L'approccio alle cefalee o al dolore cefalgico è a dir poco problematico sia per la sua diffusione, che per la molteplicità dei suoi aspetti; questa patologia colpisce, infatti, solo in Italia tra 6 e 7 milioni di persone, soprattutto donne, che ne soffrono quattro volte più degli uomini; sia per le sequele invalidanti che questa patologia, il più delle volte, comporta, con un netto peggioramento della qualità della vita dei pazienti. Le revisioni sistematiche e le metanalisi recentemente pubblicate dimostrano che l’agopuntura è associata ad un miglioramento clinico se paragonata al solo trattamento di routine, al trattamento medico e all’agopuntura sham dopo due mesi dalla randomizzazione. L’evidenza di efficacia dell’agopuntura con periodi di follow-up più lunghi è invece controversa. Questo studio suggerisce l’efficacia terapeutica dell’agopuntura nella prevenzione o nel trattamento dell’emicrania, della cefalea miotensiva e dell’emicrania cronica in particolare nel breve termine.

Inquadramento clinico e classificazione delle cefalee
Con il termine emicrania viene definito comunemente la cefalea o “mal di testa”, ma in realtà questo termine in medicina si riferisce ad un tipo particolare di cefalea in cui il dolore intenso colpisce un lato della testa e spesso si accompagna ad altri sintomi come nausea, vomito, fotofobia (avversione alla luce), fonofobia (avversione ai suoni), vertigini con nausea e confusione mentale. Il dolore colpisce solitamente prima un lato della testa, è pulsante con sintomi d’accompagnamento quali assenza di fame, nausea ed avversione a luce, suoni, rumori e costringe, il paziente a letto e al buio, per 1-2 ore. Esistono forme specifiche come l’emicrania vertebrobasilare, caratterizzata da alterazioni della circolazione sanguigna su base ormonale od endocrina, e la cefalea a grappolo, che colpisce prevalentemente l’uomo con dolore violento sempre dallo stesso lato del capo. La cefalea tensiva o muscolo-tensiva è un disturbo in cui il dolore non intenso è di tipo gravativo, come un peso o una fascia stretta alla testa, senza i segni concomitanti tipici dell’emicrania.
In Medicina Tradizionale Cinese (MTC) la cefalea si definisce toutong (dolore nella testa) o toufeng (vento nella testa). Importante è notare che la testa o Palazzo dello Yang è il luogo di incontro di tutti meridiani principali Yang: Thai Yang, Shao Yang, Ying Ming della mano e del piede, con i meridiani tendino-muscolari, distinti e luo longitudinali; nonché dei meridiani Yin principali di Fegato e Cuore. Le cause interne, come le "sette passioni", possono comportare una stasi del Qi di Fegato che facilmente si trasforma in Fuoco, disturbando la testa, mentre un deficit dello Yin di rene può causare ripercussioni sul Fegato con un eccesso di Yang di Fegato che sale verso l’alto. Una dieta incongrua con eccesso di grassi può causare un eccesso di Tan (catarri), o l’eccesso di uno dei sapori può ostacolare la circolazione del QI.
Meccanismi d'azione dell'agopuntura
Una chiave del meccanismo di riduzione del dolore può essere la capacità dell’Agopuntura di stimolare sostanze che ne attenuano l’intensità. Goldman ed altri dell’University of Rochester Medical Center (New York) e della Boston University School of Medicine (Massachusetts) hanno notato che l’Agopuntura rilascia nel corpo una molecola naturale che allevia il dolore: l'Adenosina è la chiave di restrizione dello stimolo dolorifico durante il trattamento agopunturistico. La ricerca conferma la teoria della MTC la quale afferma che il punto 20 VB (Fengchi) è efficace nel trattamento delle cefalee infatti, secondo la MTC, allevia il dolore ed è utile, oltre che alla testa, anche all’udito ed alla vista, liberando gli organi di senso dall’offuscamento.

Studi moderni di imaging cerebrale hanno rivelato che, nei pazienti emicranici, l’Agopuntura intensifica il metabolismo glucidico nella corteccia temporale mediale, nella corteccia fronto-orbitale, del giro frontale mediale, del giro angolare, nella corteccia mediale e posteriore del cingolo e nel precuneo mentre, simultaneamente, lo riduce nel paraippocampo, nell’ippocampo, nel giro fusiforme post-centrale e nel cervelletto. Guo ed altri sono giunti alla conclusione che, per il controllo dell’emicrania, l’agopuntura è più efficace della Flunarizina cloridrato. Alcuni studiosi hanno messo a confronto la MTC, abbinata al massaggio Tuina, con la terapia orale a base di FLUNARIZINA CLORIDRATO: il gruppo dell’Agopuntura associata al massaggio Tuina ha raggiunto un tasso di efficacia globale pari a 93,8% laddove il gruppo di terapia farmacologica ha ottenuto solo un grado di validità complessiva del 63%.
Protocolli terapeutici e gestione integrata
Gli schemi terapeuti proposti in Agopuntura per la cura delle cefalee sono molteplici in ragione delle situazioni contingenti. In tutti i tipi di cefalee sia da cause esterne, sia interne, si utilizzano spesso punti come GV20, GB20, LI4, LU7 e il punto extra TaiYang (FM2). Per le cefalee da liberazione di Yang di Fegato vengono consigliati i punti BL18, LV2, LV3, KI3, Yin Tang extra (FM1), a cui poter aggiungere GB43. Nei casi di deficit di Yin di Rene e Fegato si utilizzano BL18, BL23, KI3 e LV3. Se è presente un deficit di Milza, la terapia proposta agisce sui principali punti di Stomaco e Milza: BL20, BL21, ST36, ST40, SP3. Per la cefalea da deficit di Xue, che coinvolge il Cuore e lo Shen, i punti consigliati sono prevalentemente BL17, BL20, BL23, SP6, SP10.
Legenda abbreviazioni meridiani:
- GV: Vaso Governatore
- GB: Vescica Biliare
- LI: Grosso Intestino
- LU: Polmone
- TE: Triplice Riscaldatore
- SI: Intestino Tenue
- ST: Stomaco
- BL: Vescica
- LV: Fegato
- KI: Rene
- FM: punti fuori meridiano
La neurostimolazione nell'emicrania cronica
L'agopuntura in gravidanza: sicurezza e applicazioni cliniche
Il motivo principale per cui si parla tanto di Agopuntura in Gravidanza è che il grande vantaggio che questa tecnica millenaria offre è la totale assenza di effetti collaterali; chiunque, in qualunque situazione, può sottostare ad un trattamento di agopuntura senza che ci siano problemi. Quindi essa si rivela essere una grande arma in qualsiasi disguido che può avvenire in gravidanza, dalla semplice bronchite, alla nausea mattutina, fino ai frequenti problemi di lombo-sciatalgia, mal di testa (specie emicrania) e sindrome del tunnel carpale. In genere, in gravidanza il mal di testa migliora spontaneamente; esiste tuttavia un 30 per cento di casi in cui questo non avviene. L’agopuntura può diventare allora la soluzione ideale, perché permette di tenere a bada il disturbo senza dover ricorrere ai farmaci.
Per rendere possibile l’applicazione degli aghi, data la fase avanzata della gravidanza, e quindi l’aumento di volume del pancione, la donna viene fatta sdraiare sul fianco. Col procedere dell’attesa, l’utero che aumenta di volume tende a comprimere i vasi sanguigni della parte inferiore del corpo, creando un ristagno di sangue e di linfa e provocando disturbi quali gambe gonfie e/o emorroidi. L’agopuntura in gravidanza, ripristinando la funzionalità del sistema circolatorio, risulta efficace anche contro questi problemi. Inoltre, aiutare il bebè a compiere la “capriola” quando si trova in posizione podalica è tra le applicazioni più note dell’agopuntura in gravidanza; il trattamento viene effettuato solitamente tra la 32esima e la 35esima settimana. Prima della seduta, è importante eseguire un controllo ecografico per accertarsi della posizione del feto.
Supporto alla fertilità e al puerperio
Tema complesso e delicato, l’infertilità di coppia trova spesso un valido supporto nell’agopuntura tanto da essere diventata parte integrante dei protocolli terapeutici di molti centri di Procreazione Medicalmente Assistita. L’utilizzo dell’agopuntura contro questi disturbi, in gravidanza e non, è di notevole efficacia. Dopo la gravidanza, l'agopuntura può essere infine risolutiva anche per problemi relativi alla produzione di latte. In particolare, si è visto che funziona molto bene nei casi in cui la lattazione, ben avviata in un primo momento, a un certo punto sembra bloccarsi. È essenziale che le neomamme si sentano supportate in questa fase delicata, dove il ripristino dell'equilibrio energetico può facilitare il superamento di stasi che influenzano il benessere materno.
Studio di caso clinico: approccio integrato
Una paziente nata nell’85 (37 anni), giunta a visita per una cefalea temporo-frontale con diffusione al vertice, rappresenta un esempio di come la medicina integrata possa trattare quadri complessi. Il dolore, inizialmente pulsante e localizzato, da alcuni anni è divenuto profondo, fisso e gravativo. La storia clinica includeva rinofaringiti fin dall'infanzia e menorragie dal menarca, portando a uno stato di anemia trattato con estro-progestinici per circa dieci anni. La sospensione della terapia ormonale ha rivelato un quadro di stasi e deficit di sangue.
Il trattamento ha previsto l'uso dei punti CV4, ST25 e LI4 in tonificazione e moxibustione per sostenere lo yuan qi e il sangue, mentre punti come LR3 e SP6 sono stati impiegati per muovere il qi e lo xue. È stato utilizzato solo bai shao yao per nutrire il sangue e trattenere lo yang liberato, poiché in presenza di tan-umidità risultano controindicati i tonici classici di sangue e yin. L'aggiunta di chang pu è stata risolutiva per dissolvere i tan in sede cefalica e combattere la sonnolenza, mentre niu xi ha permesso di trattare la liberazione dello yang e la pesantezza degli arti inferiori. Questo caso dimostra come la personalizzazione del trattamento, basata su un'attenta diagnosi differenziale, sia fondamentale per gestire cefalee croniche che non rispondono ai protocolli standardizzati.

Considerazioni su metodologia e ricerca
Sebbene vengano proposti studi importanti in letteratura, si sottolinea che esistono anche altri studi randomizzati controllati singoli che mostrano una efficacia clinica dell’agopuntura anche negli attacchi acuti e una superiorità della stessa rispetto ad alcuni farmaci. Non è del tutto chiaro da questa analisi quale sia il ruolo dell’effetto placebo nell’efficacia del trattamento, tuttavia appare abbastanza chiaro il ruolo dell’agopuntura nell’ambito di una terapia integrata. Il termine placebo viene usato per indicare qualsiasi sostanza o terapia medica che risulti innocua e priva di attività terapeutica intrinseca. Il placebo può anche produrre un certo effetto terapeutico, ma questo non dipende dalla sua attività biologica ma dall’autosuggestione.
Molti professionisti ritengono che l’agopuntura possa rappresentare una valida alternativa alla terapia farmacologica. Magari non potrà curare il disturbo definitivamente, ma, in caso di pazienti allergici o di coloro che per la presenza di altre patologie non possono assumere farmaci, potrebbe effettivamente ridurre la frequenza e l’intensità degli attacchi. Gli studi citati, come quelli di Linde et al. e la revisione Cochrane, confermano che l'integrazione di questa tecnica nel piano di cura riduce sensibilmente la dipendenza da farmaci, offrendo una strategia complementare che non interferisce negativamente con la fisiologia corporea, rendendola particolarmente adatta anche in condizioni dove l'uso di farmaci è sconsigliato o controindicato.
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