L'allattamento materno è universalmente riconosciuto come un pilastro fondamentale per lo sviluppo fisico e neuropsicologico del bambino, raccomandato dalla World Health Organization (WHO) e dall’American Academy of Pediatrics (AAP) in modo esclusivo per i primi 6 mesi di vita, per i molteplici benefici riferiti sia al bambino che alla mamma. Nonostante queste raccomandazioni, nella maggior parte dei Paesi occidentali, l’allattamento è meno frequente e meno lungo di quanto suggerito. Solo il 25% dei lattanti viene allattato esclusivamente al seno a 6 mesi e solamente il 60% delle mamme è soddisfatta del proprio allattamento, come evidenziato dai dati CDC 2019. Le motivazioni sono varie e complesse, includendo politiche sociali di supporto all’allattamento non ottimali e la mancanza di aiuto familiare, ma anche uno stato d’animo di inadeguatezza e di stress presente nel periodo che fa seguito al parto. Questo sottolinea la profonda interconnessione tra il benessere psicofisico materno e le pratiche di allattamento.
L'Esperienza del Parto: Una Condizione Potenzialmente Traumatica
L’esperienza del parto è considerata una condizione potenzialmente traumatica. Questa natura traumatica può manifestarsi sia quando il parto è associato a eventi oggettivamente difficili, come la sua lunghezza e complessità, o complicanze connesse allo stato di salute della madre e del bambino, sia quando è attraversata da una forte carica di stress emotivo, dal timore del dolore fisico e da preoccupazioni di varia natura per il nascituro. Tali esperienze possono lasciare un segno profondo sulla psiche della neomamma, influenzando il suo benessere e la sua capacità di affrontare le sfide del post-partum, incluso l'allattamento.

Il Disturbo Post-Traumatico da Stress Post-Partum (PTSD) e l'Allattamento
Mentre la depressione puerperale è stata messa chiaramente in relazione con la ridotta frequenza e durata dell'allattamento, poco si sa del ruolo specifico del disturbo post-traumatico da stress post-partum (PTSD). Per approfondire questo aspetto, uno studio coordinato da S. Garthus-Niegel e collaboratori ha avuto come obiettivo valutare l’impatto del disturbo post-traumatico da stress post-partum sull’allattamento materno e sul rapporto mamma-bambino. Questo studio è espressione di un consorzio internazionale che comprende la Facoltà di Medicina dell’Università di Dresda, Germania, il Norwegian Institute of Public Health di Oslo, Norvegia, l’Università di Losanna, Svizzera, la School of Health Sciences di Londra, Regno Unito, l’Akershus University Hospital di Lørenskog e l’Università di Oslo, Norvegia.
Lo studio di Garthus-Niegel e collaboratori ha esaminato in quale misura il PTSD post-partum influisce sull’inizio dell’allattamento, sull’allattamento esclusivo nei primi 6 mesi dal parto, e sulla prosecuzione dell’allattamento sino a uno e due anni di vita del bambino. Complessivamente sono state studiate 1480 donne. I risultati di ricerche come questa sono cruciali per comprendere meglio le sfide che le neomamme possono affrontare e per sviluppare strategie di supporto più mirate.
Puntata 3 - Allattamento
Oltre il PTSD: La Depressione Post-Partum e i Suoi Effetti sull'Allattamento
Accanto al PTSD, un'altra condizione psichiatrica che impatta significativamente il periodo post-parto è la depressione post-partum (DPP). Il 7-12% delle
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