L'allattamento al seno, un gesto di naturale intimità e nutrimento primario, si scontra ancora oggi con una realtà sociale complessa e, a tratti, paradossale, quando praticato in pubblico. Nonostante la sua intrinseca naturalità e i benefici universalmente riconosciuti per la salute di madre e bambino, allattare in luoghi aperti al pubblico può suscitare sentimenti contrastanti, dall'indifferenza all'ammirazione, ma anche imbarazzo, disapprovazione e, in alcuni casi, vero e proprio scandalo. Questo fenomeno evidenzia un profondo divario tra la fisiologia umana e le aspettative culturali contemporanee, un "tabù duro a morire" che continua a influenzare profondamente le esperienze delle madri. Il corpo della donna, le sue scelte e il suo modo di vivere la maternità sono ancora troppo spesso posti sotto accusa, oggetto di una lente d'ingrandimento di pregiudizi, tabù e commenti che non hanno più ragione di esistere in una società che si professa progressista.
Il Seno Tra Funzione Vitale e Oggettivazione Sociale: Un Tabù Persistente
L'allattamento al seno, per “allattamento” intendendo solo quello naturale, cioè dal seno materno, è un'azione fisiologica e necessaria che permette alla mamma di soddisfare i bisogni del bambino: fame, sete, contatto, rassicurazione. Tuttavia, la stessa azione, compiuta in un locale pubblico, come all’ufficio postale, in un ristorante, o persino su un mezzo di trasporto, non è generalmente ben accetta nella nostra società. Vedere una donna che allatta quando si trova in mezzo ad altre persone può suscitare sentimenti diversi e, a volte, apertamente contrastanti: si spazia dall’interesse all’indifferenza, dalla tenerezza all’imbarazzo e al turbamento, fino ad arrivare a sensazioni di disapprovazione, vergogna e persino disgusto. Queste reazioni non sono casuali ma affondano le radici in una complessa evoluzione sociale e culturale.
Per comprendere alcune di queste manifestazioni, è fondamentale ricordarsi che nell’ultimo secolo il seno della donna è stato sempre più rappresentato e percepito come mero oggetto sessuale. In parallelo, ha perso nell’immaginario collettivo la sua più naturale funzione di organo deputato al nutrimento, lasciando progressivamente il posto, come simbolo dell'alimentazione infantile, al biberon e all’alimentazione artificiale. È proprio in seguito a questo processo di sessualizzazione e di medicalizzazione dell'infanzia che si è gradualmente persa l’abitudine di vedere donne allattare in spazi pubblici, trasformando un atto naturale in qualcosa di "privato" e, per molti, imbarazzante.
Già dall’età infantile, i nostri bambini hanno poche occasioni concrete di vedere lattanti che poppano al seno e si abituano invece all’idea, rafforzata anche dalla televisione, dai film e dalla pubblicità, che è il biberon l’elemento necessario e più comune per il nutrimento. Questo deficit di esposizione visiva fin dalla tenera età contribuisce a perpetuare il ciclo del tabù, rendendo l'allattamento in pubblico un evento "strano" o "inusuale" anziché una "normalità" di oggi. L'allattamento al seno, soprattutto in pubblico, e la maternità sono ancora un tabù da nascondere. Allattare al seno dovrebbe essere un gesto naturale, normale, non soggetto a critiche o rimproveri. Eppure, ancora oggi le mamme si ritrovano a fare i conti con pregiudizi duri a morire.

In merito, in particolare, all'allattamento al seno in pubblico, oltre che alla maternità in generale, esistono ancora tanti tabù, che rendono impossibile alle donne vivere tranquillamente questo momento della loro vita tanto bello quanto delicato. Eppure, se ci pensiamo bene, allattare al seno il proprio figlio, quando questo è possibile ovviamente, dovrebbe essere una cosa del tutto accettata dalla società. I neonati hanno bisogno di mangiare e di nutrirsi, e non sempre si possono anticipare o dettare orari. La strada dell'allattamento a richiesta è solitamente quella suggerita dagli esperti.
Cosa dovrebbero fare le neo mamme? Rimanere chiuse in casa fino a quando non smettono di dare il latte materno ai loro bimbi? Oppure dovrebbero nascondersi dagli occhi del mondo mentre, di fatto, non fanno altro che dar da mangiare (e amore) ai loro figli? Sono sempre più i casi in cui le donne lamentano critiche, lamentele, problemi provocati da persone che hanno storto il naso di fronte all'allattamento al seno in pubblico. Le madri sono state talvolta allontanate dai luoghi in cui stavano allattando i propri bambini, una realtà che evidenzia come il nostro Paese, pur non avendo divieti espliciti, non abbia ancora pienamente accettato questa pratica. Spesso si sente la domanda implicita o esplicita: ma allattare in pubblico è proprio necessario?
Per molte persone, l'allattamento al seno è visto come una cosa riservata, da non fare alla luce del sole, ma da mantenere come un momento intimo. Per altri, vedere una donna che allatta pubblicamente è motivo di censura, a causa di un'oggettivazione del corpo femminile che rimanda a stereotipi di tipo sessisti. Di fatto, in quel momento la donna non viene vista come una madre che nutre suo figlio, ma come un possibile "oggetto del desiderio" che mostra più del dovuto. Questo disconoscimento della funzione primaria del seno crea un terreno fertile per i pregiudizi. Gli psicologi continuano a registrare pareri contrastanti su questo tema, e il tabù non è ancora stato superato, anche se allattare significa soddisfare un bisogno primario del bambino, un bisogno che non può aspettare i comodi di qualcun altro. Spesso si chiede alle donne di coprirsi, come se fosse qualcosa di vergognoso o disdicevole, quando in realtà è una cosa del tutto normale, che ogni mamma sceglie di fare o di non fare secondo coscienza, senza che, però, nessuno debba criticarla per la sua scelta.
La condizione della donna nel mondo
La Fisiologia dell'Allattamento a Richiesta: Un Bisogno Primario Irrinunciabile
Per la madre natura e per la scienza, non c’è nulla di più normale di un seno scoperto di una madre che allatta il proprio cucciolo. Affinché l’allattamento si avvii e proceda regolarmente, si raccomanda di attendere sempre le richieste del piccolo, ma in termini pratici ciò significa che non è facile prevedere quando e dove avverrà la poppata. Il latte materno è sempre alla temperatura giusta e disponibile ovunque e in qualsiasi momento, rappresentando la forma di nutrimento più efficiente e fisiologica per il neonato. Il concetto di "allattamento a richiesta" è cruciale: il bimbo ha un suo stile alimentare e diversi tempi di poppata al seno, esattamente come un adulto ha un suo ritmo quando decide di mangiare un piatto di pasta, c’è chi è più veloce e chi è più lento.
Questo rende impraticabile imporre orari rigidi o prevedere con precisione le poppate, le pause fra una poppata e l’altra, e quanto latte prenderà il bambino a ogni poppata. Ogni poppata ha una composizione che evolve: il latte che si produce all’inizio della poppata è più dissetante e ricco in acqua, mentre il latte della fine della poppata è più ricco in grassi. Diventa quindi difficile prevedere quando e dove il bambino chiederà di poppare. Di conseguenza, le madri hanno diritto di muoversi senza restrizioni e di allattare i propri bambini quando necessario. Non c’è ragione - anzi, sarebbe dannoso - di limitare questa libertà per presunte ragioni di convenienza sociale o di suscettibilità morale.
Il diritto del bambino al più alto standard raggiungibile di salute è riconosciuto, e l'allattamento al seno è un pilastro fondamentale di questo diritto, specialmente l'allattamento esclusivo fino al sesto mese. La necessità di nutrire un lattante o un bambino fino a 3 anni, a richiesta, implica che la libertà di movimento delle donne non può essere ristretta a causa dell’allattamento. L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e l'UNICEF raccomandano l'allattamento esclusivo fino al sesto mese e continuato fino ai due anni e oltre, "secondo il desiderio della mamma e del bambino" (WHO/CDR/93.6). Questo significa che le madri non dovrebbero sentirsi costrette a limitare le proprie uscite o ad isolarsi socialmente per poter provvedere al nutrimento del proprio figlio.
Più l’allattamento si prolunga nel tempo, maggiori saranno i benefici in termini di salute psicofisica per mamma e figlio. L’allattamento protegge il bambino da infezioni e malattie croniche, supporta lo sviluppo cognitivo e contribuisce a un sano legame affettivo. Per la madre, riduce il rischio di alcune forme di cancro e favorisce il recupero post-parto. Una donna libera e serena di allattare ovunque non rischierà di alterare questo meccanismo naturale, anzi ne sfrutterà uno dei tanti vantaggi: avere un latte sempre pronto e alla temperatura giusta per il proprio bambino. Se invece la donna si sente giudicata in modo negativo, potrebbe scegliere di limitare le uscite, magari fino a isolarsi socialmente, o, quando esce, potrebbe cercare un posto lontano da sguardi indiscreti, ritrovandosi magari in luoghi non adatti, come ad esempio in automobile o su una panchina isolata in un parco, in condizioni tutt'altro che ottimali per un atto così fondamentale.

Le Celebrities In Prima Linea Per la Normalizzazione: Esempi Che Fanno la Differenza
Laddove il buon senso non arriva e nemmeno le campagne dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, che promuove non solo l'allattamento al seno quando è possibile, ma anche l'allattamento a richiesta, quindi non a comando, forse le testimonianze delle celebrities possono fare miracoli, contribuendo a ricostruire l’immagine originaria dell’allattamento al seno come un gesto intrinsecamente naturale e sociale. Negli ultimi anni, sono sempre più i casi di vip e celebrities che scendono in prima linea per ribadire un concetto semplice da capire: allattare al seno il proprio figlio, anche in pubblico, non è scandaloso. È un semplice gesto d'amore, un atto di accudimento che dovrebbe essere considerato una "normalità" e non un tabù da nascondere.
Un esempio emblematico è quello di LaSabri, nota YouTuber che da poco è diventata mamma di Dante. Ha fatto il giro del web la foto che la ritrae al ristorante mentre il figlio è attaccato al seno. In testa ha un fazzoletto: questa è la sua risposta, ironica ma che fa riflettere, a chi le dice di coprirsi per nutrire il piccolo Dante. Il suo gesto ha amplificato il messaggio che le madri dovrebbero essere incoraggiate ad allattare ovunque ritengano opportuno, sfidando direttamente chi le chiede di coprirsi come se compissero qualcosa di cui vergognarsi.
Ma sono state anche altre le celebrities paladine dell'allattamento al seno in pubblico. La modella Bianca Balti, ad esempio, aveva raccontato di aver allattato la figlia Mia ovunque e sempre, con una semplicità disarmante: «Allatto la mattina, allatto la sera, allatto in privato ed allatto in pubblico. Mia mangia anche la pappa, ma con l'allattamento ci facciamo le coccole». Parole che scardinano tanti tabù in una volta sola, evidenziando il legame affettivo e di conforto che l'allattamento rappresenta, oltre al mero nutrimento.
Tempo fa, invece, era stata la collega Mara Martin a cercare di "normalizzare" un gesto naturale sulla passerella di Sports Illustrated, allattando la sua bambina mentre sfilava. A chi la accusava di essere solo un'esibizionista, lei ha risposto per le rime, con grande dignità e forza: «Tutto ciò è davvero umiliante e irreale, per non dire altro, ma sono molto grata di poter condividere questo messaggio e, si spera, normalizzare l'allattamento al seno e mostrare agli altri che le donne possono fare tutto». Il suo gesto ha dimostrato che l'allattamento non è un impedimento, ma una parte della vita che si integra con le attività quotidiane, anche quelle più "glamour".
E ancora: Ashley Graham ha sfidato i tabù mostrandosi sui social mentre allatta i suoi gemellini. Una sfida non facile, visto che spesso il seno femminile sui social è oggetto di censura, cosa che non accade per il corrispettivo maschile, anche quando vengono mostrate mamme che allattano. La sua scelta ha messo in evidenza la disparità di trattamento e l'ipocrisia di certe politiche sui contenuti online.
Maggie Maurer, recentemente, ha mostrato un'immagine simbolo. Truccata come una dea per la sfilata alla quale doveva partecipare, si è fatta immortalare in accappatoio mentre tranquillamente allattava al seno la sua bambina appena nata. Questa foto, che ha avuto un'enorme risonanza, ha veicolato un messaggio potente: la maternità e l'allattamento sono parte integrante della vita di una donna, anche nel contesto frenetico e spesso esigente del mondo della moda.
Infine, Chrissy Teigen è andata oltre, mostrando i suoi seni che, a causa dell'allattamento al seno della quarta figlia, perdono latte, macchiando il suo abito. Capita a tutte noi quando si allatta, e non deve essere una vergogna, ma una normalità, una cosa naturale che può succedere quando si diventa mamme. Basta vergognarsi di ogni cosa: è il nostro corpo e funziona così. Chi lo critica, dovrà farsene una ragione. Le celebrities, attraverso la loro visibilità, stanno contribuendo a creare un ambiente in cui allattare diventa la normalità e incoraggiano le donne a farlo, mostrando un esempio autentico e potente.

Il Contesto Italiano: Tra Assenza Legislativa e Iniziative Proattive
In Italia, non esiste una legge specifica che vieti l’allattamento nei luoghi pubblici. Tuttavia, questa assenza di un divieto esplicito non si traduce automaticamente in una piena accettazione e tutela del gesto. Dal punto di vista della protezione, vi è soltanto un teorico incoraggiamento del Ministero della Sanità a sostenere l’allattamento in quanto salutare per i bambini. Purtroppo, però, gli aspetti pratici dimostrano un diffusissimo mercato di latti artificiali ed una diffusissima discriminazione che spinge le persone, che si auto-considerano del "bon ton", a far andare le mamme che allattano in angoli lontani dagli occhi dei passanti o degli avventori. Questo accade nonostante l'allattamento al seno sia ad oggi universalmente riconosciuto come un diritto fondamentale per mamma e bambino.
Il paradosso emerge chiaramente in eventi come quello accaduto a Giusy Tempesta, giovane mamma, a cui è stato chiesto di coprirsi con un lenzuolino dall’autista di un tram a Palermo, proprio durante una sessione fotografica per una campagna nazionale di sensibilizzazione a favore dell’allattamento in luoghi pubblici. Una richiesta nata dalla preoccupazione che l’atto naturale dell’allattamento avrebbe potuto non essere accettato da alcuni passeggeri. Questa vicenda, che si aggiunge ai già numerosi casi di cronaca, evidenzia quanto sia ancora lontano il percorso per la piena accettazione culturale. L'autista che ha dato il suggerimento, seppur con tono gentile e non offensivo, è stato rivelatore del fatto che allattare in pubblico non è attualmente considerato un gesto naturale, non è “normale” nel senso etimologico della parola: così NON fan tutte. E il paradosso è, come ha spiegato la fotografa Chiara Caponnetto, che il motivo per cui quella mamma e quella bimba erano salite sul tram era proprio quello: fissare sulla carta immagini di normalità, di vita quotidiana, per sensibilizzare tutti quanti sul fatto che nutrire e coccolare i propri bambini non è ostentazione ed esibizionismo, e che l’unico commento che dovrebbe suscitare questo gesto è un sorriso di tenerezza.
A fronte di questa situazione, stanno però emergendo alcune interessanti iniziative volte a creare una maggiore consapevolezza e a fornire supporto pratico alle mamme. Un esempio significativo è il Progetto Happy Popping, ideato dall'Unicef UK e sperimentato in Italia dalla ASL di Milano. Questo progetto consiste nella creazione di "box" o spazi accoglienti collocati in spazi pubblici come negozi, ristoranti, università, supermercati, in cui tutte le mamme possono allattare i bambini e cambiare pannolini con tranquillità e privacy. A Milano ne sono nati parecchi per agevolare le uscite delle mamme milanesi, che finalmente potranno allattare senza preoccupazioni per la pausa poppata. Sono già aperti e disponibili spazi Happy Popping all’Anagrafe centrale di via Larga, al Museo del Novecento, alla Galleria di Arte Moderna e al cinema Anteo, grazie alla collaborazione con Radiomamma. L’iniziativa si sta allargando anche alle sedi anagrafiche decentrate. Poter contare su luoghi facilmente accessibili dove allattare è certo una grande opportunità per le mamme milanesi, che non devono così affidarsi alla fortuna di trovare in fretta un luogo dove è possibile allattare in pace e tranquillità senza essere disturbate da sguardi ostili o minacciosi. Questi luoghi deputati a mettere le mamme in condizione di andare ovunque e di allattare i propri bambini quando lo richiedono, sono ambienti in cui finalmente una mamma può sentirsi orgogliosa della sua scelta e potrà prendere dimestichezza ad allattare in pubblico, liberandosi dai retaggi culturali.

Parallelamente, nell’ambito dell’iniziativa “Ospedali & Comunità Amici dei Bambini”, UNICEF Italia si pone l’obiettivo ambizioso di allestire in Italia mille baby pit stop. Si tratta di ambienti protetti che hanno lo scopo di fornire un ambiente tranquillo, pulito e discreto per l’allattamento o il cambio del pannolino, evitando dunque che le mamme debbano per forza isolarsi in altri ambienti più o meno scomodi, come ad esempio nei bagni dei ristoranti, dove spesso non c’è nemmeno una sedia.
Le Associazioni MAMI (Movimento Allattamento Materno Italiano), AIFB (Associazione Italiana Fotografi di Bambini) e il movimento “#ovunquelodesideri” auspicano che, a partire dalle famiglie, fino ad arrivare alle comunità, ai luoghi di lavoro e di svago, alla scuola e alle istituzioni, si crei una coscienza collettiva che riconosce l’allattamento il modo normale di nutrire e accudire i bambini. Occorre un po' di tempo per abituarsi ad allattare apertamente al seno in pubblico. Queste organizzazioni invitano tutte le mamme a sentirsi libere, a non sentirsi mai fuori luogo, anche se la strada è ancora lunga per “normalizzare” ciò che fa parte della nostra fisiologia e anche del buon senso. Come dice il motto della SAM 2017 (Settimana Mondiale dell’Allattamento), dobbiamo continuare a “sostenere l’allattamento INSIEME!”.
La mancanza di una normativa specifica in Italia contrasta con quella di altri Paesi, come gli Stati Uniti e l’Australia, dove è illegale essere discriminati per l’allattamento in pubblico, o gli Emirati Arabi, dove i bambini hanno un diritto riconosciuto dalla legge di essere allattati al seno fino all'età di due anni e l'allattamento al seno è molto incoraggiato. Questi esempi internazionali dimostrano che una tutela legale può fare la differenza nel garantire alle madri la libertà di allattare senza timori.
Consigli Pratici per Vivere l'Allattamento in Pubblico con Serenità
Allattare al seno è il modo più naturale di nutrire il tuo bambino, ma può succedere che tu ti senta un po' nervosa all'idea di farlo in pubblico, soprattutto se non l'hai mai fatto in precedenza. Sia che tu sia preoccupata dalle reazioni altrui sia che queste non siano per te importanti, alcuni consigli pratici possono aiutarti a essere più preparata e serena.
La perfezione si raggiunge con la pratica: Se l'idea di allattare al seno in pubblico per la prima volta ti preoccupa, prova a farlo a casa di fronte a uno specchio per vedere che aspetto hai mentre allatti. Probabilmente noterai che la parte di seno esposta è inferiore a quanto pensassi, in quanto la testa del bambino lo copre naturalmente. Le prime volte allattare al seno in pubblico può risultare più facile se lo fai in un ambiente in cui trovi supporto. Unirsi a un gruppo di mamme o incontrarsi in una caffetteria con un'amica possono essere idee migliori rispetto a decidere di andare in un centro commerciale affollato o su un treno da sola. Con un po’ di esercizio si diventerà in brevissimo tempo delle esperte fino a raggiungere una manualità e una naturalezza da riuscire ad allattare persino in coda al supermercato o durante una passeggiata con le amiche.
Scegli un abbigliamento pratico: Esistono molte opzioni di abbigliamento per allattare al seno in pubblico e per allattare al seno in genere. Se l'allattamento al seno del tuo bambino sta procedendo bene e se hai intenzione di continuare a farlo, puoi prendere in considerazione l'acquisto di qualche capo di abbigliamento dedicato all'allattamento che ti semplificherà le giornate. Come suggerito da Caroline, madre di due figli dalla Francia: "La mia canottiera per l'allattamento era molto comoda e facile da usare. Potevo allattare in modo discreto all'aperto anche d'inverno visto che non serviva mi togliessi la maglia. Dovevo soltanto posizionare il viso del bambino sull'apertura ed ecco fatto! Ovunque e in qualsiasi momento". Non è indispensabile acquistare capi di abbigliamento specifici per l'allattamento; puoi anche semplicemente indossare due delle tue maglie. Susannah, due figli, dal Regno Unito, consiglia: "Io mi trovavo bene a indossare una maglia più larga sopra con sotto una canottiera elastica che potevo abbassare dal lato del seno da cui intendevo allattare. La maglia più larga mi copriva il seno e la canottiera nascondeva la pancia. Oltre a essere un metodo discreto, mi permetteva di non mostrare la pancia post parto e di non sentire freddo quando allattavo fuori casa". In alternativa, per facilitare l'accesso al seno, puoi indossare maglie e abiti con bottoni o con una cerniera sulla parte frontale, capi in stile salopette o dotati di aperture laterali. Puoi anche provare capi a portafoglio, scaldacollo o scialli facili da abbassare. Natalie, un figlio, dal Regno Unito, ha trovato le "maglie cache-coeur la mia salvezza quando allattavo in pubblico. Mi bastava slacciare la maglia da un lato, sistemandola sulla bambina mentre poppava, in modo da potermi coprire facilmente e velocemente quando aveva fame o piangeva, senza dover per forza trovare qualcosa nella borsa del cambio".
Informati sui luoghi accoglienti: Prima di avventurarti fuori casa con il tuo neonato crea un elenco di posti vicini in cui poter allattare in pubblico, così da non dover cercarne uno all'ultimo minuto. I centri commerciali, i grandi magazzini e i negozi di abbigliamento per bambini sono spesso dotati di stanze private e tranquille in cui poter allattare su una comoda sedia e in cui poter cambiare il bimbo. Sono molte anche le caffetterie e i bar di hotel in cui le mamme che allattano sono benvenute. Rachel, una mamma dalle Maldive, suggerisce: "Se non sei del tutto serena, prima di uscire cerca quali sono i posti più accoglienti per le mamme in allattamento, così saprai dove andare per un pit-stop. Allattare al seno non è sempre facile all'inizio, ma con il passare del tempo diventerai sempre più esperta, finché sarai talmente veloce e discreta che nessuno si renderà nemmeno più conto che lo stai facendo". Altri luoghi in cui provare sono le nursery dei grandi magazzini, i negozi di arredamento, i centri sociali, le biblioteche, i musei e i parchi. Chiedi consiglio alle altre mamme del luogo sui posti migliori in cui allattare in pubblico. È utile trovare un posto tranquillo e il meno caotico possibile (una panchina ai giardini, un bar poco affollato con sala tè appartata, o, naturalmente, un baby pit stop), dove difficilmente verranno a disturbarvi. Cercate di evitare, per le prime poppate in pubblico, luoghi affollati come i centri commerciali o i ristoranti, in modo da abituarvi e avere pian piano il polso della situazione.
Valuta di usare una copertura: Alcune mamme, per privacy o per un senso di pudore personale, preferiscono usare una copertura mentre allattano il bambino in pubblico; sono molti gli stili tra cui scegliere. Troverai sicuramente qualcosa che fa al caso tuo e del tuo bambino, dai semplici scialli e poncho alle stole pensate appositamente per l'allattamento, con un semicerchio rigido nella parte superiore che ti permette di vedere il tuo bambino mentre poppa. Puoi anche utilizzare una fascia portabebè, che fungerà da supporto per il bambino e ti darà la privacy che desideri. Caroline dagli Stati Uniti afferma: "Il mio consiglio è di acquistare un portabebè. Con un po' di pratica sarai in grado di allattare al seno mentre cammini e senza dover interrompere la tua routine". Tuttavia, potrebbe essere il tuo piccolo a decidere per te. Alcuni bambini detestano essere coperti durante la poppata, mentre altri si distraggono se scoperti. Esther, due figli, dal Regno Unito, racconta: "A nessuno dei miei figli piaceva avere la testa coperta da uno scialle durante l'allattamento, per cui ho semplicemente fatto affidamento sulle loro teste per bloccare la vista".
Informati sui tuoi diritti e mantieni la calma: In molti Paesi le mamme hanno il diritto di allattare al seno in qualsiasi luogo aperto al pubblico ed esistono leggi che le tutelano. Conoscere i propri diritti è sempre un’arma vincente. Se non sei sicura di quali siano le leggi che regolano l'allattamento al seno in pubblico nel tuo Paese, prova a fare qualche ricerca online. Se qualcuno si lamenta mentre stai allattando il bambino al seno in pubblico, puoi gentilmente far presenti i tuoi diritti. Se pensi che un'attività, come un negozio o un bar, ti abbia discriminato chiedendoti di non allattare puoi decidere di sporgere denuncia, sempre se te la senti e se le leggi locali sono a tuo favore. Non convincetevi di dovervi rinchiudere in una toilette. Come non pranzereste mai chiuse in bagno, allo stesso modo non dovreste mai pensare di allattare in questi luoghi. Se avvertite il bisogno di più privacy di quella che vi circonda, provate a pensare ad altre alternative, magari il sedile posteriore della vostra auto. Se e quando iniziate a sentirvi a disagio, fate un respiro profondo e rilassatevi, non state facendo niente di sconvolgente, quante persone sorseggiano bibite per strada? Nutrirsi e nutrire non è un reato! Se le persone vi guardano, sorridete. Non partite prevenute, non è detto che vi stiano guardando in segno di disapprovazione, magari vi stanno semplicemente fissando per pura ammirazione e curiosità. Non c’è niente di cui vergognarsi. E se per caso davvero incontrate qualcuno che disapprova, ricordate sempre che il problema è loro. Se qualcuno insiste a guardarvi storto e avvertite il nervoso salire dallo stomaco, interrompete il flusso di negatività e guardate il vostro bambino per recuperare i pensieri positivi e la giusta predisposizione d’animo. Niente può dare più pace che guardare il proprio bebè appena nato felice e contento di poppare il latte dal seno della sua mamma!