L'Allattamento Materno Esclusivo: Un Pilastro per la Salute Globale secondo OMS e UNICEF

L’allattamento al seno rappresenta uno dei temi più rilevanti e delicati del percorso verso la genitorialità. È un ambito in cui la scienza incontra l'esperienza umana, dove le raccomandazioni di organismi internazionali come l'OMS e l'UNICEF si scontrano spesso con la realtà quotidiana delle neomamme. Uno dei punti sui quali molte neomamme si trovano impreparate è l’allattamento al seno: nessuno racconta, prima, quanto possa essere faticoso e difficile da avviare con successo.

Una madre che allatta il proprio neonato con dolcezza e attenzione

Il valore salvavita del latte materno

Il latte materno non è solo nutrimento; è un alimento completo e potente che protegge i bambini dalle infezioni e dà il giusto nutrimento per permettere una crescita sana. I reparti nascita, i corsi preparto e le ostetriche lo ripetono senza sosta: l’allattamento è vitale per il bambino e salutare per la mamma. Le evidenze scientifiche sono inequivocabili: “Se tutti i bambini fossero allattati nei primi due anni di vita - si legge nel rapporto OMS e Unicef - si stima che ogni anno potrebbe essere evitata la morte di 820 mila bambini sotto i 5 anni”.

Per il neonato, il latte materno non è solamente un alimento: è anche un'efficace medicina, perfettamente calibrata sui bisogni di ciascun bambino, che previene le infezioni della primissima infanzia. I benefici non si fermano alla fase neonatale. La guida OMS-UNICEF sottolinea che l'allattamento salva la vita e che i suoi benefici aiutano a mantenere in buona salute i bambini nei loro primi giorni e fino all’età adulta, migliorando il QI, la preparazione e la frequenza scolastica, associandosi inoltre a un reddito più elevato nella vita adulta. Riduce anche il rischio di cancro al seno nella madre, proteggendola da tumori alle ovaie e altre malattie non trasmissibili.

Le sfide quotidiane e il ruolo del sostegno

Nonostante l'importanza universale dell'allattamento, molte donne si scontrano con difficoltà oggettive. Alcune mamme non possono o non riescono ad allattare i propri bambini. È essenziale aiutare e sostenere le madri a continuare l’allattamento perché i primi approcci possono non essere semplici. Problematiche comuni come ragadi, mastiti, indolenzimenti, possono scoraggiare le donne a continuare.

In questo contesto, il ruolo delle figure di riferimento è cruciale. Gli psicologi hanno evidenziato come sia di fondamentale importanza la collaborazione attiva del compagno ed il sostegno di altri parenti prossimi per l’accudimento del piccolo e per l’avvio dell’allattamento. “Una donna che ha appena partorito ha bisogno di aiuto e di sostegno e il partner in questo caso è una figura di riferimento centrale”. Il supporto non deve venire solo dalla famiglia, ma anche dalle strutture ospedaliere. È importante che queste ultime consiglino il latte in formula solo quando necessario per ragioni mediche, anteponendo alla scelta dell’artificiale il latte materno donato da altre madri.

Allattamento al seno, consigli pratici

Pratiche ospedaliere e l'importanza del contatto

Stimolare le madri a tenere il bimbo con sé notte e giorno attraverso la cosiddetta pratica del rooming-in, che prevede il posizionamento della culla nella stessa stanza della madre, è un passo fondamentale. Parallelamente, è necessario spiegare i rischi nell’utilizzo di biberon e ciucci: un punto cruciale è quello di far sapere che biberon e ciucci possono essere supporti comodi ma potenzialmente pericolosi per la salute del bambino, interferendo con la corretta suzione.

È utile comprendere anche cosa accade nei primissimi giorni. In realtà, in questo momento quello che il bambino sugge e che il corpo produce non è latte vero e proprio ma colostro, ovvero un “primo latte”, un siero giallognolo ricco di immunoglobuline, anticorpi, acqua, proteine, grassi e carboidrati. Questo impegna la mamma in modo particolare, di giorno e spesso anche di notte, richiedendo una pazienza e una dedizione che devono essere supportate da personale esperto.

Dati, disuguaglianze e obiettivi globali

Negli ultimi 12 anni, il numero di bambine e bambini di età inferiore ai sei mesi esclusivamente allattati è aumentato di oltre il 10%. Ciò significa che il 48% dei neonati in tutto il mondo beneficia di questo sano inizio di vita. Tuttavia, le sfide persistono. È necessario colmare il divario tra la teoria e la pratica. Si stima che 4,5 miliardi di persone - più della metà della popolazione mondiale - non abbiano una copertura completa dei servizi sanitari essenziali, rendendo il sostegno all'allattamento una necessità per ridurre le disuguaglianze.

Mappa che illustra la diffusione dei programmi di supporto all'allattamento materno nel mondo

Attualmente, solo la metà dei Paesi raccoglie dati sui tassi di allattamento. Per sostenere i progressi, è necessario disporre di dati anche sulle azioni politiche che rendono possibile l'allattamento, come le politiche occupazionali a favore delle famiglie, l’applicazione del Codice Internazionale sulla commercializzazione dei sostituti del latte materno e gli investimenti nell'allattamento. Quando l'allattamento è protetto e sostenuto, le donne hanno più del doppio delle probabilità di allattare. Si tratta di una responsabilità condivisa.

L'impegno in Italia e le iniziative internazionali

In Italia l'UNICEF porta avanti le Baby-Friendly Initiatives (BFI), buone pratiche basate su prove di efficacia che proteggono, promuovono e sostengono l’allattamento. Nel 2018, oltre 31.500 bambini, pari al 7% di tutte le 449.000 nascite avvenute nel nostro paese, sono venuti alla luce negli Ospedali riconosciuti da UNICEF e OMS "Amici dei bambini", beneficiando così dei migliori standard di assistenza in materia di parto e allattamento. Il programma "Insieme per l’Allattamento" mira a diffondere una cultura che veda il seno come un diritto di ogni madre.

La Settimana Mondiale dell'Allattamento, sotto il tema “Colmare il divario: Sostegno all'allattamento per tutti”, ha ribadito che quando le madri ricevono il sostegno necessario, tutti ne traggono beneficio. Gli ostacoli, purtroppo, restano numerosi, specialmente sul posto di lavoro: nel mondo, solo il 40% delle lavoratrici madri di neonati godono dei benefit minimi per la maternità. E a livello globale quasi il 60% dei neonati non sono allattati in modo esclusivo fino al sesto mese di vita.

L'allattamento oltre il sesto mese

Dopo i primi sei mesi, l'allattamento continua a essere un elemento chiave, integrato con altri cibi. L’allattamento “a richiesta”, così come consigliato da OMS e Unicef, dovrebbe durare almeno per i primi sei mesi, seguito da un allattamento al seno complementare fino ai 2 anni e oltre. L'inserimento di altri alimenti deve servire a “rendere complete” le sostanze nutritive già fornite dal latte materno, con particolare attenzione al ferro e allo zinco, elementi essenziali durante la crescita.

Grafico che mostra la progressione dell'introduzione dei cibi complementari tra i 6 e i 24 mesi

Questo percorso di crescita non è solo una questione nutrizionale, ma relazionale e affettiva. L'allattamento al seno favorisce lo sviluppo cerebrale dei neonati, rafforza il legame mamma-bambino e garantisce una fonte di cibo sicura, nutriente e accessibile, specialmente durante le emergenze. Il miglioramento dei sistemi di monitoraggio e l'investimento nelle politiche a sostegno della maternità sono gli unici strumenti in grado di garantire che l'allattamento non sia solo una raccomandazione teorica, ma una realtà vissuta da ogni madre nel mondo, nel rispetto delle sue scelte e delle necessità del bambino. L'allattamento non è una scelta isolata, ma il risultato di un ecosistema sociale che valorizza la salute del futuro dell'umanità.

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