute ed incoraggiate nell’allattamento!”. Questa richiesta sottolinea la necessità per gli psicologi di conoscere le implicazioni per salute, ecologia ed economia legate all’abbandono precoce dell’allattamento e le raccomandazioni ufficiali sulla sua durata, per fornire un sostegno adeguato e informato alle madri.
Superare le Difficoltà: Sostegno e Pratiche Corrette
L’allattamento è quella strategia che la natura ha messo a disposizione a tutte le specie di mammiferi per poter fare sopravvivere e crescere la propria prole (il latte che ogni mammifero femmina produce ha la composizione ottimale per far crescere il proprio cucciolo). Tuttavia, avviare e proseguire l'allattamento al seno può presentare delle sfide. Problematiche comuni come ragadi, mastiti, indolenzimenti, possono scoraggiare le donne a continuare. Aiutare e sostenere le madri a continuare l’allattamento è fondamentale, poiché i primi approcci possono non essere semplici.
Per le mamme che necessitano di un’integrazione, è importante che la struttura ospedaliera consigli il latte in formula solo quando necessario per ragioni mediche, anteponendo alla scelta dell’artificiale, il latte materno donato da altre madri.
Durante i primi giorni di vita è normale osservare un calo di peso del neonato (il cosiddetto “calo fisiologico”, che va dal 5 al 10% del peso rilevato alla nascita), che normalmente viene recuperato nell’arco di 15-20 giorni. Dal recupero del calo il neonato inizierà a crescere per i primi due-tre mesi.

Raccomandazioni per l'Avvio e la Prosecuzione dell'Allattamento
L'OMS e l'UNICEF, attraverso l'iniziativa ospedaliera per bambini lanciata nel 1991, hanno stabilito "I dieci passi per il successo dell’allattamento al seno", che sono alla base delle politiche e delle pratiche di supporto. La guida pratica incoraggia le nuove mamme ad allattare e informa gli operatori sanitari sul modo migliore per sostenere l'allattamento al seno che, secondo Oms e Unicef, è vitale per la salute di un bambino per tutta la vita.
Ecco alcune raccomandazioni chiave per favorire un allattamento al seno efficace e duraturo:
- Contatto Pelle a Pelle e Avvio Precoce: In ogni punto nascita andrebbe favorito, subito dopo il parto, il contatto pelle a pelle, che consiste nel porre il neonato sul corpo della madre dopo averlo ben asciugato e coperto con teli caldi. Questo non solo facilita l'avvio dell'allattamento, ma stimola anche la produzione di ossitocina e prolattina.
- Rooming-in: Stimolare le madri a tenere il bimbo con sé notte e giorno attraverso la cosiddetta pratica del rooming-in, che prevede il posizionamento della culla nella stessa stanza della madre. Questo favorisce l'allattamento a richiesta e il rafforzamento del legame.
- Allattamento a Richiesta: Fin dalla nascita i neonati hanno bisogno di un allattamento al seno a richiesta, ovvero di avere la possibilità di attaccarsi al seno ogni qualvolta lo desiderino. I primi segnali di fame consistono nel cosiddetto “riflesso di ricerca”: il neonato comincia ad aprire gli occhi, a girare la testa e a far sporgere in fuori la lingua in cerca della mamma. A partire dai primi giorni più si consentirà al piccolo l’attacco al seno più sarà stimolata la produzione di latte. A tal proposito, risultano fondamentali anche le poppate notturne, per non far calare i valori di “prolattina”, ormone che stimola la produzione del latte materno dopo il parto e che ha il compito di regolare il ciclo mestruale nella donna. Almeno per i primi sei mesi, l'allattamento dovrebbe essere "a richiesta", così come consigliato da OMS e Unicef.
- Corretta Posizione e Attacco: Per attaccare bene il bambino al seno è importante stimolare una buona apertura della bocca. In tal senso risulta utile effettuare la spremitura del seno e far affiorare delle gocce di latte/colostro che, grazie al loro odore, indirizzano il piccolo verso il capezzolo. Risulta inoltre utile sfiorare dolcemente con un dito la guancia del bambino dall’angolo delle labbra fino allo zigomo per stimolare una maggiore apertura della bocca. Per un corretto attacco è fondamentale che il piccolo afferri capezzolo e areola all’interno del palato affinché non si formino delle ragadi al seno. In più, soprattutto nel caso di seno molto voluminoso, è bene trovare una posizione che consenta di lasciare libere le narici del piccolo durante l’allattamento (che non devono trovarsi completamente schiacciate dal seno materno).
- Le posizioni consigliate includono quella sdraiata (semireclinata), la più naturale e apprezzata dalle mamme e dai bambini di tutte le età. Per maggiore comodità, può essere utile avvalersi di cuscini di sostegno o utilizzare una poltrona reclinabile. Una variante, molto utile in caso di punti di sutura o dopo un cesareo, è la posizione sdraiata di lato: mamma e neonato saranno entrambi distesi sul fianco, pancia contro pancia. La posizione di allattamento al seno “rugby” consiste invece nel sostenere il bambino lungo il proprio avambraccio, con la mamma seduta.
- Evitare Biberon e Ciucci: Un punto cruciale è quello di far sapere che biberon e ciucci possono essere supporti comodi ma potenzialmente pericolosi per la salute del bambino e per l'allattamento stesso, poiché possono interferire con la capacità di suzione e la produzione di latte. Non somministrare ai neonati alimenti o liquidi diversi dal latte materno, tranne che su specifica prescrizione medica. Se il bambino viene allattato artificialmente, la sua capacità di suzione diminuisce, e di conseguenza in breve tempo cesserà anche la produzione di latte da parte della madre.
- Nessun "Galattogogo": Diversi integratori pubblicizzati prometterebbero alla donna di aumentare la produzione di latte. Si tratta molto spesso di fitoterapici definiti “galattogoghi”, ovvero sostanze di origine naturale o di sintesi che promettono di favorire la secrezione di latte materno. In realtà, non esiste alcuna prova scientifica solida che ne raccomandi l’uso.

Il Ruolo Fondamentale del Partner e del Contesto Familiare
Il percorso dell'allattamento non riguarda solo la madre e il bambino, ma coinvolge l'intera famiglia. Una donna che ha appena partorito ha bisogno di aiuto e di sostegno, e il partner in questo caso è una figura di riferimento centrale. Gli psicologi hanno evidenziato come sia di fondamentale importanza la collaborazione attiva del compagno ed il sostegno di altri parenti prossimi per l’accudimento del piccolo e per l’avvio dell’allattamento.
È molto importante coinvolgere anche il padre: infatti un papà consapevole dell’importanza di tale pratica e che coopera con la mamma in tal senso (banalmente anche aiutandola nella gestione delle attività familiari) consente un efficace e più duraturo allattamento del piccolo. Questo sostegno si traduce non solo in un aiuto pratico ma anche emotivo, rafforzando la fiducia della madre nella sua capacità di allattare e contribuendo al benessere psicologico di entrambi i genitori.
Alimentazione della Mamma durante l'Allattamento e Gestione dei Problemi Comuni
Durante l’allattamento al seno l’alimentazione della mamma e diversi altri fattori giocano un ruolo molto importante. Dopo il parto in condizioni fisiologiche, tutte le mamme hanno la capacità di produrre latte; ci sono, tuttavia, degli accorgimenti che possono favorire questo naturale processo. Il miglior consiglio da fornire alle mamme che chiedono quale alimentazione seguire durante l’allattamento al seno è quello di scegliere una dieta il più possibile varia ed equilibrata. Inoltre, dato che questa attività richiede un notevole dispendio di calorie (fino a 700 kcal al giorno), l’ideale dieta durante l’allattamento al seno deve fornire circa 500 kcal aggiuntive rispetto a prima della gravidanza; le altre 200 kcal verranno fornite dalla metabolizzazione delle riserve di grasso immagazzinate durante la gravidanza.
Durante la gestazione la donna ha anche un aumento del fabbisogno di vitamine A, C, D, E e K, e rimane elevato il fabbisogno di acido folico, iodio, selenio e zinco, mentre quello di ferro si riduce per via della ridotta perdita se vi è assenza di ciclo durante l’allattamento al seno; tuttavia vanno accuratamente individuate le mamme con anemia e/o scarse riserve di ferro. In genere, se la dieta è varia e salutare, non c’è bisogno di supplementi perché le vitamine e gli oligoelementi di cui ha bisogno la mamma sono contenuti nella normale alimentazione. Non esistono, durante l’allattamento al seno, cibi da evitare.
Un’evenienza molto fastidiosa è l’insorgenza di dolori al seno durante l’allattamento. La prima causa sono le ragadi del capezzolo, causate da un attacco non ottimale del piccolo al seno: il neonato, durante la suzione, danneggia il capezzolo perché, a causa di un attacco inadeguato, la sua bocca non riesce a prendere una quantità sufficiente di mammella. In questo caso le mamme devono essere supportate durante l’allattamento da personale competente per la correzione dell’attacco.
Altra causa di dolore al seno in allattamento può essere l’ingorgo mammario che si presenta nel momento in cui c’è uno squilibrio tra produzione e rimozione del latte, e che, a volte, può causare una sensazione di fastidio o dolore. In caso di ingorgo le mammelle sono calde, dure e dolenti; spesso è la conseguenza di schematismi troppo rigidi sugli orari di allattamento, per cui il latte si accumula e non viene drenato dal seno. Per risolvere l’ingorgo ed evitare che si arrivi alla “mastite” (infezione della ghiandola mammaria) sarà dunque importante aumentare la frequenza delle poppate.
Se la mamma presenta dolore al seno durante l’allattamento e anche a riposo, accompagnato da arrossamento della mammella, febbre, mal di testa e dolori muscolari è probabile che abbia una mastite, che richiede l’assunzione di antinfiammatori e antibiotici. Le controindicazioni assolute all’allattamento al seno sono molto rare, ma in caso di queste complicanze è fondamentale rivolgersi tempestivamente a professionisti sanitari.
L'Allattamento al Seno nel Contesto Sociale, Economico ed Ecologico
L'allattamento materno comporta benefici diretti per le mamme e per i loro bambini, ma anche importanti vantaggi sociali. Nei Paesi in via di sviluppo, promuovere l'allattamento materno porta con sé miglioramenti a lungo termine per la famiglia e per l'intera comunità. L'allattamento al seno, infatti, riduce i costi per strutture sanitarie, famiglie e governi. L'importazione del latte in polvere obbliga i paesi in via di sviluppo a dare fondo alle loro limitate riserve valutarie, che potrebbero invece essere utilizzate per altre priorità cruciali.
L'allattamento al seno consente di risparmiare, poiché elimina alla radice le spese per il latte in polvere, che incidono pesantemente sui bilanci della grande maggioranza delle famiglie che vivono nel mondo in via di sviluppo. Le infezioni veicolate dall'acqua impura rappresentano le principali cause di morte entro il primo anno di vita nei paesi in via di sviluppo, dove le condizioni igieniche sono spesso gravemente carenti, ma fanno vittime anche nei paesi sviluppati. L'allattamento materno diminuisce il rischio di diarrea e di infezioni alle vie respiratorie, poiché evita che il bambino venga a contatto con i germi che infettano gli strumenti non perfettamente sterilizzati per l'allattamento artificiale. Questa protezione evita l'esposizione a tali rischi, salvando milioni di vite ogni anno nel mondo.
In alcune regioni del mondo caratterizzate da grande povertà, l'allattamento permette di preservare risorse preziose, come l'acqua salubre, il combustibile e il tempo. Per nutrire un bambino con i sostituti del latte materno servono tre litri d'acqua al giorno (uno da mescolarsi con il latte in polvere e due per sterilizzare biberon e tettarelle). Per far bollire l'acqua una volta al giorno su un forno a legna, occorrono circa 73 kg di combustibile al mese, un costo proibitivo e un impatto ambientale significativo.
Allattamento al seno: benefici per neonato, mamma e ambiente; posture; Banca del Latte Umano Donato
L'allattamento è anche una chiave per raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (Sustainable Development Goals - SDG) adottati dall’Assemblea Generale dell’ONU nel 2015. I materiali della Settimana Mondiale dell'Allattamento al Seno (SAM) del 2016 descrivono come un gesto come allattare impatti non solo la salute, ma anche la lotta alla povertà, all’inquinamento, alle disuguaglianze e alla sostenibilità.
In Italia, purtroppo, si assiste ancora alla deprecabile promozione gratuita dei surrogati del latte materno. Nonostante la legge vieti tale pratica, le principali aziende produttrici di alimenti per la prima infanzia continuano spesso a donare campioni di sostituti del latte materno agli ospedali, minando gli sforzi per promuovere l'allattamento esclusivo.
Le Iniziative "Baby-Friendly" e il Supporto Istituzionale
La protezione, la promozione ed il sostegno dell’allattamento al seno sono una priorità di salute pubblica in Europa e a livello globale. La Strategia globale per l’alimentazione dei neonati e dei bambini, elaborata congiuntamente dall’OMS e dall’UNICEF, è stata pensata per riportare l’attenzione del mondo sugli effetti delle pratiche alimentari sullo stato nutrizionale, la crescita, lo sviluppo, la salute e - in ultima analisi - sulla sopravvivenza stessa dei neonati e dei bambini. La strategia si fonda sull’importanza dell’alimentazione dei primi mesi e anni di vita, e sul suo ruolo determinante per raggiungere condizioni di salute ottimali. Questa strategia vuole essere una guida all’azione; in essa si mettono in risalto gli interventi che hanno dato risultati positivi, si sottolinea la necessità di sostenere le madri e le famiglie nello svolgimento dei loro ruoli così importanti, e si espongono chiaramente i doveri e le responsabilità che spettano ai governi, alle organizzazioni internazionali e alle altre parti interessate.
L'UNICEF, in collaborazione con l'OMS e le istituzioni nazionali, ha sviluppato diverse iniziative e materiali per supportare l'allattamento:
- Iniziativa Ospedali Amici dei Bambini (BFHI): Questa iniziativa, basata sui dieci passi per il successo dell’allattamento al seno, mira a trasformare le strutture sanitarie in ambienti favorevoli all'allattamento. Il processo per diventare Baby-Friendly è spesso caratterizzato da una profonda trasformazione, che cambia l’intero ambito dell’alimentazione dei neonati e, più in generale, la qualità della formazione pre-laurea e delle cure. Di conseguenza, il focus è più centrato sulle famiglie; l’atteggiamento del personale nei confronti dell’alimentazione dei neonati e delle neonate è migliorato così come sono aumentate le competenze delle operatrici e degli operatori. La “Guida all’applicazione dei Passi” contiene la versione aggiornata dei Passi per l’Iniziativa Amica delle Bambine e dei Bambini per le strutture che forniscono servizi nel percorso nascita, sia ospedalieri sia territoriali.
- Comunità Amiche e Corsi di Laurea Amici: L'UNICEF ha disposto materiali anche per le strutture che intraprendono i percorsi per diventare "Comunità Amiche" o "Corsi di Laurea Amici". Gli “Standard per l’iniziativa del Corso di Laurea Amico dell’Allattamento” presentano le tappe del percorso per garantire che le future generazioni di professionisti e professioniste della salute abbiano le competenze necessarie per attuare gli standard Baby Friendly nella loro pratica sin dall’inizio della loro carriera. Questa Guida descrive le aree tematiche del CdLA e gli obiettivi formativi necessari per assicurare che i livelli di competenza ottenuti siano in linea con gli Standard delle buone pratiche per la gestione dell’allattamento.
- Kit per la Verifica delle Competenze: Progettato per aiutare i paesi e i sistemi sanitari a creare un legame concreto fra competenze e pratica clinica.
- Documenti di Riferimento:
- Dichiarazione congiunta OMS/UNICEF: in cui affermano per la prima volta che “Per questi motivi il personale che opera nelle strutture di assistenza sanitaria dovrebbe adoperarsi per tutelare, promuovere e sostenere l’allattamento al seno e per fornire alle gestanti e alle neomadri una consulenza obiettiva e costante al riguardo.”
- Dichiarazione degli Innocenti (1990 e 2005): Hanno posto le basi per l'impegno globale sull'allattamento, pur riconoscendo che a distanza di 15 anni dal 1990, le pratiche di alimentazione non corrette rimanevano la principale minaccia per la salute e la sopravvivenza dei bambini di tutto il mondo.
- Alimentazione 0-3 anni dell’UE e Blueprint d’Azione dell’UE: Forniscono raccomandazioni e un modello per lo sviluppo di iniziative a livello locale, regionale, nazionale ed internazionale per promuovere l’allattamento in Europa, riconoscendo l'allattamento come componente vitale del diritto di ogni bambino e della decisione consapevole di ogni madre.
- Guida Operativa Alimentazione Infantile nelle Emergenze (AINE): Una guida concisa e pratica su come assicurare un’alimentazione appropriata a lattanti, bambine e bambini di età inferiore ai due anni e donne in gravidanza e che allattano durante le emergenze e ridurre al minimo i rischi di morbosità e/o mortalità. Propone azioni come l’analisi di contesto, la prima accoglienza, la gestione alloggi e spazi dedicati, e gli interventi tecnici per la protezione, promozione e sostegno dell’allattamento e dell’adeguata alimentazione complementare o con formula per lattanti, il monitoraggio e la valutazione.
- FAQ Allattamento e Covid-19: Basate sulle raccomandazioni OMS e sulla Guida Operativa AINE, affrontano le specificità dell'allattamento in un contesto di pandemia.
In ogni contesto, l’allattamento rappresenta una componente vitale del diritto di ogni bambina e ogni bambino di godere del miglior stato di salute possibile, nel rispetto del diritto di ogni madre di prendere una decisione consapevole su come alimentare suo/a figlio/a, basata su informazioni complete, sostenute da prove di efficacia, libere da interessi commerciali, e con il sostegno necessario che le consenta di portare a termine la sua decisione. L’investimento nello sviluppo infantile precoce è un bene per tutti i governi, imprese, comunità, genitori e caregiver, e, soprattutto, neonati e bambini piccoli. Aiutare ogni bambino a realizzare il suo diritto di sopravvivere e crescere è anche la cosa giusta da fare. Oggi sappiamo che il periodo che va dalla gravidanza ai 3 anni di vita è il più critico, perché è in questo periodo che il cervello del bambino cresce più velocemente che in ogni altro periodo della vita: l’80% del cervello di un bambino si forma in questo periodo. Per uno sviluppo sano del cervello in questo periodo i bambini hanno bisogno di un ambiente sicuro, protettivo e amorevole, di alimentazione e stimoli adeguati da parte dei genitori o dei caregiver. In molti nosocomi del nostro Paese è attivo il progetto “Fiocchi in Ospedale” di Save the Children, che MetLife sostiene per il secondo anno consecutivo, dimostrando l'impegno delle organizzazioni anche a livello nazionale. La Settimana Mondiale dell'Allattamento al Seno, celebrata dall'Oms dal 1° al 7 agosto, è un'occasione annuale per rafforzare la consapevolezza e l'impegno globale su questi temi.
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