L'allattamento al seno è un'esperienza che trascende la semplice nutrizione, configurandosi come un vero e proprio "primo dialogo" tra madre e figlio, una comunicazione profonda che si svolge in una quiete quasi sacra. Questo legame primordiale è intriso di una poesia intrinseca, fatta di ritmi, pause e un'intesa che va oltre le parole.
Il Primo Dialogo Silenzioso: L'Intimità della Connessione Materna
Il primo dialogo a cui un bambino partecipa è quello del latte: mentre si nutre al seno materno, il neonato impara le pause, i ritmi e le regole di uno scambio verbale. È paradossale come i nostri primi dialoghi siano prevalentemente silenziosi. Nella quiete del flusso di latte e respiri, i bambini hanno la possibilità di parlare al cuore della mamma senza emettere suoni. Il bambino succhia e la mamma ascolta, il bambino si ferma e la mamma gli sussurra qualche dolce parola o gli accarezza la guancia. Tutto questo avviene in modo istintivo, dolce e sereno, creando un'armonia unica.
A riprova di quanto sia intenso il dialogo tra madre e figlio durante l’allattamento, c’è il fatto che nessun neonato gradisce che la mamma parli con altre persone durante questo momento speciale. In occasioni differenti, la voce della mamma piace ai bambini piccoli più di ogni altra cosa, e spesso il ritmo di un dialogo disteso tra la mamma e una terza persona li tranquillizza a tal punto da traghettarli dolcemente nel sonno. Tuttavia, nel contesto intimo dell'allattamento, la loro attenzione è rivolta interamente alla madre, consolidando il loro legame. Il bambino si nutre di latte, ma lo sguardo della mamma è già parola che culla e accarezza, un veicolo di sicurezza e amore incondizionato.

Questa forma di comunicazione silenziosa trova un'analogia affascinante con la narrazione. Nella narrazione infatti, la voce si disegna su uno spartito ideale fatto di pause e silenzi, di accelerazioni e rallentamenti, indossando di volta in volta le note più appropriate ai fatti raccontati proprio come avviene quando due persone parlano tra loro. Anche se al cospetto di chi narra l’interlocutore è apparentemente muto, il bravo racconta-storie sa che non potrebbe esistere senza lo sguardo di chi ascolta. Questa interdipendenza è il cuore dell'allattamento. Elisabetta Cremaschi, durante una delle serate delle 80 Lune in cui è stata ospite, ha ricordato che in giapponese l’ideogramma che indica il verbo narrare rappresenta il becchettare della gallina sull’uovo che sta per schiudersi e il becchettare del pulcino, al suo interno, sullo stesso punto. Infatti, affinché il guscio possa rompersi la gallina e il pulcino devono spingere con il becco, contemporaneamente, sulla stessa parte d’uovo. Non è forse meraviglioso questo concetto di collaborazione per la nascita e la conoscenza?
Un neonato non deve capire il senso di ciò che gli leggete o gli narrate, non è importante sempre capire. Pensate che nei testi alchemici è il suono delle parole e non il loro significato il vero veicolo di conoscenza. Narrare e leggere sono gesti d’amore gratuiti, donati ai vostri figli come il latte che sgorga dal seno materno. Nascere e crescere dentro le parole sono piaceri che poco hanno a che vedere con l’istruire, il capire, il primeggiare. Cullarsi dentro le storie significa sapere che esistiamo, qui e ora e dopo di noi, una consapevolezza profonda che si radica fin dai primi istanti di vita.
Il Latte Materno: Nutrimento Integrale per Corpo e Mente
L'allattamento al seno è una cosa bella, una delle cose più belle che esistano in natura. Pensate a come una donna possa letteralmente alimentare il suo bambino con il suo corpo! Ai miei occhi, questa è una forma di bellezza divina! Sapere che il mio corpo non solo crea e porta un altro essere umano nel mondo, ma lo nutre con il mio latte dai miei seni, questo mi mette in stato d’animo gioioso ogni volta che lo penso. Come affermato da C. Quanti, questo atto di dare vita e sostentamento è un miracolo continuo.
Neonato: benefici dell'allattamento al seno
Nel seno, oltre al cibo, il bimbo cerca e trova affetto, consolazione, calore, sicurezza e attenzione. Non è solo una questione di alimento. Il bimbo reclama il seno perché vuole il calore di sua madre, la persona che conosce di più, come sottolineato da Gonzàlez C. Un neonato ha solo tre esigenze: calore tra le braccia di sua madre, cibo dal suo seno e sicurezza nella consapevolezza della sua presenza. È rassicurante sapere che anche dopo che il bambino sarà nato, potrete offrirgli tutto ciò di cui ha bisogno per proseguire il suo sviluppo fuori dalla pancia: per molti mesi ancora il vostro corpo costituirà per lui l’habitat ideale, al contatto con il quale ritroverà il contenimento, il calore, gli odori, i suoni, le carezze a cui era abituato nell’utero.
Quale più sacra proprietà che il latte materno per il piccolo bambino? Egli può dire come Napoleone imperatore: “Dio me l’ha dato!”. Sulla legittimità della proprietà non c’è alcun dubbio: il suo solo capitale, il latte, è venuto al mondo con lui e per lui. Questa visione del latte materno come diritto innato del bambino ne sottolinea la preziosa e insostituibile natura. L'allattamento al seno non è semplicemente una fonte naturale di nutrimento, ma è anche calore e sicurezza. Molti significati si celano nella parola allattare: "essere madre, donare la vita, prendersi cura, essere generosi, avere pazienza, entrare in empatia, stare svegli anche di notte se necessario, amare, sorridere di fronte al futuro", come efficacemente riassunto da Pamela K. Non so se sia possibile allattare il proprio bambino con il proprio latte e non scoprire qualcosa di nuovo sull’amore, come riflettono Robert S. e Robert A., evidenziando la profondità emotiva di questa esperienza.
La Poesia in Azione: Esperienze Reali e Consigli dal Cuore
L'allattamento è un viaggio intimo, ma non sempre privo di sfide, come testimoniano molte madri. Una mamma di 15 mesi, che si definisce una "allattatrice sfrenata", ha condiviso le sue difficoltà, ammettendo di aver pensato più volte di interrompere a causa di un'estrema stanchezza per mancanza di sonno. La sua bambina si attaccava "in maniera così morbosa e continua, notte compresa". Tuttavia, la forza per continuare nasceva dagli insegnamenti e dagli incoraggiamenti ricevuti. Per ringraziare, ha ricopiato una "poesia troppo bella trovata sul web", la "Filastrocca dell'Allattamento" di Antonella Sagona, una vera e propria ode pratica e sentita a questa pratica.

Filastrocca dell'Allattamento: Un Inno alla Natura Materna
“Se a richiesta vuoi allattareil tuo bimbo vai a guardareniente orari né bilanciaè una cosa un po’ di pancianon dar retta a Tizia e Tizioche ti dicono: “Ma è un vizio!!!”allattare non è soloun “fast food” dato al volo,è conforto, è medicinaè la mamma lì vicinafa dormire, fa caloreti disseta, è puro amore.E se hai dubbi sul tuo lattenon dar retta a storie matteuna pesata ogni sette dìE controlla la pipì!E se senti mal di schienanon è colpa della luna piena:andrà meglio la poppataSe ti metti stravaccata.Sui cuscini ti distendiil bimbo sopra poi ti prendi;lui da sé si attaccherà,senza affanni popperà.A chi chiede con gran cruccio“Perché tu non gli dai il ciuccio?”tu rispondi senza menoche per quello ci sta il seno;120 milion d’anniche funziona senza danni:se non dà fastidio a me,perché deve darne a te?Ciucci, biberon, girellil,passeggini e giocarelli,dande, baby-citofòn,seggioloni e carillòn,le scarpette col plantare,pannolini per il mare,le cremine per il seno,carrozzine con il freno,gocce, infusi, integratori,le cullette coi motori,la tutina strafirmata,la cuffietta ricamata,il servizio “prima pappa”,il lettino che “t’acchiappa”,le babbucce fatte a maglia,tutta questa cianfrusaglianon mi serve, no, davvero:braccia e tette a costo zero!Ce l’hai il latte? è un po’ piccina…quanto ha preso stamattina?Ma ti mangia? sembra moscio…non hai il seno troppo floscio?Ma ti dorme? è buona? è brava?Non ti far trattar da schiava…Hai le occhiaie… sei un po’ giù…quanti chili hai messo su?Non mangiare questo e quello,prendi infuso al finocchiello,Non stressarti, te lo vietoo il tuo latte sa d’aceto!Niente sole o ti si cuoce,e se è rancido gli nuoce;non ti devi affaticarese non vuoi farlo guastare,bevi birra, senti a Zia,niente sugo, fa allergia!Nonne, suocere, cognatee le altre imparentate,la barista, la portiera,quel passante di iersera,luminari patentati,dotti, esperti accreditati,azzittatevi, perchéso sbagliare anche da me!Ed a chi mi da consigli,come crescere i miei figli,dico: Passa un po’ al mattinocon cornetto e cappuccino,fai la spesa, fa’ il bucato,fammi un po’ riprender fiato,lava un po’ di pavimenti,fammi pranzi succulenti,rigovernami il lavello,lo stendino è nel tinello,c’è la scopa in ripostiglio,e a me lasciami mio figlio!Ma lo allatti ancora tu?Ormai il latte non c’è più!!!non la dare ad ogni quando,che ti sta manipolando!La tua bimba è assai furbetta,non le dare sempre retta,te la sei proprio cercata,ché male l’hai abituata!devi esser senza cuoreo ti sveglia ogni due ore,porta chiusa e luce spenta,se la bimba si lamentatu ti affacci un momentinoe gli fai un bel discorsino:“Amor mio e di papànoi due stiamo un po’ di là,ecco qui, mettiti sotto,tu ci hai il ciuccio e l’orsacchiotto”.Urla? Piange? "
Il Dott. Giordano, ringraziando la madre e affermando di conoscere bene l'autrice Antonella Sagona, rassicura sul fatto che l'allattamento prolungato e le richieste frequenti, anche notturne, sono spesso legate a fisiologici disagi del bambino. In particolare, il "crescendo fastidiosissimo di prurito-bruciore-dolore che accompagna (insieme ai rigurgitini, colpettini di tosse, starnuti e congestione nasofaringea, oltre che feci verdastre e maldigerite) inevitabilmente lo sbocciare di ogni dentino in questo periodo". Per questo, è indispensabile una continua pulizia del naso, e astenersi da antibiotici e cortisonici per aerosol (troppo spesso utilizzati), ricorrendo al massimo a qualche goccia di tachipirina o a dosi minimali di ibuprofene sciroppo per alleviare il fastidio.
Fiducia nell'Istinto: Oltre i Miti e i Preconcetti
L'allattamento è un percorso individuale, spesso messo alla prova da un'infinità di consigli e giudizi esterni. "È mia opinione che non ci sia bisogno di dire alle madri che cosa devono fare o come devono essere." Questa affermazione risuona con la saggezza della nonna di J. Claire K., che, vedendola alle prese con la neonata in Kenya, le disse: "Sei tu l’esperta di tua figlia". Questa semplice verità è fondamentale per ogni madre.
Molti tormenti ricadono sulle Femmine di ogni specie, ma anche molte gioie. Per noi, così come per tutti i mammiferi, l’allattamento è simbolo di amore, nutrizione, protezione e unione con nostra madre e con tutto quello che rappresenta. Ci ha dato alla luce partorendoci dal suo corpo e ci nutre dal suo seno. Una madre che nutre il figlio, dà immediatamente se stessa, il proprio corpo come cibo per i suoi figli, i quali senza ciò non sarebbero vivi.

Il bambino vive nel momento presente. E qualsiasi cosa fa, la fa con totalità. È impossibile viziare un bambino nei primi quattro mesi di vita, come sosteneva M. A. Questa consapevolezza può aiutare le madri a liberarsi dalla paura di "viziare" il bambino con l'eccessiva vicinanza o le poppate a richiesta, che sono in realtà risposte a bisogni primari. La "cianfrusaglia" di prodotti per l'infanzia, elencata nella filastrocca, spesso distrae dall'essenziale: "braccia e tette a costo zero!", l'amore incondizionato e la presenza materna.
Allattare: Una Danza di Vita e un Diritto Universale
Nel momento in cui nasce un bambino, nasce anche la madre. Lei non è mai esistita prima. Esisteva la donna, ma la madre mai. Questa trasformazione è un evento di quasi atterrita dolcezza e stupore, un miracolo che si manifesta ascoltando il primo grido del neonato, ridendo e piangendo sopra quel bambino. L'allattamento è parte integrante di questa nuova identità, un processo che le donne vivono pienamente, adattandosi a una nuova attività in cui tutti i sensi sono "in fiamme", in un senso di totale coinvolgimento.
Allattare, per me, non è solo cibo. È come abbracciare, baciare, sorridere a una persona. Allattando mi relaziono però ad un cucciolo d’uomo: un piccolo esserino che ha trovato nel mio seno il benvenuto alla vita. È normale, per me, allattare ad oltranza fino a che il cucciolo diventa grande: saprò io quando è ora di smettere perché me lo farà capire lui. È come quando si tiene in braccio un bambino per consolarlo: arriverà il momento che non lo si potrà più fare perché peserà troppo e perché allora basterà una carezza, una parola, uno sguardo. È faticoso allattare, tanto quanto è meraviglioso: il cucciolo d’uomo dipende dalla mamma! Questa dipendenza si attenuerà pian piano per trasformarsi in sicurezza e indipendenza ma i passaggi della vita non devono essere obbligati. Al contrario devono essere conquistati! E così, assaporando i momenti di allattamento con il mio bambino, sorrido e mi gusto questa vicinanza.
Allattare non è solo nutrire. All’inizio della loro vita, tutti i mammiferi confermano questa convinzione. Tutti i gatti e i cani tengono i piccoli attaccati "al seno". L'importanza dell’allattamento, anche quando non è naturale, è dato da quella preziosa opportunità di vicinanza fisica che è fonte di comunicazione e di gratificazione per la madre e il figlio. Entrambi, attraverso il contatto "pelle a pelle", iniziano a conoscersi. Allattare è, in fondo, come una danza in cui si muove all’unisono, e non dobbiamo mai dimenticare di non essere le protagoniste assolute.
I papà, in questo contesto, rappresentano il legame del bambino con il mondo esterno, e non avendo un caldo seno da offrire al bambino, devono necessariamente inventarsi modalità e strategie diverse per rispondere ai momenti di stanchezza, al bisogno di coccole e altro ancora, supportando la madre e costruendo il proprio unico legame con il piccolo.
La rilevanza globale di questa pratica è riconosciuta a livello internazionale. Dall’1 al 7 ottobre di ogni anno si svolge la Settimana per l’Allattamento Materno in tutto il mondo, a testimonianza dell'importanza di promuovere e sostenere questa pratica. Nel 1990 fu scritta La ‘Dichiarazione degli Innocenti’, un documento fondamentale che ancora oggi guida le politiche sanitarie globali a favore dell'allattamento. Noi non veniamo dalle stelle o dai fiori, ma dal latte materno. Siamo sopravvissuti per l’umana compassione e per le cure di nostra madre. Bisogna nutrire i piccoli, una verità semplice ma profonda che sta alla base della sopravvivenza e dello sviluppo umano.

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