Alimentazione, allattamento e prevenzione: guida completa alla gestione della salute

La gestione dell’alimentazione durante il percorso che va dalla gravidanza al post-parto rappresenta un pilastro fondamentale per il benessere della madre e dello sviluppo del bambino. Spesso gravata da miti, credenze popolari e ansie, questa fase richiede chiarezza scientifica, in particolare per quanto riguarda la prevenzione di infezioni come la Toxoplasmosi e la corretta nutrizione durante l'allattamento.

illustrazione schematica di una dieta equilibrata con alimenti freschi e acqua

La prevenzione della Toxoplasmosi in gravidanza

L’igiene alimentare ha un ruolo importante nella prevenzione della Toxoplasmosi, infezione che può causare danni al feto. L’infezione da Toxoplasma se contratta in gravidanza può causare interruzione spontanea della gravidanza o danni al sistema nervoso del feto, come idrocefalia, ritardo mentale, epilessia o ridotta capacità visiva. La toxoplasmosi è una malattia parassitaria causata dal Toxoplasma gondii. La dieta e l'igiene globale sono i fattori più importanti per la prevenzione del contagio.

Le strategie di prevenzione quotidiana

L’ingestione di carne cruda o cotta in maniera insufficiente è la causa primaria. Essenziale è mettere al bando la carne cruda e prestare particolare attenzione alla cottura degli alimenti, soprattutto se si va in vacanza in Paesi con standard igienici e produttivi non conformi a quelli europei. Gli animali più interessati da questa contaminazione sono il maiale, l’agnello e la selvaggina. I bovini possono essere contaminati dal patogeno, ma il loro organismo è in grado di guarire totalmente eliminandolo con le feci in poche settimane; le cisti nella carne sono molto rare.

È fondamentale adottare le giuste abitudini nel consumo di vegetali crudi ben lavati. Un errore comune è mettere l’ortaggio in ammollo in acqua aggiungendo un cucchiaino di bicarbonato. Le uova del toxoplasma, infatti, si appiccicano, proprio come se fossero ricoperte da una colla, alla superficie dell’alimento. Bisogna, invece, sfogliarla con pazienza sotto acqua corrente.

schema corretto lavaggio verdure e manipolazione alimenti crudi

Il ruolo dell'ambiente domestico

Prima di tutto, è necessario specificare che, di per sé, la presenza di un felino domestico non aumenta il rischio della malattia. Il tasso di infezione nei gatti cambia notevolmente a seconda della dieta e dello stile di vita che conducono. Quelli selvatici che cacciano per mangiare hanno maggiori probabilità di essere infettati rispetto a quelli domestici. Se c'è un gatto in casa, non è necessario allontanarlo, ma è opportuno pulire la lettiera quotidianamente, preferibilmente delegando il compito ad altri e utilizzando sempre guanti di gomma. È inoltre consigliabile usare guanti di gomma per manipolare la terra (es. giardinaggio).

L'alimentazione durante l'allattamento: miti e realtà

Nutrirsi bene è fondamentale, soprattutto se si allatta un bebè. Molte mamme si trovano ad affrontare un lungo elenco di credenze popolari come “non puoi mangiarlo perché allatti” o “cibi che disturbano il neonato”. In realtà, in questa fase non esistono alimenti assolutamente vietati e per la mamma è consigliata una dieta varia ed equilibrata.

Il fabbisogno energetico e idrico

La produzione di 100 ml di latte materno costa alla neomamma 90 kcal; un neonato consuma mediamente 500 ml di latte al giorno quando viene allattato in modo esclusivo. Secondo le ultime tabelle LARN, una donna che allatta ha bisogno di circa 700 Kcal in più al giorno. Una parte di queste calorie viene ricavata dai depositi di grasso accumulati durante la gravidanza. Le restanti energie supplementari (circa 500 Kcal) possono essere colmate con uno spuntino aggiuntivo.

Per quanto riguarda l'idratazione, circa l'85% della composizione del latte è rappresentato da acqua. Ogni giorno è pertanto consigliato che la mamma introduca almeno 2 litri di acqua; vanno bene anche le tisane purché non zuccherate. Bevi almeno due litri d’acqua: più di mezzo litro serve solo per produrre latte.

infografica sul fabbisogno calorico e idrico in allattamento

Falsi miti sull'allattamento

Nel corso dei decenni si sono radicati alcuni luoghi comuni sull'allattamento che, nonostante le conoscenze scientifiche li abbiano smentiti, non sono ancora stati del tutto debellati. Potrebbe capitare di sentire che bere birra è una buona strategia per aumentare la produzione di latte. Niente di più falso: non è vero che se bevi birra aumenta la produzione del tuo latte, né che il brodo di gallina sia miracoloso. Un buon avvio ed un buon mantenimento della produzione di latte dipendono innanzitutto da un corretto attaccamento del neonato al seno e dall'assecondamento dell'allattamento a richiesta.

Impatto degli alimenti sul latte materno

Il sapore del latte materno dipende da quello che la mamma mangia. A differenza del latte artificiale, che si presenta sempre con lo stesso sapore, il latte materno può assumere sapori vari. Spieghiamo come alcuni alimenti - aglio, cipolla, broccoli, spezie forti - possano alterare il sapore del latte ma non costituiscono un problema. È stato dimostrato, ad esempio, che se la mamma mangia aglio durante la gravidanza e successivamente nell’allattamento, questo alimento sarà poi accettato con più facilità dal bambino.

La questione delle coliche e della salute materna

Non esistono evidenze affidabili che collegano in modo diretto il consumo materno di aglio, cipolla, broccoli, legumi o altri alimenti aromatici con le coliche o disturbi digestivi nel lattante. L’allattamento al seno è uno strumento attraverso cui il bambino sviluppa capacità sensoriali che lo portano a riconoscere e ad accettare fin da subito aromi e sapori diversi.

Alcol, caffeina e sostanze chimiche

Per quanto riguarda le bevande, occorre moderazione:

  • Alcol: l’assunzione va evitata o deve essere molto moderata. Anche una piccola quantità passa nel latte materno.
  • Caffeina: il consumo di una o due tazzine al giorno comporta un passaggio minimo di caffeina nel latte materno (pari all'1%) che solitamente non causa problemi, tuttavia alcuni bambini possono essere più sensibili.
  • Interferenti endocrini: Recenti studi scientifici stanno mettendo in evidenza un’associazione tra il consumo di prodotti conservati in contenitori di plastica, o in latta, con maggiori livelli ematici di composti chimici quali gli ftalati o il bisfenolo A. Dal momento che si tratta di composti in grado di attraversare la placenta, è bene limitare l'uso di contenitori non idonei.

LA VIA DEL LATTE

Nutrienti essenziali e qualità del latte

La produzione del latte materno comporta nella donna un maggiore dispendio energetico e un maggiore fabbisogno in alcuni nutrienti. In particolare aumentano i fabbisogni di proteine, calcio, iodio, zinco, rame, vitamina B6, vitamina B12, vitamina C e vitamina A. Consumare due porzioni di frutta e due porzioni di verdura al giorno preferibilmente crude e scegliendole tra quelle fresche e di stagione garantisce un apporto ottimale di vitamine e sali minerali.

Per quanto riguarda il pesce, le linee guida suggeriscono di moderare l’assunzione di pesci di grossa taglia con alto contenuto di metalli pesanti (ad esempio pesce spada o tonno) per tutelare lo sviluppo neurologico del lattante. Il 20-30% dell’apporto quotidiano di calorie dovrebbe provenire dai grassi, in gran parte insaturi o polinsaturi, come quelli del pesce e dell’olio di oliva, la cui presenza nel latte materno è fondamentale per lo sviluppo del sistema nervoso.

La cura nell'alimentazione deve continuare anche dopo la nascita. Se l’infezione da Toxoplasmosi contratta dopo il parto non rappresenta più un problema per il neonato, la qualità della dieta materna resta un investimento a lungo termine per la salute del bambino e per il recupero delle riserve di ferro della madre, spesso impoverite dopo il parto.

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