La storia di Aldo, Giovanni e Giacomo non è solo la cronaca di un sodalizio artistico di successo, ma rappresenta un capitolo fondamentale dell'evoluzione del cabaret e della commedia in Italia. Il percorso che ha trasformato tre giovani artisti in un punto di riferimento culturale attraversa decenni, partendo dalla formazione classica per arrivare al trionfo cinematografico e televisivo.

Le origini e la formazione
Cataldo Baglio, noto semplicemente come Aldo, nato a Palermo ma poi cresciuto fin dall'infanzia a Milano, e Giovanni Storti, milanese, si incontrano in giovane età nella città lombarda. La loro è una formazione rigorosa: insieme studiano danza mimica e frequentano la scuola di melodramma al Teatro Arsenale, dove Giovanni si diploma nel 1977 e Aldo nel 1978. In questa fase primordiale, i due iniziano a misurarsi con il palcoscenico prendendo parte a vari spettacoli di cabaret, fra cui E domani?.
Il nucleo definitivo si compone nel 1991. Aldo e Giovanni, che già conoscevano Giacomo Poretti da qualche anno, lo invitano a unirsi a loro per sperimentare nuovi sketch. In questo momento di genesi, il gruppo sceglie un nome decisamente informale e ironico: "Galline vecchie fan buon Brothers".
La scalata al successo
La gavetta televisiva inizia nell'estate del 1992 all'interno del TG delle vacanze, dove il trio appare accanto a veterani come Gigi e Andrea e il duo Zuzzurro e Gaspare. Nello stesso anno, il loro talento viene notato da Paolo Rossi, che li coinvolge nello show Su la testa!.
Tuttavia, la consacrazione avviene a metà degli anni Novanta. Nel 1995, la partecipazione allo spettacolo corale Il Circo di Paolo Rossi, per la regia di Giampiero Solari, accende i riflettori sulla loro cifra stilistica. Il vero salto di qualità arriva però l'anno seguente con I corti di Aldo, Giovanni & Giacomo, spettacolo teatrale diretto da Arturo Brachetti. Il successo teatrale, unito alla contemporanea esplosione della loro popolarità televisiva grazie a Mai dire Gol, rende il trio un fenomeno nazionale.
Trettre - trio comico con Gino Cogliandro anni 80 - sketch passaporto 1988
Il trionfo al cinema
Dopo l'affermazione mediatica, il grande schermo diventa il terreno naturale per la loro espansione artistica. Il loro esordio cinematografico, Tre uomini e una gamba (1997), segna l'inizio di una lunga serie di successi. Il film, caratterizzato da una struttura narrativa originale, vede la presenza di Marina Massironi, attrice che accompagnerà il trio in molte avventure, e la regia di Massimo Venier.
Il successo della loro opera prima viene bissato un anno dopo da Così è la vita (1998), sempre con Massironi in scena e Venier dietro le quinte. Il culmine dell'apprezzamento commerciale arriva nel dicembre 2000 con Chiedimi se sono felice, capace di incassare oltre 70 miliardi di lire, entrando tra le cinque pellicole italiane più remunerative di sempre.
La filmografia prosegue negli anni con titoli che consolidano il loro stile:
- La leggenda di Al, John e Jack (2002)
- Tu la conosci Claudia? (2004)
- Anplagghed al cinema (2006), versione speciale del loro omonimo spettacolo teatrale
- Il cosmo sul comò (2008), pellicola a episodi per la regia di Marcello Cesena
- La banda dei Babbi Natale (2010), diretto da Paolo Genovese, campione d'incassi con oltre 25 milioni di euro
- Il ricco, il povero e il maggiordomo (2014)
- Fuga da Reuma Park (2016)
La maturità artistica e il ritorno ai fasti
Negli anni, nonostante gli impegni cinematografici abbiano diradato la presenza televisiva, il trio non ha mai abbandonato il piccolo schermo. Hanno continuato a essere presenti sia con le riproposizioni dei loro spettacoli dal vivo, sia con speciali come Potevo rimanere offeso! (2001), incentrato sugli sketch degli "Svizzeri", e Pur Purr Rid!.
Dopo un periodo di riflessione, il gennaio 2020 segna un momento di svolta con l'uscita di Odio l'estate. La pellicola, che vede dopo oltre un quindicennio la ricostituzione del sodalizio artistico con il regista Massimo Venier, segna il ritorno del trio ai fasti del passato. Il film è stato accolto positivamente sia dagli spettatori sia dalla critica, venendo premiato sia ai Nastri d'argento sia ai Ciak d'oro per la migliore colonna sonora, curata dal cantautore Brunori Sas.

Impatto culturale e riconoscimenti
Il trio non si è limitato al teatro e al cinema. La loro iconografia ha pervaso la cultura pop a tal punto da essere trasposta anche nel mondo del fumetto: il trio è comparso in Topolino nº 2769, nella storia Paperino & Paperoga in… Potevo rimanere offeso!.
Tra i riconoscimenti più significativi si annoverano i Telegatti, che li hanno consacrati evento televisivo dell'anno, e il premio David di Donatello. Oltre ai successi di critica, la loro carriera è stata costellata da una serie di spettacoli dal vivo memorabili, come Tel chi el telùn (1999), Anplagghed (2006), Ammutta muddica (2012) e The Best of Aldo, Giovanni e Giacomo (2016), che hanno continuato a cementare il legame indissolubile con il pubblico.
La capacità di Aldo, Giovanni e Giacomo di rinnovarsi, passando dal teatro di cabaret degli anni '90 alla sofisticata narrazione cinematografica contemporanea, li ha resi un caso unico nel panorama dello spettacolo italiano, capace di unire generazioni diverse attraverso un linguaggio comico mai banale.