L'Accertamento della Maternità e Paternità: Evoluzioni Tecnologiche, Procedure Legali e Screening Genetici

L'universo dell'analisi genetica ha subito, nel corso degli ultimi decenni, una trasformazione radicale che ha ridefinito il concetto di diagnosi prenatale, accertamento della filiazione e responsabilità medica. Oggi, la capacità di sequenziare il DNA umano non solo offre strumenti diagnostici di una precisione inaudita per la salute del feto, ma costituisce anche il pilastro fondamentale per la tutela dei diritti legali legati alla discendenza biologica. La comprensione di queste dinamiche richiede un’analisi che parta dalle tecnologie di laboratorio più avanzate per giungere fino alle complesse implicazioni di diritto di famiglia.

Struttura del DNA umano e sequenziamento genomico

Il NIPT: Nuove Frontiere della Genetica Prenatale

Il NIPT (Non invasive Prenatal Test), noto comunemente come “test del DNA fetale”, rappresenta una delle innovazioni più significative nella storia della medicina prenatale. Si tratta di un’indagine non invasiva, a rischio zero per la gestante e per il feto, basata su un normale prelievo di sangue materno. Il test consente di misurare, per ogni cromosoma, le quantità di specifiche sequenze di DNA attraverso tecnologie di sequenziamento dette NGS (Next Generation Sequencing).

Per valutare, ad esempio, il rischio di sindrome di Down, caratterizzata da un cromosoma 21 in eccesso, si esaminano le sequenze di DNA fetale del cromosoma 21, si confronta il rapporto tra i frammenti cromosomici attesi in una gravidanza senza anomalie cromosomiche e quelli effettivamente rilevati nel sangue della madre sottoposta a esame. Il NIPT su DNA fetale per il rilevamento delle principali trisomie (13, 18, 21, X e Y) è stato inserito nell’aggiornamento LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) che ha ottenuto l’intesa da parte della Conferenza Stato-Regioni nella seduta del 23 ottobre 2025.

La tecnologia alla base del test

La maggior parte dei NIPT si basa sulla sofisticata tecnica NGS, l'insieme delle tecnologie di sequenziamento degli acidi nucleici che hanno in comune la capacità di sequenziare, in parallelo, milioni di frammenti di DNA. Lo stesso - per intenderci - di quello che si utilizza per la celebre biopsia liquida per alcune forme tumorali. Come spiega Antonio Novelli, Direttore U.O.C. Laboratorio di Genetica Medica, IRCCS Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, “Negli ultimi 20 anni abbiamo assistito a una vera e propria rivoluzione nell’ambito della genetica medica e anche la genetica prenatale è stata coinvolta in questo grande cambiamento”.

Il NIPT è stato messo a punto con l’obiettivo di anticipare il più possibile la diagnosi di eventuali patologie che possano mettere a rischio la salute del feto durante il primo trimestre di gravidanza. Il target di questo test è rappresentato prevalentemente dalle anomalie cromosomiche, in particolare quelle relative ai cromosomi 13, 18 e 21, che nell’insieme rappresentano oltre il 70% delle anomalie cromosomiche oggi note.

Considerazioni Bioetiche e Limiti Biologici

Sebbene il NIPT sia uno strumento straordinario, è fondamentale ricordare che non sostituisce mai le indagini ecografiche. Esso è il test d’elezione per le gravidanze a basso rischio, ovvero per donne al di sotto dei 35 anni e senza fattori di rischio noti. Tuttavia, come per tutti i test genetici, esistono dei limiti biologici.

“Sebbene il test sia estremamente affidabile - prosegue l’esperto - come per tutti i test genetici esistono dei limiti biologici. Questi possono essere rappresentati da un eventuale mosaicismo cromosomico materno, e che questo possa in qualche modo alterare i risultati del test. Questo è vero soprattutto relativamente alle anomalie cromosomiche sessuali, come la monosomia del cromosoma X”.

L'importanza della consulenza genetica

Dal 2016, con la vendita del know-how da parte delle grandi aziende che detenevano il monopolio, è stato possibile analizzare il DNA fetale direttamente nei laboratori italiani, garantendo maggiore sicurezza. Tuttavia, questo ha portato a una forte spinta commerciale e a una competizione in cui qualsiasi laboratorio privato offre il NIPT con pannelli di screening differenti.

“Quando eseguiamo questo tipo di test dobbiamo essere pronti a considerare il background materno. Se il test mi restituisce dei risultati positivi o dubbi è necessario considerare il background materno, ma potrebbe essere necessario un coinvolgimento dell’intero nucleo familiare ed è necessaria una competenza di genetica medica che oggettivamente non tutti possono offrire”. È imperativo rivolgersi a centri di grande esperienza, capaci di garantire competenze di bioinformatica eccellenti e una consulenza genetica sia in fase iniziale che, soprattutto, in caso di necessità di approfondimenti diagnostici ulteriori.

La NIPT e gli approfondimenti citogenetici

Accertamento Giudiziale della Filiazione e Analisi del DNA

L’accertamento giudiziale di paternità o maternità è uno strumento legale attraverso il quale un figlio può ottenere il riconoscimento della propria filiazione naturale. Si tratta di una dichiarazione giudiziale che può essere promossa quando non vi è stato un riconoscimento spontaneo del figlio da parte del genitore naturale.

La causa si svolge davanti al Tribunale ordinario del luogo in cui risiede il figlio o, se minore, il suo rappresentante. Durante il processo, il giudice valuta tutte le prove presentate dalle parti. L’esame del DNA avviene mediante il prelievo di un campione biologico (di solito saliva o sangue) da parte del figlio e del presunto genitore. L’analisi consente di stabilire con una probabilità vicina al 100% se due persone sono legate da un rapporto di filiazione biologica. Il rifiuto ingiustificato del presunto genitore di sottoporsi all’esame del DNA può essere valutato dal giudice come indizio grave, preciso e concordante.

Procedure su campioni non convenzionali

In molti casi, la disponibilità di campioni biologici standard, come il tampone buccale, non è immediata. Per questo, laboratori all'avanguardia eseguono analisi su campioni non convenzionali:

  • Sangue su carta filtro o macchie di tessuto: devono essere lasciati seccare e spediti in busta di carta.
  • Capelli con le radici: sono necessari da 7 a 10 capelli (i capelli prelevati dalla spazzola potrebbero non essere adatti).
  • Oggetti di uso quotidiano: spazzolini da denti, mozziconi di sigaretta, rasoi, o fazzoletti usati, il cui successo analitico dipende fortemente dalla conservazione del campione.

In caso di decesso del presunto genitore, le strategie operative variano. È possibile impiegare campioni biologici prelevati in vita durante interventi chirurgici o ricoveri, oppure ricorrere al test su parenti stretti. L’esumazione dei resti rappresenta spesso l'ultima risorsa possibile, e in ogni caso, trattandosi di campioni che non possono essere autorizzati dal soggetto interessato, l'esecuzione del test richiede necessariamente l'ordinanza di un Giudice civile.

Analisi Tecnica: Dal Test di Paternità alla Maternità

Il test di paternità analizza specifiche sequenze del DNA, note come microsatelliti o STR (Short Tandem Repeat). Queste sequenze sono trasmesse dai genitori ai figli e il confronto tra i microsatelliti del padre putativo e del figlio permette di stabilire una corrispondenza genetica.

L'affidabilità del test è del 100% in caso di esclusione, quando il pattern del DNA tra il presunto padre e il figlio differisce per più di due microsatelliti. Se invece il genotipo del figlio è per metà condiviso con quello del presunto padre e per l’altra metà con quello della madre, la probabilità della compatibilità biologica è superiore al 99,99%.

Differenze operative

Sebbene il test standard coinvolga un trio (madre, figlio, presunto padre), è possibile eseguire accertamenti anche in assenza della madre. In ogni caso, se il figlio è minorenne, il consenso della madre è sempre necessario, mentre non lo è se il figlio è maggiorenne. Analoga è la procedura per l'accertamento di maternità, volto alla determinazione dell’esistenza di un rapporto di discendenza diretta tra la madre ed il figlio, procedura tecnicamente più laboriosa ma che garantisce i medesimi risultati di precisione.

Schema di confronto dei microsatelliti (STR) tra genitori e figli

Questioni Controverse nel Test in Gravidanza

Un capitolo particolarmente delicato riguarda l'applicazione del test di paternità in gravidanza. Tecnicamente, ciò presenta il problema del prelievo transaddominale di liquido amniotico o di villi coriali, tessuti di origine fetale. Questa procedura ostetrica deve essere attentamente valutata avendo, come tutte le procedure chirurgiche, un margine di rischio.

In Italia, la possibilità di eseguire test di paternità in gravidanza è controversa, soprattutto in vista della possibile interruzione di gravidanza in caso di paternità "non gradita". Esistono infatti norme di segno opposto: la Legge 194/78 lascia ampie possibilità di scelta alla donna, mentre la Convenzione di Oviedo (1997) e la Carta di Nizza (2000), recepite nella nostra legislazione, sono volte ad evitare ogni "discriminazione genetica", così come anche diversi Codici deontologici vietano test genetici sul feto se non per diagnosi o cura di malattie. Attualmente, l’accertamento sul DNA fetale nel sangue materno per scopi di paternità è tecnicamente possibile, ma le metodiche impiegate non sono ancora state validate dalla comunità scientifica forense internazionale.

Verso un Approccio Integrato alla Genetica

La scelta del test, sia esso orientato alla diagnostica prenatale o all'accertamento della filiazione, deve sempre essere supportata da una profonda riflessione etica e tecnica. La differenza sostanziale tra i diversi NIPT presenti sul mercato risiede nei pannelli di screening: alcuni, cosiddetti "genome wide", analizzano l'intero assetto cromosomico, mentre altri si limitano alle anomalie più frequenti.

Come sottolinea Novelli, "Offrire un test ad ampissimo spettro senza spiegare adeguatamente alle famiglie la portata dello screening non ha alcun senso". La competenza di un genetista medico esperto rimane la garanzia più solida per le coppie, indipendentemente dalla tipologia di test offerto. Che si tratti di un percorso di procreazione medicalmente assistita con PGT o di un accertamento giudiziale in sede di Tribunale, l'obiettivo finale deve rimanere la corretta informazione e la tutela della salute e dei diritti di tutti i soggetti coinvolti, garantendo discrezione e massima professionalità in ogni fase del processo analitico.

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