Aborted SCD: Significato, Meccanismi e Gestione della Morte Cardiaca Improvvisa

La comprensione del concetto di "Aborted Sudden Cardiac Death" (SCD abortita) richiede una disamina approfondita della fisiopatologia dell'arresto cardiaco e della distinzione cruciale tra eventi aritmici e patologie ischemiche. Per morte cardiaca improvvisa (Sudden Cardiac Death, SCD) si intende una morte inaspettata determinata da cause di origine cardiaca. L'arresto cardiaco è causato circa nel 70-80% dei casi da una tachiaritmia, ossia da una aritmia ventricolare rapida e disorganizzata, detta fibrillazione ventricolare.

All’arresto cardiaco segue rapidamente l’arresto circolatorio e la caduta della pressione sanguigna con conseguente perdita della coscienza, generalmente entro 10-15 secondi. Quando parliamo di "SCD abortita", ci riferiamo a quegli eventi in cui il paziente, dopo aver subito un arresto cardiaco improvviso, viene rianimato con successo grazie a interventi tempestivi. In passato, il termine “morte cardiaca improvvisa” significava molto spesso MORTE, senza alcuna possibilità di prevenzione o trattamento. Oggi siamo in grado sia di valutare il rischio sia di diagnosticare le condizioni patologiche che predispongono una persona all’arresto cardiaco improvviso e alla SCD.

rappresentazione schematica del sistema elettrico cardiaco e dell'insorgenza della fibrillazione ventricolare

Fisiopatologia e distinzioni cliniche

È fondamentale chiarire i termini per evitare malintesi comuni. Spesso erroneamente l’arresto cardiaco e la morte cardiaca improvvisa sono identificati con l’infarto miocardico. In realtà però sono due problemi differenti, con cause, caratteristiche e terapie differenti. L’arresto cardiaco è dovuto nella maggior parte dei casi ad una aritmia ventricolare maligna, che provoca un’interruzione improvvisa del ritmo cardiaco, e quindi del flusso sanguigno a tutti gli organi, in particolare al cervello, e che porta a perdita di coscienza e se non trattato rapidamente ed efficacemente con defibrillazione elettrica porta a morte cardiaca improvvisa.

Viceversa, nell’infarto miocardico c’è un’interruzione del flusso di sangue esclusivamente a determinate zone del cuore (miocardio), a seguito della stenosi (restringimento) o all’occlusione di una o più arterie coronariche. Un attacco cardiaco si verifica quando l’afflusso di sangue al muscolo cardiaco si interrompe. Durante un attacco cardiaco, il cuore continua a pompare sangue. Pertanto, un infarto miocardico solo raramente dà origine ad un arresto cardiaco. Circa l’80% delle morti cardiache improvvise è causato dalla cardiopatia ischemica, principalmente nelle classi di età più elevata.

Epidemiologia dell'evento improvviso

La morte cardiaca improvvisa rappresenta oltre il 50% di tutti i decessi per malattie cardiovascolari. L’incidenza della morte improvvisa è di circa 1/1000 individui all’anno ed aumenta a circa 8/1000 soggetti all’anno aventi una storia di cardiopatie. In Italia, questo fenomeno è responsabile di circa 50.000 decessi all’anno.

La distribuzione del rischio non è omogenea: la morte improvvisa si manifesta in prevalenza nel sesso maschile (circa 60%) in tutte le classi di età, in particolare è la principale causa di morte nei maschi di età compresa tra i 20 ed i 60 anni. Tuttavia, la SCD può colpire anche i bambini, in particolare entro i primi 6-12 mesi di età. Un caso clinico rilevante è rappresentato dalla cardiomiopatia-displasia aritmogena del ventricolo destro, caratterizzata dalla sostituzione fibro-adiposa del miocardio ventricolare, soprattutto a carico del ventricolo destro, ma può coinvolgere anche quello sinistro.

Quali sono le manovre corrette per una Rianimazione Cardiopolmonare - con o senza Defibrillatore

L'impatto sugli atleti

La morte cardiaca improvvisa è un evento non infrequente negli sportivi, sia dilettanti e amatoriali che agonisti. L’incidenza della morte improvvisa tra gli atleti è simile a quella della popolazione generale, tuttavia fa particolarmente impressione perché si verifica solitamente in individui giovani (età inferiore ai 35 anni) e apparentemente sani che, anche in virtù del livello di attività fisica che svolgono, e dei controlli a cui sono sottoposti gli sportivi nel nostro Paese, sono ritenuti a basso rischio di problemi cardiaci. Questi eventi rappresentano una sfida diagnostica significativa per la medicina dello sport.

Intervento d'emergenza e "SCD abortita"

Nel caso di arresto cardiaco, quando il flusso sanguigno e la respirazione si fermano, anche i secondi sono fondamentali nella prevenzione di un danno cerebrale permanente o addirittura fatale. La morte improvvisa può essere reversibile mediante tempestive ed adeguate manovre di rianimazione, ma porta inesorabilmente a morte se non adeguatamente e rapidamente trattata.

Se si è testimoni di un arresto cardiaco, per prima cosa è necessario chiamare immediatamente al numero d’emergenza 118 (112 in alcune Regioni). Quando chiamate, l’addetto probabilmente vi chiederà se siete in grado di praticare la rianimazione cardiopolmonare (RCP) con massaggio cardiaco; se non sapete come fare, verrete istruiti al telefono. Le mani del soccorritore vanno poste “al centro del torace”, sullo sterno, appoggiando il palmo di una mano sopra l’altra mano. Per garantire un massaggio cardiaco utile, è importante comprimere il torace fino ad abbassarlo di circa 5-6 centimetri (nella persona adulta) e permettere la sua completa riespansione dopo ogni compressione mantenendo una velocità adeguata (circa 100 - 120 compressioni/minuto).

In caso di arresto cardiaco, è fondamentale la “defibrillazione precoce”, cioè l’erogazione di uno shock elettrico al miocardio che interrompa la tachicardia ventricolare o la fibrillazione ventricolare. Il defibrillatore automatico (DAE) richiede esclusivamente che l’operatore applichi le piastre al paziente e attivi lo strumento.

infografica che mostra la corretta posizione delle mani per il massaggio cardiaco

Strategie di prevenzione e gestione futura

L’aspetto più importante della prevenzione della morte improvvisa è l’individuare precocemente i soggetti a rischio. Le condizioni cliniche predisponenti la morte aritmica sono ben conosciute e da molti anni la disponibilità del defibrillatore impiantabile (ICD) ne ha reso possibile la prevenzione con successo nei pazienti con rischio riconosciuto e irreversibile.

Le persone che sono già state soccorse una volta e sono sopravvissute a un arresto cardiaco improvviso - definendo appunto una "SCD abortita" - possono essere protette in modo molto efficace contro un altro evento del genere. La tempestività d’intervento in caso di arresto cardiaco da causa aritmica costituisce un fattore essenziale nel favorire il ripristino del ritmo e del circolo, e il tentativo di assicurare un rapido accesso alla defibrillazione precoce costituisce una delle più importanti sfide sanitarie per contrastare la morte aritmica.

Inoltre, nel maggio 2023 è stato pubblicato il Position Paper ANMCO: Guida all’uso appropriato del defibrillatore indossabile nella pratica clinica per i pazienti ad elevato rischio transitorio di morte improvvisa. L’ANMCO, con il progetto di intervento di “AUDIT Clinico di Struttura APPRO-EVO AUDIT - WCD”, si propone di verificare i comportamenti clinici dei cardiologi italiani rispetto alla corretta stratificazione del rischio di morte improvvisa ed agli eventuali successivi interventi terapeutici. Una volta acquisite univoche informazioni relative ai singoli centri clinici, verranno definiti indicatori specifici, che consentano di vagliare il rispetto ed il livello di implementazione delle raccomandazioni delle Società Scientifiche. A queste valutazioni iniziali farà seguito un intervento formativo specifico, mirato per singolo centro, che tenga conto delle particolari condizioni operative delle strutture. L'evoluzione tecnologica dei defibrillatori, unita a una migliore stratificazione del rischio, continua a essere il pilastro fondamentale per ridurre l'incidenza di eventi fatali, trasformando potenziali morti in casi di SCD abortita trattati con successo.

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