L'interruzione volontaria di gravidanza (IVG) è un tema delicato che coinvolge aspetti medici, etici e personali. Tra le diverse opzioni a disposizione per le donne che decidono di interrompere una gravidanza, la pillola abortiva rappresenta un metodo farmacologico sicuro e non invasivo, spesso indicato come aborto farmacologico. Questa è una soluzione medica sicura e legale per l'interruzione della gravidanza nelle prime settimane.
In Italia, l'accesso alla pillola abortiva è da sempre oggetto di dibattiti e controversie, specchio delle complesse dinamiche sociali e culturali che circondano il tema dell'aborto nel nostro paese. La decisione di interrompere una gravidanza è una scelta personale e complessa, influenzata da una moltitudine di fattori individuali, sociali ed economici. In questo contesto, l'accesso a informazioni chiare, accurate e scientificamente fondate diventa fondamentale per consentire alle donne di prendere decisioni consapevoli sulla propria salute riproduttiva. È importante ricordare che, indipendentemente dal metodo scelto, l'interruzione di gravidanza in Italia è un diritto garantito dalla legge 194 del 1978, che tutela la salute fisica e psichica della donna.

Cos'è la Pillola Abortiva e Come Funziona
La pillola abortiva, nota anche come RU486 o mifepristone, è un farmaco utilizzato per l'interruzione farmacologica della gravidanza nelle prime settimane di gestazione. Si tratta di un metodo non chirurgico che permette di interrompere la gravidanza in modo sicuro e meno invasivo rispetto all'aborto chirurgico. Il processo di interruzione farmacologica della gravidanza prevede l'assunzione di due farmaci che, assunti in sequenza, agiscono sul corpo interrompendo la gravidanza e inducendo l'espulsione del tessuto uterino. Questi due medicinali sono Mifepristone (la RU486) e Misoprostolo. L'IVG farmacologica con l'uso di Mifepristone e Misoprostolo è il metodo più comune ed efficace di abortire.
Il mifepristone è il principio attivo principale della pillola abortiva. Agisce bloccando l'azione del progesterone, l'ormone essenziale per il mantenimento e lo sviluppo della gravidanza. Senza progesterone, la parete uterina inizia a degradarsi, impedendo la prosecuzione della gestazione. Il mifepristone blocca gli ormoni necessari per sostenere la gravidanza. Il mifepristone è uno steroide sintetico con azione antiprogestinica, efficace per interrompere una gravidanza entro le prime 9 settimane, con un tasso di efficacia del 95-98%. Nello specifico, l'RU486 è un antiprogestinico che va a impedire tutte le azioni tipiche che il progesterone svolge all'inizio della gestazione. Per la sua azione antiprogestinica, il mifepristone (o RU486) è in studio e in uso anche con altre indicazioni, come ad esempio nella cura del morbo di Cushing che non risponda alle terapie tradizionali, o per un'azione anti-neoplastica in alcuni tumori progesterone-dipendenti, per esempio della mammella. Il mifepristone è un farmaco dalle molteplici azioni.
Dopo 24-48 ore dall'assunzione del mifepristone, si assume il misoprostolo, un farmaco che stimola le contrazioni uterine e aiuta il corpo a espellere il tessuto gestazionale. Il Misoprostolo rilassa e apre la cervice e provoca le contrazioni nell'utero, aiutando ad espellere i tessuti della gravidanza dal corpo. Le prostaglandine, come il misoprostolo, vengono utilizzate in associazione al mifepristone per favorire l'espulsione dei residui embrionari e completare la procedura di interruzione volontaria di gravidanza. È possibile che si verifichino crampi e sanguinamenti simili a un ciclo mestruale abbondante, segni comuni del processo di espulsione. Il Misoprostolo/Cytotec è disponibile presso alcune farmacie locali e questa potrebbe essere un'opzione più sicura per interrompere la gravidanza poiché si avrà un accesso più rapido al farmaco. Se si sta usando solo il Misoprostolo per abortire, è importante conoscere la durata della gravidanza.
Il metodo che prevede le due somministrazioni (mifepristone e misoprostolo) è efficace tra il 92% e il 99% dei casi a seconda del trial clinico in esame, mentre l'RU-486 da solo ha un'efficacia pari a circa l'80%. L'aborto farmacologico con pillole abortive di Mifepristone e Misoprostolo è un modo sicuro ed efficace per interrompere una gravidanza (tasso di efficacia del 98%).
Differenza tra Pillola Abortiva e Pillola del Giorno Dopo
È fondamentale non confondere la pillola abortiva con la "pillola del giorno dopo". La cosiddetta "pillola del giorno dopo" non è lo stesso farmaco della pillola abortiva. La differenza principale è che la pillola del giorno dopo previene una gravidanza, quindi non causa un aborto. Dal punto di vista della metodica, la pillola del giorno dopo è un contraccettivo di emergenza, che può essere assunta fino a 96 ore (5 giorni) dopo il rapporto sessuale con il fine di prevenire la gravidanza. La pillola del giorno dopo è una pillola ormonale a base di solo progesterone che agisce ritardando il rilascio di un uovo da un'ovaia, prevenendo quindi la gravidanza.
La pillola abortiva, al contrario, interrompe una gravidanza già avviata. La pillola abortiva non può essere assunta in qualsiasi periodo della gravidanza, ma soltanto quando la donna è al di sotto delle 10 settimane.
L'Accesso alla Pillola Abortiva in Italia: Percorso e Regolamentazione
In Italia, l'accesso alla pillola abortiva segue un percorso ben definito e regolamentato dalla legge 194 del 1978. Questo percorso inizia con una consultazione iniziale con un professionista sanitario. Nel caso dell'interruzione farmacologica di gravidanza, l'iter prevede che la donna si rivolga a un consultorio pubblico, a un medico di fiducia o a una struttura autorizzata per una valutazione iniziale. È possibile richiedere la pillola abortiva solo in ospedali o strutture autorizzate che effettuano l'interruzione volontaria di gravidanza. La donna si rivolge a una delle strutture sanitarie autorizzate dalla legge 194 (art. 8), ospedali, poliambulatori o consultori, con la richiesta del medico di famiglia o di quello del consultorio, oppure su certificazione del proprio ginecologo di fiducia. La somministrazione della pillola RU486 è ricompresa nei LEA (Livello Essenziale di Assistenza).
Nella fase di consultazione, il professionista sanitario fornisce informazioni dettagliate sul procedimento e valuta l'idoneità della paziente al trattamento farmacologico, attraverso domande sulla gravidanza e sulla storia medica per determinare se si può utilizzare in sicurezza il servizio di pillola abortiva. Prima dell'assunzione della pillola abortiva, è fondamentale che il ginecologo o altri medici valutino attentamente la presenza di eventuali controindicazioni. In caso di uso non corretto dei farmaci o in presenza di condizioni particolari, come una gravidanza extrauterina, il grado di efficacia può diminuire sensibilmente. Dal canto suo, la paziente deve informare il medico del proprio stato di salute, mettendolo a conoscenza di qualsiasi condizione, disturbo o malattia.
Successivamente, viene rilasciato un certificato che attesta la richiesta di interruzione volontaria di gravidanza. La legge italiana prevede un periodo di riflessione obbligatorio di 7 giorni tra il rilascio del certificato e la procedura stessa. Questo tempo è concesso per consentire alla donna di riflettere attentamente sulla propria decisione, garantendo che sia presa in modo consapevole e non impulsivo.
Trascorso il periodo di riflessione, la donna si reca in ospedale o in una struttura sanitaria autorizzata per iniziare il trattamento. Qui, sotto supervisione medica, avviene l'assunzione del mifepristone, il primo farmaco del protocollo. In Italia è ammessa oggi fino alla nona settimana di amenorrea, accertata in genere con una ecografia.
Le nuove linee guida ministeriali hanno abolito l'obbligo di ricovero per l'assunzione della pillola abortiva, permettendo un accesso più semplice al trattamento. Se si opta per l'aborto farmacologico, in base ai nuovi protocolli si dovrebbe poter concordare con il medico se attuarlo in ambulatorio o in regime di day hospital, oltre che come prima in ricovero ospedaliero ordinario.
Anche le donne con meno di 18 anni di età possono richiedere l'interruzione volontaria di gravidanza previo consenso dei genitori. Se i genitori non danno il consenso o se la minorenne non intende chiederlo loro, può rivolgersi al giudice tutelare attraverso il medico, il consultorio o la struttura sociosanitaria cui si è rivolta. Va precisato, tuttavia, che gli studi in merito all'uso del mifepristone presente nella pillola abortiva nelle adolescenti sono limitati.
Il Processo di Aborto Farmacologico: Cosa Aspettarsi
Per prima cosa bisogna ingerire il Mifepristone, che impedisce alla gravidanza di proseguire. Quando si usa la pillola abortiva, si deve scegliere un luogo dove si può riposare, idratarsi e avere della privacy. Dopo 24-48 ore dall'assunzione del mifepristone, si assume il misoprostolo.
Dopo aver indotto un aborto con le pillole di Mifepristone e Misoprostolo, ci si può aspettare una serie di effetti collaterali. Il sanguinamento è spesso il primo segno che l'aborto è iniziato. L'emorragia continuerà e i crampi diventeranno più forti. Un aborto farmacologico con pillole di Mifepristone e Misoprostolo può sembrare un ciclo mestruale abbondante. Più avanti è la gravidanza, più pesanti saranno i crampi e il sanguinamento.
Il recupero fisico dopo l'aborto farmacologico varia da persona a persona. Il sanguinamento può durare fino a due settimane, ma tende a ridursi progressivamente nel tempo. È importante seguire le indicazioni mediche e sottoporsi a un controllo successivo per confermare che l'aborto sia stato completo. Dopo la somministrazione di mifepristone viene effettuata quella di misoprostolo a distanza di 48 ore. Dopo un periodo di osservazione, viene programmato un controllo a 14 giorni.
Dal punto di vista emotivo, l'esperienza dell'aborto può avere un impatto diverso per ciascuno. Alcune persone provano sollievo, mentre altre possono sentire una certa tristezza o incertezza.
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Effetti Collaterali e Potenziali Rischi
Durante e dopo l'assunzione della pillola abortiva, possono verificarsi alcuni effetti collaterali. Crampi addominali sono la conseguenza delle contrazioni uterine indotte dal misoprostolo. Il sanguinamento vaginale in media dura una decina di giorni. Il sanguinamento non è indice di avvenuta espulsione fetale. Il rischio di sviluppare una complicazione per l'uso della pillola abortiva è molto basso (meno dello 0,4% delle IVG presenta complicazioni gravi).
Anche se rari, ci sono alcuni rischi associati alla pillola abortiva:
- Emorragia eccessiva: Se l'emorragia dura più di due ore e riempie 2 o più assorbenti maxi all'ora, o si inizia ad avere vertigini o svenimenti (questo è un segno di eccessiva perdita di sangue), si dovrebbe cercare assistenza medica immediata. Potrebbero essere necessari farmaci aggiuntivi o talvolta un intervento chirurgico (aspirazione) per trattare un'emorragia abbondante, ma di solito una dose aggiuntiva di Misoprostolo basterà per fermare l'emorragia. Se si ha bisogno di ulteriori cure mediche, prima di andare in ospedale, si possono mettere 2 compresse di Misoprostolo (se ancora disponibili) sotto la lingua per superare l'emorragia.
- Infezioni: Il rischio di infezioni è basso, ma è importante seguire scrupolosamente le indicazioni igieniche fornite dal personale sanitario. È comune che entro 24 ore dall'assunzione delle pillole si sviluppi una leggera febbre (sotto i 38°C), ma se la febbre peggiora o continua oltre un giorno o due, potrebbe esserci una complicazione. Su circa un milione di procedure di interruzione di gravidanza con mifepristone, in quattro casi in cui era stata somministrata una dose doppia di misoprostolo (800 mg) per via vaginale, non quella abituale orale, sono stati riportati casi di shock tossico fatale causato da endometrite da Clostridium sordellii. Su 1,2 milioni di interruzioni di gravidanza eseguite in Francia dal 1988 entro i primi 50 giorni di gestazione, nessun caso di infezione è stato riportato. Negli Stati Uniti furono riportati otto casi (mortali) di questa infezione, fra il 2000 ed il 2010. L'eventuale associazione tra infezione e procedura è però controversa, così come l'eventuale opportunità di profilassi di merito.
- Reazioni allergiche: Possono verificarsi reazioni allergiche dopo l'assunzione delle pillole abortive. Alcuni comuni sintomi di allergia lieve includono prurito cutaneo, eruzione cutanea o epidemia di orticaria (protuberanze pruriginose che si sviluppano sulla superficie della pelle). Queste reazioni si risolveranno da sole o potranno essere trattate con antistaminici.
- Fallimento del trattamento: Il rischio di fallimento è che le pillole abortive potrebbero non interrompere la gravidanza. Se si continuano a manifestare sintomi di gravidanza dopo aver preso le pillole, come nausea o seno dolente, la gravidanza potrebbe essere ancora in corso. Si consiglia di eseguire un test di gravidanza dopo 3 settimane per confermare che non si è più incinta. È importante attendere almeno tre settimane prima di eseguire il test. La pillola abortiva non è efficace al 100%. L'interruzione di gravidanza con mifepristone presenta un rischio di fallimento dell'1,3-7,5%.
- Aborto incompleto: Un altro rischio è che si potrebbe avere un aborto incompleto. Ciò significa che la gravidanza è terminata ma ci sono ancora dei tessuti nell'utero. Se il tessuto rimane nel corpo, si potrebbero sviluppare complicazioni come forti emorragie o un'infezione. Se si avverte dolore addominale che non scompare in pochi giorni, dolore intenso, sanguinamento eccessivo (più di un ciclo mestruale regolare), febbre o sanguinamento prolungato, si potrebbe avere un aborto incompleto. Tre settimane dopo l'aborto si potrebbe anche continuare a ottenere test di gravidanza positivi se l'aborto è incompleto. In questo caso, si dovrebbe fare un'ecografia per verificare che non sia rimasto tessuto residuo nel corpo.
- Gravidanza extrauterina (ectopica): Le pillole abortive non funzioneranno se si ha una gravidanza extrauterina. Una gravidanza ectopica si verifica quando il feto si trova al di fuori dell'utero (di solito nelle tube di Falloppio). In questo caso le pillole non saranno efficaci e si dovrà consultare un medico. Le gravidanze ectopiche sono rare ma possono portare a gravi rischi per la salute e devono essere trattate immediatamente. Se si avverte dolore intenso o persistente dopo l'aborto, in particolare su un lato, si potrebbe avere una gravidanza extrauterina. È importante verificare che la gravidanza sia terminata effettuando un test di gravidanza dopo tre settimane.
È importante sottolineare che la sicurezza della pillola abortiva è supportata da numerosi studi scientifici e dall'esperienza clinica accumulata nel corso degli anni. Un aborto farmacologico con Mifepristone e Misoprostolo è efficace nel 98% dei casi e presenta gli stessi rischi per la salute di un aborto spontaneo.
Controindicazioni e Interazioni Farmacologiche
Oltre alle condizioni già menzionate come la gravidanza extrauterina, ulteriori effetti indesiderati possono manifestarsi in seguito all'assunzione degli analoghi prostaglandinici. È fondamentale informare il medico di qualsiasi farmaco o prodotto si stia assumendo o si sia assunto recentemente, a causa delle possibili interazioni farmacologiche fra il mifepristone della pillola abortiva e altri medicinali. Il mifepristone è un composto lipofilo e può essere escreto nel latte materno; di conseguenza il suo impiego dovrebbe essere evitato in corso di allattamento al seno. Si raccomanda di evitare il concepimento durante il ciclo mestruale successivo all'assunzione di mifepristone e di adottare valide misure di contraccezione il prima possibile dopo la somministrazione del farmaco.

Informazioni Online e Servizi di Supporto
Ogni anno migliaia di donne ricevono in modo sicuro la pillola abortiva attraverso il servizio online di IVG farmacologica in telemedicina Women on Web. Il loro help desk è formato e supervisionato da un team di medici, è disponibile 7 giorni su 7 in 16 lingue e risponderà a qualsiasi domanda si possa avere prima, durante e dopo l'interruzione volontaria di gravidanza. L'help desk fornisce supporto empatico, senza giudizio e con tutte le corrette informazioni su come abortire. Una consultazione online per la pillola abortiva è proprio come un appuntamento di persona con un medico, con domande sulla gravidanza e sulla storia medica. Women on Web fornisce pillole abortive per 70-90 euro, a seconda della località, e chiede una donazione per ricevere le pillole.
Whole Woman's Health è un gruppo di cliniche abortive e fornitore nazionale di pillole abortive virtuali, che fornisce procedure di aborto, controllo delle nascite, aborto farmacologico e altro ancora. Alcune delle località dove Whole Woman's Health opera includono:
- Florida: Jacksonville, Miami, Tampa, Orlando, St. Petersburg, Porto St. Lucie, Cape Coral, Hialeah, Tallahassee, Fort Lauderdale, Pembroke Pines, Hollywood, Gainesville, Miramar, Palm Bay, Coral Springs, Lehigh Acres, West Palm Beach, Lakeland, Spring Hill, Clearwater, Brandon, Pompano Beach, Miami Gardens, Davie, Riverview, Palm Coast, Boca Raton, Deltona, Fort Myers, Sunrise, Plantation City, Alafaya, Città e campagna, North Port, Deerfield Beach, Melbourne, Pine Hills, Daytona Beach, Largo, Homestead, Kissimmee, Boynton Beach, Miami Beach, Doral, The Villages, Kendal, Lauderhill, Tamarac, Poinciana, Wesley Chapel, Ocala, Weston, Delray Beach.
- Georgia: Atlanta, Contea di Augusta-Richmond, Columbus, Contea di Macon-Bibb, Savannah, Contea di Athens-Clarke, South Fulton, Sandy Springs, Roswell, Warner Robins, Johns Creek, Alpharetta, Albany, Marietta, Stonecrest, Brookhaven, Smyrna, Valdosta, Dunwoody, Gainesville, Newnan, Peachtree Corners, Mableton, Milton, Peachtree City, Douglasville, Woodstock, East Point, Roma, Evans, Tucker, Canton, Hinesville, Stockbridge, Kennesaw, Dalton, Stati Uniti, Martinez, Duluth, La Grange, McDonough, Chamblee, Redan, Lawrenceville, Pooler, Union City, Carrollton, Sugar Hill, Cartersville, Decatur, Griffin, Perry, Suwanee, Candler-McAfee, Acworth, Snellville, Kingsland, Fayetteville, Winder, Holly Springs.
- Maryland: Baltimore, Bel Air, Towson, Pikesville, Owings Mills, White Marsh, Parkville, Lutherville, Timonium, Middle River, Essex, Hampton, Dundalk, Ellicott City, Corbezzolo, Halethorpe, Catonsville, Woodlawn, Cockysville, Edgewood, Glen Arm, Westminster, Anzianosburg, Hampstead, Glen Burnie, Columbia, Aberdeen, Stevensville, Centreville, Easton, Denton, Chestertown, Rosedale, Nottingham, Abingdon, Waldorf, Oxon Hill, Amichevole, Fort Washington, Temple Hills, Suitland, Campo Springs, Germantown, Federico, Silver Spring, Gaithersburg, Rockville, Bethesda, Bowie, Aspen Hill, Wheaton, Bel Air Sud, Gwynn Quercia, Potomac, Severn, North Bethesda, Hagerstown, Annapolis, Severna Park, Odenton, Saint Charles, Clinton, Oxon Hill-Glassmanor, College Park, Olney, Suitland-Silver Hill, Chillum.
- Minnesota: Hopkins, Saint Louis Park, Mendota Heights, Minnetonka Mills, West Saint Paul, Golden Valley, South Saint Paul, Robbinsdale, Cristallo, Columbia Heights, Nuova speranza, New Brighton, Little Canada, Farmington, Vadnais Heights, Vista di tumuli, Victoria, North Saint Paul, Lago Elmo, West Coon Rapids, Hastings, Waconia, Lino Laghi, Rogers, Northfield, Stillwater, Hugo, Ham Lake, Hudson, San Michele, Anoka, Forest Lake, Otsego, East Bethel, Buffalo, Monticello, Ala Rossa, Big Lake, North Branch, Cambridge, San Pietro, Hutchinson, North Mankato, New Ulm, Rapide di Sauk, Sartell, Albert Lea, Willmar, Minneapolis, St. Paul, Brooklyn Center, Brooklyn Park, Bloomington, Plymouth, Saint Cloud, Burnsville, Coon Rapids, Fridley, Maple Grove, Blaine, Rochester, Duluth, Woodbury, Eagan, Eden Prairie, Lakeville, Minnetonka, Apple Valley, Edina.
- Wisconsin: Milwaukee, Menomonee Falls, Città superiore, Caledonia, Onalasca, Altoona, Salem Lakes, Port Washington, Jackson, Ashland, Lago Hallie, Milton, West Salem, Summit, Union Grove, Troia orientale, Prescott, Baldovino, North Hudson, Stanley, Arcadia, Bloomer, Barron, Seymour City, Ellsworth, Somerset, Ostburg, Ladysmith, Osceola, Mondovì, Lago Tainter, Hayward, Spooner, Neillsville, Cumberland, Cascate di St.
- West Virginia: Charleston, Huntington, Morgantown, Parkersburg, Wheeling, Weirton, Fairmont, Beckley, Clarksburg, Teays Valley, South Charleston, Vienna.

La Ru486: Storia, Contesto Internazionale e Italiano
Il mifepristone, o RU486, è un antagonista del progesterone, il principale ormone deputato allo sviluppo e al mantenimento della gravidanza. Sintetizzato nei laboratori Russell Uclaf (da cui la sigla RU), è utilizzato sin dal 1989 per l'aborto medico. Nelle prime sperimentazioni, agli inizi degli anni Ottanta, fu chiamato per brevità RU 38486, poi ulteriormente sintetizzato in RU486.
Sperimentato a partire dall'inizio degli anni ottanta come un'alternativa all'aborto "meccanico", sola tecnica abortiva allora possibile, la molecola provocò una levata di scudi da parte degli ambienti ostili all'aborto volontario. Il 26 ottobre di quell'anno Roussel Uclaf affermò che avrebbe fermato la distribuzione del farmaco, ma dietro pressanti richieste del governo francese la distribuzione venne ripresa due giorni dopo. Il mifepristone fu approvato in altri paesi europei negli anni novanta (in Francia nell'aprile 1994), e negli Stati Uniti nel settembre 2000.
Nel 2005 l'OMS ha inserito il mifepristone e il misoprostolo nella sua lista dei farmaci essenziali, raccomandandone l'uso combinato e sotto stretta osservazione medica. Si è stimato che nel 2005, circa 26 milioni di donne nel mondo avevano fatto ricorso alla metodica farmacologica. Attualmente la metodica farmacologica per l'aborto è in uso in tutti gli stati dell'Unione europea, a eccezione della Polonia, della Lituania, dell'Ungheria e di Malta (paesi nei quali l'aborto è vietato). Nell'UE, negli Usa, in molti paesi dell'Europa dell'est, in India, in Cina e in quasi tutti i paesi dove l'aborto è legale, decine di milioni di donne hanno abortito volontariamente con questo metodo, che è considerato sicuro ed efficace dall'Organizzazione mondiale della sanità.
In Italia, dopo una lunga battaglia civile e dopo la sua introduzione in via sperimentale iniziata nel 2005 da Silvio Viale in Piemonte, da Carlo Flamigni e Corrado Melega in Emilia-Romagna, da Massimo Srebot in Toscana, e successivamente da altri ginecologi, l'IVG farmacologica del primo trimestre è stata introdotta con la determina AIFA (Agenzia italiana del farmaco) numero 14 del 30 luglio 2009. Pochi giorni dopo, però, la Commissione Sanità del Senato ha avviato un'indagine conoscitiva sulla conformità dell'impiego della pillola in questione alla legge 194 del 1978, che ha legalizzato e disciplinato l'interruzione volontaria di gravidanza in Italia. Nel frattempo, la Commissione ha chiesto e ottenuto di bloccare l'iter per la commercializzazione del farmaco.
A differenza degli altri paesi, l'aborto medico è stato però introdotto con forti limitazioni: utilizzo possibile entro i primi 49 giorni di amenorrea e la procedura doveva essere eseguita in regime di ricovero ordinario, dal momento della somministrazione del primo farmaco fino alla verifica dell'avvenuta espulsione della gravidanza (ossia con un ricovero di almeno 3 giorni). Un'ordinanza del Ministero della Salute aveva stabilito che la donna dovesse restare in ospedale sotto osservazione durante tutto il trattamento. Il costo dell'aborto con il farmaco, che è di soli 40 euro, tornava a salire a 1200 euro se si obbligava la donna a tre giorni di ricovero, un non senso anche dal punto di vista della sanità pubblica. Questo ha sollevato aspri contrasti fra i movimenti anti-abortisti e chi sostiene che la pillola abortiva è un'opzione prevista dalla legge 194, ed è quindi pienamente legale.
Nel mese di agosto 2020, in piena emergenza sanitaria per la pandemia Sars-CoV2, su sollecitazione della società civile e delle società scientifiche italiane, è finalmente stata pubblicata la Circolare del Ministero della salute che ha aggiornato le "Linee di indirizzo sulla interruzione volontaria di gravidanza con mifepristone e prostaglandine". La circolare ministeriale prevede l'estensione della metodica farmacologica fino a 63 giorni, pari a 9 settimane compiute di età gestazionale (non più 49 giorni, pari a 7 settimane) e la possibilità di effettuazione in regime di day-hospital e in regime ambulatoriale, presso strutture ambulatoriali pubbliche adeguatamente attrezzate e autorizzate dalla Regione, e anche presso i consultori.
Nonostante questi aggiornamenti, dopo oltre due anni dalla sua pubblicazione, le nuove linee di indirizzo ministeriali sono state recepite solo da alcune regioni, peraltro con grandi differenze interpretative. La gran parte delle regioni che hanno aperto alla possibilità del regime ambulatoriale prevedono comunque che la donna debba recarsi in consultorio almeno tre volte: la prima per l'assunzione della RU486, la seconda, dopo 48 ore, per l'assunzione della prostaglandina, cui segue una permanenza in consultorio per un periodo di osservazione di almeno 3-4 ore, la terza per verificare l'avvenuta espulsione, dopo 15-20 giorni. Il protocollo operativo elaborato dalla Regione Lazio prevede invece un solo accesso nella struttura sanitaria: il primo giorno la donna assume la RU486 e le viene consegnata la prostaglandina, che assumerà a casa dopo 48 ore.
In Piemonte presso l'Ospedale S.Anna, A.O.U Città della Salute e della Scienza, oltre 7.000 donne hanno utilizzato la RU-486: esse non sono mai rimaste tre giorni in ospedale e dal 2013 è stato adottato il day hospital terapeutico. Il Ministro della Salute Speranza, il 13 agosto 2020 ha pubblicato le nuove linee guida sull'aborto con RU-486 dopo il parere del Consiglio Superiore di Sanità pubblicato il 4 agosto. Il termine è esteso alle 9 settimane (63 giorni) ed è stato rimosso il vincolo del ricovero per tre giorni.
Nel 2020, la procedura farmacologica è stata utilizzata nel 31,8% degli aborti volontari, con forti differenze a livello regionale e provinciale (solo nello 0,8% degli aborti nel Molise), anche perché in molte regioni la possibilità del regime ambulatoriale viene fortemente ostacolata per motivi esclusivamente ideologici e politici, certamente non medici. Al 2023, gli aborti farmacologici in Italia erano il 48.3% del totale.
L'Associazione Luca Coscioni oggi si batte affinché l'interruzione volontaria di gravidanza farmacologica sia accessibile nei consultori familiari e nei poliambulatori su tutto il territorio nazionale e sia garantita alle donne la possibilità di scegliere per l'IVG il metodo preferito e più consono, sia esso medico o chirurgico. L'Associazione Luca Coscioni invita a denunciare le strutture sanitarie che non garantiscono questo diritto tramite Freedomleaks, una piattaforma che permette di segnalare in modo anonimo le libertà e i diritti violati.

Metodi Non Sicuri e Informazioni False
Su internet si trovano spesso informazioni su metodi domestici che sono stati falsamente segnalati come sicuri. Sebbene alcuni rimedi possano sembrare fattibili, come prodotti naturali o poco costosi in casa, si dovrebbe evitare di utilizzare questi metodi per interrompere una gravidanza. Non sono efficaci e possono comportare gravi rischi per la salute. Gli unici metodi che si sono rivelati sicuri ed efficaci sono gli aborti farmacologici e chirurgici.
Alcuni aborti casalinghi alternativi possono sembrare sicuri, come l'uso di erbe e tè naturali. Sfortunatamente, questi metodi possono comportare ulteriori rischi per la salute e potrebbero essere tossici. I rimedi erboristici comunemente consigliati per indurre un aborto/aborto spontaneo sono indicati come abortivi o emmenagoghi erboristici. Si tratta di erbe o piante che spesso si ritiene stimolino le mestruazioni, incoraggiando l'utero a contrarsi ed espellere il suo contenuto. Alcune erbe abortive comuni sono l'assenzio, l'achillea, il cartamo, la peonia, la camomilla, l'artemisia e le erbe ricche di oli essenziali. Si ritiene comunemente che anche frutta, bacche e persino la vitamina C inducano un aborto. L'efficacia delle erbe e delle piante nell'indurre un aborto, tuttavia, è altamente controversa e la maggior parte richiede l'assunzione di una quantità tossica per il corpo, per ottenere l'effetto desiderato.
I prodotti chimici o le soluzioni trovate in casa non dovrebbero mai essere usati per indurre un aborto, non importa quanto possano sembrare innocui. Si dovrebbero usare solo i farmaci indicati o prescritti da un medico. Se si sta pensando di interrompere una gravidanza con la pillola abortiva si dovrebbe sempre essere consapevoli dei rivenditori fraudolenti che si spacciano per servizi legittimi. La vendita di prodotti farmaceutici contraffatti non è rara, soprattutto su Internet, e le pillole abortive non fanno eccezione.
Alternative alla Pillola Abortiva: l'Aborto Chirurgico
In Italia esistono solo due altri metodi autorizzati per l'interruzione volontaria di gravidanza, entrambi chirurgici: l'aspirazione (o "metodo Karman") e il raschiamento. Entrambi i tipi di intervento vengono eseguiti in day-hospital (il ricovero è previsto solo in caso di complicazioni post-intervento), in anestesia generale o locale. Dopo aver dilatato l'utero con appositi strumenti o con la somministrazione di prostaglandine, nell'aspirazione l'embrione viene letteralmente "aspirato" attraverso una cannula, mentre nel raschiamento viene asportato con una pinza ad anelli e un piccolo cucchiaio fenestrato chiamato "curette".
Dopo l'intervento, è possibile che la donna accusi dolori più o meno forti e leggere perdite di sangue, che comunque durano non più di 4-5 giorni. Come ogni operazione chirurgica, anche l'aspirazione e il raschiamento non sono esenti da rischi. Possono infatti provocare infezioni e un'infertilità secondaria, soprattutto in caso di raschiamento. Infatti, se è troppo aggressivo, esso può provocare: l'asportazione di una zona eccessiva di endometrio, con possibili problemi di annidamento dell'ovulo nelle gravidanze successive; traumi e ferite al collo dell'utero; una perforazione d'utero. Dopo l'intervento, se non rispetta le regole previste (astensione dai rapporti sessuali per almeno 40 giorni, adozione di una particolare igiene intima), la donna può inoltre contrarre una vaginite che, se trascurata, rischia di trasformarsi in una malattia infiammatoria pelvica (PID), spesso responsabile di infertilità.
Molte donne scelgono il metodo farmacologico poiché è meno invasivo e non richiede anestesia o operazioni. Il processo può essere autogestito a casa, rendendolo un'opzione che garantisce maggior privacy, e può sembrare più naturale in quanto ricorda un ciclo mestruale abbondante o un aborto spontaneo. Le ricerche scientifiche, condotte in diversi Paesi, su donne che avevano utilizzato l'uno o l'altro metodo, hanno evidenziato una netta preferenza per l'aborto farmacologico. A livello individuale, poi, c'è chi preferisce l'intervento chirurgico, perché l'anestesia generale (in realtà, una sedazione farmacologica) evita il coinvolgimento diretto durante l'operazione, il decorso post-operatorio è veloce e leggero, ed è necessario andare una sola volta in ospedale.
Organizzazioni e Informazioni Aggiuntive
Il Ministero della Salute fornisce informazioni sull'interruzione volontaria di gravidanza e sulla legge 194/78. L'Istituto Superiore di Sanità (ISS) offre dati statistici e rapporti annuali sull'IVG in Italia. L'Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) propone informazioni sui farmaci utilizzati nell'aborto farmacologico, come mifepristone e misoprostolo. La Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (SIGO) pubblica linee guida e raccomandazioni per i professionisti sanitari sull'aborto farmacologico. La Federazione Internazionale di Ginecologia e Ostetricia (FIGO) e il National Institute for Health and Care Excellence (NICE) nel Regno Unito offrono raccomandazioni internazionali e linee guida basate sull'evidenza per l'aborto medico e chirurgico.
Queste fonti sono fondamentali per ottenere informazioni accurate e aggiornate riguardo alla pillola abortiva e all'interruzione volontaria di gravidanza.