I Segreti della Riproduzione dei Guppy: Perché a Volte Non Partoriscono

L'allevamento dei guppy rappresenta spesso la porta d'ingresso nel mondo dell'acquariofilia, grazie alla loro notevole prolificità e alla vivace colorazione, specialmente nei maschi. Tuttavia, anche con una specie così riproduttiva, possono sorgere dubbi e preoccupazioni, in particolare quando una femmina gravida non partorisce nei tempi previsti, portando gli acquariofili a chiedersi: "perché i guppy non partoriscono?". Comprendere la biologia riproduttiva di questi pesci, le loro esigenze e i fattori di stress è fondamentale per garantire il benessere delle femmine e il successo della riproduzione. Questo articolo si propone di esplorare le cause di un mancato o ritardato parto, analizzando le caratteristiche distintive dei guppy e fornendo indicazioni basate sull'esperienza per affrontare al meglio queste situazioni.

Dimorfismo Sessuale e Meccanismi Riproduttivi dei Guppy

Il dimorfismo dei guppy è molto facile da individuare, innanzitutto dall'aspetto. I maschi hanno la livrea più colorata e soprattutto la coda e la pinna dorsale molto più sviluppate e colorate delle femmine, che sono in genere più grandi, con la pancia più gonfia e con una colorazione grigiastra, scialba, con le pinne non colorate o a volte con la coda appena colorata, ma non certo paragonabile ai maschi. La differenza fondamentale comunque è che i maschi hanno la pinna anale trasformata in gonopodio. Il gonopodio è l’organo copulatore che si sviluppa nei maschi, una sorta di "pene" per rendere meglio la cosa. Questo “pene” è il risultato delle tre pinne ventrali del maschio che con la crescita tendono a modificarsi fino a diventare particolarmente fini. Se si osserva attentamente il momento in cui il maschio tende a muovere il gonopodio per dirigerlo all’interno della fessura urogenitale della femmina, nel tentativo di fecondarla, si noterà che sono le pinne laterali del gonopodio a muovere la pinna centrale. Quest’ultima sarà quella che trasporterà le spermatofore all’interno della femmina.

Dimorfismo sessuale guppy: maschio con gonopodio e femmina

Questo organo sessuale serve ai pesci ovovivipari per fecondare le uova direttamente nella pancia della femmina, che partorisce quindi piccoli vivi. L'enorme prolificità dei guppy è dovuta proprio al fatto di essere ovovivipari, cioè le uova non devono essere deposte su un qualche supporto esterno per essere poi fecondate dallo sperma del maschio. Grazie al gonopodio maschile, le uova vengono fecondate direttamente all’interno della pancia della madre. Così gli embrioni all’interno delle uova fecondate si possono sviluppare al sicuro, al riparo dai predatori, nutrendosi del sacco vitellino contenuto all’interno. Al momento del parto quindi la mamma espelle le uova che si stanno schiudendo, partorendo piccoli già formati, della lunghezza di 5-6 mm e del tutto autosufficienti.

È molto importante però mettere sempre un maschio ogni 2-3 femmine, a causa dell’estrema "focosità" dei maschi. Mettere soltanto una coppia, o peggio, tanti maschi e poche femmine, significa spesso condannare a morte prematura le femmine, per il troppo stress. Lo so che i maschi sono più belli, ma la salute dei pesci viene per prima. Sconsigliatissimo è anche fare acquari di soli maschi, perché sono più belli e per non avere il problema degli avannotti: sono pesci dall’istinto riproduttivo straordinario, lo stress per loro sarebbe enorme e cronico, e lo stress abbassa le difese immunitarie, rendendo i pesci più soggetti ad ammalarsi e a morire prima della loro normale aspettativa di vita.

Il Ciclo di Gestazione e i Segnali del Parto Imminente

Una femmina partorisce da una ventina fino a 35-40 piccoli ogni 30 giorni circa, anche se questo dipende da molti fattori, dall’età, dalla temperatura, ecc. Si riesce a comprendere come mai venga soprannominato "pesce milione": in un tempo relativamente breve si moltiplicano a dismisura, senza contare il fatto che una femmina già a un mese o due è sessualmente matura ed è in grado di partorire a sua volta. Questo in natura serve a garantire la propagazione della specie, anche in assenza di cure parentali da parte dei genitori, perché tra le decine e decine di piccoli, qualcuno che riesce a sopravvivere ai predatori c'è sempre. Inoltre, si salvano i più furbi, i più svegli, in grado di portare avanti le caratteristiche migliori della specie.

Il periodo di gestazione è in media di 25 giorni, ma questo dato è da prendere con le pinze, nel senso che spesso le femmine hanno caratteristiche fisiologiche diverse e possono partorire prima o dopo del periodo sopra citato. In linea di massima, comunque, le femmine più giovani (5-8 mesi) tendono ad avere una gestazione più breve, dai 19 ai 25 giorni, mentre le femmine più anziane (8 mesi e più) variano dai 27 fino ai 33 giorni. Questo discorso resta valido sempre che la femmina sia in buona salute e venga regolarmente fecondata dal maschio e sempre che quest’ultimo sia in buone condizioni per trovare l’attimo giusto per fecondarla. Questo divario, tra femmine giovani ed anziane è dovuto probabilmente dal diverso numero di uova che si trovano a gestire. Infatti, mentre le femmine più giovani possono partorire, salvo eccezioni, un massimo di 20 avannotti, le femmine più grandi e mature possono arrivare fino a 60/70 avannotti se si trovano in eccellenti condizioni fisiche. Un parto può durare da un’ora fino a 48 ore dall’uscita del primo avannotto. Se in salute, non stressata e lasciata in libertà o abituata a partorire nella sala parto, la femmina di guppy partorisce molto velocemente e soprattutto darà alla luce avannotti ben formati, vispi e pochissimi, se non nessuno, saranno quelli nati morti o con delle deformazioni.

Le femmine prossime al parto sono facilmente riconoscibili dal ventre gonfio e dalla macchia scura sempre più evidente nella zona uro-genitale. La macchia scura, meglio conosciuta come macchia gravidica o di gravidanza, è un particolare che distingue la femmina. Chiamarla macchia scura può però essere fuorviante, perché questa è veramente scura solo negli esemplari di femmine grigio/verdi, mentre tende ad essere rosso chiaro o addirittura rosa negli esemplari giallo/arancio e bianco/rosa. Questa macchia è nella stragrande maggioranza dei casi sempre visibile nelle femmine e tende ad aumentare di volume quando la femmina è prossima al parto. Tuttavia, non è la macchia gravidica a dare l’indicazione più precisa sulla prossimità o meno del parto di una guppy.

Macchia gravidica ingrossata in guppy femmina

Un altro problema che spesso si presenta ai nuovi allevatori di guppy è riconoscere quando per la femmina si avvicina il momento del parto. Le femmine di guppy, come degli altri poecilidi, hanno spesso e volentieri la pancia gonfia, anche quando non sono incinte, quindi per un occhio inesperto può essere difficile distinguere gonfiore da gonfiore, e la differenza si coglie con l’esperienza. Le guppe che stanno per partorire hanno la pancia non solo gonfia, ma che sembra stia per esplodere. La macchia nera sul retro della pancia allo stesso modo non è indicativa di parto imminente, perché è presente anche nelle guppe non incinte, più piccola naturalmente. Ma quando la guppy sta per partorire, la macchia nera, oltre che più grande, diventa come "traslucida" e osservando molto attentamente è anche possibile scorgere i piccoli dentro la pancia.

Un metodo sicuro per individuare il momento giusto per isolare la femmina o per comprendere la vicinanza del parto è quello di notare il ventre leggermente appuntito in prossimità del foro urogenitale. Questo sta a significare che il primo avannotto (ancora all’interno dell’uovo) si è messo in posizione per essere espulso ed è già nella cloaca della madre. In una macro, oltre all’"appuntimento" del ventre, si può notare chiaramente un occhio di un avannotto, il quale è già ben formato all’interno dell’uovo. Questo fenomeno è molto più visibile per le femmine di razza blond. Altri segni di un parto imminente sono le contrazioni che ha la femmina, che tende a fare movimenti a mo’ di serpente, e il tendere ad isolarsi per trovare un posto tranquillo, lontano dai maschi e dalle altre femmine. Spesso si riscontra anche una mancanza d’appetito; più che inappetenza, sembra riscontrarsi una vera e propria difficoltà nel mangiare, con una conseguente rinuncia. Probabilmente a molti è capitato di osservare questo fenomeno: si avvicinano alla superficie per mangiare e poi bruscamente tornano sul fondo della vaschetta. Quando le uova entrano nello sfintere genitale (siamo ormai prossimi al parto), la fessura uro-genitale tende ad allungarsi e dalle prossime contrazioni usciranno gli avannotti. Di solito il parto avviene alle prime luci dell’alba, anche se spesso, a cause delle costrizioni cui le sottoponiamo per salvare gli avannotti, possono partorire in qualunque ora del giorno.

Cause e Fattori che Possono Ritardare o Impedire il Parto

Quando una guppy incinta non partorisce, nonostante mostri segni di gravidanza, la situazione può generare ansia nell'acquariofilo. Diverse possono essere le ragioni per cui una femmina di guppy ritarda o non riesce a partorire, e spesso sono correlate a fattori ambientali, stress o condizioni di salute.

Una delle cause più comuni di ritardo nel parto è lo stress. Come emerso dalle esperienze di diversi acquariofili, "la mia guppa non ha più partorito… è sempre 'gonfia' di avannotti ma non accenna a 'farne fuori'… Devo dire che il maschio è piuttosto insistente e continua ad inseguirla… potrebbe essere per quello?". Questo scenario è frequente; se la femmina si sente minacciata o continuamente infastidita dai maschi, può ritardare il parto. Un'altra testimonianza ha rivelato che "in vasca era molto stressata dal maschio e non trovava un secondo per stare tranquilla". Lo stress cronico abbassa le difese immunitarie, rendendo i pesci più soggetti ad ammalarsi e a morire prima della loro normale aspettativa di vita.

I miei guppy sono stressati? Cos'è lo stress dei pesci?

L'uso prolungato della sala parto è un'altra fonte significativa di stress. "Le sale parto sono pericolose, vi muoiono molte pescioline e avannotti. Inoltre lo stress fa MALISSIMO ai pesci, è una causa di morte non trascurabile!". Se una femmina viene inserita nella sala parto troppo presto o vi rimane per un periodo eccessivo, lo stress derivante dallo spazio ristretto, dalla mancanza di nascondigli e dall'isolamento può inibirne il parto. Molti avranno notato che la sala parto, nonostante sia dotata di una grata che permette agli avannotti di fuggire alle voglie cannibalesche della madre, non risulta spesso adeguata a tale scopo. Il motivo è stato spiegato in precedenza, inoltre, i piccoli essendo fotosensibili tendono a dirigersi verso la luce ed aumentare i rischi per la propria incolumità.

Un parto troppo ritardato può anche essere sintomo di problemi di salute. Un utente ha riportato: "non è una guppa in buona salute… guarda… non è tanto la gobba secondo me quanto il fatto un po' strano che non abbia la macchia nera che le femmine hanno sempre.. Che devo fare? Preparare i crisantemi e prenotare il prete?". Un'altra esperienza simile descriveva una guppa che "non aveva la spina dorsale così ma il ventre era lo stesso… Ha iniziato a defecare feci filamentose trasparenti e non ha più partorito". Feci filamentose possono indicare problemi intestinali, parassiti o infezioni batteriche, che indeboliscono la femmina e possono impedirle di partorire. In questi casi, è necessario isolarla e somministrare una dieta a base di aglio e spirulina o microgranuli di marca buona, come suggerito da un acquariofilo.

I valori dell'acqua giocano un ruolo cruciale. I guppy prediligono l'acqua dura, e un KH (durezza carbonatica) tra 6 e 16 è ideale. Un KH troppo basso, ad esempio a 3, potrebbe non essere ottimale per loro, sebbene un KH a 4 sia accettabile. La qualità dell'acqua in generale è fondamentale. Gli avannotti in particolare sono molto sensibili ai nitriti e ai nitrati. Già concentrazioni di NO3 superiori ai 30 mg/l possono essere fatali per alcune varietà. Pertanto, la soluzione migliore in questi casi è quella di fare cambi frequenti, inserendo ogni volta degli attivatori biologici in vasca e nel filtro. Se una femmina è stressata o malata, non riesce ad espellere nemmeno "cacchina" o vermi.

Infine, l'età della femmina può influire sul processo di parto. Mentre le femmine giovani (5-8 mesi) tendono ad avere una gestazione più breve, quelle più anziane (8 mesi e più) possono avere gestazioni più lunghe. "Dipende dalle condizioni di allevamento, solitamente 28 giorni… può arrivare a 40/45 nel caso di primi parti, o anche 25 in caso di sbalzi climatici". Un parto che supera i 40-50 giorni, come descritto in un caso, è anomalo e può indicare una sofferenza della femmina o la presenza di avannotti troppo grandi per essere espulsi facilmente. È anche possibile che la femmina abbia una "gravidanza isterica", una finzione da parte del pesce di essere incinta, anche se è raro. Tuttavia, se si vedono gli occhietti degli avannotti nella pancia con una lente di ingrandimento, è sicuramente gravida. "Quando ancora stavo lì con retini e sale parto (colpa del pescivendolo e dei suoi malsani consigli) ho aspettato un sacco, mesi!". Questa testimonianza sottolinea come l'eccessiva attesa in situazioni di stress possa aggravare il problema.

La Gestione del Parto: Sala Parto, Alternative e Cura degli Avannotti

La decisione di intervenire nel processo di parto dei guppy, specialmente per i neo acquariofili, si concentra spesso sull'uso della sala parto. Questa prospettiva in genere non è colta dai neo acquariofili, che non appena scorgono una guppina con la pancia gonfia subito corrono a comprare quelle specie di lager, le sale parto, da appendere all’interno della vasca, per salvare quanti più possibili avannotti. Ci si domanda spesso: conviene usare la sala parto? Dipende, anche qui. Qual è il nostro scopo? Allevare un gran numero di guppy, oppure farli riprodurre in libertà sperando che se ne salvi qualcuno?

Sala parto per guppy in acquario

Il mio consiglio è quello di usare una sala parto per un'unica femmina (mai due!) ed usare il divisorio in modo da alloggiare la partoriente nella parte di vaschetta meno soggetta alla luce e far sì che l’altra parte sia rivolta verso la luce naturale che può provenire dalla finestra della stanza dove è allocato l’acquario, o al limite dove la luce del neon sia più forte. Questa soluzione permette agli avannotti di dirigersi istintivamente nella parte più illuminata e opposta a quella della madre e nuotare liberamente. Per facilitare il transito dei piccoli da una parte all’altra della vaschetta è consigliabile posizionare sotto il divisorio un qualcosa (un sassolino ad esempio) che permetta di creare uno spazio di qualche millimetro che agevolerà il passaggio. Gli avannotti raramente cercheranno di nuotare dalla stessa parte della madre, anche avendone la possibilità. Questo metodo diminuisce ancora di più lo spazio vitale durante il parto, ma se abituate fin da piccole, le femmine sembrano quasi abituarsi a questo sacrificio. Inoltre, con un po’ d’esperienza si può individuare quando è il momento giusto ed evitare di tenerle a lungo nella sala parto.

La sala parto, nonostante sia dotata di una grata che permette agli avannotti di fuggire alle voglie cannibalesche della madre, non risulta spesso adeguata a tale scopo. Il motivo è che i piccoli, essendo fotosensibili, tendono a dirigersi verso la luce, aumentando i rischi per la propria incolumità se non trovano un rifugio adeguato. Un’alternativa è allestire un acquario destinato ad accogliere le sole femmine prossime al parto, appositamente modificato in modo da far sì che in una parte nuotino le femmine e nell'altra, separati da un’apposita rete che impedisca il passaggio alle madri, gli avannotti. Entrambi i metodi, comunque, non garantiscono al 100% che le madri non mangino i propri piccoli. Questo succede perché gli avannotti appena nati vanno verso la superficie dell’acqua a prendere una boccata d’aria con la quale riempire la vescica natatoria e il rischio di essere mangiati sale notevolmente.

Altri sistemi, molto simili e che sono usati spesso dagli allevatori professionisti, consistono nell’allestire una sorta di sala parto galleggiante di dimensioni notevoli. Si possono usare delle scatole di polistirolo, senza il fondo, che sarà sostituito da una retina, dove alloggeremo le femmine, oppure delle reti di plastica con maglie molto fini, disposte a cilindro e che avranno la stessa funzione delle scatole di polistirolo. Questi allevatori sostenevano che questo sistema riduce leggermente le possibilità di salvarsi degli avannotti, ma aumenta notevolmente il numero dei parti e la quantità di avannotti che vengono partoriti, poiché le femmine sono meno stressate e hanno più spazio per nuotare. Esiste infine un apposito strumento, reperibile sempre nei negozi specializzati, che permette di aspirare gli avannotti, appena questi vengono espulsi dalla madre. Questa soluzione garantisce il recupero di quasi tutta la prole, ma è un po’ più costoso rispetto alla classica “sala parto”.

Se invece l’acquario è piantumato (non dico in stile olandese, bastano parecchie piante che formino cespugli un po’ intricati e che soprattutto arrivino al pelo dell’acqua, tipo Limnophila, Bolbitis heudelotii, o piante galleggianti come Ceratophyllum demersum e Riccia fluitans), i guppini sono perfettamente in grado di cavarsela da soli. Questa è spesso la soluzione migliore per evitare stress alle femmine, che altrimenti subirebbero uno stress incredibile provocato dalla sala parto.

Alimentazione e Sviluppo degli Avannotti

Una volta nati, gli avannotti richiedono cure specifiche. Cosa si dà da mangiare agli avannotti? Qualsiasi mangime che usiamo per gli adulti, ma deve essere prima polverizzato. L’ideale restano sempre i naupli di artemia che dobbiamo far prima schiudere. Una particolarità degli avannotti di guppy è che si adattano a mangiare i mangimi commerciali fin dalla nascita. Se ben alimentati (ad esempio con naupli di artemie) già dopo un mese e mezzo i maschi iniziano a mostrare i primi colori. Se invece vengono alimentati con mangime in polvere normale, i tempi aumentano. Se ben nutriti e ben tenuti, già al secondo mese di vita le femmine sono fertili e i maschi cominciano a sviluppare il gonopodio e a correre dietro alle femmine.

Un problema frequente è la chiusura delle pinne degli avannotti, seguita dalla loro morte. Le cause degli avannotti con le pinne chiuse o a spillo, come si sente spesso dire, possono essere diverse. Prima fra tutte l’aver tenuto gli avannotti per troppo tempo in sala parto senza che all’interno ci fosse un adeguato ricircolo dell’acqua. Ma altre possono essere le cause, tipo fungosi, batteriosi e anche questioni genetiche. Purtroppo la ricerca in questo campo da poco comincia a dare delle risposte sul perché i guppy sono diventati così sensibili alle malattie. Dalle mie esperienze posso dire che gli avannotti in particolare sono molto sensibili ai nitriti e ai nitrati. Già concentrazioni di NO3 superiori ai 30 mg/l possono essere fatali per alcune varietà. Quindi la soluzione migliore in questi casi è quella di fare cambi frequenti, inserendo ogni volta degli attivatori biologici in vasca e nel filtro. Consigliare dei medicinali è spesso un fallimento, quindi si preferisce evitarlo.

Quando si cambiano l'acqua nell’acquario che li ospita, un ultimo problema che si verifica spesso è quello di cercare di non risucchiare avannotti, o guppini di due tre mesi. Innanzi tutto il mio consiglio è di evitare ornamenti e piante nell’acquario in questione mettendo al limite solo un po’ di ghiaia perché, essendo una dimora temporanea, sarà soggetta a continui cambiamenti. Il “trucco” per non risucchiare gli avannotti, sta nell’utilizzare una bottiglia per prelevare l’acqua, immergendo però completamente anche il collo, in modo che l’aria, quando esce dalla bottiglia, faccia le bolle e non permetta ai pesciolini di entrare.

La Fragilità dei Guppy Moderni e la Selezione

Oggi i guppy non sono più pesci resistenti come una volta. Restano sempre pesci molto facili da riprodurre, ma oggi sono estremamente difficili da allevare. Questa maggiore sensibilità alle malattie e allo stress è un aspetto cruciale da considerare. I guppy che alleviamo oggi, ormai da diverse generazioni, vivono in cattività, sia in acquari di grandi dimensioni, sia in vaschette da 15 litri.

Varietà di guppy selezionati in allevamento

Esistono i "Guppy Show", che sono guppy selezionati tramite incroci mirati per ottenere delle razze pure. Si tende cioè a fissare geneticamente certe particolarità come il colore e la forma delle pinne, in particolare quella caudale. Il loro prezzo è mediamente 10 volte più alto di un guppy commerciale. Quando si acquistano maschi di guppy in negozio, non si deve tener conto solo del colore della livrea, ma notare se il maschio si interessa alle femmine e non abbia una nuotata dondolante, in questo modo si eviterà di prendere un guppy già malato.

È importante non sperare di avere guppy fertili e colorati dopo averli tenuti due mesi in sala parto, poiché la salute e la vitalità dipendono da un allevamento che rispetti le loro esigenze fin dalle prime fasi di vita. Se si è pieni di guppy e non si sa a chi darli, solitamente il negoziante, se i guppy sono in buona salute e di bella taglia, è molto disponibile a prenderli, magari in cambio di mangimi, accessori o di un buono da spendere nel suo negozio. Ma spesso i guppy che provengono da privati sono molto piccoli e può capitare che il negoziante non li voglia. Si possono vendere i guppy ad un euro l’uno, perché sono questi i prezzi all’ingrosso dei guppy, anzi a volte anche meno. L'allevamento non deve essere unicamente finalizzato al guadagno, a meno che non si disponga di almeno 3.000 litri d’acqua suddivisi in vari acquari di diverse dimensioni per allevare i guppy in modo professionale. L'obiettivo primario dovrebbe essere il benessere dei pesci e la soddisfazione derivante dall'osservare un ciclo vitale sano e naturale.

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