Ernia e "Per Soldi e Per Amore": Un Viaggio Intimo Tra Maturità e Rivelazioni

Ernia, all'anagrafe Matteo Professione, non è semplicemente "il Duca di Milano" o "la penna rap più forte". La sua capacità di creare un mondo artistico credibile lo ha sempre distinto, raramente, forse mai, ha lasciato qualcuno perplesso sulle sue abilità. Se si prende il rap nudo e crudo e lo si scompone, restano la tecnica, le punchline, la capacità di scrivere e quelle, secondo l'artista, "non le infrange nessuno". A tre anni di distanza dall'acclamato "Io non ho paura" (2022), Ernia torna sulla scena con il suo quinto album in studio, "Per Soldi e Per Amore", un lavoro discografico che si rivela un'intensa esplorazione delle dicotomie della vita, della crescita personale e della consapevolezza artistica.

Questo nuovo capitolo segna un momento di profonda transizione per l'artista, che si trova a confrontarsi con una nuova fase della vita, quella dei trent'anni, e con l'avventura della paternità, dopo essere diventato per la prima volta papà di Sveva, avuta con Valentina Cabassi. Un percorso travagliato eppure illuminante, che lo ha portato a cestinare un disco precedentemente pronto perché "non lo convinceva", e a ricominciare da capo, dando vita a un progetto che, come lui stesso afferma, è una dedica a se stesso, in cui "vince l'amore".

Copertina dell'album Per Soldi e Per Amore

La Genesi di un Progetto Riveduto e Corretto: Tra Dubbi e Rinnovamento

La creazione di "Per Soldi e Per Amore" non è stata un percorso lineare. Ernia aveva un disco pronto, ma non lo convinceva, quindi lo ha buttato via e ha ricominciato da capo. Questo gesto radicale, nato dal desiderio di rappresentare al meglio la persona che è diventato, sottolinea una profonda consapevolezza artistica. Dopo vari ascolti, emerge principalmente un dettaglio da questo lavoro discografico, oltre la consapevolezza artistica: Ernia è diventato grande, ma questo non vuol dire che abbia acquisito solo adesso maturità. È piuttosto un processo continuo, un'evoluzione che si manifesta in ogni trima e in ogni riflessione.

Il risultato di questo processo di autoanalisi e rinnovamento è "Per Soldi e Per Amore", dodici tracce e quattro featuring che suonano come una dedica a se stesso. L'album, prodotto e diretto artisticamente da Charlie Charles, storico collaboratore e produttore multiplatino, rappresenta un sodalizio artistico che ha trovato piena realizzazione in questo progetto tanto personale quanto universale. Come recita James Franco nel video di lancio del nuovo progetto di Ernia, all'anagrafe Matteo Professione, i concetti di soldi e amore sono "due facce della stessa medaglia". Franco, nel video, invita a una profonda introspezione: "Immagina di guardarti allo specchio e di chiederti: cosa saresti disposto a fare per soldi? Ora prova a sostituire 'soldi' con 'amore' e otterrai una risposta molto diversa. Questo disco ti lascia davanti allo specchio a fissare quella parte di te che cerchi sempre di tenere nascosta". Questo dualismo, questa ricerca di un equilibrio tra affetti e materialità, permea l'intero lavoro, trovando nella paternità di Ernia un nuovo e profondo significato, dove "vince l'amore".

Ernia accoglie la stampa alla presentazione del disco in Universal, a Milano, dove descrive il progetto realizzato insieme a Charlie Charles come "un disco per i miei fan, che ha tutte le mie caratteristiche stilistiche di scrittura, reference, di mondi che decido di voler raccontare. C'è il tema della famiglia, degli affetti stretti, delle amicizie". Questo dimostra l'intenzione di mantenere la propria identità artistica pur aprendosi a nuove narrazioni.

La Maturità dei Trent'anni: Bilanci e Nuove Prospettive

"Per Soldi e Per Amore" nasce dalla fase di cambiamento dei trent’anni, in cui l’artista fa i conti con il proprio presente e si confronta con il passato. Con questo progetto, Ernia si ferma a osservare il proprio percorso nel delicato passaggio dei 30 anni, un’età di transizione in cui le prospettive cambiano e ci si confronta con nuove consapevolezze: si riconoscono ferite e successi, si impara a convivere con la solitudine senza tradirsi e a dare valore alle relazioni. Il disco è una falcata in movimento in cui una pianta del piede sta saldamente nell’età adulta e l’altra si appresta a fare il balzo definitivo per uscire dalla gioventù. In questo senso, il disco diventa un seme potenzialmente germogliabile e fertile nel terreno del “non ancora”; non ancora troppo grande, troppo esperto, troppo importante.

Il mercato discografico, spesso alla ricerca di nuovi ventenni brucianti o di veterani appagati, fatica a tradurre questa condizione ibrida, specchio di un contesto sociale dove il passaggio all’età adulta si frantuma in precarietà e rinvii, e a trent’anni si viene ancora percepiti “in prova”. Riscontrabile già dai primi versi è infatti l’accettazione del tempo che scorre e scrive sulla persona. Il cambio di prospettiva è evidente già se si mettono a confronto l’outro di “TUTTI HANNO PAURA” (“IO NON HO PAURA”, 2022) e “MI RICORDO” (“PER SOLDI E PER AMORE”). Se prima si parlava di "I parchi erano tundre, cresciuto a pane e turbe / Col fumo nelle unghie e il fumo dalle cunde", ora la riflessione si sposta su un piano più introspettivo e disilluso, pur mantenendo la sua innata capacità di scrittura.

Per soldi ma SOPRATTUTTO per amore con Ernia • Exxxclusive | m2o plus

Approfondimento Sulle Tracce: Un Viaggio Lirico e Personale

Il viaggio musicale e personale di Ernia si snoda attraverso dodici tracce, ognuna delle quali offre uno spaccato delle sue riflessioni, delle sue gioie e delle sue malinconie. La tracklist è stata costruita seguendo una logica precisa, partendo dai traumi e dalle insoddisfazioni iniziali, per poi evolvere verso la gratitudine.

1. Mi ricordo

"Mi ricordo" apre il disco con la disillusione degli ultimi anni. Ernia racconta: «Apre con la disillusione degli ultimi anni: aver raggiunto un discreto successo, un certo livello, e poi guardarmi intorno e rendermi conto che per tanti - e anche per me - i soldi hanno finito per decidere, quando in realtà avevamo tutti iniziato per altro. Dal rap, quando abbiamo cominciato, non potevi ricavarne nulla: era impossibile pensare di poterci vivere». La canzone mette al centro un profondo sentimento di disillusione derivante da una presa di coscienza: "Ho raggiunto un discreto successo, mi guardo attorno e mi rendo conto che per tanti i soldi hanno deciso al loro posto". Il primo brano del disco racconta gli inizi e la disillusione che ormai prova nei confronti del suo lavoro, evidenziando come le cose siano cambiate, e non sempre in meglio.

2. Figlio di (feat. Club Dogo)

"Figlio di" è una traccia celebrativa che rappresenta un vero e proprio sogno realizzato per Ernia. Con questa canzone Charlie Charles è stato fondamentale: «mi ha spinto a chiedere». I Dogo, infatti, erano noti per la loro selettività nelle collaborazioni, disponibili solo per se stessi, eccezion fatta per Co’Sang e DJ Shocca, nomi storici della scena. Charlie ha caldeggiato fortemente l’idea: "per un no non si muore", e alla fine hanno detto di sì. Questo brano è nato da un’idea scritta la scorsa primavera, concepita in studio con l'obiettivo di creare qualcosa di divertente, ispirato allo stile dei Club Dogo e in particolare dopo aver riascoltato “Il mio mondo le mie regole”. "Figlio di" rappresenta così un legame diretto con le radici del rap milanese, celebrando l’ispirazione ricevuta e il percorso di crescita musicale dell’autore, un passaggio che per Ernia è anche un punto di arrivo personale.

3. Il gioco del silenzio

Questa è l'unica traccia di amore canonico, un brano dedicato all’amore per una ragazza, al gioco del silenzio, qualcosa che Ernia ha vissuto in passato. Il brano nasce dal desiderio di raccontare un’esperienza personale legata al silenzio punitivo, vissuto in passato, tema che l'artista cercava il modo di esprimere in musica già da prima della pubblicazione di “Io Non Ho Paura”. La traccia ha avuto diverse versioni prima di trovare la sua forma definitiva, a testimonianza del percorso creativo e della cura messa nella produzione. Ha a che fare con il "silenzio punitivo", un'esperienza vissuta dall'artista da giovane, in una precedente relazione, e su cui stava rimuginando da tempo.

4. Fellini (feat. Kid Yugi)

"Fellini" è un brano dissacrante, che va a distruggere alcuni punti fermi di molti rapper di oggi. Ernia spiega: «A volte mi sembra che i rapper si sentano intoccabili e che quella cosa sia l’unica che conti. Nell’eremo conta solo quello. È anche un brano che relativizza: fai rap, non sei il presidente della Repubblica. Facciamo cose significative per la musica dei prossimi anni, ma a volte sembra che alcuni si comportino come se tutto dipendesse solo da loro. Non farti film: non sei Fellini». "Fellini" è una traccia speciale all’interno dell’album, frutto della collaborazione con due figure chiave della produzione. Il brano nasce nell’autunno del 2024 dall’idea di un flow melodico e altalenante, combinato con l’interpretazione di Kid Yugi che, uscendo dalla propria comfort zone, ha scelto di seguire il flusso originale dell’artista rendendo il pezzo unico. "Fellini" mescola ironia e osservazione sociale: prende in giro l’ambiente del rap e mette in guardia i più giovani, celebrando al contempo la costanza e il metodo di lavoro degli artisti della scena. Ernia racconta la collaborazione con Kid Yugi, con cui ha un rapporto di amicizia: "Quando viene a Milano mi scrive sempre. Non ho dovuto alzare la cornetta per questo featuring, eravamo a tavola a pranzo insieme quando gliel'ho proposto".

5. Per i loro occhi

"Per i loro occhi" è il quinto pezzo dell’album e, secondo l’artista, rappresenta il cuore del disco. È dedicata agli occhi dei suoi genitori e al rapporto che lui e sua sorella hanno avuto con loro. Ernia rivela: «Mia madre non è mai stata la mamma canonica, i miei sono sempre stati piuttosto freddi. Non saprei darvi un’alternativa: sono cresciuto così. Non mi hanno mai detto “bravo”. Da adulto riconosco che a volte mi sarebbe piaciuto sentirmelo dire. Anche oggi, i miei genitori mi chiedono solo: “Il lavoro, tutto bene?”. Non hanno mai commentato un disco, anche se so che li ascoltano. Ma mai un commento». Il brano racconta esperienze personali legate al rapporto con i genitori: non si tratta di giudizio, ma di condividere la propria versione dei fatti e di come ognuno si porta dietro traumi e vissuti personali. Questo brano apre la parte più intima del disco.

6. Per te

"Per te" viene presentata come la conseguenza del pezzo precedente, "Per i loro occhi". Nata in maniera spontanea in studio, su un valzer improvvisato al piano, è un flusso emotivo istintivo che approfondisce le dinamiche familiari e le battaglie interiori dell’artista, collegandosi direttamente alla traccia precedente. Il testo emerge un forte senso di solitudine ("Tu ti senti solo/e a volte un po’ lo sei/ma quando prendi il volo/diventi come vorrei…"), e per l'autore è "Tra le più belle canzoni che abbia mai scritto". "Per te" affronta i temi dell’insoddisazione interiore, della solitudine e di quella battaglia personale che da sempre accompagnano l’artista, il senso di non essersi mai sentito dire "bravo", di aver sempre guardato al livello successivo senza fermarsi a riconoscere i traguardi. Questa è per lui.

7. Da denuncia (feat. Marracash)

"Da denuncia" nasce nel 2021. Ernia racconta: «Io ero uscito con Gemelli e Marra con Persona (da un anno), due dischi che erano andati molto bene, entrambi prodotti da Marz & Zef. Doveva essere una canzone per loro. L’originale aveva linee e produzione diverse. Mi chiedo: cosa ho fatto per arrivare fin qui? Cosa sono stato disposto a fare durante il percorso?». Nato da un’idea che risale al 2021, "Da denuncia" è uno dei brani più simbolici dell’album. Inizialmente concepito su una produzione rimasta inedita per anni, il pezzo ha trovato nuova vita grazie al lavoro con Charlie Charles, che ne ha ridefinito suono e direzione insieme al rifacimento totale dei testi. La presenza di Marracash rende la traccia un momento atteso e significativo per il pubblico dei due artisti. Il brano include l'immancabile riferimento al quartiere milanese dove è cresciuto Marracash: "Barona la mia Azkaban, ora è il mio Alcazar / Pagato come Alcaraz, fuga da Alcatraz".

8. Perché (feat. Madame)

"Perché" è il pezzo che l'artista definisce "sociale". La collaborazione con Madame nasce dall’esigenza di dare respiro e luce a un disco dal tono spesso introspettivo e scuro. Ernia spiega: «Francesca è stata eccezionale: inizialmente ero solo io, molto cupo. Madame era il personaggio giusto da inserire, anche con riferimenti nel bridge ai miei progetti». In origine il ritornello era affidato solo all’autore, ma la scelta di coinvolgere Madame - perfettamente in sintonia con il suo mondo musicale - ha portato nuova energia e profondità alla traccia. Madame ha interpretato il pezzo con immediatezza, arricchendolo con una citazione al disco precedente di Ernia. Ernia aggiunge: «Lei è tra gli artisti più capaci e talentuosi. Non ha ricevuto il riconoscimento che merita».

9. Non piangere

"Non piangere" nasce con una produzione di Dat Boy Dee e Geolier, durante una session a Napoli. È il primo brano, in ordine cronologico, scritto per l'album e porta con sé un forte carico emotivo. Il pezzo prende ispirazione dalla telefonata con un amico in carcere, esperienza che ha segnato profondamente l’artista in quel momento. Ernia racconta: «Parla del carcere di un mio amico, giugno 2023. Durante Celebrity Hunted ricevetti una chiamata: un mio amico d’infanzia, che ha lavorato con me, stava per finire in carcere in Francia. Racconto quello che mi ha suscitato».

10. Berlino

"Berlino" è un pezzo su sua sorella, che oggi vive nella capitale tedesca. Questo disco per Ernia è molto “noi”: le persone con cui lavora, la sua famiglia. Sua sorella si è trasferita in Germania nel 2021: «a volte mi manca, anche se non siamo tipi da dircelo. Mi dispiace che viva lontano, ma le riconosco una cosa: non ha mai accettato nessuna forma di aiuto da parte mia. È fotografa, e in quell’ambiente ci sarebbe sempre bisogno di contatti, ma non ha mai voluto che la inserissi, che le presentassi qualcuno. Vuole fare il suo percorso: per me è un grande esempio di dignità. Non vuole essere “la sorella di” ed entrare grazie al fatto che a me le cose stanno andando bene. In un Paese in cui ogni posizione viene usata per inserire qualcuno, per me la sua è una bella storia». "Berlino" è la penultima canzone scritta per l'album e rappresenta un momento di respiro all’interno del progetto, grazie a un’atmosfera più luminosa e aperta. Il brano è l’unico del disco costruito sulla chitarra, in contrasto con la predominanza del pianoforte nelle altre tracce. Il sentimento che dà il nome al disco, l'amore, compare in maniera chiara e limpida in questa traccia.

11. Per soldi e per amore

Questa è la title track dell’album e serve a tirare le somme di tutto il lavoro. Affronta il legame tra affetti e denaro, raccontando il rapporto dell’artista con gli amici più stretti, con le persone con cui vive e lavora e osservando come ciascuno di loro ha vissuto il tema dei soldi. Ernia rimarca ancora la solidità del rapporto con il proprio entourage, un sentimento di affetto che valica i confini lavorativi: "Non frequento molto gli altri colleghi, non mi piace fare network con persone con cui non ho nulla da dirmi". Il sentimento che dà il nome al disco compare in maniera chiara e limpida anche qui, a mo’ di confessione, il punto di riferimento che ha permesso all’autore di affrontare sé stesso, i suoi deficit comportamentali e le soddisfazioni che oggi lo rendono finalmente "GRATO".

12. Grato

"Grato" chiude l’album e rappresenta una riflessione matura sul tema dell’insoddisfazione, presente in modo ricorrente nei precedenti lavori dell’artista. Ernia la considera una traccia importante perché «nella mia narrativa ho sempre parlato di delusione. Nel primo disco avevo pezzi come "Baudelaire", "La nuit", "La noia", "Scegliere bene", dove parlavo di mancata realizzazione. Guardavo già al passo successivo, senza fermarmi. Questo pezzo affronta lo stesso tema, ma da un altro punto di vista: è un punto di chiusura per quel tipo di narrazione». A differenza di altri brani, qui il focus si sposta dal raggiungimento di obiettivi professionali a ciò che conta realmente: le relazioni, gli amici e la famiglia. Ernia conclude: «Ora ho una compagna, una bambina piccola, faccio il lavoro che ho sempre voluto. Posso annoiarmi quanto voglio, ma guardando fuori e vedendo come va il mondo, non posso che essere grato. È un dovere, come se fossi un sopravvissuto». Grato è il culmine del viaggio iniziato con "Mi ricordo", portando a una chiara espressione di gratitudine come risposta a un mondo che sta andando in rovina.

Tematiche Centrali: Dalla Disillusione alla Gratitudine

Il percorso tracciato da "Per Soldi e Per Amore" è un vero e proprio viaggio nella maturità, un tentativo di sciogliere le dicotomie che da giovani possono diventare conflitti interiori, alla ricerca di una convivenza pacifica tra contrasti e fragilità. Un disco che avvicina e mette in dialogo le due anime dell’artista. Si passa dalla disillusione e dal riconoscimento che "i soldi hanno finito per decidere" a una profonda gratitudine per gli affetti e per il percorso compiuto.

Il tema della famiglia, degli affetti stretti e delle amicizie è preponderante. Il disco si snoda come il racconto di una fascia d’età ancora esente dalla narrazione mainstream, in cui i concetti di soldi e amore, classicamente presentati come binomio ossimorico (soldi o amore), trovano una sintesi nel nuovo disco di Ernia. Questo non è un album che contrappone i due elementi, ma li intende come facce della stessa medaglia, interconnessi e determinanti nel plasmare l'identità dell'individuo.

Il sentimento di gratitudine emerge potente, come una risposta a un mondo che spesso sembra sull'orlo della rovina. La seconda parte del disco, in particolare, si lascia alle spalle la rabbia per abbracciare la gratitudine, e Ernia, diventando Matteo, racconta i sacrifici fatti per arrivare dov'è ora e dedica attenzioni a sua sorella e alla sua famiglia. La paternità ha indubbiamente influito su questa prospettiva. Ernia stesso riflette: «Dove sta l’equilibrio tra soldi e amore? Non c’è una risposta oggettiva, ognuno ha la sua. Però se rileggo i testi mi accorgo che la mia risposta c’è: vince l’amore. È venuto fuori involontariamente, ma con chiarezza. Per i miei, per i miei amici, per la musica, per il lavoro che faccio. È lì che ho fatto vincere l’amore». Il passaggio da Matteo figlio a Matteo padre non è stato ansioso o spaventato, ma "sereno", la cosa giusta nel momento giusto. La paternità ti mette davanti a una prospettiva nuova, ma per lui è stato naturale.

Diagramma delle tematiche principali dell'album di Ernia

Stile e Produzione: Il Ruolo del Pianoforte e di Charlie Charles

Dal punto di vista stilistico, si distingue una notevole predominanza del pianoforte sugli altri strumenti, una scelta dettata dal modus operandi di Ernia e Charlie Charles. L'artista in conferenza stampa ha raccontato: "Molti pezzi sono nati così, piano e voce. Abbiamo provato a inserire altri strumenti, ma 'girava' meglio così". Questa decisione conferisce all'album un'atmosfera intima e introspettiva, amplificando la profondità delle liriche. La produzione e la direzione artistica curate da Charlie Charles sono il frutto di un rapporto nato agli esordi e oggi pienamente realizzato, contribuendo a un progetto che, seppur personale, risulta universale nella sua risonanza emotiva. Se da una parte il comparto testuale risulta di alto livello, forse il più alto di Ernia, le melodie e i beat di Charlie Charles sono percepiti da alcuni come sonorità già battute, a-personali, ammiccanti a un pubblico ampio e generale. Tuttavia, la scelta del pianoforte come elemento centrale dimostra una ricerca di un sound specifico che si adatti alla narrazione matura dell'album.

L'Artista e il Pubblico: Identità e Riconoscimento

Ernia si scontra anche con il concetto di "artista" e di come questo termine venga spesso abusato. «Ma non chiamatemi artista», dice. Ernia è netto e con questo disco prova a fare a pezzi lo stereotipo del rapper: «L’hip hop è uno strumento, ci puoi parlare di qualsiasi cosa. Certo, la facciata arriva prima: i pezzi da club, quelli più commerciali. Ma non puoi giudicare un artista solo da quello che streamma di più». E poi aggiunge sul concetto di artista: «Mi sembra che la parola artista sia stata un po’ violentata. La usano tutti per giustificarsi. Io non l’ho mai detto, oggi forse è la prima volta. Io scrivo canzoni, sono un autore. Non mi piace questa immagine del genio pazzo che fa quello che vuole perché tanto è arte. Nel corso degli anni ho visto persone fare delle cose anche ridicole e bizzarre e pensare che forse non avevano a che fare con il loro lavoro, poi quando glielo fai notare rispondo “sono un artista”. In questo senso credo sia una giustificazione».

Questa onestà e la sua identità di "ragazzo della classe media" permettono a molte persone di rivedersi in questo disco e di dialogarci. Ernia parla ai cosiddetti "normali", ai figli e alle figlie della piccola-media borghesia che non hanno fatto una vita di strada, ma solo lievi effrazioni, rimanendo nel proprio, cercando di sgomitare per trovare una propria posizione. In redazione, parlando di questo disco, è stato detto: “sembra che viviamo tutti la stessa vita” e questa frase permette di tirare le somme in maniera lucida, evidenziando la risonanza del messaggio di Ernia.

I ringraziamenti in coda al disco sono un ulteriore tassello di questa narrazione personale e sentita. Il tema "Soldi e amore" viene declinato su tutte le persone care all'artista: "Ai miei che mi hanno insegnato a saper dare valore ad entrambi. A mia sorella che è emigrata per trovarne. Alla mia banda che non mi ha mai chiesto né gli uni né gli altri, ma gli uni e gli altri mi ha dato sempre. Ai miei collaboratori e agli addetti ai lavori: se la ricerca dei primi ci ha unito, è il secondo che mi lega a voi. A chi ha preso altre strade rispetto alla mia, auguro di trovare ambedue sul percorso. Alla mia compagna e alla nostra famiglia, perché solo il secondo conta davvero". Nel corso della conferenza stampa, una parentesi doverosa è stata dedicata alla compagna, l'influencer Valentina Cabassi, e alla loro bambina nata a luglio. Ernia ha raccontato: "Mia figlia sta da gara, non rompe i cogl**ni. Sono molto felice di avere una figlia femmina". Questa espressione genuina e schietta riflette la profonda felicità e gratitudine che permeano l'intero progetto.

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