La scelta di diventare genitori e tutto il percorso che segue dal concepimento alla nascita e alla crescita del bimbo sono estremamente delicati e richiedono una presa in carico attenta con atti mirati e all’avanguardia. Questa considerazione giustifica l'interesse primario a scelte che possano da un lato supportare le coppie e le famiglie a concepire, far nascere e crescere figli, dall'altro ad agire per garantire la salute e il miglior sviluppo possibile ai bambini, componente sempre più preziosa non solo per le singole famiglie ma per la società tutta. Per questo il Veneto si è dotato di un “Modello gestionale ed organizzativo dell'area materno - infantile: dal pre-concezionale all'età prescolare del nato”. L'assessore alla Sanità e Politiche Sociali Manuela Lanzarin ha sottolineato l'importanza di questo approccio integrato.
Il Concetto di Agenda della Gravidanza: Uno Strumento per la Comunicazione e la Consapevolezza
Le prime pubblicazioni sulla “Agenda della Gravidanza” sono state realizzate dal Ministero della Salute nel 2010 con lo scopo di portare attenzione e informazione ai vari temi legati ai tre trimestri della gravidanza. L’idea di partenza era proprio creare uno strumento che potesse essere utilizzato da ogni donna come spunto di riflessione e grazie al quale elaborare domande da porre al medico e all’ostetrica per chiarire i dubbi. L’Agenda si usa dall’inizio del percorso della nascita fisiologica e si chiude con il puerperio. L’Agenda della gravidanza viene consegnata dall’operatore sanitario durante la prima visita a tutte le donne in gravidanza.
L’Agenda della Gravidanza è quindi un documento creato con l’intenzione di facilitare la comunicazione tra le varie figure sanitarie che si occupano del percorso nascita. Può rivelarsi anche utilissimo per la donna e la coppia, che può farne un vero e proprio diario di bordo per organizzare le informazioni e anche la cartella clinica. Tuttavia, si riscontra che non sempre venga utilizzata o proposta. Può capitare che il distretto locale abbia elaborato la propria versione, non disponibile online ma distribuita esclusivamente in loco in forma cartacea.

Il Modello Veneto: Un Approccio Olistico all'Area Materno-Infantile
Il modello gestionale e organizzativo adottato dalla Regione Veneto per l'area materno-infantile si fonda su un unico macro-ambito che comprende tutte le azioni, percorsi e servizi sanitari e socio-sanitari presenti in regione. Questi sono attivi dal pre-concepimento, alla gravidanza, parto, puerperio, nato, lattante e bambino fino all'età prescolare. Questo approccio segue una visione unitaria, in modo che le azioni e i percorsi, declinati in base alla complessità della condizione presentata e all'intensità assistenziale richiesta, siano comunque strettamente connessi tra loro e uniti da passaggi o nodi comuni.
In particolare, verranno inclusi percorsi ed azioni già esistenti come ad esempio i percorsi per le gravide a bassissimo rischio seguite dalle ostetriche, le reti di genetica e le altre per le diagnosi prenatali, i percorsi per la depressione materna, la rete dei punti nascita e gli screening neonatali.
Benvenuta nel percorso nascita parte 1
Percorsi di Gravidanza a Basso e Medio/Alto Rischio
Nel percorso a Basso Rischio Ostetrico (BRO), con cadenza mensile, l’ostetrica dedicata valuterà il benessere della mamma e del bambino in ambito fisiologico prescrivendo gli accertamenti necessari. Nella prima visita, che deve essere effettuata entro la 13ma settimana, viene definita assieme al medico ginecologo la classe di rischio della gravidanza. Se viene valutato un basso rischio ostetrico, si continua il percorso con l’ostetrica all’ambulatorio BRO; in caso diverso (medio o alto rischio ostetrico) la donna verrà seguita in un ambulatorio con il medico specialista. Per eventuali consulenze dopo i 30 giorni dal parto si accede all'ambulatorio con impegnativa con dicitura: 93.11.E_2 Rieducazione individ.
Il Ruolo dei Punti Nascita come Sportello Unico
Un aspetto fondamentale del modello veneto è il supporto attivo alle famiglie, facilitando al massimo tutti gli adempimenti giuridici e amministrativi connessi con la nascita. Ogni punto nascita è trasformato in sportello unico per i genitori, che potranno agevolmente durante la degenza post-partum riconoscere il nato e iscriverlo nei registri di stato civile. Successivamente, potranno iscriverlo all'anagrafe comunale e quindi a quella sanitaria, potendo dimettere il nuovo nato già pienamente tutelato, con una coppia genitoriale o un genitore, una rete di servizi e istituzioni e un pediatra noti e certi.

Strumenti Innovativi per il Miglioramento dell'Assistenza
Il modello prevede l'acquisizione e l'implementazione di tutti gli strumenti che potranno facilitare e migliorare la qualità dell'assistenza prestata. Tra questi, potranno essere comprese la resa disponibile in tempo reale ai professionisti dei servizi regionali coinvolti di basi di dati internazionali che orientino la diagnosi o la selezione corretta dei trattamenti. Un esempio è la banca dati sul rischio teratogeno di farmaci e altre sostanze prescritte o assunte dalla gravida in varie epoche gestazionali, da collegarsi ad esempio alla redazione delle ricette dematerializzate. Un altro è il database sui dismorfismi e altre condizioni ereditarie da rendere disponibile alle pediatrie ospedaliere e ai pediatri di libera scelta.
Un altro genere di strumento a supporto delle azioni da svolgere, ma anche come base per la ricerca e la definizione di nuova conoscenza, è la creazione o lo sviluppo, quando già esistenti, di biobanche uniche regionali. Questo include sia la raccolta e gestione dei gameti, sia la raccolta e gestione del materiale biologico derivante dall'attività di screening neonatale e ricostruente il profilo genotipico di tutti i nati e in pochi anni di gran parte della popolazione residente o assistita in Veneto.

Screening Neonatali e Registri per la Tutela della Salute Infantile
Gli screening neonatali metabolici allargati e gli screening neonatali uditivo e visivo sono parte integrante del programma. Viene creata un sistema veneto di bio-banca del materiale biologico ottenuto dai cartoncini di prelievo dai nati. Le attività di screening del nato sono collegate con la cartella del parto e del nato all'interno del Registro Nascita (CEDAP), a cui far confluire il risultato del test di primo livello di screening e l'eventuale successiva conferma diagnostica. Questo permette di effettuare le valutazioni di efficienza delle procedure seguite, in particolare calcolare i persi nel corso della procedura di screening, i falsi positivi e la specificità della procedura, anche grazie all'immediata iscrizione del nato diagnosticato come patologico al registro malattie rare.
Il Registro malformazioni congenite è tenuto dal Coordinamento regionale Malattie Rare e il Registro Nascita è ad esso aggregato, con un legame con la rete di diagnosi genetica.
La Prevenzione di SIDS e Shaken Baby Syndrome
Vengono ripristinati e implementati i Programmi di sensibilizzazione, informazione, formazione e supporto delle famiglie e dei nuovi genitori per temi rilevanti per la salute del nato con particolare riguardo alle problematiche della SIDS (Sudden Infant Death Syndrome o morte in culla o morte improvvisa del lattante), della sindrome del bambino scosso (Shaken baby syndrome) ed incidenti domestici e stradali. Questi 3 temi sono di estrema importanza per la salute del nato e del lattante, poiché costituiscono la più rilevante causa di morte nel primo anno, escludendo le morti da cause perinatali.
Azioni specifiche per la SIDS includono un programma di informazione specifico in gravidanza (corsi di preparazione al parto in associazione alla prevenzione degli incidenti e della sindrome del bambino scosso), gli screening metabolici allargati per i neonati, l'istituzione del centro regionale per la verifica autoptica in caso di decesso e l'istituzione di gruppi di autoaiuto per le famiglie colpite in collaborazione con le principali associazioni d'utenza nel settore.
Azioni specifiche per la sindrome del bambino scosso comprendono l'informazione specifica alla nascita e ai controlli del 1°, 3°, 6° mese di vita e un programma di formazione per pediatri, neuroradiologi e oculisti.

Follow-up dei Neonati Prematuri e ad Alto Rischio
È previsto un follow-up per i neonati prematuri e ad alto rischio, con la costituzione di un ambulatorio integrato di follow-up dei nati patologici nei punti nascita di 3° livello con cure intensive neonatali (Treviso, Padova, Mestre, Vicenza, Verona). Questo ambulatorio offre la possibilità di eseguire diagnostica neuroradiologica, potenziali evocati, valutazione neurologica, della motricità e dello sviluppo psicomotorio, valutazioni uditive e visive, dell'accrescimento, ecc.
Un programma di visite domiciliari (home visits) esteso a tutte le puerpere nel corso della seconda-terza settimana dal parto o dal ritorno a domicilio completa l'assistenza post-partum.
Dati e Statistiche della Natalità in Veneto
La rete dei punti nascita in Veneto si articola in 34 punti nascita distribuiti sull’intera Regione e la quasi totalità dei parti in Veneto avviene presso una di queste strutture pubbliche o private convenzionate.
Il contributo delle madri straniere ai parti in Veneto rimane stabile e pari al 28,8%. Oltre il 65% delle madri svolge un’attività lavorativa, mentre una donna su cinque è casalinga, il 12,4% è disoccupata e lo 0,9% è studentessa.
Mediamente nel corso della gravidanza le donne hanno effettuato circa 7 visite e oltre la metà (64%) esegue la prima visita entro le prime 8 settimane di gravidanza. Solo lo 0,2% non esegue alcuna visita e il 12,5% posticipa il primo controllo oltre l’11a settimana. In media le donne si sottopongono a circa 5 controlli ecografici, lo 0,2% non effettua alcun controllo. La percentuale di donne che si sottopone ad indagini invasive è in ulteriore calo rispetto all’anno precedente, fino all’attuale 7,5%.
Nel 43,3% dei parti vaginali è stata utilizzata almeno una metodica per il controllo del dolore. In Veneto la quota di cesarei è progressivamente diminuita dal 2010 al 2014, per poi stabilizzarsi attorno al 25%.

Corsi di Accompagnamento alla Nascita
Per l'iscrizione ai Corsi di Accompagnamento alla Nascita è necessario avere un'impegnativa per "TRAINING PRENATALE PER IL PARTO NATURALE" con il codice Coordinatore f.f. L'accesso al corso è consentito solo se, alla data di inizio corso, l'età gestazionale è compresa tra le 27+0 e le 30+6 settimane di gravidanza. L'iscrizione ai corsi in presenza non impedisce la partecipazione ai corsi online a cui, se si desidera, è sempre possibile iscriversi come indicato nel sito. I sentimenti negativi possono non essere espressi, a volte per paura del giudizio, oppure per non tradire le aspettative.
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