Guida completa alla gestione del benessere senologico durante la gravidanza e l'allattamento

L'allattamento al seno rappresenta un'esperienza straordinaria, ma non è sempre semplice: a volte può presentare anche qualche piccola sfida. La gravidanza è uno stato molto delicato nella vita di una donna, in cui è necessario adottare comportamenti prudenti per quanto riguarda l'assunzione di sostanze estranee. Il dolore ai capezzoli è in genere un fenomeno frequente durante la fase di allattamento, dovuto a posizioni improprie o al modo di succhiare del neonato. Il dolore ai capezzoli, può però essere causato da una infezione di candida Albicans. Questo articolo è dedicato ai problemi che possono presentarsi durante la gravidanza e l'allattamento, fornendo suggerimenti utili per superare i disturbi con l'aiuto della fitoterapia, quando ciò sia possibile.

illustrazione schematica dell'allattamento al seno e posizione corretta

Prevenzione e cura del dolore ai capezzoli

Quali sono le nostre raccomandazioni in caso di dolore ai capezzoli? Se allatti, cerca di farlo dal capezzolo meno dolorante. Se entrambi fanno male allo stesso modo, massaggia il seno fin tanto il latte diviene pronto e disponibile per il neonato. Assicurati che il bambino faccia pressione con la bocca sui punti meno sensibili del tuo capezzolo. Cerca di non strattonare il bambino quando comincia a succhiare. Cerca di rilassarti durante questa fase. Esegui regolarmente un massaggio al seno, dalla base al capezzolo, delicatamente. Questo facilita la fase di allattamento. Bisognerebbe incominciare già durante la gravidanza.

Tra una poppata e l’altra mantieni i capezzoli secchi. Esponili per qualche minuto al sole o all’aria dopo la poppata. Non lavarli con il sapone o con altri prodotti chimici. Applica un po' di colostro sul capezzolo e lascialo asciugare.

Rimedi naturali per capezzoli screpolati

Se i capezzoli oltre ad essere doloranti, sono screpolati, applica un gel di aloe vera o di calendula. Questi rimedi naturali hanno la capacità di alleviare il dolore e favorire la cicatrizzazione. È possibile prevenire il dolore ai capezzoli, applicando già durante la gravidanza, olio di avocado, olio di oliva, lanolina o una pomata alla calendula. Questi trattamenti possono essere anche associati. Se lo fai durante l’allattamento devi far attenzione a lavare accuratamente i capezzoli prima di allattare il bambino.

Per prevenire il dolore ai capezzoli, dovresti allattare il bambino frequentemente ed evitare che arrivi particolarmente affamato alla poppata. Assicurati che il bambino con la sua bocca afferri la parte più scura del capezzolo. Se il dolore persiste per lungo tempo, contatta il tuo medico, in quanto potrebbe trattarsi di una infezione di candida. Se applicato su capezzoli e areole sin dall’ultimo trimestre di gravidanza, può aiutare a prevenire infiammazioni, ragadi e altri problemi che possono insorgere in particolar modo durante le prime fasi di allattamento.

L'ingorgo mammario: cause e gestione

L’ingorgo mammario è un ristagno di latte nella mammella che si verifica nei giorni successivi al parto. L'ingorgo mammario è il risultato dell'aumento del flusso sanguigno nel seno nei giorni immediatamente successivi al parto. Alcune condizioni o eventi possono aumentare la probabilità di sperimentare un ingorgo mammario. I sintomi dell'ingorgo mammario possono variare da persona a persona ed essere sperimentati in un seno solo o in entrambi. Applicare sul seno degli impacchi di ghiaccio per raffreddare e calmare il tessuto mammario infiammato e per diminuire la produzione di latte. Nel caso in cui si scelga di non allattare al seno, è possibile aspettare la montata lattea. Il trattamento dell’ingorgo mammario varia a seconda del fatto che la donna stia allattando o meno. Se la donna non sta allattando, l'ingorgo doloroso dura in genere circa un giorno.

infografica sui sintomi dell'ingorgo mammario

Comprendere la mastite

La mastite è un'infiammazione dolorosa del seno che colpisce le mamme che allattano. Esistono due tipi di mastite:

  • Mastite non infettiva: dovuta a un blocco o a un'ostruzione dei dotti lattiferi. Un dotto lattifero si ostruisce creando un ingorgo mammario manifestandosi tramite seno gonfio, arrossato e doloroso.
  • Mastite infettiva: causata da una proliferazione batterica, spesso dovuta allo stafilococco aureo. A volte uno o più microrganismi infettano il seno attraverso una lesione al seno o, più raramente, attraverso i dotti lattiferi tramite i linfonodi.

Cause scatenanti

Le cause della mastite possono essere varie:

  • Produzione eccessiva di latte: quando la mamma produce più latte di quanto il bambino consumi, può verificarsi un ingorgo che scatena la mastite.
  • Posizione di allattamento scorretta: se la posizione del bambino sulla mamma durante la poppata non è ottimale, può succedere che il seno non riesca a svuotarsi completamente, causando un eccesso di latte nei dotti lattiferi.
  • Allattamenti irregolari: l'ingorgo mammario può verificarsi se il bambino non poppa in modo regolare o sufficientemente frequente.
  • Svezzamento improvviso: uno svezzamento non graduale dall'allattamento al seno può portare a un eccesso di latte nella mamma e a un ingorgo mammario.
  • Difficoltà di suzione: se il bambino ha difficoltà a "tirare" il latte correttamente, lo svuotamento del seno alla fine della poppata può rimanere incompleto e causare un ingorgo.
  • Pressioni mammarie: anche una pressione esercitata sul seno può causare mastite (reggiseno troppo stretto, colpo al petto, ecc.).
  • Ragadi al capezzolo: una ragade o crepa al capezzolo non curata adeguatamente può lasciare la porta aperta ai batteri patogeni e causare una mastite infettiva.

Sintomi comuni e gestione medica

La mastite può causare una serie di sintomi fastidiosi per la neomamma: dolore al seno, calore al tatto, arrossamento, gonfiore, febbre, brividi, capezzoli sensibili, stanchezza e mal di testa. Questi sintomi sono comunemente osservati nelle neomamme che allattano, affette da mastite. Se presenti uno o più di questi sintomi, non esitare a contattare il tuo medico curante, la ginecologa o una consulente specializzata nell'allattamento. È importante distinguere tra un leggero ingorgo mammario e una mastite. Nella fase di ingorgo dei dotti lattiferi, è possibile che lo sblocco avvenga naturalmente in modo spontaneo. Al contrario, una mastite conclamata richiede un trattamento adeguato per evitare complicazioni.

Ingorgo al seno, cosa fare?

Fitoterapia e supporto all'allattamento

Tra le piante utili per favorire l'allattamento rientra anche il cardo mariano che ha proprietà galattogene. Il cardo mariano infatti stimola la produzione di latte materno nelle puerpere, perché contiene una gran quantità di complessi di bioflavonoidi (fitoestrogeni) chiamati flavonolignani. I fiori di Bach possono essere molto utili per prendersi cura dello stato emotivo della donna che è appena diventata mamma. Il latte materno secondo la teoria della Medicina Tradizionale Cinese è prodotto a partire dal Sangue. Questa funzione è particolarmente importante per una donna dopo il parto, quando ha perso o consumato molto Sangue ed Essenza.

Anche l'omeopatia può fare molto per la mamma e il suo bimbo o la sua bimba appena nata. Ricinus communis 5 CH (5 granuli 3 volte al giorno) favorisce la montata lattea. Se sono presenti ragadi, di solito l'omeopata consiglia Nitricum acidum 5 CH e Graphites 15 CH, 5 granuli di ognuno, 2 volte al giorno, alternati. Utile anche applicare dell'olio di calendula sui taglietti. Non tanto esercizi, quanto un consiglio importante per quel che riguarda la modalità di allattamento, la posizione del corpo. Il corretto attaccamento è fondamentale per prevenire le ragadi ed evitare che la poppata sia insufficiente.

Considerazioni sulla gravidanza: nausea e disturbi digestivi

Il primo problema che può presentarsi all'inizio della gravidanza, solitamente nei primi tre mesi, è senza dubbio la nausea, che interessa oltre il 50% delle donne. La nausea è associata talvolta a salivazione abbondante e a vomito; questo è un sintomo che non va trascurato. Spesso le donne che soffrono di nausea hanno problemi digestivi e una funzionalità epatica rallentata, con scarsa produzione di bile, per cui può essere utile utilizzare dopo i pasti tisane contenenti non più del 10% di Tarassaco e di Rosmarino, il 25% di Melissa, circa il 50 % di Malva e un pizzico di Menta. Un rimedio per ridurre la nausea è masticare un piccolissimo frammento di Zenzero fresco. Se la gravidanza è accompagnata da ansietà che può accentuare la nausea, può giovare anche il Ficus carica in gocce, per la sua azione calmante sugli stati d'ansia che si manifestano con disturbi viscerali.

Gestione dell'acidità gastrica

Se aumenta l'acidità gastrica, un buon rimedio sintomatico è costituito dall'argilla verde ventilata, da assumere come antiacido immediato. Poiché l'argilla è anche cicatrizzante, può prevenire eventuali infiammazioni della mucosa gastrica. Anche la Liquirizia è un buon digestivo e antiacido, ma si deve utilizzare in quantità limitata e non di continuo, per evitare l'aumento della pressione arteriosa. Esistono poi preparati contenenti bicarbonato naturale, abbinato a estratti di piante quali Camomilla, Liquirizia, Aloe vera e mucillagini di Orzo, che rappresentano un comodo rimedio sintomatico pronto all'uso.

Integrazione e salute durante la gestazione

Le tisane a base di piante ricche di mucillagini come Malva, Altea, semi di Lino o di Psillio possono servire a lenire l'eventuale infiammazione delle mucose gastro-esofagee, e inoltre a fornire all'intestino buone quantità di acqua e mucillagini, utili per il suo buon funzionamento; si può evitare così la stipsi. Per evitare la stipsi, oltre alle suddette piante, è bene utilizzare di frequente fermenti lattici, per mantenere in condizioni ottimali la flora batterica intestinale. Ovviamente sarà particolarmente curata l'alimentazione, che deve essere varia e completa, leggera e digeribile, ricca di frutta e verdura, con cibi integrali come i fiocchi di Avena, molto nutrienti e digeribili.

Emorroidi e circolazione

Localmente si possono applicare pomate a base di Aloe, Elicriso, Iperico, Cipresso, olio di Jojoba, burro di Karitè, dall'azione lenitiva, lubrificante, protettiva e vasocostrittrice, per evitare irritazioni e congestioni della parte, in modo da contrastare dolore, prurito e bruciore. Le piante vasocostrittrici che solitamente si assumono per uso interno per contrastare le emorroidi e i disturbi circolatori, invece, non sono consigliabili in gravidanza.

Indebolimento di unghie, capelli e denti

Sempre l'argilla, oltre a agire sull'acidità gastrica, fornisce nel contempo sali minerali che possono essere utili per evitare l'indebolimento delle unghie, dei capelli e dei denti, frequente in gravidanza. Oggi, fortunatamente, oltre ad un'alimentazione più abbondante, esistono integratori vitaminico-minerali a base di vitamine naturali, calcio e altri sali minerali e oligoelementi, come la Spirulina, il Lievito di birra, ricco anche di acido folico, l'Acerola e la Rosa canina che forniscono vitamina C. Se vi è carenza di ferro, gli integratori specifici di ferro organico, derivato da vegetali, possono evitare gli spiacevoli effetti del ferro inorganico sull'apparato intestinale. Anche l'umore in gravidanza può diventare fonte di problemi, se diventa particolarmente labile, soggetto a sbalzi, con irritabilità e talvolta insonnia. In questi casi una tisana a base di Tiglio e Melissa può aiutare a ritrovare serenità, specie se accompagnata da un'integrazione di Magnesio, utile anche per evitare i crampi muscolari.

mappa concettuale degli integratori naturali in gravidanza

Prevenzione delle smagliature e cura estetica

Il rimedio veramente efficace contro la formazione delle smagliature è senza dubbio la prevenzione: si deve cercare di rendere la pelle il più possibile elastica, perché possa sopportare le sollecitazioni cui verrà sottoposta. Questo è possibile solo se la nutriamo con prodotti altamente nutrienti, idratanti e rigeneranti, ricchi di acidi grassi polinsaturi, come Burro di Karitè, olio di Mandorle, olio di Enotera, estratti di Soia, elastina. Il prodotto scelto, sia esso crema, olio o burro, si deve applicare su addome, fianchi e parte alta delle cosce, appena la gravidanza sarà manifesta, proseguendo per tutti i nove mesi e anche dopo il parto. Naturalmente non si deve trascurare il seno, poiché con l'allattamento anch'esso sarà sottoposto a grande tensione per l'aumento delle ghiandole mammarie, applicando anche sul seno le creme nutrienti o gli oli, già dopo il primo trimestre di gravidanza. Un altro problema che può incontrare la gestante è quello dei capelli bianchi, poiché le tinture stabili ai lavaggi sono sconsigliate. L'unico prodotto consentito è l'Hennè naturale, privo naturalmente di additivi chimici.

Considerazioni finali sulla sicurezza e l'assistenza

E' assolutamente da eliminare il fumo, che potrebbe ridurre l'irrorazione della placenta per l'azione vasocostrittrice della nicotina, e anche il caffè e l'alcool, nocivi per il nascituro. E' necessaria la massima cautela nell'uso di sostanze medicinali, che possono essere potenzialmente nocive. Questo principio è valido anche per la fitoterapia. Vale comunque sempre il principio che in gravidanza, prima di utilizzare qualunque sostanza, è opportuno consultare il medico o un fitoterapeuta qualificato. La stessa cautela vale naturalmente durante l'allattamento al seno, poiché molti composti possono passare nel latte materno e venire così indirettamente somministrati al neonato; è opportuno anche evitare di somministrare farmaci o fitoterapici ai bambini sotto i due anni di età, se non prescritti dal pediatra. Farmacia Bosciaclub è una farmacia online, dove puoi acquistare i rimedi per i capezzoli doloranti durante l’allattamento. Inoltre, il nostro team di farmacisti è lieto di poterti consigliare come affrontare tutti i problemi legati alla gravidanza. Contattaci ed iscriviti alla newsletter per ricevere promozioni e buoni sconto. La gestione della mastite richiede un approccio equilibrato. I rimedi naturali possono offrire un valido sollievo, ma non devono mai sostituire un trattamento medico adeguato. Per evitare complicazioni, è essenziale seguire il protocollo di cura raccomandato dal medico. Per continuare a vivere questa straordinaria avventura serenamente e in modo completamente sicuro, non esitare a chiedere consiglio a una consulente per l'allattamento che potrà darti consigli personalizzati in base alle tue esigenze. Nel caso in cui la mamma accusi stanchezza si può portare ad integrazione della dieta Neomam di Solgar, utile ad apportare vitamine e minerali specifici per la donna in gravidanza e allattamento, come acido folico e iodio, ferro facilmente assorbile, calcio, beta carotene, cromo e selenio. Il latte materno rimane l'alimento migliore per il neonato e l'allattamento al seno, se possibile, rappresenta un pilastro fondamentale per la salute futura del bambino e della madre stessa.

tags: #allattamento #dolori #fitoterapia