Allattamento e Nutrizione: Miti, Realtà e Strategie per una Produzione di Latte Materno Adeguata

Per le donne che scelgono consapevolmente di allattare non è sempre facile valutare il fabbisogno del proprio bambino e sono molti i dubbi in merito alla produzione del latte. Domande come «Sarà sufficiente per mio figlio?» o «Come faccio a sapere se ho poco latte?» sono comuni tra le neo-mamme. La natura ha fatto in modo che le donne che allattano abbiano quasi sempre sufficiente latte per il loro bambino, ma comprendere il complesso e affascinante meccanismo della lattazione e i fattori che lo influenzano è fondamentale per affrontare con serenità questo percorso.

Subito dopo la nascita del bambino, si avvia un meccanismo complesso e affascinante chiamato “lattazione”: la produzione del latte si avvia e si regola in base alle richieste del bambino. Questo spiega perché è fondamentale che il neonato si attacchi fin da subito dopo il parto e a richiesta. Ciò non significa che non sia possibile aumentare la produzione del latte materno in un secondo momento, nel caso in cui ce ne fosse bisogno e la donna lo desiderasse. In alcuni casi, come un parto difficoltoso, una complicanza, un parto prematuro, o per esigenze individuali, in cui per esempio il primo incontro tra la donna e il neonato viene ritardato, è possibile attuare delle strategie per stimolare la produzione del colostro prima e aumentare la produzione del latte maturo poi, senza l’esigenza assoluta di ricorrere a integrazioni. L'allattamento è una fase molto emozionante, ma anche impegnativa per la neomamma, infatti richiede maggiore energia rispetto alla gravidanza.

Il Fascino della Lattazione: Come Funziona la Produzione di Latte Materno

Conoscere come avviene la produzione di latte nell'organismo umano può aiutare le mamme che desiderano allattare al seno non solo a partire sin da subito con il piede giusto, ma anche a cogliere possibili segnali di una mancanza di latte o comunque di alterazioni nella sua produzione. Durante la gravidanza e subito dopo il parto, la mammella materna va incontro a modificazioni in risposta a stimoli ormonali che hanno lo scopo di garantire la produzione di latte e porre le condizioni per un allattamento al seno efficace. Già dal quinto mese di gravidanza il seno è pronto per la produzione del latte e durante l'ultimo periodo comincia a produrre il colostro, un liquido denso e vischioso di colore variabile dal giallo all’arancio. Il colostro è perfetto come primo alimento dei neonati, per la sua caratteristica composizione: un contenuto relativamente limitato di grassi e lattosio, ma tante proteine, vitamina A, anticorpi e oligosaccaridi.

Sono essenzialmente due gli ormoni che danno vita al processo della lattazione: la prolattina e l’ossitocina. Verso la fine della gravidanza, e in modo più efficace dopo il distacco della placenta, l’ipofisi (una ghiandola posta sotto la base dell’encefalo) rilascia livelli più alti di prolattina che verrà poi regolata grazie ai segnali che il cervello riceve attraverso la suzione del bambino. Una volta avviato l’allattamento, sarà la suzione da parte del bambino a stimolare la produzione dei due ormoni cardine dell’allattamento, la prolattina e l’ossitocina. La prima è responsabile della produzione del latte, la seconda invece della sua emissione. In particolare, la prolattina, come suggerisce il nome stesso, stimola le ghiandole mammarie a produrre il latte: più il bambino succhia e più prolattina viene prodotta. Questo ormone entra in circolo durante ogni poppata per preparare la mammella a quella successiva. L'aumento della sensibilità e delle dimensioni dei seni è un segnale caratteristico della gravidanza.

La fuoriuscita del latte dai dotti del seno è stimolata dalla suzione del neonato che stimola l’ossitocina. Quest’ultima ha un ruolo importante per il successo dell’allattamento, e il suo rilascio è incentivato da situazioni di benessere. Attaccare al seno il neonato spesso e in modo corretto permette di mantenere alti i livelli di prolattina e favorire la produzione di latte. È importante, soprattutto all’inizio, che la mamma allatti anche di notte, quando la produzione di prolattina aumenta. Gli ormoni che consentono la secrezione e la produzione del latte vengono secreti dalla ghiandola pituitaria nel cervello. Il contatto pelle a pelle e il contatto visivo durante l’allattamento al seno aumentano il livello degli ormoni prolattina e ossitocina, aumentando così il latte materno.

Per capire meglio il meccanismo della produzione del latte materno possiamo immaginare il seno come un serbatoio: a mano a mano che viene svuotato grazie alla suzione e a poppate frequenti, viene nuovamente riempito in base alle esigenze individuali del piccolo. Altrettanto importante è che il seno non si riempia troppo di latte, perché ciò induce la produzione di un fattore (Prolactin Inibiting Factor) che si oppone alla produzione lattea. Importante, quindi, che la mamma svuoti il suo seno con una certa costanza, in modo da sostenere - e se possibile aumentare - la produzione di latte, prevenendo nel contempo gli ingorghi mammari.

Hormonal regulation of lactation

Sfatiamo i Miti: Segnali di una Produzione di Latte Adeguata e Quando Preoccuparsi

«Il bambino è soddisfatto dalla quantità e dalla qualità del latte che gli offro?» Questo è uno degli interrogativi che più spesso si pongono le mamme che allattano al seno, tanto da indurle, in alcuni casi, a chiedere addirittura al proprio medico di prescrivere analisi per valutare la composizione del proprio latte. Soprattutto le giovani madri inesperte hanno spesso la sensazione che il loro bimbo non sia nutrito a sufficienza con il latte materno. In realtà una madre può produrre un quantitativo di latte sufficiente per due o persino tre bambini ed è molto raro che la produzione di latte sia davvero insufficiente. Nella maggior parte dei casi una bassa produzione di latte è invece legata a un allattamento scarso, per esempio a causa di un ridotto numero di poppate, di poppate troppo brevi, di un attacco scorretto del piccolo al seno, dell’eliminazione delle poppate notturne ecc.

È importante sapere che la crescita del bambino nel corso delle settimane non è sempre costante. I primi sette giorni il neonato può infatti subire un calo fisiologico fino al 10% del proprio peso, per poi recuperare il peso della nascita entro 15-20 giorni. Esistono inoltre gli scatti di crescita, fasi in cui il bambino può sembrare affamato per cui chiede di essere allattato molto più spesso. Questo non significa che la donna non produca abbastanza latte, ma semplicemente che il bambino, con le sue maggiori richieste, sta stimolando un aumento della prolattina in modo da aumentare la produzione di latte con un meccanismo di autoregolazione.

Esistono inoltre dei segnali importanti che aiutano a capire se il bambino sta assumendo sufficienti quantità di latte. Se la quantità di latte estratta dal neonato è scarsa, infatti, la prima conseguenza è una produzione di latte insufficiente o comunque ridotta a causa della scarsa stimolazione della mammella. Ma quali sono i segnali spia di un’insufficiente produzione di latte? Sono diversi, ma non sempre facili da cogliere da sole. Per questo è sempre bene farsi aiutare dal pediatra o da consulenti per l’allattamento. Tra i campanelli d’allarme ricordiamo: il mancato recupero ponderale fisiologico del neonato entro le prime due settimane, la mancata produzione di feci entro la fine della prima settimana, un calo ponderale inspiegabile nonché una curva di accrescimento piatta e “in discesa” in un lattante sopra i tre mesi. Un metodo indiretto, ma abbastanza attendibile, per capire se il piccolo sta assumendo poco latte, è anche valutare quanta urina produce. Di norma un bambino emette un’urina trasparente almeno 6 volte nelle 24 ore a partire dal terzo giorno di vita, mentre un bambino che non prende abbastanza latte urina meno e in genere le urine sono gialle. Per rendersene conto, è sufficiente controllare il numero di pannolini bagnati dal bambino ogni giorno. Tenere sempre sotto controllo il peso, le urine e le feci del nascituro è fondamentale.

Fattori che Influenzano la Produzione di Latte: Oltre l'Alimentazione

Cosa influenza quindi la produzione del latte e che fare se si ha poco latte? Innanzitutto è importante capire da cosa nasce il dubbio sulla quantità del latte materno prodotto. Quando il pediatra, l’ostetrica o un professionista specializzato, valuta la necessità di dovere aumentare la produzione del latte materno, la donna può essere sostenuta attraverso alcune strategie. La cosa che più stimola la produzione del latte è la suzione da parte del bambino. Il primo suggerimento è quindi quello di aumentare la frequenza e la durata delle poppate, assecondando il più possibile le esigenze del vostro piccolo, senza seguire orari o regole fisse. L’OMS consiglia dalle 8 alle 12 poppate al giorno. Il neonato dovrebbe passare molto tempo con la mamma per rafforzare il contatto fisico tra i due. Nell'arco delle 24 ore il neonato dovrebbe succhiare almeno 8 volte il seno della madre.

How to Latch | wikiHow Asks a Lactation Consultant

Altra regola fondamentale è bere almeno due litri di acqua al giorno per reintegrare i liquidi. La scarsa introduzione di liquidi diminuisce la produzione di latte da parte della madre

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