Abitudini Viziate nel Bambino: Impatto sul Sorriso e Strategie di Correzione

Le abitudini viziate del distretto orale giocano un ruolo importante nel determinismo di numerose malocclusioni e sono correlate dall’età del soggetto (che influenza la plasticità dell’osso) dalla durata, dalla frequenza, dall’intensità delle forze esercitate. Eliminare precocemente le abitudini viziate può determinare il ritorno ad una occlusione normale: è quindi necessario individuarle il più precocemente possibile per evitare l’instaurarsi di danni permanenti, risolvibili solo con terapie ortodontiche complesse e di lunga durata.

La Natura delle Abitudini Viziate

Per "abitudini viziate" si intendono tutti quei comportamenti “sbagliati” che rientrano nella quotidianità del bambino e che, facendo funzionare in maniera non corretta muscoli e articolazioni, determinano un’alterazione della forma e dello sviluppo delle arcate dentarie e delle strutture scheletriche associate. Le "abitudini viziate" giocano, quindi, un ruolo importante nel determinismo di numerose malocclusioni. A questo scopo, nel corso della visita del bambino, è opportuno che lo specialista indaghi e ricerchi i segni delle abitudini "viziate" più frequenti, quali: respirazione orale, deglutizione infantile, succhiamento del dito o del ciuccio.

Bambino che succhia il pollice

Lo sviluppo dento-scheletrico del bambino è il risultato dell’interazione tra patrimonio genetico e cause ambientali, quali anomalie comportamentali o abitudini viziate e anomalie strutturali muscolari. Con la definizione abitudini viziate, che associa due termini solitamente contrapposti, ci si riferisce ad alcuni comportamenti reiterati nel tempo.

Principali Abitudini Viziate e le Loro Conseguenze

La Respirazione Orale

La respirazione orale è un’alterazione nel modo di respirare in cui la respirazione avviene a bocca aperta. Normalmente, la respirazione avviene attraverso il naso con le labbra unite o leggermente separate. Diverse sono le cause che ostacolano la respirazione nasale favorendo quella orale. La respirazione orale è un’abitudine viziata vera e propria, se persiste anche nei casi in cui il naso è libero. La respirazione è una componente importante dello sviluppo armonico delle strutture ossee e dello sviluppo della muscolatura facciale. A volte le cause della respirazione orale possono conseguenza di patologie otorinolaringoiatriche e/o ortodontiche. Infatti, anche un palato particolarmente stretto può ostacolare la respirazione, ed il mancato esercizio muscolare può contribuire alla insorgenza di malocclusioni dentarie.

La respirazione orale è quindi in grado di determinare ripercussioni anche importanti sull'armonico sviluppo dello scheletro maxillo-facciale, di conseguenza è importante formulare una diagnosi precoce, un eventuale esame otorinolaringoiatrico, ed eliminarne le cause. Qualora, eliminati gli ostacoli locali, la respirazione orale dovesse persistere, si può ricorrere alla rieducazione funzionale tramite interventi logopedici o espandere il canale respiratorio nasale tramite apparecchio ortodontico-ortopedico.

A livello orale si osserva disidratazione delle mucose, labbra screpolate e incompetenti, iperemia e ipertrofia gengivale. Il mascellare superiore è prominente e ridotto nei diametri trasversali, il palato è ogivale, l’occlusione è spesso caratterizzata da morso incrociato postero-laterale: è quindi frequente l’associazione tra respirazione orale e malocclusioni (II e III classe scheletrica).

Schema volto con respirazione orale

La Deglutizione Atipica (o Infantile)

La deglutizione è il meccanismo che consente la propulsione della saliva e del materiale ingerito dal cavo orale fino allo stomaco. Distinguiamo cronologicamente una deglutizione fetale, infantile, mista e adulta. Uno dei principali segni clinici di deglutizione atipica è l’interposizione, durante l’atto deglutitorio, della lingua tra le arcate dentarie. Fisiologicamente, durante la deglutizione la lingua dovrebbe toccare la papilla posizionata dietro gli incisivi superiori.

La deglutizione atipica (o infantile) è la deglutizione presente in alcuni bambini e talvolta anche negli adulti, caratterizzata dall’interposizione della lingua tra le arcate dentali. A differenza della deglutizione normale (in cui le labbra sono chiuse), nella deglutizione atipica le labbra non si chiudono o per farlo i muscoli del viso sono coinvolti in una contrazione eccessiva e visibile, e la lingua si interpone tra i denti, che non sono a contatto. Spesso ne consegue uno scorretto sviluppo delle arcate dentarie. Questo accade per numerosi motivi, il più frequente dei quali è la presenza di una interferenza (biberon, ciuccio, suzione del dito, etc…) durante lo svezzamento. La lingua, per gli stretti rapporti che contrae con le ossa mascellari e con la muscolatura periorale e per le numerose e complesse funzioni in cui è coinvolta, gioca un ruolo importante nell'accrescimento delle basi ossee e nello sviluppo di un corretto rapporto tra le arcate dentali.

Numerose sono le terapie proposte per correggere la deglutizione infantile. Secondo alcuni la terapia ottimale è quella miofunzionale, che utilizza esercizi di fisioterapia; altri propongono l’uso di apparecchiature ortodontiche fornite di griglia palatina per riportare forzatamente la lingua in una posizione più arretrata e palatale; altri ancora associano entrambe le tecniche, utilizzando gli esercizi per stabilizzare nel tempo i risultati ottenuti con la terapia ortodontica.

Terapia Miofunzionale-Recupero della corretta deglutizione-5 esercizio del Leone

Il Succhiamento del Ciuccio o del Dito

Il succhiamento del pollice o del ciuccio è un comportamento molto comune nei neonati e nei bambini piccoli. Rappresenta una forma di autoconsolazione, spesso collegata alla necessità di sicurezza, rilassamento o sonno. Il succhiamento del pollice o del ciuccio sono “vizi” che spesso vengono favoriti dagli stessi genitori perché in questo modo i bambini spesso si consolano e, ad esempio, si addormentano più facilmente. Sfortunatamente sia il dito che il ciuccio applicano una spinta molto importante sul palato e in questo modo si favorisce lo sviluppo del cosiddetto “morso aperto” condizione che se molto importante per essere corretta può richiedere anche procedure chirurgiche. Inoltre la presenza di un morso aperto può provocare anche difetti di fonazione che richiedono l’intervento del logopedista per essere corretti.

La suzione del pollice, del dito o del labbro o del ciuccio, rappresenta una delle abitudini viziate più frequenti nel bambino. Questo comportamento potrebbe essere mantenuto se circoscritto ai primi 2-3 anni di vita. L'abitudine al succhiamento in questa e poca infantile può essere considerata come una fase fisiologica dello sviluppo neuro-motorio. L'abitudine al succhiamento del ciuccio viene spontaneamente abbandonata in epoca relativamente precoce, più problematico è il succhiamento del dito, abitudine che perdura in un numero relativamente elevato di bambini. La persistenza della suzione del pollice, secondo alcuni, è legata allo svezzamento precoce, che toglierebbe al piccolo la gioia della suzione attraverso il seno materno.

I problemi che possono derivare da un succhiamento protratto sono numerosi: mancanza di contatto fra gli incisivi e, nei casi più gravi, un morso aperto, per la ridotta crescita dell’osso alveolare; persistenza di deglutizione infantile (atipica); aumentata "sporgenza" degli incisivi superiori; difficoltà a chiudere le labbra a riposo; problemi masticatori e fonetici.

Nell'articolo del blog del Dr. Davide Bencivenni, esperto in odontoiatria e ortodonzia infantile a Rubiera (RE), si scopre che il succhiamento del pollice è un riflesso naturale che si manifesta nei neonati già durante la vita intrauterina. È una modalità attraverso cui il bambino si calma, si rilassa e si addormenta. In questa fase, il gesto ha una funzione positiva e fisiologica. Tuttavia, quando persiste oltre i 3-4 anni, può trasformarsi in un’abitudine disfunzionale. L’atto del succhiare, esercitato ripetutamente, genera pressioni costanti su palato, arcate dentarie e muscoli periorali, alterando la crescita armonica della bocca.

Le motivazioni che spingono un bambino a succhiarsi il pollice possono essere diverse: ricerca di conforto (spesso si associa al bisogno di rilassarsi o addormentarsi), abitudine appresa (può essere il proseguimento naturale dell’allattamento o dell’uso prolungato del ciuccio), reazioni emotive (stress, ansia da separazione o cambiamenti come l’asilo o l’arrivo di un fratellino). In alcuni casi, dietro un’abitudine persistente si nascondono anche squilibri muscolari o difficoltà legate alla respirazione nasale.

Grafico che mostra la percentuale di bambini che succhiano il pollice o il ciuccio per età

Il succhiamento del pollice è considerato fisiologico fino ai 2-3 anni di età, quando il bisogno di consolazione orale è ancora legato allo sviluppo neurologico e affettivo del bambino. Dopo questa età, se l’abitudine si riduce spontaneamente, non è necessario intervenire. Se il comportamento prosegue oltre i 4 anni, è importante effettuare una valutazione odontoiatrica. La persistenza oltre i 5 anni può portare a malocclusioni e problemi funzionali difficili da correggere in modo spontaneo.

Le conseguenze più comuni del succhiamento prolungato sono: morso aperto anteriore, malocclusione di seconda classe, difficoltà di fonazione, problemi respiratori (respiro orale), alterazioni estetiche del sorriso e del profilo facciale.

La Suzione del Labbro Inferiore

L'abitudine nel bambino di succhiare il labbro (generalmente inferiore) consiste nel tenere ripetutamente premuto il labbro inferiore sotto i denti anteriori superiori. Questa abitudine viziata può verificarsi da sola o in combinazione con la suzione del dito o di altri oggetti. Ciò può comportare gli stessi tipi di problemi già discussi per il succhiamento del dito e per la deglutizione atipica, sebbene generalmente siano meno gravi, ma non trascurabili.

L'Onicofagia (mangiare unghie) e Strappare Pellicine (Titillofagia)

L’incontrollabile “vizio” di rosicchiarsi le unghie (onicofagia) e di mordicchiare le pellicine delle unghie o cuticole (titillofagia) è molto diffuso, soprattutto nei bambini e nei giovanissimi, sebbene si tratti di un’abitudine che, talvolta, può protrarsi in età adulta. Questo può portare all’insorgenza di infezioni in bocca e al livello delle dita, oltre che all’abrasione dello smalto, vale a dire ad un consumo (per l’attività meccanica tra i denti e l’unghia) della porzione di dente più sottile e visibile. Il soggetto, inoltre, tende a mantenere a lungo una posizione di avanzamento mandibolare più o meno simmetrica, in maniera incontrollata.

Quando Intervenire e Come Correggere le Abitudini Viziate

L’età ideale per eliminare le abitudini viziate è intorno ai 24 mesi e non oltre i 3 anni. La gravità dei danni conseguenti alle abitudini viziate dipende da: durata, intensità e frequenza dell’abitudine, oltre che dalla predisposizione genetica del singolo individuo. Il miglior modo per interrompere questi comportamenti è intervenire precocemente. Tuttavia, spesso sono necessari dispositivi ortodontici per aiutare il bambino a superare le problematiche correlate all’abitudine pregressa.

In generale, per aiutare il bambino ad eliminare le sue abitudini viziate è utile imparare a bloccare queste problematiche sul nascere. Non è efficace dire “così non si fa!”, che potrebbe creare ansia e frustrazione o essere preso come sfida e far attivare nel bambino il piacere di contraddire per ricevere attenzioni.

È utile creare una “tabella di marcia”, una sorta di gara a step da far durare un mese in cui ad ogni comportamento corretto daremo al bambino un rinforzo positivo, ad esempio un gettone o uno smile da attaccare sul calendario, e ad ogni vizio manifestato gliene toglieremo uno o non ne daremo altri. È necessario generare una “leggera e sana vergogna”. Ad esempio, facciamogli notare che in alcuni contesti sociali non compie già più questo gesto, proprio perché si vergogna di farlo davanti agli altri amichetti. Con il sorriso, facciamogli immaginare di andare ad un pigiama party o ad una gita scolastica: come reagiranno gli amici quando vedranno che lui succhia il dito? Non bisogna umiliarlo, ma fargli scoprire che la vita sociale ha delle regole e alla sua età non è più opportuno mettere il dito in bocca.

Si possono utilizzare delle marionette di peluche mono dito da inserire sulle dita che il bambino è abituato a succhiare e alla base delle marionette si può mettere del nastro adesivo per evitare che si sfilino. Procuratevi marionette in abbondanza e mettetele ovunque: sul divano, in macchina, sul comodino; usate rigore e metodo, mettete le marionette non appena arrivate a casa. Al bambino viene richiesta forza di volontà e all’adulto costanza.

Il momento ottimale per correggere l'abitudine di succhiare il dito o il ciuccio è l'età fra i 4 e i 5 anni, e possono essere utilizzate le seguenti tecniche: somministrare rinforzi positivi (il bambino riceve un premio quando non succhia); ridurre la gradevolezza derivante dal succhiamento (tintura amara sul dito, guantino di lana sulla mano…); applicare dispositivi ortodontici in grado di impedire meccanicamente il succhiamento (griglia palatina fissata su una placca mobile o griglia fissa).

Bambino che riceve un premio per un comportamento corretto

Il Ruolo degli Specialisti

Il logopedista si occupa di tutte le patologie funzionali derivanti dalle abitudini viziate. Dunque è fondamentale verificare, insieme allo specialista in ortodonzia, la presenza di vizi orali ed includere nel piano di cura l’eliminazione di tali cattive abitudini nonché il trattamento delle disfunzioni derivanti da esse, di cui si occupa il logopedista. Questo permetterà di ridurre i tempi di risposta alla terapia ortodontica e garantire la stabilità del risultato raggiunto, evitando il rischio di recidive.

È compito dell'odontoiatra specialista in odontoiatria pediatrica e ortodonzia, e del logopedista, individuare questi segni, e programmare un intervento terapeutico mirato. Lo specialista in ortodonzia, come il Dott. Davide Bencivenni, esperto in odontoiatria e ortodonzia infantile, può valutare strumenti specifici come attivatori miofunzionali. Presso il suo studio, si lavora con tecniche non invasive che rispettano i tempi e le emozioni del bambino, creando un percorso personalizzato e graduale.

Gli attivatori miofunzionali sono apparecchi rimovibili, in silicone o materiali morbidi, che si utilizzano principalmente di notte e servono a: riposizionare correttamente la lingua, rieducare la muscolatura periorale, interrompere l’abitudine del succhiamento, guidare la crescita delle arcate dentali. Sono particolarmente indicati per bambini dai 2 ai 6 anni che presentano morso aperto o abitudini viziate, bambini con uso prolungato del ciuccio, bambini con difficoltà respiratorie o posturali.

Attivatore miofunzionale

Il Medical Center Padova, centro specializzato in cure dentali per correggere le abitudini viziate dei vostri bambini, possiede strumentazioni e macchinari all’avanguardia, conoscenze mediche specialistiche comprovate e protocolli per rendere l’intera esperienza dei bambini serena, atraumatica e divertente. Considerando che il modo migliore per risolvere questi comportamenti alterati nel bambino è tramite un approccio sinergico, il centro si avvale di numerose figure per approcciarsi al problema a 360°.

La Dott.ssa Alice Cutrera, dentista a Vittoria e Gela, ha una lunga esperienza nel trattamento dei comportamenti orali nei bambini, prendendosi cura del sorriso dei più piccoli accompagnandoli con attenzione, dolcezza e competenza fin dai primi anni.

Conclusione

Le abitudini viziate sono un aspetto comune nello sviluppo infantile, ma se protratte oltre una certa età possono interferire con il corretto sviluppo dentale e funzionale del bambino. Non vanno sottovalutate, ma affrontate con empatia, pazienza e con gli strumenti giusti, con il supporto di specialisti qualificati. La diagnosi precoce e un intervento mirato sono fondamentali per prevenire danni permanenti e garantire un sorriso sano e armonioso.

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