L'Interruzione Volontaria di Gravidanza in Svizzera: Quadro Legale, Accesso e Dibattito Continuo

La questione dell'interruzione della gravidanza (IVG) rimane controversa in tutto il mondo, sollevando dibattiti su etica, salute pubblica e diritti individuali. Anche in Svizzera il tema viene regolarmente dibattuto, nonostante una normativa consolidata. Avere accesso a questo trattamento è un diritto fondamentale, poiché ogni persona che può rimanere incinta ha il diritto di decidere cosa fare del proprio corpo, se portare avanti o meno la gravidanza. Questo diritto all'autodeterminazione è conforme al principio riconosciuto a livello internazionale, per cui ogni individuo ha il diritto di decidere liberamente se, quando e quanti figli intende avere. In Svizzera oggi è possibile eseguire un'interruzione della gravidanza in piena legalità e in condizioni adeguate, grazie a una legislazione che ha cercato di bilanciare le diverse posizioni sociali e mediche.

Mappa della Svizzera con evidenziate le aree urbane e rurali che mostrano variazioni nel tasso di aborto

Il Quadro Normativo Svizzero: Il "Regime dei Termini" e i Suoi Dettagli

In Svizzera, l'interruzione della gravidanza (aborto) è regolamentata dalla legge e disciplinata dal Codice penale svizzero (articoli 118 - 120). La normativa attuale, conosciuta come "regime dei termini", è entrata in vigore il 1° ottobre 2002, dopo essere stata approvata a larga maggioranza nella votazione popolare del 2 giugno 2002 con il 72.2% dei voti a favore. Questo sistema stabilisce che fino alla 12a settimana di gestazione, la persona in gravidanza può decidere autonomamente se portare a termine o interrompere la sua gravidanza.

Trascorso questo termine, la situazione è oggetto di valutazione. Specificamente, dopo la 12a settimana di gravidanza, è una medica o un medico a valutare la situazione, come previsto dall'articolo 119 del Codice penale. Un'IVG dopo la 12a settimana è consentita solo se la prosecuzione della gravidanza comporta un grave pericolo per la salute fisica o psichica della persona incinta. In questi casi, prima dell'interruzione, il medico consegnerà una lettera prestampata che la persona dovrà firmare. In questa lettera si legge, tra l'altro: "Mi trovo in una situazione di un grave danno fisico o di una grave angustia psichica e non posso permettermi di portare a termine questa gravidanza, ne chiedo pertanto l'interruzione". Non c'è alcun obbligo di parlare delle ragioni della propria decisione, a meno che non lo si desideri.

La "regolamentazione dei termini" ha rappresentato un significativo passo avanti rispetto alla legislazione precedente. Prima del 2002, l'aborto era consentito solo in presenza di indicazioni particolari, come gravi malformazioni del feto o pericolo per la salute della madre. Tuttavia, a partire dagli anni Settanta, i tribunali hanno cominciato a considerare anche motivi psicologici come indicazione di rischio, aprendo così la strada a una pratica più liberale che ha poi condotto alla normativa attuale. La legalizzazione dell'intervento nella prima fase della gravidanza è stata il risultato di decenni di lotta per la liberalizzazione dell'interruzione della gravidanza, che ha visto il codice penale finalmente adeguato alla realtà.

Nonostante l'attuale quadro legale, il tema rimane un punto di dibattito. Alcune voci criticano il fatto che l’IVG figuri ancora nel Codice penale. A tal proposito, nel settembre 2022, SALUTE SESSUALE SVIZZERA ha lanciato la petizione «La mia salute, la mia scelta!», chiedendo lo stralcio dell'interruzione di gravidanza dal Codice penale. Oltre 11000 persone e 96 organizzazioni, tra cui Amnesty International, hanno firmato la petizione, che è stata consegnata alla Cancelleria federale il 31 gennaio 2023. L'organizzazione Amnesty chiede ai governi di depenalizzare completamente l'aborto e di garantire l'accesso universale all'interruzione della gravidanza in condizioni di sicurezza, sostenendo che l'aborto deve essere una libera scelta e non deve essere regolato dal diritto penale. L'accesso all'interruzione di gravidanza in condizioni sanitarie e mediche adeguate è una necessità fondamentale e un diritto umano, che consente di evitare interruzioni di gravidanza illegali e poco sicure, le quali comportano rischi elevati per la salute.

Tuttavia, nonostante questo forte segnale da parte della società civile, il Consiglio nazionale ha respinto l'iniziativa parlamentare «Affinché l'aborto sia considerato innanzitutto una questione di salute e non più un reato penale» con 99 voti contro 91 e 6 astensioni. In un comunicato stampa, SALUTE SESSUALE SVIZZERA ha ritenuto che questa decisione non solo vada a scapito delle persone interessate e del personale sanitario, ma sia anche in contrasto con la prassi e le linee guida dell'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) del 2022. La deputata ecologista Léonore Porchet, che presiede anche l’organizzazione Salute Sessuale Svizzera, aveva presentato l'iniziativa parlamentare il 2 giugno, chiedendo l’abrogazione dell’articolo 119 del Codice penale e l’iscrizione del regime dei termini in un’altra legge. Si legge nell’iniziativa che “la penalizzazione dell’aborto è una delle cause più importanti della stigmatizzazione che aleggia ancora sulle interruzioni di gravidanza volontarie in Svizzera”. Il dibattito, dunque, continua a essere molto attuale.

Il Percorso Pratico per l'Interruzione Volontaria di Gravidanza

Per una persona che si trova in gravidanza ma non vuole o non se la sente di avere un figlio, il percorso per l'interruzione di gravidanza in Svizzera è ben definito e tutelato legalmente.

A. Conferma della GravidanzaIl primo passo consiste nel determinare se si è in gravidanza. Per questo, è necessario effettuare un test di gravidanza, che si può acquistare in farmacia, nelle drogherie e in alcuni distributori automatici Selecta. Per un risultato affidabile, devono essere passati almeno un paio di giorni dal ritardo mestruale. Se si ha un ciclo regolare, lo stadio della gravidanza può essere calcolato semplicemente contando i giorni trascorsi dal primo giorno dell’ultima mestruazione.Se il test è positivo, è fondamentale farsi confermare la gravidanza in ospedale o in uno studio medico. In genere viene effettuata un'ecografia, un esame che non solo conferma la gravidanza, ma stabilisce anche lo stadio della gravidanza (numero di settimane) e verifica se la gravidanza si sta sviluppando correttamente, escludendo per esempio una gravidanza extrauterina.

B. Diritto alla Consulenza e al SostegnoAvendo domande o dubbi in merito all'interruzione della gravidanza, le persone e quelle a loro vicine hanno diritto alla consulenza gratuita e confidenziale presso un centro di salute sessuale riconosciuto dal Cantone. Lo stabilisce la legge federale sui consultori di gravidanza. La consulenza è facoltativa e ha come obiettivi principali sostenere una decisione autodeterminata e accompagnare il processo decisionale se la decisione non è ancora stata presa. Su richiesta della persona incinta, è possibile coinvolgere il o la partner nel processo decisionale. I consultori di salute sessuale consigliano e danno informazioni su temi come la gravidanza e il parto, il diventare madre o padre, l'interruzione di gravidanza, l'adozione e il parto confidenziale, quest'ultimo che permette di non far sapere a nessuno della gravidanza o della nascita del figlio pur essendo seguiti da personale specializzato. Tutte le persone che lavorano nei consultori sono tenute al segreto professionale.

Interruzione di gravidanza e obiezione di coscienza (Parte 1) - Rebus - 31/10/2021

C. Il Colloquio Medico Preliminare ObbligatorioPrima dell'interruzione della gravidanza, la medica o il medico deve tenere personalmente un colloquio approfondito con la persona in gravidanza, ai sensi del Codice penale svizzero. Questa consultazione è obbligatoria. Durante il colloquio, verranno fornite informazioni sui rischi medici e si riceveranno consigli sui metodi contraccettivi. Il colloquio può avere luogo qualche giorno prima o immediatamente prima dell’interruzione della gravidanza. Durante questo colloquio si confermerà la volontà di interrompere la gravidanza in base al metodo concordato. Non è richiesta alcuna giustificazione delle ragioni della decisione, a meno che non si desideri farlo. La persona incinta firma una dichiarazione scritta attestando di trovarsi in una situazione di disagio e di non voler proseguire la gravidanza.

D. Aspetti Specifici per Minorenni e ConsensoUna questione importante riguarda il consenso e l'età. La decisione di interrompere la gravidanza spetta esclusivamente alla donna secondo le disposizioni di legge valide in Svizzera, anche per le minori di 16 anni, purché siano capaci di discernimento. Non occorre il consenso dei genitori, del o della partner. Per le persone minorenni (di età inferiore ai 16 anni) è obbligatorio un colloquio presso un consultorio riconosciuto prima di interrompere la gravidanza (articolo 120 del Codice penale svizzero). Per le minori di 16 anni e in generale per le giovani donne non è necessario coinvolgere i genitori; è tuttavia possibile che l'obbligo di segretezza non possa essere garantito per motivi legati all'assunzione dei costi da parte dell'assicurazione malattia, di cui i genitori sovente si occupano. Per i partner, anche se la legge stabilisce che la persona incinta decide autonomamente, i partner sono benvenuti nei centri di salute sessuale, dove possono esprimere il proprio vissuto, i loro sentimenti e il loro ruolo nel processo decisionale in caso di gravidanza non voluta. La persona incinta decide in totale autonomia, anche se non è ancora adulta, ed è sufficiente che sia capace di discernimento. Si può decidere se al colloquio debba essere presente qualcuno: partner, genitori o altre persone di fiducia.

E. Periodo di RiflessioneContrariamente a quanto si potrebbe pensare, la legge non stabilisce un periodo di riflessione obbligatorio per una persona che vuole interrompere la gravidanza. Il Codice penale svizzero non prescrive nessun periodo di riflessione.

Metodi e Procedure dell'Interruzione di Gravidanza

Esistono due metodi principali per interrompere una gravidanza: il metodo farmacologico e il metodo chirurgico. La scelta del metodo dipende da diversi fattori, tra cui la preferenza personale, lo stadio della gravidanza, la presenza di malattie pregresse o altri fattori di rischio. Durante la consultazione medica verranno illustrate le possibilità di scelta.In Svizzera, la stragrande maggioranza delle interruzioni di gravidanza, circa il 95%, è praticata entro le prime 12 settimane di amenorrea. Inoltre, oltre l’80% (dati del 2023) delle IVG avviene con metodo farmacologico.

A. Interruzione FarmacologicaL'interruzione della gravidanza con metodo farmacologico viene praticata generalmente fino alla 7a settimana di gravidanza. Questo metodo richiede l'assunzione di due diversi medicamenti a distanza di 36-48 ore. L'assunzione di Mifegyne® (mifepristone) blocca gli effetti dell’ormone necessario al mantenimento della gravidanza. Successivamente, l’assunzione di MisoOne® (misoprostolo) induce contrazioni uterine, provocando un sanguinamento che porta all’espulsione della gravidanza. Nella maggior parte delle persone, questo processo si verifica nell'arco di 3-4 ore.A dipendenza della prassi del luogo, i due medicamenti possono essere assunti nello studio medico, all'ospedale e talvolta anche a casa. È importante sapere che l'interruzione farmacologica della gravidanza può dar luogo a sanguinamenti abbondanti, dolori e/o altri effetti collaterali spiacevoli come nausea, vomito, crampi e diarrea. Verranno somministrati analgesici e, se necessario, altri medicamenti per gestire questi sintomi. In rari casi, il metodo farmacologico di interruzione della gravidanza può risultare incompleto e richiedere un intervento chirurgico.

B. Interruzione ChirurgicaL'interruzione chirurgica della gravidanza è un intervento sicuro che raramente dà luogo a complicazioni. Viene effettuata con anestesia generale o parziale; alcuni ospedali e studi medici offrono anche l'anestesia locale. L'intervento si effettua in ospedale (in regime ambulatoriale o, se necessario, con degenza) o in uno studio medico attrezzato. Durante l'intervento, la medica o il medico dilata delicatamente l'utero di alcuni millimetri, permettendo di introdurre una cannula per aspirare il contenuto della cavità uterina.

C. Interruzione con Espulsione nel Secondo TrimestreQuesto metodo viene praticato raramente in Svizzera. A volte l'interruzione della gravidanza avviene nel secondo trimestre di gestazione, dopo la 12a settimana. In questo caso, vengono somministrati dei medicamenti che provocano l'espulsione della gravidanza. Il trattamento può richiedere un certo tempo, che va da alcune ore ad alcuni giorni. È importante notare che in Svizzera non tutte le strutture eseguono interruzioni della gravidanza dopo la 12a settimana di gravidanza.

Aspetti Economici e Copertura dei Costi dell'IVG in Svizzera

I costi di un'interruzione della gravidanza possono variare significativamente, oscillando tra i 500 e i 3000 franchi a seconda del Cantone e della procedura. Attualmente, in Svizzera, l’interruzione della gravidanza è coperta dall’assicurazione malattia di base, ma solo previa deduzione della franchigia e dell’aliquota percentuale (quota parte). Questo sistema significa che le persone con mezzi finanziari modesti sono penalizzate e, in determinate circostanze, non possono permettersi un'interruzione della gravidanza. Allo stesso modo, le persone che non sono assicurate hanno un accesso molto limitato all'aborto, dovendo eventualmente farsi carico dell'intero costo dell'intervento.

Questa situazione sta per cambiare. Il Parlamento ha approvato una modifica normativa quasi in sordina, senza che la commissione della sanità, che aveva esaminato un corposo pacchetto di nuove regolamentazioni, fornisse alcuna indicazione specifica sulla questione. Anche i media e l’opinione pubblica sono rimasti all’oscuro fino a quando una giornalista non ha rivelato la notizia. La Svizzera ha appreso dalla SonntagsZeitung che i costi per le interruzioni di gravidanza legali saranno interamente coperti dall’assicurazione sanitaria obbligatoria, presumibilmente a partire dal 2027. La novità consiste nel fatto che questa esenzione dai costi sarà applicata fin dall’inizio della gravidanza e includerà anche le interruzioni volontarie.

Questa modifica ha soprattutto un peso sociale significativo. Le giovani donne con difficoltà economiche spesso hanno modelli assicurativi con quote a loro carico elevate per le spese mediche. La pressione sulle donne con redditi bassi affinché portino a termine una gravidanza è notevole in tale contesto. A loro non restava che rivolgersi a offerte di aiuto private o, a seconda dei casi, chiedere sostegno all’assistenza sociale, il che oltretutto le costringe ad esporsi in un momento di grande vulnerabilità.

Le reazioni politiche a questa decisione sono state polarizzate. La sinistra ha sottolineato il valore simbolico della modifica, con Mattea Meyer, copresidente del Partito socialista, che ha parlato di una “pietra miliare femminista”, una definizione arrivata a posteriori data l’approvazione parlamentare avvenuta in sordina. Negli ambienti più conservatori, la reazione è stata di forte disappunto. Andreas Gafner, consigliere nazionale dell’Unione democratica federale, di fede evangelica, ha dichiarato alla SonntagsZeitung che “quando ho saputo degli aborti gratuiti, era già troppo tardi per presentare una mozione e indire un dibattito in aula”. Anche tra i membri del Partito liberale radicale (PLR) ci sono state reazioni critiche, soprattutto per il fatto che anche persone benestanti che agiscono con leggerezza vedranno coperti i costi dell’aborto. Tuttavia, il PLR non ha presentato alcuna opposizione in Parlamento. Anzi, Bettina Balmer, presidente delle Donne PLR e pediatra, ha dichiarato che “se si sostiene la soluzione dei termini, allora bisogna anche integrare l’interruzione volontaria di gravidanza legale nel concetto di maternità.”

Nel confronto internazionale, la Svizzera si allinea con Paesi più progressivi come Francia, Danimarca e Canada, dove i costi dell’aborto sono coperti interamente da sistemi sanitari pubblici consolidati. In Germania e Austria, invece, le donne devono pagare di tasca propria, salvo eccezioni per chi ha redditi bassi. Questa futura piena copertura rappresenta quindi un passo importante verso un accesso più equo all'IVG per tutte le persone in Svizzera.

Falsi Miti, Conseguenze e Salute Post-Intervento

Intorno all'interruzione di gravidanza persistono numerosi miti e inesattezze, che possono generare ansie e preoccupazioni infondate. È fondamentale fare chiarezza su alcuni degli aspetti più comuni.

A. Impatto sulla FertilitàUn'interruzione della gravidanza praticata in modo corretto non provoca l’infertilità. Alcuni credono erroneamente che un'interruzione della gravidanza possa causare problemi in futuro, come infertilità, gravidanze extrauterine, aborti spontanei, malformazioni congenite, parti prematuri o sottopeso alla nascita. Queste affermazioni sono infondate. L'interruzione della gravidanza non ha alcuna influenza sulla fertilità di una persona, anche se in internet a volte si legge il contrario. È importante sapere che una gravidanza può sopraggiungere già nel mese successivo all'intervento. L'interruzione della gravidanza praticata nei primi tre mesi di gestazione è oggigiorno un intervento medico molto sicuro e semplice.

B. Conseguenze PsichicheRiguardo alle conseguenze psichiche, è vero che un'interruzione della gravidanza può provocare sentimenti contrastanti. Tuttavia, la sofferenza psichica è spesso maggiore prima dell'interruzione della gravidanza, nel momento della decisione. Dopo l'intervento, la maggior parte delle persone si sente sollevata. Una minoranza riferisce sensazioni di tristezza, rimpianto o sensi di colpa, ma questi sentimenti sono in genere passeggeri. Conseguenze psichiche gravi sono molto rare. Alcune persone possono provare un’esperienza di perdita e di lutto, cosa che può succedere dopo ogni decisione difficile nella vita. È inoltre importante considerare che i sensi di colpa possono essere accentuati o addirittura evocati dai tabù e dalla stigmatizzazione dell'interruzione della gravidanza nella società.

C. Gestione del DoloreUn'interruzione della gravidanza può causare dolori, sia in caso di interruzione chirurgica sia in caso di interruzione farmacologica. Se necessario, verrà prescritto un antidolorifico. Per quanto riguarda l’interruzione farmacologica, se compaiono dolori, di solito sono più intensi rispetto ai dolori mestruali, ma spariscono velocemente dopo l'espulsione della gravidanza. Riposarsi, parlare con gli specialisti in salute sessuale, fare degli esercizi di rilassamento può aiutare a gestire il disagio. Se possibile, è consigliabile farsi accompagnare da una persona di fiducia.

D. L'IVG non è un Metodo ContraccettivoUn altro falso mito è che l'aborto sia considerato un metodo contraccettivo. L'interruzione della gravidanza non è un metodo contraccettivo e non viene utilizzata come tale. Lo dimostra anche la bassa percentuale di interruzioni della gravidanza in Svizzera. Se l’interruzione della gravidanza fosse effettivamente usata come metodo contraccettivo, le donne avrebbero in media 2 o 3 gravidanze all’anno, il che non rispecchia la realtà statistica. Per evitare una gravidanza indesiderata in futuro, è fondamentale scegliere un metodo contraccettivo efficace e affidabile e lasciarsi consigliare sul metodo più adatto alla propria attuale fase di vita.

E. Cura Post-InterventoPer sicurezza, alcuni giorni dopo l'interruzione viene eseguita una visita di controllo. Dopo l'interruzione della gravidanza, i rapporti sessuali possono riprendere a seconda della situazione personale e delle indicazioni mediche.

Il Contesto Storico e Socioculturale dell'Aborto in Svizzera

La storia dell'aborto in Svizzera è complessa e riflette i cambiamenti sociali, etici e medici avvenuti nel corso dei secoli. Fino alla fine del XX secolo, le legislazioni di diversi Paesi, compresa la Svizzera, condannavano le interruzioni di gravidanza, inducendo le persone ad abortire illegalmente. L'interruzione della gravidanza eseguita in assenza di un’adeguata assistenza medica significava mettere a repentaglio la vita.Le gravidanze indesiderate e le interruzioni della gravidanza sono sempre esistite ed esistono tuttora. La criminalizzazione dell'aborto, postulata dai teorici della Chiesa a partire dal II secolo d.C., portò alla soppressione della tradizionale onnipotenza del pater familias. Tuttavia, la teoria aristotelica dell'"animazione" del feto (40 giorni dopo il concepimento per gli embrioni maschili e 80 per quelli femminili), che anticipava la soluzione dei termini, unita all'indicazione medica (dal XIV secolo), si diffusero parallelamente a prese di posizione contrarie alla pratica dell'aborto. Queste posizioni erano veicolate da penitenziali, decreti e bolle che si pronunciavano in modo più o meno intransigente a seconda del limite di tempo proposto per praticare lo stesso, finché nel 1917 Benedetto XV proclamò l'intangibilità della vita prima della nascita.

Le prime leggi promulgate dai poteri temporali risalgono al XIV secolo. Alcune ordinanze sui farmacisti (Basilea, 1404; Zurigo, 1553) vietarono la vendita di pozioni abortive, utilizzate anche nei conventi (Basilea, 1430). La Constitutio criminalis Carolina, che prevedeva la pena di morte per l'aborto di un feto "animato", entrò in vigore nel 1532 nei cantoni cattolici, ispirando tuttavia anche la legislazione dei cantoni riformati, dove l'aborto era talvolta assimilato all'infanticidio. Lo studio di alcuni casi giudiziari ha rivelato come la pena capitale non fosse sempre applicata (Appenzello, 1487; Zurigo, 1595; San Gallo, 1528; Vaud, XVIII secolo).

Fino all'entrata in vigore del Codice penale svizzero nel 1942, l'aborto era regolato dai Codici cantonali, che in genere punivano soprattutto la persona che lo procurava e ammettevano talvolta l'indicazione medica (Vaud 1844; Ticino 1873; Ginevra 1874; Neuchâtel 1891). La discussione di cinque avamprogetti di legge che ammettevano lo stato di necessità venne avviata nel 1896 da alcuni esperti, coinvolgendo in seguito anche l'opinione pubblica, in un periodo che vide la diffusione di pratiche neomalthusiane, in particolare nella Svizzera francese (prima del 1914), la pubblicazione di La question sexuelle di Auguste Forel (1906), nonché l'azione di medici sensibili alle precarie condizioni in cui versava la classe operaia o comunque impegnati a definire un quadro che permettesse l'applicazione dell'indicazione dell'aborto per motivi di salute (Società svizzera di ginecologia). A Basilea nel 1919 la discussione della Lex Welti, che prevedeva la liberalizzazione dell'aborto durante la prima fase della gravidanza e che fu in un primo tempo accolta e successivamente respinta dal Gran Consiglio, suscitò una vivace polemica tra il movimento femminista, allora di estrazione borghese e contrario alla nuova legge, e le donne vicine al partito socialista, che la sostenevano.

Il dibattito alle Camere federali sul Codice penale ebbe luogo tra il 1929 e il 1937 e fu influenzato da temi quali il calo demografico e la difesa della famiglia come garanzia per la natalità, le tensioni sociali e il ruolo sempre maggiore assunto dalla medicina durante la gravidanza. I parlamentari si divisero sul contenuto dell'art. 107 (120 dal 1942), che ammetteva la non punibilità dell'aborto terapeutico. Accolto nel 1929 con 99 voti contro 7, l'articolo fu poi contestato dalla commissione del Consiglio degli Stati incaricata di esaminare il progetto e fino al 1937 sottoposto a più riprese a revisioni da parte delle due Camere. Il nuovo Codice, approvato di misura nella votazione popolare del 1938 ed entrato in vigore nel 1942, contemplava la legittimità dell'indicazione medica per quella che veniva ormai definita "interruzione di gravidanza".

Negli anni successivi, la pressione per una maggiore liberalizzazione crebbe. In seguito a diversi casi di aborto giudicati dai tribunali neocastellani, il deputato radicale Maurice Favre presentò nel marzo 1971 una mozione per chiedere il varo di un'iniziativa cantonale per l'abrogazione degli articoli 118-121 del Codice penale. Questa proposta fu seguita dal lancio, nel giugno dello stesso anno, da parte di un comitato di cinque membri, di un'iniziativa popolare federale per la depenalizzazione dell'aborto che fu ampiamente sostenuta in particolare dal movimento femminista. Nel 1972 gli ambienti conservatori cristiani fecero circolare la petizione "Sì alla vita, no all'aborto". Nel 1973 fu creata l'Unione svizzera per decriminalizzare l'aborto. L'esame delle diverse soluzioni proposte da una commissione di esperti ad hoc (legalizzazione durante la prima fase della gravidanza, su indicazioni mediche e sociali), che riflettevano una profonda spaccatura nell'opinione pubblica, indusse il Consiglio federale a prendere in considerazione le indicazioni sociali. Respinta dall'Assemblea federale nel 1975, l'iniziativa per la soluzione dei termini fu ritirata e al suo posto venne lanciata un'iniziativa che prevedeva la legalizzazione dell'intervento nella prima fase della gravidanza. Questa fu a sua volta bocciata nel 1977 da 13 cantoni, 4 semicantoni e dal 51,7% dei votanti. La legge federale approvata dalle Camere nel 1977, contestata sia dagli avversari dell'aborto sia dalle femministe, fu respinta con il referendum del 1978. Per superare la diversità delle norme in vigore nei vari cantoni furono presentate sette iniziative cantonali o parlamentari che chiedevano una regolamentazione federalista, ma il Consiglio degli Stati non le accolse. Nel 1985 l'iniziativa "per il diritto alla vita" fu respinta da 16 cantoni, 3 semicantoni e dal 69% dei votanti.

Mentre nella società civile e nei media si discuteva sull'introduzione della pillola abortiva "RU 486", autorizzata nel 1999, nel 1995 le Camere affrontarono l'esame preliminare di una nuova iniziativa parlamentare per la legalizzazione della soluzione dei termini (14 settimane), che il Parlamento ha finito con l'accettare nel 2001, riducendo però il termine a 12 settimane. I gruppi contrari all'aborto, che nel 1999 avevano depositato un'iniziativa finalizzata al divieto quasi totale dell'interruzione di gravidanza, e il PPD hanno però lanciato un referendum. La soluzione dei termini è stata accettata nel giugno 2002 dal 72,2% dei votanti ed è entrata in vigore nell'ottobre dello stesso anno.

In pratica, l'incidenza dell'aborto sulla minore frequenza o addirittura sull'arresto delle nascite rimane difficile da valutare. L'uso di pozioni emmenagoghe è attestato sin dall'antichità, ma sembra che fino alla metà del XIX secolo l'abbandono dei neonati e l'infanticidio fossero soluzioni adottate più frequentemente dell'aborto; malgrado l'invenzione del raschiatoio (1843) e del catetere di gomma (1850) e l'adozione dell'asepsi (1867), fino alla scoperta della penicillina (1928) l'interruzione della gravidanza comportava infatti ancora grossi rischi. L'irreversibile calo del tasso di natalità verificatosi dopo il 1870 (4,14 nel 1879-82; 2,2 nel 1929; 1,83 nel 1940) lascia supporre un ricorso sempre maggiore all'aborto in tutti gli ambienti sociali, benché le condanne pronunciate riguardassero soprattutto donne appartenenti ai ceti urbani meno abbienti.

L'esame delle fonti conservate negli archivi giudiziari e il ricorso alla storia orale hanno permesso di conoscere i mezzi utilizzati per la pratica dell'aborto: assunzione di decotti di sabina, digitale, assenzio, zafferano, ruta e appio; iniezioni di acqua saponosa, iodio, lisina, fenolo e china; introduzione di tamponi di lamine, cannule e raschiatoi. Le fonti rivelano pure le motivazioni addotte dalle accusate (difficoltà economiche e, a partire dal 1900, volontà di limitare le nascite), la loro diffidenza nei confronti dei medici, la loro origine, lo stato civile e la professione; la durata delle relazioni, il ruolo del padre del nascituro nella decisione di abortire e la sua posizione sociale; lo spirito di solidarietà, ma anche l'interesse pecuniario di coloro che procuravano l'aborto; il costo dell'intervento; l'influenza del vicinato e delle dicerie; il divario tra norme morali dominanti, condizione femminile e costumi sessuali popolari, nonché lo scarso potere dissuasivo dell'inasprimento delle pene.

Il numero di aborti, legali e illegali, è stato stimato a 60'000-80'000 attorno al 1930 e a 50'000 nel 1966. Gli aborti legali furono circa 17'000 nel 1966, 16'000 nel 1978 e nel 1980, 14'000 nel 1985, 13'000 nel 1990, 12'000 nel 1995, 13'000 nel 1996 e nel 1998. Il numero di aborti clandestini ha subito una costante diminuzione; ciò si spiega con l'aumento della pratica degli aborti effettuati dietro indicazione medica a partire dagli anni '50 nei cantoni liberali (Zurigo, Basilea Città, Berna, Vaud, Neuchâtel, Ginevra), e con un generale processo di liberalizzazione, che ha investito anche altri cantoni (Ticino, dagli anni '70; Argovia, Basilea Campagna, Glarona, Sciaffusa, Soletta, Giura nel corso degli anni '90). Sono inoltre sorti molti centri di pianificazione famigliare e sono stati istituiti corsi di educazione sessuale. Negli anni '60 si è diffusa l'adozione di metodi anticoncezionali sicuri e in seguito le casse malati hanno assunto la copertura dell'intervento.

La Posizione della Svizzera nel Panorama Internazionale

La Svizzera si distingue nel panorama internazionale per un approccio pragmatico e un tasso di aborti tra i più bassi a livello globale. Nel confronto internazionale, la Svizzera è in cima alla lista dei Paesi con il minor numero di aborti. In un ampio studio internazionale sul tema, basato su dati raccolti tra il 2015 e il 2019, la Svizzera si è classificata al primo posto insieme a Singapore, con 5 aborti ogni 1’000 donne all’anno. Questo risultato, pur con un leggero aumento registrato nel 2020 (quasi 7 su 1’000), viene attribuito a diversi fattori chiave: l’educazione sessuale obbligatoria nelle scuole, il potere d’acquisto in Svizzera e la buona disponibilità di metodi contraccettivi.

I dati attuali dell’Ufficio federale di statistica (UST) mostrano che il tasso di aborti è rimasto relativamente stabile negli ultimi anni, con un valore particolarmente basso nella fascia d’età tra i 15 e i 19 anni. Nel 2020, poco più di 11’000 donne hanno interrotto la gravidanza in Svizzera, e una minoranza erano adolescenti. Gli aborti avvengono nello stesso momento delle nascite, ovvero quando la donna ha poco meno di 30 anni, come spiega Rossier. Quasi tre quarti delle residenti nel Cantone che hanno interrotto la gravidanza nel 2020 beneficiavano di una formazione superiore alla scuola obbligatoria e quasi tre quarti erano in formazione o lavoravano al momento dell’intervento.

La maggior parte delle IVG (77%) avviene durante le prime 8 settimane di gravidanza, quasi il 20% tra la nona e la dodicesima settimana. Circa 500 aborti (meno del 5%) hanno avuto luogo al di là di questo termine nel 2020. Il tasso di aborti varia nettamente secondo le regioni, con una concentrazione maggiore nelle zone urbane. Il tasso di Ginevra dell’11‰ è il più elevato, seguito da quello di Basilea (9‰). Se in città avvengono più IVG è perché, da un lato, vi si trovano più persone in età riproduttiva e/o persone straniere e, dall’altro, perché le zone rurali sono generalmente più conservatrici. Quatto IVG su dieci riguardano donne di nazionalità straniera. Il tasso d’aborto è più elevato in seno alle comunità straniere, e questo si spiega con il fatto che spesso non hanno beneficiato di un’educazione sessuale allo stesso livello di quella svizzera, analizza Rossier.

Grafico che mostra il tasso di aborti in Svizzera in confronto ad altri paesi europei

Nonostante il basso tasso, il termine di 12 settimane previsto in Svizzera risulta piuttosto restrittivo rispetto ai Paesi più progressisti del mondo. Lo dimostra anche uno sguardo alla panoramica sulla situazione giuridica globale del Center for Reproductive Rights di New York, aggiornata regolarmente. Spagna e Francia, ad esempio, permettono l’aborto fino alla 14ª settimana, Danimarca e Svezia fino alla 18ª, e la Nuova Zelanda fino alla 20ª settimana di gravidanza. In Canada non esiste alcun limite temporale stabilito a livello federale, tuttavia, vi sono restrizioni pratiche: solitamente, le cliniche effettuano aborti in fase avanzata solo in presenza di indicazioni specifiche.

Gli ultimi anni hanno visto un'onda di liberalizzazione delle leggi sull'aborto in molti paesi. Negli ultimi 25 anni, più di 50 Paesi hanno liberalizzato la legislazione sull’IVG. Gli sviluppi più recenti si riscontrano in Stati a forte influenza cattolica come l’Irlanda (2019), l’Argentina (2021), il Messico (2021) o la Colombia (febbraio 2022). Tuttavia, la decisione della Corte suprema statunitense di revocare il diritto federale all’aborto ha ricordato che “non c’è una base legale, universale e definitiva sull’aborto”, come afferma una ricercatrice, ma “si tratta piuttosto di una posizione morale sulla quale ci si mette collettivamente d’accordo in quanto società”. L'IVG è permessa in caso di difficoltà socioeconomiche o su sola richiesta della donna in circa 80 Paesi, tra cui quasi tutta l’Europa, mentre l’accesso all’aborto è totalmente vietato in una ventina di Paesi, in particolare in Africa e America latina. Come dimostra la decisione della Corte suprema statunitense, il diritto all’aborto resta fragile e negli ultimi anni c’è anche stato chi ha reso più restrittiva la politica in materia. Questo ha spinto alcuni Paesi a reinterrogarsi sulla propria politica in questo ambito. La paura di veder tarpato questo diritto in futuro si fa sentire da diversi giorni in molti Paesi.

Anche in Svizzera esistono movimenti anti-IVG, rappresentati in particolare da gruppi religiosi e dalla destra conservatrice, ad esempio dall’Unione democratica di centro (UDC), il primo partito del Paese. L’UDC ha lanciato iniziative popolari che intendono ridurre le possibilità di ricorrere all’aborto, ma negli ultimi decenni ogni proposta di limitare il diritto all’aborto è stata respinta, suggerendo una stabilità della posizione popolare su questa questione.

Risorse e Sostegno per le Persone Coinvolte

Per chi si trova ad affrontare una gravidanza non pianificata o indesiderata, è fondamentale sapere a chi rivolgersi per ottenere informazioni e sostegno affidabili. Rivolgetevi a un centro di salute sessuale riconosciuto o a un ginecologo/ginecologa. Qui si ottengono informazioni e consigli gratuiti e confidenziali, sia che si voglia tenere il bambino sia che non si voglia. Confidenziale significa che nessuno dà informazioni su di voi ad altre persone senza chiedere il vostro permesso. Il consultorio vi consiglia in ogni caso, indipendentemente dall'età, dalla provenienza, dalla religione o dallo stato civile. È possibile andare al centro di salute sessuale da soli o con il proprio compagno; il compagno può andare al consultorio anche da solo. Tutte queste persone sono tenute al segreto professionale.

Per chi non ha ancora preso una decisione definitiva, è possibile leggere materiali informativi specifici come "Avere un bambino? Interrompere la gravidanza? Come posso decidere?". Per le giovani donne minorenni che si trovano in gravidanza senza volerlo, è possibile farsi accompagnare da un consultorio di gravidanza specializzato per minorenni, come i Consultori di salute sessuale EOC o i Servizi medico-psicologico per minori, che le sosterranno nelle loro decisioni con consulenze gratuite e vincolate al segreto professionale. La decisione di informare i genitori o altre persone spetta unicamente alla persona interessata.

Anche una persona straniera senza permesso di soggiorno ha diritto all’interruzione della gravidanza in Svizzera. Se non è affiliata a un’assicurazione malattia e non ha un'assicurazione, dovrà eventualmente farsi carico dell'intero costo dell'intervento, ma l'accesso al servizio è garantito.

Informatevi sulla procedura da seguire per l’interruzione della gravidanza presso questi canali o presso un consultorio di gravidanza riconosciuto. Le interruzioni vengono effettuate in ospedale o presso studi medici, a dipendenza del Cantone.

Contatti e Risorse Utili:

  • Consultori di gravidanza riconosciuti
  • APAC Suisse
  • sexandfacts.ch per indirizzi di medici che praticano le interruzioni della gravidanza.
  • Il medico o ginecologo di fiducia.

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