L'allattamento al seno rappresenta una delle pietre miliari fondamentali per la salute e il benessere di neonati e madri, un diritto intrinseco che, tuttavia, incontra ostacoli significativi in molte parti del mondo, specialmente nei paesi a basso reddito. Nonostante i suoi innumerevoli benefici, che spaziano dalla protezione dalle malattie alla promozione dello sviluppo cognitivo, la pratica dell'allattamento al seno si confronta con sfide complesse, tra cui la commercializzazione aggressiva di sostituti del latte materno, la mancanza di informazioni adeguate e le carenze nei sistemi sanitari. Questo articolo esplora la situazione attuale, analizzando le raccomandazioni internazionali, i progressi legislativi, le disparità tra paesi ricchi e poveri, e l'impatto profondo che l'allattamento al seno ha sulla vita di milioni di persone.

L'Importanza Nutrizionale e Sanitaria del Latte Materno
L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e l'UNICEF raccomandano con fermezza che i bambini siano nutriti esclusivamente con latte materno per i primi sei mesi di vita. Successivamente, l'allattamento dovrebbe proseguire, integrato con altri alimenti sicuri e nutrizionalmente adeguati, fino ai due anni di età o oltre. Il latte materno è infatti l'alimento ideale per i neonati: è sicuro, pulito e, soprattutto, contiene anticorpi essenziali che aiutano a proteggere i bambini contro molte malattie comuni dell'infanzia. Studi scientifici hanno dimostrato che i bambini allattati al seno mostrano risultati migliori nei test d'intelligenza, hanno minori probabilità di essere in sovrappeso o obesi in età più adulta e sono meno inclini a sviluppare il diabete.
I benefici non si limitano ai neonati. Anche le donne che allattano al seno registrano un ridotto rischio di sviluppare alcuni tipi di cancro, come quello al seno e alle ovaie, oltre a una diminuzione del rischio di malattie cardiovascolari e diabete. A livello globale, l'aumento dei tassi di allattamento al seno quasi universale potrebbe salvare la vita a più di 820.000 bambini di età inferiore ai 5 anni e a 20.000 donne ogni anno. Inoltre, si stima che l'incremento delle capacità cognitive dei bambini, derivante dall'allattamento esclusivo per almeno sei mesi, potrebbe aggiungere circa 300 miliardi di dollari all'economia globale ogni anno, grazie al conseguente aumento della produttività in età adulta.
Il Codice Internazionale e le Sfide della Commercializzazione
Per proteggere l'allattamento al seno e garantirne la diffusione, l'OMS e l'Assemblea Mondiale della Sanità hanno adottato il Codice Internazionale sulla Commercializzazione dei Sostituti del Latte Materno (il Codice) e le successive risoluzioni. Questo quadro normativo invita i paesi a proteggere l'allattamento fermando la commercializzazione inadeguata dei sostituti del latte materno, che include le formule lattee (il cosiddetto latte artificiale), i biberon e le tettarelle. Il Codice mira inoltre a garantire che tali sostituti vengano utilizzati in modo sicuro quando sono effettivamente necessari. Esso vieta ogni forma di promozione dei sostituti, comprese la pubblicità, i regali agli operatori sanitari e la distribuzione di campioni gratuiti.
Nonostante questi sforzi, la strada verso un'applicazione universale e completa del Codice è ancora lunga. Tra i 194 paesi analizzati in un rapporto, 135 hanno introdotto una qualche forma di misura legale relativa al Codice, un incremento rispetto ai 103 paesi rilevati nell’ultima analisi del 2011. Questo dato è incoraggiante, ma evidenzia come ancora un numero significativo di nazioni non disponga di leggi adeguate a proteggere e promuovere l'allattamento. Come sottolinea Werner Schultink, capo della sezione Nutrizione dell’UNICEF, “È incoraggiante vedere che in più paesi passano leggi per proteggere e promuovere l’allattamento, ma sono ancora troppi i luoghi dove le madri sono sommerse da informazioni errate e distorte attraverso affermazioni pubblicitarie e sanitarie prive di fondamento.” L'industria dei sostituti del latte materno è forte e in crescita, rendendo la battaglia per aumentare i tassi di allattamento esclusivo al seno in tutto il mondo una sfida ardua ma di fondamentale importanza.

Disparità Globali: Paesi Ricchi vs. Paesi Poveri
Paradossalmente, i dati più recenti indicano che i paesi più ricchi sono in ritardo rispetto a quelli più poveri in termini di adozione e piena attuazione delle leggi a protezione dell'allattamento. La proporzione di paesi aderenti all’OMS con una legislazione completamente in linea con il Codice è più alta nelle regioni meno sviluppate economicamente, come il Sud-Est Asiatico (36%), seguito dalla Regione Africana (30%) e dalla Regione del Mediterraneo Orientale (29%). Questo suggerisce che, sebbene le sfide pratiche nei paesi poveri siano immense, l'impegno legislativo per proteggere l'allattamento potrebbe essere più avanzato in queste aree.
Tuttavia, il campo di copertura dei prodotti ai quali si applica la normativa rimane spesso limitato. Inoltre, il monitoraggio dell'applicazione del Codice è essenziale per rilevare le violazioni e segnalarle alle autorità competenti. Eppure, solo 32 paesi riferiscono di avere un meccanismo di controllo in atto, e di questi, pochi sono completamente funzionali. Per ovviare a questa lacuna, OMS e UNICEF hanno creato una rete globale per il monitoraggio e il supporto all’attuazione del Codice (NetCode), volta a rafforzare la capacità dei paesi e della società civile di monitorare e far rispettare efficacemente le leggi.
A livello globale, quasi 2 bambini su 3 non vengono allattati esclusivamente al seno per i primi 6 mesi, un tasso che non è migliorato negli ultimi 20 anni. Le disparità sono evidenti anche considerando la frequenza dell'allattamento. Mentre in paesi in via di sviluppo come Bhutan, Madagascar e Perù quasi il 99% dei neonati viene attaccato al seno, in paesi ad alto reddito come l'Irlanda (55%), gli Stati Uniti (74%) e la Spagna (77%) le percentuali sono significativamente più basse. In Italia, la percentuale si attesta all'86%, in Germania all'82% e nel Regno Unito all'81%, valori comunque inferiori a quelli di alcuni paesi nordici come Finlandia (92%), Norvegia (95%) e Svezia (98%).
Shahida Azfar, Vicedirettore generale dell'UNICEF, ha evidenziato una tendenza preoccupante: "L'allattamento è il miglior regalo che una madre, ricca o povera, possa fare al suo bambino e a se stessa. Sappiamo che è meno probabile che le madri ricche nei paesi poveri allattino, ma paradossalmente i segnali che vediamo indicano che nei paesi ricchi sono i poveri ad avere meno probabilità di allattare. Queste disparità indicano che gli Stati, a prescindere dal livello di ricchezza, non stanno informando e rendendo ogni madre in grado di poter allattare i suoi bambini." Questo suggerisce che, al di là del reddito nazionale, le infrastrutture sanitarie, le politiche di supporto alle madri e l'accesso a informazioni accurate giocano un ruolo cruciale nel determinare le pratiche di allattamento.
Le Sfide Specifiche nei Paesi Poveri e in Africa
Nei paesi a basso e medio reddito, le sfide sono spesso amplificate da fattori socio-economici e ambientali. In molte aree dell'Africa, ad esempio, l'accesso all'acqua potabile è limitato, rendendo la preparazione del latte artificiale un'operazione ad alto rischio di contaminazione batterica. L'allattamento al seno, al contrario, elimina la necessità di acqua per la preparazione, riducendo drasticamente i pericoli sanitari legati all'igiene.
Molte donne in Africa e in altre regioni povere non hanno accesso a servizi sanitari adeguati, a spazi protetti per accudire i propri figli, né a informazioni corrette sull'importanza dell'allattamento al seno nei primi mesi di vita. Questo porta a pratiche dannose, come iniziare a nutrire i neonati con acqua o cibi solidi prima che abbiano compiuto i sei mesi. Questa pratica precoce mette a serio rischio il delicato organismo dei neonati, non ancora pronto a digerire alimenti diversi dal latte materno. Le conseguenze sono spesso gravi e includono un aumento esponenziale dei casi di diarrea, una delle principali cause di mortalità infantile. Nel lungo termine, lo svezzamento precoce contribuisce allo sviluppo della malnutrizione infantile, compromettendo il corretto sviluppo fisico e cognitivo del bambino e indebolendo il suo sistema immunitario.
Organizzazioni come "Azione Contro la Fame" lavorano attivamente per contrastare queste problematiche. Attraverso programmi di sensibilizzazione sull'importanza del latte materno, educano le madri sui benefici dell'allattamento esclusivo, spiegando che questa pratica rappresenta un'alimentazione adeguata e sicura. Formano operatori sanitari locali affinché possano trasmettere queste conoscenze e guidare le famiglie verso scelte più sicure. Parallelamente, conducono campagne informative nei villaggi e nei centri sanitari per contrastare credenze errate e pratiche dannose legate allo svezzamento precoce. Durante le emergenze umanitarie, causate da conflitti, crisi economiche o cambiamenti climatici, queste organizzazioni forniscono supporto nutrizionale essenziale a neomamme e donne incinte, garantendo la continuità della nutrizione infantile anche in situazioni critiche, come accaduto in Siria e Turchia dopo il terremoto, o durante la guerra in Ucraina.
L'importanza dell'allattamento al seno
Misurare l'Impatto e Rafforzare il Supporto
Il rapporto "Marketing of breast-milk substitutes: National implementation of the international code - Status Report 2016", preparato da IBFAN in collaborazione con OMS e UNICEF, include tabelle dettagliate che mostrano, paese per paese, quali misure del Codice sono state o non sono state emanate in legge. IBFAN spera che questo rapporto spinga più paesi a migliorare e applicare la legislazione esistente, affinché l'allattamento abbia maggiori possibilità di affermarsi e salvare più vite.
L'UNICEF, attraverso iniziative come la campagna "Ogni bambino è Vita" per la Festa della Mamma, mira a sensibilizzare e raccogliere fondi per progetti prenatali e postnatali, riconoscendo l'allattamento come un dono prezioso per madre e figlio. La ricerca condotta dall'UNICEF evidenzia che, sebbene i benefici dell'allattamento siano universali, la percezione diffusa che essi riguardino solo i paesi poveri è errata. Il professor Cesar Victora dell’Università Federale di Pelotas in Brasile, uno dei principali ricercatori in questo campo, afferma: "Il nostro lavoro dimostra chiaramente che l’allattamento salva vite in tutti i paesi, siano essi ricchi o poveri."
L'analisi di numerose revisioni sistematiche conferma che l'allattamento non solo apporta molteplici benefici per bambini e madri, ma influisce positivamente sull'aspettativa di vita. Nei paesi ad alto reddito, riduce il rischio di morte infantile improvvisa di oltre un terzo, mentre nei paesi a basso e medio reddito può evitare la metà dei casi di diarrea e un terzo delle infezioni respiratorie. L'allattamento materno aumenta anche l'intelligenza e protegge da obesità e diabete in età più avanzata.
Il Codice internazionale, adottato nel 1981, non è mai stato veramente rafforzato, sostenuto e monitorato in modo adeguato. Questo ha permesso campagne di marketing aggressive da parte dei produttori di latte artificiale, minando gli sforzi per aumentare l'allattamento al seno. Poiché il mercato occidentale è ormai saturo, le aziende cercano attivamente di espandersi nei paesi più poveri, dove la vulnerabilità delle madri e la mancanza di informazione possono essere più accentuate.

La decisione di non allattare, quindi, ha forti effetti negativi a lungo termine sulla salute, la nutrizione e lo sviluppo del bambino, nonché sulla salute delle madri. Solo un bambino su cinque nei paesi ad alto reddito è allattato al seno per un anno, e solo uno su tre nei paesi a basso e medio reddito è allattato esclusivamente al seno nei primi sei mesi di vita. Ciò significa che milioni di bambini e di donne non beneficiano dei vantaggi vitali offerti dall'allattamento al seno.
La promozione dell'allattamento al seno è, pertanto, una strategia di salute pubblica globale e trasversale, essenziale per migliorare la salute infantile, ridurre la mortalità materna e infantile, promuovere lo sviluppo cognitivo e contribuire a una maggiore equità sanitaria in tutto il mondo. È fondamentale che governi, organizzazioni sanitarie e società civile collaborino per garantire che ogni madre, indipendentemente dal suo reddito o dalla sua ubicazione geografica, abbia le informazioni, il supporto e l'ambiente necessari per poter scegliere e praticare l'allattamento al seno.
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