Strategie Nutrizionali Pre-Parto nelle Scrofe: Fondamenta per il Successo dell'Allevamento Suino

L’alimentazione delle scrofe nella delicata fase che precede il parto rappresenta una pietra angolare per il successo complessivo dell'allevamento suino. Questa finestra temporale cruciale influenza direttamente non solo la salute e il benessere della scrofa stessa, ma anche la vitalità, il peso alla nascita e la sopravvivenza dei suinetti, con ripercussioni significative che si estendono fino alle fasi di svezzamento e post-svezzamento. Una gestione nutrizionale accurata in questo periodo è fondamentale per ottimizzare la produzione di colostro e latte, preparare la scrofa al travaglio e alla lattazione, e garantire ai suinetti il miglior inizio di vita possibile. Gli obiettivi primari sono massimizzare la qualità e la quantità di colostro, prevenire problemi al parto, e instaurare le condizioni ideali per un'ottimale produzione lattea, che a sua volta determina le prestazioni future della nidiata.

Scrofa in fase avanzata di gestazione

Il Bilanciamento Nutrizionale Pre-Parto: Evitare Eccessi e Carenze Specifiche

Nel periodo immediatamente antecedente al parto, è di primaria importanza modulare l'apporto nutrizionale della scrofa per evitare squilibri che potrebbero compromettere la sua salute e quella dei suinetti. Si è evidenziato che l'eliminazione di alimenti come frutta, verdura e mais, se somministrati insieme ad orzo e piselli, è consigliabile in questa fase. Ciò è dovuto al potenziale impatto negativo che tali componenti, in determinate quantità o combinazioni, potrebbero avere sulla qualità o sulla quantità del latte prodotto. Questo approccio mirato alla dieta aiuta a preparare il sistema digestivo della scrofa per la transizione verso il mangime da lattazione, un alimento formulato per sostenere le elevate richieste energetiche della produzione di latte.

È un fatto consolidato che non si debba introdurre il mangime per lattazione troppo precocemente, in particolare per le scrofe ibride pesanti. Somministrare questo tipo di mangime, che è ad alta concentrazione e "spinge" la produzione, con un mese di anticipo rispetto al parto o addirittura con diversi giorni di anticipo, potrebbe infatti generare problemi significativi. Tra questi, vi è il rischio concreto di innescare una lattazione prematura o, ancor più grave, di favorire l'insorgenza di mastiti. Tali condizioni possono compromettere seriamente la salute della scrofa e l'avvio della lattazione dopo il parto, con conseguenze negative dirette sull'alimentazione dei suinetti.

Tabella di confronto mangimi per scrofe

Per prevenire queste problematiche e garantire una transizione alimentare fluida, è prassi comune introdurre una fase di "condizionamento al nuovo mangime". Questo significa non passare bruscamente al mangime da lattazione, ma piuttosto alleggerire la dieta della scrofa. Un ottimo strumento per questo scopo è la crusca. Si raccomanda di fornire almeno un chilogrammo di crusca, la quale, oltre a facilitare la defecazione grazie al suo elevato contenuto di fibre - un aspetto cruciale in un momento in cui la motilità intestinale può essere ridotta - agisce come un "zavorra". Questo processo di "zavorratura" rende il mangime di fatto molto meno concentrato, riducendo l'apporto calorico e proteico eccessivo in un periodo in cui la scrofa non ha ancora le massime esigenze nutrizionali della lattazione piena. È importante ricordare che una scrofa durante la gestazione necessita di un apporto di mangime giornaliero, sia in concentrazione che in volume/peso, inferiore rispetto al picco di richiesta che si raggiunge dopo il parto, quando l'alimentazione può arrivare a molti chilogrammi o addirittura essere somministrata a volontà per sostenere la nidiata. La comprensione di queste dinamiche permette di calibrare con precisione l'alimentazione pre-parto, ponendo le basi per una lattazione di successo e una nidiata sana.

L'Importanza Cruciale del Colostro e del Peso alla Nascita per il Futuro del Suinetto

L'impatto dell'alimentazione pre-parto della scrofa si manifesta in modo preponderante nella qualità e quantità del colostro prodotto e, di conseguenza, nella salute e nella vitalità dei suinetti appena nati. Il colostro, la prima secrezione mammaria, non è semplicemente un nutrimento; è una matrice complessa ricca di immunoglobuline, energia e fattori di crescita essenziali per la sopravvivenza del suinetto. Secondo quanto evidenziato da Chantal Farmer nel suo articolo pubblicato su 3tre3, un suinetto ha un fabbisogno specifico di colostro, pari a circa 178 grammi per chilogrammo di peso vivo, per acquisire un'immunità passiva sufficiente e avviare correttamente il suo metabolismo.

Un peso alla nascita adeguato è un indicatore predittivo di un buon peso allo svezzamento. Intervenire direttamente sul peso alla nascita di ciascun suinetto è una sfida complessa per l'allevatore, ma le conseguenze di un peso troppo basso possono essere critiche e si riflettono sull'intera vita produttiva dell'animale. Suinetti con un peso ridotto alla nascita sono spesso meno vitali, hanno maggiori difficoltà ad accedere ai capezzoli della scrofa e a ingerire una quantità sufficiente di colostro, il che li rende più suscettibili a malattie e con tassi di mortalità più elevati. Il "Grafico 1: Mortalità pre-svezzamento in base al peso alla nascita", sebbene non riprodotto qui, sottolinea in modo evidente questa correlazione critica. La variazione del peso allo svezzamento, una circostanza sfavorevole, si è accentuata con l'avvento della genetica iperprolifica. Questa genetica, pur aumentando il numero di nati, ha spesso portato a una maggiore dispersione del peso alla nascita tra i suinetti di una stessa nidiata, e a una ridotta assunzione di latte e colostro da parte dei suinetti più piccoli e deboli.

Per mitigare questi rischi, oltre a una corretta alimentazione pre-parto della scrofa che favorisce la produzione di un colostro di qualità e suinetti robusti, è fondamentale il management della sala parto. Questo include assicurare che ogni suinetto, specialmente i più piccoli, abbia accesso a un capezzolo e possa ingerire la quota necessaria di colostro entro le prime ore di vita. Un adeguato peso alla nascita, supportato da un'efficiente assunzione di colostro, contribuisce a sviluppare una flora intestinale sana e a ridurre l'incidenza delle diarree in sala parto, che sono un fattore di rischio significativo per la mortalità e la compromissione dello sviluppo. Un buon stato di salute generale, che inizia appunto con il colostro e un peso adeguato, è quindi la chiave per ottenere i risultati desiderati allo svezzamento e nelle fasi successive.

Gestione dell'Ambiente, del Mangime e dell'Acqua in Sala Parto: Il Ruolo delle Micotossine

Mentre l'alimentazione pre-parto prepara la scrofa e i suinetti alla nascita, la gestione dell'ambiente e l'inizio dell'alimentazione dei suinetti in sala parto sono passaggi successivi di uguale importanza, influenzati dalle condizioni iniziali stabilite. Un ambiente confortevole e igienico è fondamentale. È necessario garantire sempre condizioni ambientali ideali per i suinetti, con comfort termico adeguato, come illustrato idealmente da "Foto 5: Suinetti con comfort termico (a destra), con eccesso di calore (sinistra) o con freddo (centro)". Queste condizioni contribuiscono a ridurre i rischi di problemi digestivi e a sostenere la loro crescita iniziale.

Parallelamente, la qualità dell'alimentazione, sia per la scrofa che per i suinetti, è un fattore critico. Numerose recenti pubblicazioni hanno messo in evidenza l'azione negativa della presenza di micotossine sul sistema immunitario del suinetto. Effetti riscontrati includono un'insufficiente risposta alle vaccinazioni e l'aggravarsi della manifestazione di alcune patologie, come ad esempio la salmonellosi. Queste tossine, prodotte da muffe, possono essere presenti nelle materie prime utilizzate per i mangimi. Ad esempio, nei cereali della campagna 2018 coltivati nella zona della Pianura Padana è stato facile riscontrare alti livelli di fumonisina, soprattutto nel mais, con punte massime superiori a 60000 ppb, quando un limite di problematicità nel mangime è posto a 5000 ppb. Anche una certa contaminazione da Don è stata rilevata in cruscami e cereali da paglia. La presenza di micotossine nell'alimentazione della scrofa, anche nel periodo pre-parto, può compromettere indirettamente la vitalità dei suinetti, la qualità del colostro e la loro resistenza alle malattie, rendendo la scelta di materie prime controllate un aspetto cruciale.

Qualità dell'acqua per i suini

Non meno importante è la fornitura di acqua di qualità. Sebbene il latte materno contenga un'alta percentuale di acqua, l'unico apporto di acqua per i suinetti nello svezzamento sarà quello che essi ottengono da soli. Pertanto, è necessario fornire acqua di qualità e in quantità sufficiente già nella sala parto, in modo che il suinetto possa berla facilmente. Questo è un fattore spesso sottovalutato ma determinante per l'idratazione e il benessere generale dei suinetti.

Una volta garantite le condizioni ambientali ideali, si deve iniziare il processo di adattamento digestivo dei suinetti all'alimentazione che avranno successivamente nello svezzamento. Questo processo, chiamato "creep feeding" o alimentazione sottoscrofa, è un passaggio fondamentale. Tale sperimentazione, svolta da Università di Wageningen e Kansas State, ha riguardato l'approfondimento del comportamento alimentare del suinetto quando è insieme alla scrofa: è stato osservato che il 30-40% dei suinetti può risultare "non-eater", cioè non mangia per nulla l'alimento sottoscrofa offerto. Questo fatto, pur non avendo ripercussioni dirette sul peso allo svezzamento, influenza in modo significativo l'andamento del post-svezzamento, soprattutto nel corso delle prime due settimane, aumentando il rischio di ritardi nella crescita e problemi digestivi.

Le linee guida per la formulazione di un mangime, come quelle che fanno riferimento ai dati espressi nel manuale NRC "Nutrient Requirements of Swine ed. 2012", sono essenziali per coprire i fabbisogni dei suinetti. Tuttavia, le richieste del mercato e degli allevatori sono cambiate, con l'obiettivo di raggiungere pesi elevati in tempi rapidi, come nel caso degli animali destinati a produzioni DOP Parma e San Daniele, per i quali è difficile mantenere il peso inferiore ai 176 kg previsti in un minimo di 9 mesi di vita.

Mangime in micro-granuli per suinetti

Per questo, i mangimi devono essere "tarati" su livelli nutrizionali che chiamiamo di sicurezza. È noto che la proteina indigerita in transito nell'intestino crasso può originare, tramite fermentazione, metaboliti dannosi quali ammoniaca, idrogeno solforato e ammine biogene, che sono fattori di rischio per la diarrea nella fase di post-svezzamento. Impiegare un alimento con livelli di proteina relativamente bassi, intorno al 16% di proteina grezza, ma con fonti proteiche di elevata qualità e quindi molto digeribili, equivale ad avere un'assicurazione sul rischio di diarrea post-svezzamento.

È altresì fondamentale impiegare materie prime con i livelli più bassi possibile di fattori anti-nutrizionali. Questo vale soprattutto per le fonti proteiche vegetali, dove bisogna prestare attenzione a fattori antitripsici e zuccheri non digeribili, ma anche a un eccesso di cottura della soia che può danneggiare le proteine. A questo riguardo, la recente applicazione di processi di fermentazione a carico delle proteine vegetali sembra fornire un giusto equilibrio tra inattivazione dei fattori antinutrizionali, digeribilità degli aminoacidi e capacità di avere un influsso positivo sul microbiota intestinale. Per le fonti proteiche di origine animale, come le farine di pesce, occorre fare attenzione alle proteine "danneggiate" durante la conservazione e il trattamento termico, poiché dagli aminoacidi degradati possono derivare ammine biogene quali istamina e putrescina, pericolose fonti di infiammazione e fermentazioni non controllate.

Strategie Alimentari e Gestionali per Ottimizzare l'Ingestione e la Transizione dei Suinetti

L'ottimizzazione dell'ingestione di mangime e la preparazione dei suinetti allo svezzamento sono processi che iniziano ben prima della separazione dalla scrofa, con le fondamenta poste nella gestione pre-parto e proseguono con strategie mirate in sala parto. L'alimentazione del suinetto nella fase di svezzamento è sempre più un tema di primaria importanza per l'allevatore, poiché determina direttamente la crescita, la salute e la redditività.

Esistono diversi strumenti per aumentare il peso allo svezzamento, che si riflettono poi sulle prestazioni future. Una recente prova svolta in un allevamento del lodigiano dalla Facoltà di Agraria di Milano ha investigato l'ingestione di latte ricostituito in aggiunta a quello della scrofa, dimostrando un impatto positivo. Anche la recente apparizione in Italia di sistemi di distribuzione di latte e mangime a liquido o "pastoncino" in fase di sottoscrofa sembra fornire dati interessanti, con ingestioni di sostanza secca elevate e un relativo aumento del peso allo svezzamento. Questi sistemi permettono ai suinetti di abituarsi gradualmente all'alimentazione solida o semi-liquida, facilitando la transizione.

Nei primi giorni di svezzamento, anche l'impiego di plasma ha dimostrato di avere effetti positivi, soprattutto sull'ingestione di mangime. Il plasma è particolarmente efficace nel caso di suini svezzati leggeri, in condizioni ambientali difficili e in presenza di patologie, agendo come stimolante dell'appetito e supportando il sistema immunitario. Questo sottolinea come una buona partenza, anche per i suinetti più vulnerabili, possa essere supportata da specifici integratori alimentari.

Un altro aspetto fondamentale per ottenere il peso desiderato allo svezzamento è l'età del suinetto. Quanto più tardi viene svezzato il suinetto, tanto più generalmente è preparato, avendo avuto più tempo per maturare il proprio sistema digestivo e abituarsi all'alimentazione solida. Ciò è particolarmente critico per i suinetti nati con peso insufficiente o con una maturità intestinale insufficiente. Questa è la situazione più sfavorevole, poiché i suinetti non solo sono immaturi, ma anche sottopeso, e sono molto sensibili alla mancanza di "comfort termico", rendendoli più vulnerabili. In queste circostanze, è fondamentale far iniziare precocemente l'alimentazione solida al maggior numero possibile di suinetti, con strategie come l'alimentazione a scorrimento (creep feeding). Questo tipo di approccio aiuta anche i suinetti di peso ridotto, ma di età fisiologica adeguata, che sono normalmente più abituati a consumare ed esplorare il mangime per soddisfare l'apporto nutrizionale che non trovano nel latte materno.

La gestione del mangime deve essere corretta, somministrandolo più volte al giorno, disponendo di piatti supplementari, lavorando con le pappette nei primi giorni e aggiungendo acqua con agente reidratante in tramogge rotonde. Si consiglia di fornire ai suinetti lo stesso tipo di mangime utilizzato nella fase finale della lattazione, idealmente in micro-granuli, altamente digeribile e appetibile, ma con meno zuccheri e meno prodotti a base di latte rispetto al mangime precedente, come evidenziato da "Foto 6: Mangime in micro-granuli, altamente digeribile e appetibile ma con meno zuccheri e meno prodotti a base di latte rispetto al mangime precedente". Questo aiuta la continuità e riduce lo stress digestivo.

Suinetti svezzati di alta qualità

Impatto della Genetica e del Management Sull'Intero Ciclo Produttivo

Gli obiettivi da raggiungere durante lo svezzamento dei suinetti devono essere chiari, ma è l'intero sistema di allevamento, che include l'alimentazione pre-parto, la genetica delle scrofe e le pratiche di management, a determinarne il successo. Tutte le azioni intraprese in questo periodo avranno conseguenze nel futuro, mirando a ottenere un suinetto di qualità, facilitandone l’adattamento e l’avviamento nella fase di svezzamento per raggiungere buone prestazioni tecniche ed economiche. Il fattore più importante che influenza la mortalità post-svezzamento è lo stato di salute dei suinetti allo svezzamento, richiedendo un'assunzione regolare ed elevata di mangime nella prima settimana post-svezzamento. Una correlazione tra l'assunzione di mangime nella prima settimana post-svezzamento e l'aumento di peso nelle prime cinque settimane post-svezzamento è ben documentata.

La genetica moderna, in particolare le scrofe iperprolifiche, ha rivoluzionato il numero di suinetti per nidiata, ma ha anche posto nuove sfide, come la già citata variazione del peso alla nascita e la ridotta assunzione di latte/colostro. In questa fase, l'alimentazione e l'abbeverata corretta della scrofa sono fondamentali per massimizzare la produzione di latte, supportando nidiate più numerose.

Il momento dello svezzamento, quando il suinetto viene separato dalla scrofa, è una situazione di grande stress. Cambiano il luogo di allevamento e l'alimentazione, e si stabiliscono nuove gerarchie con i nuovi compagni, normalmente raggruppati per taglia e/o sesso. Uno studio condotto da Jaime Figueroa e Deborah Temple ha verificato che, durante i primi giorni dopo lo svezzamento, i suinetti di figliate senza socializzazione presentavano interazioni più aggressive e meno positive. La pratica della "lattazione condivisa", in cui i suinetti sono già socializzati in lattazione, può ridurre le lotte e lo stress dopo lo svezzamento, come indicato da "Foto 8: Lattazione condivisa".

Suinetti socializzati insieme

In linea di massima, lo svezzamento dovrebbe essere effettuato al mattino presto, dopo che la scrofa ha ricevuto il primo pasto. Questo contribuisce a rendere la scrofa più tranquilla e facilita il suo sdraiarsi per allattare i suinetti. Per motivi di organizzazione del lavoro negli allevamenti, svezzare la mattina presto permette di svuotare le sale parto il prima possibile e iniziare la pulizia, lasciando i locali lavati ad asciugare durante la notte. La pratica più comune è svezzare prima tutte le scrofe presenti nella sala e, una volta trasferite nel reparto gestazione, procedere al trasferimento dei suinetti.

Recentemente, alcuni allevamenti sono stati costruiti con un numero di posti parto doppio rispetto al solito, per poter svezzare i suinetti e svolgere l’intera fase post-svezzamento nella stessa sala parto. L’idea dietro investimenti così consistenti è quella di evitare ai suinetti il forte stress di creare nuovi gruppi sociali in un momento così delicato. È quindi importante valutare il beneficio da un punto di vista produttivo ed economico di tali strutture.

La scelta del giorno della settimana per lo svezzamento è un altro aspetto manageriale critico, poiché influisce sull'organizzazione della fecondazione e del parto nei giorni lavorativi. I fine settimana, con una minore presenza di manodopera, dovrebbero essere evitati per i lavori più impegnativi. L’intervallo di 4 giorni tra lo svezzamento e l’estro principale consente di coprire la maggior parte delle scrofe il lunedì e il martedì, evitando così il fine settimana per la fecondazione. Lo svantaggio dello svezzamento del giovedì, ad esempio, può riguardare l'ispezione e le procedure delle nidiate (come la somministrazione del ferro, la rifilatura di coda e dentini, attività impegnative legate al parto). Se lo svezzamento avviene il giovedì, l'ideale sarebbe portare la maggior parte del gruppo di scrofe in sala parto la domenica per avere tempo sufficiente per la pulizia e l'aspirazione (3 giorni) prima dell'ingresso delle scrofe 4 giorni prima del parto. Tuttavia, per evitare il lavoro di routine nel fine settimana, un'altra opzione è farle entrare il lunedì, 3 giorni prima del parto previsto. Questa è probabilmente la distribuzione dei compiti più frequente nelle aziende con un unico svezzamento settimanale il giovedì.

Negli ultimi anni si è scoperto che le scrofe iperprolifiche hanno gestazioni più lunghe, che durano due o tre giorni in più (tra i 116 e i 117 giorni). Questo fa sì che uno svezzamento del giovedì possa spostare il parto alla fine della settimana, quando c'è meno personale nelle aziende, creando potenziali difficoltà gestionali. In alcuni grandi allevamenti, lo svezzamento viene effettuato ogni giorno della settimana per sfruttare meglio i posti parto, ma questo sistema non è sempre consigliabile perché complica la gestione generale. Lo svantaggio di svezzare il lunedì con una genetica iperprolifica è che la maggior parte delle coperture avviene il venerdì e il sabato, e se lo svezzamento avviene la domenica, molti dei parti si verificano nel fine settimana.

In definitiva, l'efficacia di tutte queste strategie, dall'alimentazione pre-parto alla gestione logistica dello svezzamento, è interconnessa e mira a sostenere la salute e la produttività dell'intera mandria, garantendo un futuro economicamente sostenibile per l'allevamento suino.

Diagramma di flusso delle decisioni di svezzamento

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