Allattamento e fertilità: comprendere il ritorno del ciclo e la gestione della temperatura basale

Il tema della fertilità nel periodo successivo al parto è avvolto da numerosi dubbi e incertezze. Quando si torna ad essere fertili? Si può rimanere incinte durante l’allattamento? I metodi naturali sono un’opzione valida in questa fase? Per rispondere a queste domande, è essenziale analizzare il funzionamento del corpo femminile dopo la nascita di un bambino, partendo dalla fisiologia degli ormoni per arrivare alle pratiche di monitoraggio del ciclo.

La fisiologia post-parto: l'inibizione dell'ovulazione

Il ritorno della prima mestruazione dopo il parto, noto come capoparto, è estremamente variabile da donna a donna: ci possono volere solo alcune settimane, a volte mesi e talvolta anche anni. Il periodo di amenorrea post-parto può quindi prolungarsi in base a molteplici fattori. È fondamentale comprendere che, in alcuni casi, si può comunque rimanere incinte durante l’allattamento, anche prima della comparsa del capoparto. Questo accade perché l’ovulazione precede sempre la mestruazione e potreste anche non accorgervene.

rappresentazione schematica dell'asse ipotalamo-ipofisi durante l'allattamento

Ogni volta che il bambino si attacca al seno vengono rilasciati alcuni ormoni, tra cui la prolattina e l’ossitocina, che inibiscono il rilascio dell’ormone luteinizzante (LH), responsabile dell’ovulazione. Essenzialmente, il ritorno della fertilità dipende dal tipo di allattamento (esclusivo, misto, artificiale) e da quanto frequentemente e a lungo la mamma allatta il suo bambino. La frequenza delle poppate è il fattore che più influisce sul ritorno dell’ovulazione: più frequentemente il bambino si attacca durante le 24 ore, più è alta la probabilità che l’ovulazione sia soppressa. Al contrario, le pause prolungate tra una poppata e l’altra aumentano la probabilità che si vada incontro a un ritorno dell’ovulazione.

Il metodo dell'amenorrea da lattazione (LAM)

Gli studi hanno confermato che l’allattamento esclusivo al seno, in assenza di mestruazioni e rispettando criteri specifici, è efficace al 98% nel proteggere da una gravidanza. Questo è noto come Metodo dell’Amenorrea da Lattazione (LAM). Affinché questo metodo risulti efficace, devono essere soddisfatte condizioni tassative: il bambino deve avere meno di 6 mesi; non deve essere ancora comparso il capoparto (ovvero non aver avuto sanguinamenti dopo la fine delle lochiazioni); l'allattamento deve essere esclusivo e a richiesta, senza l'uso di formula, liquidi o pasti sostitutivi. Infine, gli intervalli tra le poppate non devono mai superare le 4 ore di giorno e le 6 ore di notte.

infografica sui criteri di efficacia del metodo LAM

È bene sottolineare che l’allattamento, in assenza di questi parametri rigorosi, non può essere considerato un metodo anticoncezionale sicuro. I livelli di prolattina, infatti, rimangono stabili solo se l’allattamento al seno è di tipo esclusivo. Quando le poppate iniziano a ridursi a 4-5 volte al giorno, è possibile ovulare senza che poi seguano un regolare ciclo e il flusso mestruale.

Monitoraggio del ciclo: muco cervicale e temperatura basale

Sebbene le grandi variazioni dei bio-marcatori rendano il monitoraggio del ciclo mestruale in allattamento una sfida, è possibile tracciarlo per comprendere meglio il ritorno della fertilità. Il muco cervicale può essere monitorato da subito, una volta finite le lochiazioni (che si protraggono in genere per 4-6 settimane dopo il parto). Dopo il parto, in genere segue un periodo di sensazione di asciutto, ma talvolta i tentativi del corpo di ovulare possono manifestarsi con la comparsa di ripetuti episodi di muco cervicale fertile, che riflettono l'innalzamento della quota di estrogeni. Qualsiasi perdita ematica dopo le 8 settimane dal parto, anche se di lieve entità, deve essere considerata come un potenziale ritorno della fertilità.

Per quanto riguarda la temperatura basale (TB), se si allatta in modo esclusivo, potrebbe essere utile attendere 10-12 settimane dopo il parto o iniziare la misurazione quando si osserva la comparsa di muco cervicale. È importante tenere presente che, dopo il parto, le temperature potrebbero fluttuare significativamente fino a quando non avviene la prima ovulazione. Questo metodo aiuta a confermare l’ovulazione solo "a posteriori", ovvero dopo che è avvenuta, offrendo una visione chiara dei ritmi biologici che si stanno ristabilendo.

Come misurare la temperatura basale

Il rischio di concepire durante l'allattamento

La convinzione che l'allattamento protegga totalmente dalle gravidanze è una delle cause principali di sorprese indesiderate. Il fatto che i livelli di prolattina, pur non impedendo sempre l’ovulazione, possano alterarne la qualità, rendendo l’ovocita meno idoneo alla fecondazione, non significa che il concepimento sia impossibile.

Il presunto periodo fertile, se presente, è estremamente difficile da identificare durante l’allattamento, poiché l’ovulazione può essere irregolare, occasionale e imprevedibile. Per chi cerca una nuova gravidanza, il consiglio pratico è quello di avere rapporti regolari (2-3 volte la settimana) anziché cercare di concentrarli in una presunta finestra fertile difficile da individuare.

diagramma comparativo tra il ciclo mestruale normale e il ciclo in allattamento

Differenziazione clinica: capoparto vs lochiazioni

È fondamentale non confondere il capoparto con le lochiazioni. Le lochiazioni iniziano subito dopo il parto e si protraggono per circa 40 giorni: iniziano con del sangue che si fa poi più scuro e coagulato, fino a divenire bianche e rade. Questo fenomeno è il metodo con cui il nostro corpo espelle i residui di placenta. Il capoparto, invece, è il vero rientro alla normalità del ciclo mestruale; spesso il flusso del rientro è abbondante e può provocare particolare dolore, dovuto allo spessore del tessuto uterino che ha subito alterazioni significative nell’ultimo anno.

Il ritorno alla fertilità è un processo naturale che varia sensibilmente in base alla fisiologia individuale. Anche in presenza di allattamento prolungato, il fisico tende gradualmente ad abbassare i livelli di prolattina per ripristinare il proprio equilibrio ormonale. La consapevolezza che l'ovulazione può precedere il ciclo permette alle donne di gestire la propria salute riproduttiva con maggiore cognizione, comprendendo che il monitoraggio dei segnali corporei rimane lo strumento più efficace, pur nella sua complessità, per navigare questa fase delicata della vita.

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