Dinamiche psicologiche e sessuali durante la gravidanza: oltre i pregiudizi

La gravidanza rappresenta una fase di profonda trasformazione non solo per la donna, ma per l'intero equilibrio della coppia. Contrariamente a quanto suggerito da narrazioni semplificate, il periodo dell'attesa è denso di erotismo e complessità psicologica. La sessuologa Rosamaria Spina evidenzia come, in questa fase, la donna possa arrivare a ricercare sesso al di fuori della coppia, fenomeno spesso correlato a un ritiro del partner dall'attività sessuale. Questo allontanamento maschile può derivare da paure infondate riguardo a presunti danni al feto o da una percezione alterata della partner, che non viene più vista come "amante" ma esclusivamente come madre.

rappresentazione stilizzata dell'equilibrio tra maternità e desiderio sessuale

Il feticismo da gravidanza e le radici ancestrali

Esiste una specifica parafilia definita "Feticismo da gravidanza", che consiste in una forte ossessione sessuale per le donne incinte. Questa forma di eccitazione può partire anche solo nel vedere donne con il pancione fino a desiderare di avere un rapporto sessuale con donne gravide. L’interesse è legato all’immagine di donna fertile e feconda con un corpo accogliente che acquisisce forme diverse che risultano eccitanti in alcuni uomini. Si tratta di una forma di feticismo e di parafilia estremamente antica, forse addirittura al Neolitico, dove venivano rappresentate donne in gravidanza che hanno rapporti sessuali con più uomini. La donna gravida risultava eccitante in quanto generatrice di vita. Parallelamente, si osserva la "Lattazione parafilica" o "Lattofilia", legata al guardare una donna che allatta o al desiderio di essere allattati, un contatto che per alcuni uomini porta a grandi eiaculazioni intense.

La crisi della paternità e il ruolo del costrutto culturale

Certamente qualcosa è cambiato nei modi di vivere la paternità. Quotidianamente, clinici hanno a che fare con padri che, alle prese con la gravidanza della propria partner, entrano in "crisi", hanno delle difficoltà, chiedono un aiuto psicologico e qualche volta anche un ausilio medico. Le interpretazioni di questo nuovo ed inedito aspetto dell’assunzione genitoriale maschile possono essere molte: potrebbe essere in atto un cambiamento antropologico, che prevede una riconfigurazione del maschile e della paternità in modo più partecipato e sensibile. In alternativa, è plausibile che la mascolinità tradizionale, non trovando più conferme nei ruoli storicamente consolidati, stenti nel riposizionarsi. Non da ultimo, è ipotizzabile che il neopadre manifesti i sintomi della cosiddetta "Couvade Syndrome", ovvero la comparsa di tutta una serie di malesseri fisici che scompaiono dopo la nascita del figlio.

Suoceri: quattro consigli per andare d'accordo - Vita di Coppia - Famiglia - Crisi - Documentario

L'approccio clinico: l'individuo oltre la macchina biologica

L'epistemologia che organizza le moderne prassi cliniche assume una rappresentazione dell’umano che permette di non ridurre l’individuo ad una sorta di "macchina biologica" da riparare. La sessualità e la riproduzione umana, oltre ad avere implicazioni di carattere bio-medico, sono soprattutto "qualcosa per qualcuno", ossia non possono essere mai disgiunte dai significati che le persone attribuiscono alle loro esperienze. La medicina e la psicologia clinica, in sostanza, sono più di una biologia applicata. I clinici devono tener conto anche dell’esperienza di dolore dei pazienti, della sofferenza, del loro rispetto di sé e dei loro obiettivi. Nel migliore dei casi la semplificazione alla biologia dei fenomeni non biologici è futile, nel peggiore dei casi porta ad una visione dell’essere umano distorta e inaccettabile.

La costruzione sociale del ruolo di genitore

Le narrazioni di senso comune ci raccontano sempre di qualcosa di fausto, felice, lieto e spensierato riguardo alla nascita. Questo, proprio perché lo sbocciare di una nuova vita è aprioristicamente connotato di significati positivi. Il retroscena deve in tutti i modi essere occultato, non solo a livello della rappresentazione collettiva e pubblica, ma anche a livello della consapevolezza personale. Ogni cultura definisce i riti di passaggio che ammettono ad un nuovo status i membri di quella cultura, compresi i modi con cui ingabbiarli in specifici ruoli: quello di padre e quello di madre. Come se vivessimo nel timore perpetuo che l’uomo ne sfugga, ne trabocchi, eluda improvvisamente la sua condizione. Con la nascita di un bambino, i membri di una coppia non solo cambiano status, ma si trasformano diventando una famiglia.

diagramma che illustra il passaggio dal ruolo di coppia a quello genitoriale

Natura, cultura e l'identità maschile

La dimensione storica e culturale che sovrasta e costruisce l’identità maschile - le sue rappresentazioni, i suoi ruoli e i suoi correlati psicologici - è soggetta a mutamenti molto più lenti di quelli sociali, che invece obbediscono alle accelerazioni politico-economiche. Se per un verso le società occidentali favoriscono il permanere di modelli maschili tradizionali, dall’altro ne prescrivono la decostruzione, innestando un vero e proprio gioco perverso di comunicazioni paradossali. L’essere umano, essendo quasi totalmente privo di "istinti" per quanto riguarda l’organizzazione delle azioni, deve venire culturalmente condizionato. Lo strumento che l’umanità ha predisposto a questo scopo è la cultura. La lingua, e il sistema di segni che la registra, è la forma tipica che la dimensione simbolica e culturale degli esseri umani assume socialmente. È proprio nell’apparire della lingua che si può individuare il momento di trapasso tra l’animale e l’umano.

Superare i miti sulla sessualità in gravidanza

Gli innumerevoli cambiamenti corporei che la gravidanza comporta celano spesso il timore da parte delle donne di non essere più attraenti e creano nell’uomo la difficoltà a rapportarsi non più ad un’amante bensì alla madre del proprio figlio. La prassi clinica segnala che l'evento è spesso caratterizzato dalla diminuzione dei rapporti sessuali sulla base di aspetti di tipo familiare, culturale, religioso e sociale che impongono tabù. Gli studi effettuati hanno evidenziato che, tranne che in casi particolari come minacce d’aborto o gestosi, non esistono controindicazioni all’attività sessuale e al coito. Secondo la ricerca scientifica, lo stato di gravidanza crea una situazione psico-fisica favorevole ad un arricchimento dell’esperienza sessuale. È necessaria un’identificazione del partner con la donna incinta e il desiderio di quest’ultima di condividere la gravidanza con il proprio compagno.

La percezione della bellezza e il desiderio del partner

La domanda che molte donne si pongono è: "Piaccio ancora al mio partner?". La risposta è sì, gli piaci ancora. Anzi, per molti uomini le trasformazioni fisiche rendono la compagna una sorta di dea dell’amore. Il seno che aumenta di volume, sebbene possa apparire "scomodo" alla donna, è per il partner un elemento di forte attrazione, legata anche a un meccanismo evolutivo. La lubrificazione vaginale e l’aumentato afflusso sanguigno ai genitali durante la gestazione possono tradursi in un piacere maggiore anche per la donna stessa. In molte coppie, il desiderio sessuale della donna aumenta in alcune fasi della gravidanza a causa degli ormoni in circolo, rendendola più propensa a un’attività sessuale esplicita. La donna stessa cerca sesso in queste fasi e il partner può riscoprire un'intimità nuova, carica di un significato profondo legato al bambino che cresce nel grembo materno.

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