
Un episodio di grande risonanza emotiva e sociale ha scosso la comunità di Afragola, in provincia di Napoli, e l'intero panorama educativo italiano, riaccendendo i riflettori sulla delicata questione dell'inclusione scolastica e del trattamento delle persone con disabilità. Il 7 febbraio scorso, durante un evento organizzato in palestra per la giornata contro il bullismo, un bimbo autistico di 11 anni è stato allontanato dalla preside della scuola che frequenta. La vicenda, documentata da un video, ha generato un'ondata di indignazione e ha sollevato interrogativi profondi sulla capacità del sistema educativo di garantire un'effettiva accoglienza a tutti gli studenti, specialmente quelli più fragili.
L'Incidente del 7 Febbraio: Un Allontanamento Controversa
I fatti, risalenti al 7 febbraio scorso, si sono verificati nell'Istituto comprensivo Europa Unita, una scuola situata nel difficile rione Salicelle di Afragola. Il protagonista della vicenda è un alunno di 11 anni, a cui è stato attribuito il nome di fantasia Luigi per proteggerne la privacy, affetto da una grave forma di autismo. Egli è stato fatto allontanare dalla dirigente scolastica, Giovanna Mugione, mentre era in corso un evento di significativa importanza: una giornata dedicata al contrasto del bullismo.
L'allontanamento era stato ritenuto necessario perché, secondo alcuni, l'alunno stava infastidendo i presenti, emettendo dei suoni. “Ho un dolore dentro, me l’ha cacciato come un cane che stava abbaiando” racconta la madre del bambino, Patrizia, esprimendo tutto il suo profondo dolore per l'accaduto. La scena dell’allontanamento del bambino, ripresa in un video, è stata definita "da far venire i brividi" dal deputato dell’Alleanza Verdi Sinistra, Francesco Emilio Borrelli. Nel video, divenuto virale solo nei giorni scorsi, a più di un mese dall'accaduto, si vede la dirigente scolastica che, puntando il dito in direzione dell'alunno, si rivolge all'insegnante di sostegno pronunciando parole inequivocabili: «Eccolo là. Quello se ne va in classe. Prof per piacere prendete quel ragazzo e portatelo in classe». La docente di sostegno, "zitta e muta", si alza, prende per mano Luigi e si allontana. L'incontro sul bullismo, del quale si era appena avuta una dimostrazione, riprende come se nulla fosse accaduto. Un episodio che rischiava di finire nel dimenticatoio, se qualcuno non avesse fatto circolare il video.
La madre di Luigi, comprensibilmente scioccata, ha commentato a caldo: «Lo hanno cacciato come un cane». Successivamente, ha deciso di diffondere il video e di rivolgersi all’associazione “La battaglia di Andrea”, che ormai da anni si batte per i diritti dei diversamente abili. L'associazione ha subito messo la signora in contatto con il proprio avvocato Sergio Pisani, che "immediatamente ha preso a cuore la situazione e ha deciso di seguirla" per portare il caso in tribunale. “Non si può puntare un dito su un bambino, che abbia disabilità oppure no, per cacciarlo dall’aula perché in quel momento ti sta disturbando,” ha dichiarato la madre ai microfoni di Sky TG24, aggiungendo: "Cosa ha potuto rappresentare questo per lui?".
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La Difesa della Dirigente Scolastica e le Sue Controdeduzioni
A seguito della diffusione del video e della crescente ondata di critiche, la dirigente scolastica Giovanna Mugione ha cercato di fornire la propria versione dei fatti e di difendere il suo operato. In un'intervista televisiva, ha provato a discolparsi affermando: «Ho sbagliato ma in buona fede. Il bambino era agitato. La mia intenzione non era cattiva, forse ho sbagliato nei modi ma volevo creare intorno a questo bambino un momento di serenità. Dopo lui è ritornato tutto contento». Questa circostanza è stata categoricamente smentita dalla mamma di Luigi, che sostiene che il bambino non sia più rientrato nell'evento.
La preside, contattata telefonicamente, ha detto a Sky TG24: “Ho chiesto all’insegnante di portarlo fuori per farlo rasserenare perché il bambino era un po’ agitato in quel momento. Infatti poi è rientrato”. E alla domanda della giornalista: “Lo rifarebbe?”, ha risposto: “In cosa ho sbagliato?”. Successivamente, di fronte alla portata delle reazioni, ha espresso rammarico e scuse. «Mi hanno dipinta come un mostro, ma non lo sono. Ho sbagliato nei modi e me ne scuso, ma io ho votato la mia vita all’inclusione, all’attenzione per i ragazzi speciali». Ha sottolineato: «Mi sono arrivate decine di telefonate. Premetto che, dell’inclusione, ho fatto la mia mission professionale. Sono dirigente di due scuole. In una ci sono ottanta ragazzi diversamente abili, in quella di Afragola circa una quarantina».
La dirigente ha anche specificato il contesto, cercando di spiegare le motivazioni del suo gesto: «Rispetto al video, che hanno visto tutti, ci sono degli elementi da evidenziare che in quelle immagini non si vedono. Il bambino, in precedenza, era particolarmente agitato e i bambini autistici, in alcuni momenti, quando c’è molta confusione, molta folla, hanno bisogno di ritrovare un po’ di serenità. Nei modi ho sbagliato, lo ribadisco e me ne rendo conto, perché ero anche un po’ presa dalla situazione del momento. La mia idea era quella di creare attorno al bambino un ambiente sereno. Infatti, è stato accompagnato fuori dall’insegnante, è rimasto nel corridoio quattro o cinque minuti e poi è rientrato calmo e tranquillo». Ha ribadito di essere anche un medico e di aver lasciato la sua professione per dedicarsi alla disabilità come dirigente scolastico. «Da dirigente scolastica ho fatto dell’inclusione uno dei miei punti di forza, facciamo tante attività in tal senso. Ho mandato i ragazzi speciali della scuola superiore a un viaggio d’istruzione a spese dell’istituto, perché sono dell’opinione che non bisogna precludergli nulla. Anche un viaggio, ma per fare questo c’è bisogno di un’attenzione particolare e di docenti specializzati. Non vorrei che per questo evento brutto che è accaduto e di cui chiedo ancora scusa, debba essere cancellata tutta la mia attività a favore della scuola e degli alunni». La dirigente ha infine espresso il desiderio di incontrare i genitori, parlare con loro e chiedere scusa, spiegando le sue motivazioni: «Io non sono un mostro, sono una mamma ed ho un riguardo particolare per i ragazzi che necessitano di un’attenzione speciale».

La Tempesta di Reazioni: Politica, Associazioni e Società Civile
La vicenda ha scatenato un vero e proprio "tsunami di reazioni" a ogni livello, dalla politica alle associazioni per i diritti dei disabili, fino agli ordini professionali e alla società civile.
Le voci delle istituzioni:Il Ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara, appena venuto a conoscenza del fatto, ha risposto con un'immediata ispezione all'interno della scuola, svolta già il giorno seguente.
La Sottosegretaria all’Istruzione e al Merito, Paola Frassinetti, ha dichiarato: “È gravissimo quello che è successo ad Afragola… La scuola è e deve essere sempre un luogo esempio di inclusione - soprattutto nei confronti degli studenti con fragilità. È ancor più sconfortante constatare che l’episodio si sia verificato durante un incontro che trattava di tematiche delicate come quella del bullismo”.
La Ministra per la Disabilità, Alessandra Locatelli, ha espresso il suo sconcerto: “La cosa che mi preme di più che passi è che quel bimbo era un valore aggiunto nell'incontro, così come lo è ogni bambino che partecipa a momenti di confronto soprattutto su temi così importanti, come bullismo, cyberbullismo, contrasto alla mancanza di rispetto e di dignità delle persone”. Ha aggiunto: “Quello che mi sconcerta sempre è che parliamo di risorse, di norme da migliorare, ne parlo spesso anch’io, ma parlo spesso anche del fatto che dobbiamo fare un grande salto di qualità, di civiltà. Ogni persona si deve rendere conto che deve avere uno sguardo diverso, soprattutto con i bambini. Dobbiamo essere i primi a incoraggiare la partecipazione, il talento e le competenze di ognuno, anche se questo magari passa per un modo diverso di partecipare. È un tema che dobbiamo affrontare tutti, non riguarda solo qualcuno. Riguarda tutta la comunità e tutto il Paese - ha detto ancora Locatelli - o lo facciamo insieme questo salto di qualità etico, morale e di intelligenza oppure qualcuno rimarrà sempre indietro”.
Pina Castiello, Sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri e "afragolese doc", non ha usato giri di parole: “Reputo grave e sconcertante l'allontanamento del bambino autistico, nel pieno svolgimento di una lezione. La grave colpa dell'alunno sarebbe stata quella di disturbare un momento didattico con un comportamento che invece va ascritto proprio alla sua particolare condizione e, per questo, da tollerare senza riserve. Per questo ho chiesto l'intervento dei ministri della Disabilità e del Miur, affinché possa essere immediatamente valutato ed eventualmente sanzionato il comportamento della dirigente scolastica”.
Il deputato Francesco Emilio Borrelli ha rincarato la dose: “Onestamente, fatto in quel modo plateale appare davvero inaccettabile. Si realizzava una giornata contro il bullismo e ci si è comportati da bulli. Credo che al di là delle scuse la Preside debba fare una seria riflessione sul suo modo di agire e porsi rispetto agli studenti. Comportarsi in quel modo in pubblico contro un bambino speciale, umiliarlo in quel modo non fa onore al sistema educativo”.
Le associazioni e i professionisti:Asia Maraucci, presidente de “La battaglia di Andrea”, ha espresso il suo profondo turbamento: “Quando la mamma ci ha mostrato il video siamo rimasti scioccati. Ma la cosa che ci ha sconvolti di più è il silenzio assordante che si è creato intorno, e il fatto che nessuno abbia detto nulla, che nessuno abbia contestato”. Ha ribadito: "Oltre al raccapriccio provato guardando quel video, quello che ci ha sconvolti di più è stato il colpevole silenzio di chi era presente. Nessuno ha reagito a quella prepotenza". L'associazione ha posto l'accento sul concetto di "disabilità come la polvere messa sotto il tappeto. E tanti cari saluti all'inclusione scolastica."

Armando Cozzuto, presidente dell'Ordine degli psicologi della Campania, ha confessato: “La reazione personale è stata quella di un colpo allo stomaco, devo ammetterlo. Mi metto nei panni dei genitori che vedono un video del genere e sentono ovviamente di non veder garantito il diritto del figlio all'inclusione. È una situazione che si poteva gestire meglio. Speriamo che esperienze del genere possano servire per poter parlare di inclusione nel modo giusto”.
Inclusione, Bullismo e il Senso di Civiltà: Riflessioni sul Contesto e Casi Simili
L'ironia dell'episodio di Afragola, verificatosi proprio durante un incontro dedicato alla prevenzione del bullismo, non è passata inosservata. Come sottolineato da Borrelli, "ci si è comportati da bulli", contravvenendo platealmente ai principi che l'evento stesso intendeva promuovere. Questo ha evidenziato una profonda discrasia tra i proclami e la pratica quotidiana all'interno delle istituzioni educative.
La scuola, per sua stessa natura, è e deve essere un baluardo di inclusione. Invece, episodi come quello di Afragola rischiano di minare la fiducia delle famiglie e di perpetuare l'idea che la disabilità sia un fastidio da gestire o, peggio, da nascondere. Il riferimento de "La battaglia di Andrea" alla "disabilità come la polvere messa sotto il tappeto" evoca proprio questa tendenza a ignorare o minimizzare le esigenze dei più vulnerabili.
Il caso di Afragola, purtroppo, non è un evento isolato. Il deputato Borrelli ha menzionato un'altra vicenda, quella di un bambino autistico allontanato dalla sala durante uno spettacolo teatrale ai Quartieri Spagnoli di Napoli, perché "disturbava gli altri". La nonna del piccolo, in quel contesto, aveva spiegato che il nipote "non solo era tranquillo ma anche appassionato all'evento" e che la motivazione dello staff del teatro era stata che "mio nipote aveva in mano un telefono privo di suoneria e per loro poteva essere un motivo di distrazione per gli altri bambini". Borrelli ha promesso che si metterà "in contatto con la direzione del teatro e con i vertici scolastici per capire cosa con precisione sia avvenuto, tanti proclami, tanti post di solidarietà, tante belle parole spese in difesa e a sostegno dei bambini speciali che poi nella quotidianità fanno a cazzotti con ciò che avviene realmente". Ha concluso in modo incisivo: "Se a qualcuno disturbano i modi di fare di un bambino autistico, a noi disturbano molto certe ipocrisie e quei comportamenti disdicevoli che ledono la dignità di una persona".
Queste vicende richiamano l'attenzione sulla necessità di un "salto di qualità etico, morale e intelligente" che la Ministra Locatelli invoca per l'intera comunità e il Paese. Un salto che implica un cambiamento di prospettiva, un "sguardo diverso" soprattutto nei confronti dei bambini, riconoscendo in ogni persona un "valore aggiunto", indipendentemente dalle fragilità. L'incoraggiamento alla partecipazione, al talento e alle competenze di ognuno, anche se espresso in modi diversi, è un imperativo categorico per una società che si definisce civile e inclusiva. Il dibattito innescato dal caso di Afragola, dunque, trascende la singola responsabilità per chiamare in causa una riflessione collettiva sulla capacità di costruire ambienti realmente accoglienti e supportivi per tutti.

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