L'Allattamento Oltre i Primi Mesi: Benefici, Sfide e Requisiti per una Scelta Consapevole

Dopo aver superato le difficoltà iniziali, per molte madri l’allattamento decolla e procede senza intoppi. Intorno alla mamma tutti sono contenti e fioccano le parole di apprezzamento e ammirazione. Tuttavia, man mano che la bimba cresce, superando i 6 mesi e iniziando a mangiucchiare altro cibo fuori dalle poppate, cominciano a insinuarsi i primi dubbi e una serie infinita di critiche: «Lo allatti ancora? Ormai è grande!», oppure: «Il tuo latte ormai è acqua». Nonostante l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), l’Unicef e tutte le organizzazioni scientifiche di settore raccomandino l’allattamento per due anni e oltre, finché mamma e bambino lo desiderano, nella nostra società la donna che decide di continuare ad allattare un bimbo più grandicello incorre in una serie di giudizi pesanti. A volte, queste critiche provengono proprio da pediatri e operatori sanitari, sfociando nella colpevolizzazione della donna, accusata di usare l’allattamento come strumento di autogratificazione, o nell’insinuazione di “anormalità psichica”, come se l’allattamento fosse il sintomo di un rapporto deviato fra mamma e bambino. Da questo quadro carico di negatività non si salva neppure il padre, il quale, favorendo tale prosecuzione, viene accusato di connivenza.

L’allattamento materno è una relazione intima e solo i due protagonisti possono sapere quando è arrivato il momento di interromperla e trasformarla in qualcosa di diverso. Il bambino, cresciuto in un ambiente sicuro, è del tutto competente e, quando sarà pronto, potrà, senza difficoltà e per gradi, diventare autonomo. Allo stesso modo, ogni mamma, in un contesto familiare sereno e positivo, è perfettamente capace di accompagnare il piccolo verso il distacco. Il tavolo tecnico del Ministero della Salute per la promozione dell’allattamento, nel 2014, ha concluso che «L’allattamento al seno di lunga durata non interferisce negativamente sulla progressione dell’autonomia del bambino e sul benessere psicologico e/o psichiatrico della madre. […] Risulta al contrario ben provato che l’allattamento al seno contribuisce al benessere cognitivo, emotivo, familiare e sociale del bambino, aggiungendosi al peso determinante dei fattori genetici, delle competenze allevanti familiari e dei fattori socio-economici».

Madre che allatta un bambino più grande in un ambiente sereno

L'Allattamento Materno Dopo il Primo Mese: Produzione e Frequenza

Congratulazioni, se sei arrivata al primo mese di allattamento al seno, hai superato una tappa importante. Il tuo latte materno è ora completamente maturo, la sua produzione sta iniziando a rallentare e non noti (quasi) più perdite dai seni. Non preoccuparti, non stai smettendo di produrre latte; il seno è semplicemente diventato più efficace nel produrlo e conservarlo. A sei settimane inizierai a vedere le gengive del bambino mentre sorride e, una volta compiuti due mesi, potrai dire di aver allattato dalle 500 alle 600 volte. Se tutto sarà andato per il verso giusto avrai detto addio ai problemi di attacco al seno e potrai concentrarti sul mantenimento dell'allattamento e goderti questa nuova comodità e i continui benefici per la salute tua e del tuo bambino.

La gamma di "normalità" nell'allattamento al seno dei bambini da uno a sei mesi può variare molto: alcuni bambini si nutrono soltanto quattro volte ogni 24 ore, mentre altri 13 volte. A circa un mese di vita il bambino inizierà a ingerire quantità maggiori di latte durante le poppate e potrebbe iniziare a fare intervalli più lunghi tra una poppata e l'altra. Il suo stomaco sta crescendo in modo da poter accogliere poppate più voluminose e il latte maturo lo mantiene più sazio per periodi prolungati. Le poppate possono durare dai 12 minuti a un'ora circa; i bambini possono essere veramente molto diversi tra loro. Se il tuo bambino sta prendendo peso e se il suo ritmo di alimentazione rientra in questo intervallo non hai nulla di cui preoccuparti. Sorprendentemente, indipendentemente da quanto spesso si nutre il tuo bambino, consumerà quotidianamente all'incirca la stessa quantità di latte a un mese e a sei mesi di vita, quando inizierai a introdurre cibi solidi. È inevitabile che ci siano giorni in cui vorrà nutrirsi un po' di più o un po' di meno, soprattutto se non si sente bene; dovrai semplicemente accettare la situazione.

ALLATTARE AL SENO ALMENO I PRIMI 6 MESI DI VITA

La Composizione Unica del Latte Materno: "Non È Acqua"

Il latte materno è l’alimento che la natura ha predisposto per il neonato. Il latte materno è l’alimento ideale per i neonati e i lattanti. Il primo latte, prodotto dal 7° mese di gravidanza fino a circa il 5° giorno di vita, viene definito colostro. Nei primi giorni dopo il parto la donna produce il “colostro”, prezioso per il suo valore nutritivo e soprattutto per il suo elevato contenuto di anticorpi, utili alle difese immunitarie del bambino. Questo primo pasto denso e giallastro offre protezione contro le malattie.

Dopo il colostro, il latte cambia in latte di transizione e poi in latte maturo, chiamato anche latte "perfetto". Quest'ultimo è fluido, di colore bianco-azzurrognolo e dal sapore dolce. Che l'aspetto acquoso non tragga in inganno: è una formula unica e il piccolo non avrà bisogno d'altro fino ai cinque-sei mesi di vita! È fonte di acqua, che costituisce quasi il 90% del suo volume, per adeguarsi ai bisogni dell'organismo del neonato, che è costituito per l'80% di acqua. È fonte di energia, fornendo circa 700 kcal per litro. Contiene proteine assimilabili al 100% (i “mattoncini” che servono all'organismo per costruire cellule e tessuti) e aminoacidi essenziali (il materiale di costruzione delle proteine stesse). La quantità di proteine nel latte materno è 3 volte inferiore rispetto al latte di mucca, ma sono considerate ottimali per la crescita, facili da digerire e molto ben tollerate. Molte tra le sostanze proteiche non servono per crescere ma hanno un compito definito funzionale.

Fornisce inoltre zuccheri, tra cui soprattutto il lattosio, presente in quantità maggiore che nel latte di mucca (circa il 50% in più), fatto che spiega perché il latte di mamma è di sapore più dolce. I grassi (o lipidi), principale fonte di energia, sono presenti in quantità minore all'inizio e maggiore al termine della poppata, con il fine di indurre nel bambino il senso di sazietà ed evitare che mangi troppo. Sono presenti dei lipidi, chiamati acidi grassi polinsaturi, definiti essenziali perché il lattante non li produce, che costituiscono l'8-10% dei grassi nel latte materno, mentre sono presenti 4-5 volte di meno nel latte di mucca. Anch'essi hanno funzioni importanti, partecipando allo sviluppo del sistema nervoso e della retina. I minerali sono contenuti nel latte di mamma in quantità 3-5 volte inferiore rispetto al latte di mucca e ciò permette, al rene del bambino piccolo, di non affaticarsi troppo per eliminarli.

Infografica sulla composizione del latte materno

Benefici Profondi dell'Allattamento Prolungato per Bambino e Madre

L'allattamento è un modo meraviglioso per nutrire e creare un legame con il tuo bambino. Numerose ricerche dimostrano l’esistenza di una correlazione positiva fra una maggiore durata dell’allattamento e un miglioramento della memoria, delle prestazioni motorie e delle abilità linguistiche del bambino. Secondo un recente studio pubblicato su un’autorevole rivista medica, più a lungo i bambini vengono allattati, maggiori sono le probabilità che realizzino il loro potenziale genetico, diventando adulti istruiti e con buone possibilità di inserimento sociale. L’allattamento ha un impatto positivo anche sulla modulazione del temperamento del bambino, sembrerebbe infatti che i bimbi allattati per periodi più lunghi abbiano atteggiamenti meno aggressivi e rispondano in maniera più positiva e accogliente ai comportamenti degli altri. Questo potrebbe essere in parte spiegato dalla presenza nel latte materno di particolari nutrienti, gli LC-PUFA (acidi grassi polinsaturi a lunga catena), coinvolti nello sviluppo del cervello in una specifica fase di crescita che si verifica prevalentemente nei primi due anni di vita.

L'allattamento al seno fa sì che i muscoli della bocca si esercitino, che la mandibola si sviluppi e che i denti si allineino, tutti passaggi importanti affinché in futuro possa mangiare e parlare. Il gusto del tuo latte può cambiare in base a quello che mangi, per cui il bambino prova nuovi sapori prima ancora di passare ai cibi solidi. La protezione offerta dal latte materno non termina con l'infanzia: è dimostrato che i bambini allattati al seno sono maggiormente protetti, anche in età adulta, da malattie come le allergie, il diabete e l'obesità. La sindrome della morte improvvisa in culla (SIDS) si manifesta più raramente (almeno 3 volte di meno) nei neonati allattati al seno, tanto che questa pratica rappresenta una delle raccomandazioni per la sua prevenzione.

Per la madre, l’allattamento ha innanzitutto effetti emotivi positivi: diminuzione dell’ansia, miglioramento del tono dell’umore, maggiore autostima. Si registrano anche ricadute positive sullo stato di salute complessivo, con un sonno qualitativamente migliore, la riduzione della pressione arteriosa e una frequenza cardiaca più stabile. L'allattamento al seno migliora il legame mamma-bambino perché stimola il rilascio di ossitocina, l'"ormone dell'amore". Attraverso il tocco, il calore, lo scambio di sguardi, la pronta reattività ai bisogni del piccolo, l’allattamento rientra quindi a pieno titolo in tutte quelle buone pratiche che favoriscono l’instaurarsi di un solido attaccamento con le figure di riferimento. Quando il tuo bambino succhia e stimola il rilascio di ossitocina, potresti sentire un'ondata di euforia, che in realtà diminuisce il dolore.

Madre e bambino in un abbraccio affettuoso durante l'allattamento

Fasi Iniziali e Gestione del Latte Materno

La montata lattea può non essere immediata e richiedere anche 5-7 giorni, in funzione altresì del tipo di parto. Lo stimolo che determina la montata lattea è soprattutto la suzione precoce e frequente del neonato. Subito dopo il parto, puoi tenere il tuo bambino direttamente sulla tua pelle nuda, il contatto pelle a pelle. Nei primi giorni di vita mettetelo al seno tutte le volte che vi sembra mostrare il desiderio di succhiare, onde stimolare il vostro seno. Ruotare la testa, movimenti di suzione, movimenti delle mani verso la bocca possono essere segnali di fame che precedono il pianto anche di mezz’ora. Il pianto disperato è invece un segnale di fame tardivo. Quando il neonato è in preda al pianto o è sovraeccitato e scoordinato, può avere difficoltà nell’attaccarsi al seno e nella suzione. Procedete con pazienza e costanza, senza scoraggiarvi: ogni istinto può aver bisogno di un po’ di esercizio per esprimersi appieno.

Una delle maggiori preoccupazioni è quella di non riuscire ad allattare il proprio bambino e di avere insufficiente quantità di latte per poterlo nutrire adeguatamente. È bene sottolineare che tutte le donne hanno le potenzialità per allattare, la percentuale di coloro a cui, per motivi fisiologici, è impossibile farlo è pari solo all’1%.Il neonato sano a termine può tollerare l’arrivo della montata lattea, soprattutto se riceve, nel frattempo, il colostro. Il calo di peso si può protrarre per i primi quattro o cinque giorni ed è fisiologicamente compreso fra il 5% e il 10% del peso alla nascita. Col passare del tempo, la mamma impara a capire i segnali di sazietà che il bambino le invia, intuendo con sicurezza se il piccolo è soddisfatto e sta crescendo regolarmente, ma nelle prime settimane questo è più difficile. Non importa quanto mangia, ma quanto cresce! Se il piccolo cresce regolarmente è un inutile fastidio (e una fonte di ansia per la mamma!) pesarlo prima e dopo la poppata per calcolare la dose di latte assunta. È certamente più utile controllare la crescita con una pesata una volta alla settimana. La crescita, esaurita la fase di calo fisiologico, dopo i primi 8-10 giorni di vita è mediamente intorno ai 150-200 grammi alla settimana. Lasciate che sia il vostro bambino a suggerirvi l’orario giusto! Alcuni bambini si alimentano per poco tempo, ma frequentemente, altri si nutrono per più tempo e poi aspettano alcune ore prima della poppata successiva.

Allattamento Esclusivo e Ritmi del Sonno

La raccomandazione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) valida in tutto il mondo e per ogni bambino prevede l’allattamento esclusivo nei primi sei mesi di vita. Il vostro latte contiene tutte le sostanze nutritive e l’acqua di cui il bambino ha bisogno. Se l’accrescimento risulta adeguato non occorre dargli altro per i primi 5-6 mesi di vita circa. Se allattato esclusivamente al seno, non ha nemmeno bisogno di bere acqua. Il suo sistema digestivo non è in grado di assimilare cibi solidi prima del sesto mese e non potrà consumare latte di mucca fino a un anno. Allattarlo al seno per tutta la durata di questa fase prepara il tuo bambino anche a future ed emozionanti tappe.

È normale per tutti i bambini svegliarsi durante la notte. La maggior parte dei bambini da uno a sei mesi consuma un quinto dell'assunzione di latte quotidiana durante la notte, per cui queste poppate sono importanti per assicurargli un apporto calorico sufficiente. Uno studio condotto in Galles su 700 bambini ha mostrato che quasi l'80% di essi, tra i sei e i 12 mesi, si svegliava almeno una volta durante la notte, mentre il 25% dei bambini si svegliava tre o più volte. Non è stata rilevata alcuna differenza tra bambini allattati al seno e bambini allattati con latte in polvere. Visto che ti devi comunque svegliare, l'allattamento al seno è perlomeno comodo: durante la notte devi a malapena svegliarti; imposta il pilota automatico e lascia che il tuo corpo e il tuo bambino facciano da soli. Nessun bisogno di pianificare, misurare o sterilizzare. È già tutto pronto e alla giusta temperatura nel tuo seno.

Intorno ai quattro mesi i ritmi di sonno del bambino potrebbero cambiare, perché inizierà ad avere periodi di sonno leggero e periodi di sonno profondo, proprio come un adulto. Di conseguenza, potrebbe iniziare a svegliarsi più spesso durante la notte. Alcuni la chiamano la "regressione del sonno dei quattro mesi", ma progressione è un termine più appropriato. Nonostante possa sembrare un passo indietro, il tuo bambino sta in realtà andando incontro a una fase importante del suo sviluppo: impara rapidamente, prende coscienza del mondo, acquista una maggiore percezione della profondità e, forse, inizia anche a provare ansia da separazione. Chiamarti piangendo quando si sveglia, nutrirsi dal tuo seno e stare vicino a te sono i modi che ha per essere rassicurato. Non tentare di integrare la sua alimentazione con latte in polvere o di introdurre cibi solidi sperando che dorma più a lungo. Il tuo latte contiene degli ormoni che inducono la sonnolenza e che aiutano entrambi a rilassarvi. Gli studi hanno dimostrato che le madri che allattano al seno dormono di più durante la notte rispetto a quelle che ricorrono al latte in polvere o a un'alimentazione mista.

Allattamento e Sviluppo: La Dentizione e L'Autosvezzamento

La dentizione solitamente inizia attorno al quarto mese. Il bambino potrebbe diventare irritabile e staccarsi dal seno piangendo se prova dolore alle gengive, il che a volte è frustrante. L'allattamento al seno potrebbe, però, avere un effetto calmante. Uno studio ha dimostrato che i bambini che vengono allattati al seno piangono meno quando vaccinati e si riprendono più velocemente dal dolore e questo effetto calmante potrebbe funzionare anche durante la dentizione. Un effetto collaterale indesiderato potrebbe essere l'utilizzo del tuo seno, da parte del bambino, per provare i suoi nuovi denti. A volte i bambini si divertono a mordere la mamma. Te ne puoi accorgere notando un leggero cambiamento del bambino durante la poppata, perché sposterà la lingua prima di mordere. Solitamente non è un grosso problema e succede soltanto per un paio di poppate. Sospendi la poppata, digli dolcemente che non deve mordere e presto capirà.

Bambino con i primi dentini che allatta al seno

Se allatti il bambino al seno fino alla prima infanzia, gli altri potrebbero dirti che rischi che non voglia mai più smettere; ma, se viene offerta loro la libertà di scegliere, i bambini spesso si svezzano autonomamente tra i due e i quattro anni. L'interruzione dell'allattamento al seno (svezzamento) dipende dalle esigenze e dai desideri della madre e del bambino, ma preferibilmente avviene non prima che il bambino abbia 12 mesi. Lo svezzamento graduale nell’arco di settimane o mesi durante il periodo nel quale vengono introdotti gli alimenti solidi è il metodo più frequente. Alcuni neonati e madri interrompono bruscamente senza problemi, mentre altri continuano l’allattamento 1 o 2 volte al giorno per 18-24 mesi o più a lungo. Non esiste un modo corretto o più facile.

Allattamento e Lavoro: Estrazione e Conservazione del Latte Materno

Nei primi sei mesi, mentre stai ancora allattando esclusivamente al seno, potresti dover lasciare il bambino per un paio d'ore o anche di più se hai ricominciato a lavorare o se devi assentarti per uno o due giorni. Non sentirti obbligata a smettere di allattare al seno. Puoi ancora continuare a regalare al tuo bambino i benefici del latte materno estraendolo, in modo che gli venga somministrato in tua assenza. Estrai il latte per un paio di giorni in piccole quantità (dai 40 ai 60 ml per volta), così da creare una banca utile a chi si prenderà cura del tuo bambino. Estraendolo in piccole quantità, la tua produzione di latte non subirà alcun effetto.

Se stai per ricominciare a lavorare, parla con il tuo datore di lavoro, in modo da mettere in atto un programma. Molte mamme allattano il bambino al seno durante la notte e riescono a occuparsi della prima e dell'ultima poppata della giornata. Dopodiché estraggono il latte all'ora di pranzo, per alleviare eventuali disagi e avere latte per il giorno successivo. Spesso è molto più semplice di quel che si pensi e oggigiorno molti posti di lavoro sono attrezzati per facilitare le mamme. I tiralatte moderni sono efficienti e ti aiuteranno a gestire con semplicità questo gioco di destrezza. Le madri che lavorano possono allattare quando sono a casa e dare al neonato il biberon con il latte materno spremuto con il tiralatte nelle ore in cui sono assenti.

Il latte materno può essere estratto manualmente spremendo il seno o con l’aiuto di un tiralatte. Prima di ogni raccolta è fondamentale un accurato lavaggio delle mani, per ridurre il rischio di contaminazione del latte estratto. Si consiglia di utilizzare, per la raccolta del latte, dei contenitori di vetro o di plastica rigida, perché garantiscono la stabilità di gran parte dei costituenti del latte materno.

Modalità di conservazione:

  • Temperatura ambiente: Il latte raccolto in contenitori sterili può rimanere a temperatura ambiente per 4/6 ore.
  • Frigorifero: Se non viene scaldato entro tale lasso di tempo, può successivamente essere conservato in frigorifero per un periodo non superiore alle 72 ore. È importante indicare sul contenitore la data e l’ora di effettuazione della raccolta.
  • Congelatore: Il latte raccolto in contenitori sterili può essere conservato in congelatore per 3/4 mesi. È importante indicare sul contenitore la data di effettuazione della raccolta. Il latte conservato in frigorifero e non consumato entro quattro giorni deve essere eliminato, perché il rischio di contaminazione batterica è alto.

Modalità di scongelamento e riscaldamento:

  • Lo scongelamento può avvenire lentamente (in frigorifero per un periodo non superiore a 24 ore) o rapidamente (a bagnomaria, con acqua a temperatura non superiore a 37° C, oppure sotto l’acqua corrente tiepida, ponendo attenzione alla chiusura del contenitore, per evitare il rischio di contaminazione del latte).
  • La modalità corretta per scaldare il latte materno è quella “a bagnomaria”. Il latte materno non deve essere scaldato nel forno a microonde.
  • È necessaria una appropriata pulizia e disinfezione delle parti del tiralatte che vengono a contatto con il latte, lavandole prima con acqua calda e detergenti comuni e poi disinfettandole “a caldo” (bollitura del materiale completamente immerso in acqua e coperto per 20 minuti) o “a freddo” (utilizzando soluzioni a base di ipoclorito di sodio, immergendo completamente il materiale per un periodo di almeno 1 ora).

    ALLATTARE AL SENO ALMENO I PRIMI 6 MESI DI VITA

L'Introduzione dei Cibi Solidi e la Continuazione dell'Allattamento

Se intorno ai sei mesi il bambino mostra di avere interesse verso il cibo e riesce a sedersi dritto senza aver bisogno di supporto significa che è pronto a provare i cibi solidi. Tuttavia ciò non significa che tu debba smettere di allattare al seno. Entro i sei mesi il bambino avrà terminato le riserve di ferro accumulate durante la gravidanza e avrà bisogno di riceverne altre.

Inizia a introdurre il cibo all'incirca in questo periodo, ma ricorda che l'allattamento al seno rimarrà la sua fonte principale di calorie e sostanze nutritive fino agli otto-nove mesi. Raggiunta questa fase il bambino starà assumendo molto più cibo, ma potresti ancora allattare quattro o cinque volte al giorno, in base alle sue esigenze. Raggiunti i 12 mesi potresti allattare al seno dalle due alle sei volte al giorno. Ogni bambino è diverso dall'altro e il tuo potrebbe ancora ricevere metà del suo apporto calorico dal latte materno.

La raccomandazione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) valida in tutto il mondo e per ogni bambino prevede l’allattamento esclusivo nei primi sei mesi di vita e in seguito, anche dopo aver introdotto l’alimentazione complementare, la possibilità di protrarlo fino all’età di due anni o più. La Società Svizzera di pediatria (SSP) formula le proprie raccomandazioni in modo volutamente aperto e flessibile. L’allattamento esclusivo fino al sesto mese di vita è un obiettivo auspicato. Dopo sei mesi il latte materno non è più sufficiente a soddisfare il fabbisogno nutrizionale del lattante. In questo periodo la maggior parte dei bambini inizia a mostrare interesse anche per il cibo dei genitori. Il vostro piccolo vuole anche provare cose nuove e ve lo fa capire a modo suo, con i suoi sguardi interessati, sgambettando o tendendo le braccia. Inoltre a questa età i bambini sanno quasi stare seduti e portare miratamente la mano alla bocca, comportamenti che mostrano che il bambino è pronto per imparare a mangiare. Ora il bambino comincia a bere anche l’acqua, ad es. utilizzando una tazza con beccuccio e in seguito un bicchiere di plastica.

Se l’allattamento funziona bene, nei primi sei mesi non è necessario somministrare altri alimenti o liquidi. Ma se in questo periodo vostro figlio vuole provare alimenti solidi oppure voi desiderate dargli dei cibi complementari (ad es. quando siete assenti o avete la sensazione che il bebè ha bisogno di ulteriori alimenti) allora potete farlo. Si raccomanda di procedere come in tutte le fasi di sviluppo, dolcemente, senza pressione e individualmente. Per stabilire un comportamento nutrizionale sano, è importante introdurre senza pressione gli alimenti complementari. I genitori possono star certi che un bambino sano si farà intendere quando vuole imparare a mangiare. Svezzamento significa introdurre lentamente un’alimentazione supplementare per abituare il lattante. Se desiderate continuare ad allattare, nel primo anno è meglio non sostituire le poppate con cibi solidi, ma solo aggiungerli. Così sarete sicure che la produzione di latte rimarrà inalterata. Se invece volete smettere di allattare gradualmente, potete pian piano sostituire le poppate con cibi complementari. Ciò durerà a lungo.

Non dimenticare che puoi anche aggiungere latte materno ai suoi primi pasti solidi, come i cereali o le puree, cosicché possa continuare ad assaporare un gusto familiare. Se riesci, usa latte appena estratto e non scongelato e aggiungilo appena prima di farglielo consumare, in modo che i componenti e le sostanze nutritive non vadano persi. Potresti sentire l'obbligo sociale di smettere di allattare al seno a sei mesi, ma più allatti al seno o più estrai il latte e maggiori benefici offri al tuo bambino e a te stessa. L'Organizzazione Mondiale della Sanità consiglia di far assumere ai bambini latte materno, oltre che cibi solidi, fino all'età di due anni e oltre, perché il latte svolge ancora un ruolo vitale per il loro sistema immunitario. È anche un modo importante per offrire loro supporto emotivo quando si sentono poco bene o sopraffatti.

Bambino che mangia cibi solidi mentre la madre è pronta ad allattare

Alimentazione e Stile di Vita della Madre Che Allatta

Durante l’allattamento non avete bisogno di osservare una dieta specifica, ma potete liberamente assumere tutti i cibi. Non occorre che beviate grosse quantità di acqua: bevete normalmente ogni volta che avete sete, ma cercate di mantenere un buon grado di idratazione. Nel periodo in cui allatto per principio potete mangiare tutto ciò che è sano e che vi piace. Durante l’allattamento aumenta l’esigenza di sostanze nutritive, minerali e vitamine. Assicuratevi di nutrirvi in maniera varia e adeguata affinché non manchi nulla a voi e al vostro bambino. Frutta, verdura, alimenti integrali, legumi, pesce, carne, latticini, oli vegetali ad alto valore nutrizionale (ad es. olio di colza) e noci sono gli alimenti ideali che contribuiscono a coprire il maggiore fabbisogno di sostanze nutritive nel periodo dell’allattamento. Un'alimentazione comprendente latte, latticini e uova non dà alcun problema, tuttavia il latte delle donne che non mangiano pesce contiene meno DHA (acido docosaesaenoico: è un acido grasso importante per lo sviluppo del cervello del neonato). Il bambino ha già sperimentato i vari aromi della vostra alimentazione quando era nel grembo. Anche il latte materno assume il sapore di quello che avete mangiato e prepara il bimbo in modo ottimale ai successivi pasti in famiglia. Le reazioni del lattante sono raramente legate alla dieta della madre.

È necessaria un'assunzione di circa 450-500 calorie al giorno per supportare il tuo corpo nella produzione di latte per il tuo bambino.Limitate il caffè e gli alcolici. Una quantità moderata di caffeina, circa 200 mg al giorno, è improbabile che influisca sul tuo bambino. L'etanolo contenuto nel vino e nella birra ha effetti negativi sul bambino (non è assolutamente vero che la birra aiuta la produzione di latte!). L'alcol passa nel latte materno e raggiunge lo stesso livello del sangue materno. Se la madre beve al massimo 1 dl di vino o 3 dl di birra, il latte materno non conterrà quantità di alcol dannose per il bambino allattato al seno.

Il fumo è dannoso sempre: durante la gravidanza rallenta la crescita del vostro bambino e dopo il parto altera il sapore e l’odore del latte incrementando, inoltre, il rischio della morte improvvisa del neonato. Perciò evitate di fumare! Le sostanze tossiche del fumo passano nel latte materno e causano danni duraturi allo sviluppo del bambino. Rinunciate al fumo o riducete il più possibile il numero di sigarette fumate. Fumate dopo aver allattato e non nelle vicinanze del bambino, per ridurre al minimo l'esposizione del bambino al fumo ambientale. Questo vale anche per le altre persone che si occupano del bambino.La cannabis (THC) passa nel latte materno e viene assorbita molto bene dal bambino con il latte, danneggiando il suo sviluppo neurologico. La cannabis rimane nel corpo per molto tempo dopo il consumo e quindi compare ancora nel latte materno molto più tardi. Pertanto, non esiste un livello di consumo di cannabis innocuo per il bambino. Se si sta allattando, è bene astenersi completamente dalla cannabis. Non è possibile "ripulire" il latte materno da sostanze indesiderate come l'alcol, la nicotina, le droghe, ecc. La concentrazione di queste sostanze nel latte materno corrisponde solitamente a quella del sangue.

Non assumere farmaci senza prima consultare il medico. Chiedi al tuo medico prima di assumere farmaci durante l'allattamento, compresi i contraccettivi. Se è necessaria una terapia farmacologica, la madre deve evitare alcuni farmaci e prendere solamente quelli riconosciuti come sicuri.

ALLATTARE AL SENO ALMENO I PRIMI 6 MESI DI VITA

Superare Ostacoli e Difficoltà Comuni nell'Allattamento

L’allattamento ha ormai perso da molto tempo la sua proprietà di essere “la cosa più naturale del mondo”. Molte madri all’inizio sono insicure e si trovano confrontate con ostacoli grandi e piccoli. Ogni allattamento è un’esperienza a sé! Molti problemi possono essere risolti grazie a un’informazione corretta e a un supporto professionale. A volte, tuttavia, nonostante le migliori intenzioni non è possibile allattare esclusivamente al seno. Anche se dovete integrare con del latte per neonati o smettere di allattare, siete la mamma perfetta per il vostro bambino.

Problemi al capezzolo e al seno:

  • Capezzoli infiammati o arrossati: L’arrossamento è un’irritazione che si presenta sul capezzolo e sull’areola in donne con pelle particolarmente sensibile, dovuto al vigore della suzione del neonato. Nei primi giorni dopo il parto molte mamme sentono un po’ di dolore ai capezzoli. È normalissimo, la pelle sensibile del capezzolo deve innanzitutto abituarsi alla suzione energica di vostro figlio. In seguito allattare non dovrebbe essere doloroso.
  • Ragadi: Sono delle piccole lesioni o ferite sul capezzolo che possono anche sanguinare. In questo caso vi consigliamo di continuare ad allattare ma in modo corretto, anche cambiando spesso posizione. Le ferite ai capezzoli si rimarginano meglio con l’umidità.
  • Mughetto: Un'infezione fungina ("Candida albicans") può causare dolore e arrossamento. In questo caso i capezzoli sono solitamente arrossati e i dolori sono percettibili anche dopo l’allattamento. Il vostro medico curante prescriverà una crema antimicotica per voi e per il bebè.
  • Ingorgo mammario: Durante l’allattamento può formarsi un intasamento che riconoscerete perché il vostro seno diventerà turgido e dolente. Il latte fuoriuscirà con difficoltà. Tale condizione è diversa dalla normale pienezza del seno, nella quale si ha abbondante perdita spontanea di latte e dove il senso di turgore si risolve dopo la suzione del bambino. Trattamento di un ingorgo mammario: calore, tranquillità e frequente svuotamento del seno sono fondamentali per la guarigione. Se possibile disdite tutti gli appuntamenti e allattate sovente. Attaccate il neonato al seno in modo tale che il suo mento appoggi sul punto intasato. Mentre il bambino succhia, massaggiate il seno in corrispondenza della parte ingorgata, andando dalla base del seno verso il capezzolo. Applicate impacchi caldo-umidi sul seno per provocare una vasodilatazione che faciliterà la fuoriuscita del latte. Dopo l’allattamento degli impacchi freddi (ad es. impacchi di ricotta/quark) allievano il dolore.
  • Mastite: La mastite è un’infezione della mammella che può colpire le donne che allattano, soprattutto in presenza di un dotto galattoforo ingorgato o ostruito. I batteri possono infiltrarsi nella mammella attraverso le ragadi o le ulcere del capezzolo, causando infezione. Il vostro seno sarà arrossato, dolente e surriscaldato e la donna può avere febbre, brividi e dolori simili a quelli dell’influenza. Oltre agli stessi provvedimenti da adottare in caso di ingorgo mammario (tranquillità, se possibile riposo a letto, calore e svuotamento frequente del seno) vi potrebbero servire dei medicamenti che richiedono una prescrizione. Durante questi trattamenti la donna deve continuare ad allattare al seno.
  • Capezzoli piatti o rientranti: Un capezzolo che appare piccolo, appiattito o addirittura rientrante non necessariamente rappresenta un problema, perché la suzione del bambino può provocarne l’allungamento e la fuoriuscita. Ricordatevi che il neonato non succhia solo dal capezzolo, ma anche da una buona parte dell’areola. In alcuni casi può essere utile l’utilizzo di particolari sussidi quali paracapezzoli e tiralatte a pompetta. La grandezza del seno solitamente non influisce sulla capacità di produrre latte.

Tecniche e posizioni:

  • La posizione nella si allatta influisce sull’esperienza sia della mamma che del neonato. Per iniziare ad allattare, la madre deve assumere una posizione comoda e rilassata, seduta o semicoricata, in modo da potersi girare da un lato e dall’altro per offrire le mammelle. Il bambino è rivolto verso la madre. La madre sostiene la mammella con il pollice e l’indice in alto e le altre dita in basso e strofina il capezzolo sulla parte centrale del labbro inferiore del bambino, stimolandogli in questo modo l’apertura della bocca (riflesso di radicamento) e facendo in modo che si attacchi al seno. La madre aiuta il bambino a prendere bene in bocca il capezzolo e l’aureola mammaria, assicurandosi che siano ben centrati, per evitare di ferire il capezzolo.
  • Subito dopo il parto, puoi tenere il tuo bambino direttamente sulla tua pelle nuda. Stimola i riflessi strofinando il labbro inferiore del tuo bambino con il tuo capezzolo. Avvicinati: una volta che inizi e il bambino succhia, questa azione stimola la produzione di latte. Più il tuo piccolo si nutre, più latte produce il tuo corpo.
  • Per il primo bambino, la secrezione lattea di solito avviene in 72-96 ore. Con i figli successivi, la produzione di latte avviene prima. Nei primi giorni di vita non si devono far trascorrere più di 6 ore tra una poppata e l’altra, al fine di stimolare la produzione di latte materno. L’alimentazione dovrebbe basarsi sulle esigenze del neonato piuttosto che su orari stabiliti. Analogamente, la durata di ciascuna poppata deve essere adattata alle necessità del neonato. I neonati devono essere allattati a domanda, di solito 8-12 volte in 24 ore, ma questo criterio guida varia ampiamente.

Preoccupazioni comuni:

  • Troppo latte: Nelle prime settimane succede spesso che la produzione di latte sia eccessiva. La quantità deve innanzitutto adattarsi all’esigenza del bambino. Se il flusso di latte è molto forte e il bambino tossisce perché gli va di traverso, potete far uscire il primo latte in un pannolino o in un contenitore e riattaccare il bebè quando il flusso di latte rallenta.
  • Poco latte: Molte mamme hanno il timore di non avere latte a sufficienza. Se l’aumento di peso del vostro bambino è adeguato ed è evidente che assume abbastanza latte, non avete motivo di preoccuparvi. La produzione di latte è un processo di domanda e offerta: tanto maggiore è la frequenza e l’efficienza delle poppate (=domanda), tanto maggiore è la produzione di latte (offerta). Lunghe pause tra le poppate influiscono negativamente sulla quantità di latte.

Rifiuto temporaneo del seno:

  • A volte la madre interpreta l’atteggiamento di rifiuto del bambino come un desiderio di svezzamento. Il rifiuto può essere causato da dolori (ad es. dentizione o mughetto), oppure da stress. Può essere molto difficile individuare il motivo del comportamento del bambino. Cercate di creare condizioni di allattamento migliori per il bebè: spesso quando è mezzo addormentato, nell’oscurità, in braccio, in un’altra posizione di riposo, dopo aver sollecitato il riflesso di emissione del latte o dopo la fuoriuscita del primo latte. Se vostro figlio assume latte a sufficienza e cresce bene, non dovete preoccuparvi nel caso di un rifiuto del seno temporaneo. Se così non fosse oppure il bebè ha meno di otto settimane, per essere sicuri che riceva abbastanza nutrimento può essere necessario estrarre il latte con una pompa tiralatte o massaggiando il seno e darglielo con un cucchiaio o un piccolo bicchiere.
    Madre e neonato con l'aiuto di un consulente per l'allattamento

tags: #allattamento #da #bambina #grande