Guida Completa al Calcolo delle Settimane di Gravidanza

Calcolare le settimane di gravidanza è la prima cosa che ogni futura mamma cerca di imparare, quasi quasi mentre ha ancora il test di gravidanza in mano! Perché, a differenza di quello che si può pensare, i calcoli vanno fatti con le settimane e non con i mesi. Ciononostante, in genere, tutti chiedono, accarezzandovi il pancione: “A che mese sei?”. La domanda corretta in realtà sarebbe: “A quante settimane sei?”. Manca proprio l’abitudine a farlo. Ecco perché quindi è importante imparare a calcolare le settimane di gravidanza e anche la corrispondenza con i mesi. Quest’ultimo aspetto crea molto spesso grande confusione. Noi vi spieghiamo come fare per risolvere al meglio la questione e farvi trovare pronte quando qualcuno vi fa la fatidica domanda.

illustrazione di una donna incinta che consulta un calendario o una app

Perché il calcolo della gravidanza è fondamentale

Contare le settimane di gravidanza ha essenzialmente due obiettivi, entrambi molto importanti. Prima di tutto serve a calcolare la data presunta del parto che indica il giorno in cui dovreste partorire. In secondo luogo, questo calcolo è indispensabile per monitorare lo sviluppo del feto e, di conseguenza, l’andamento della gravidanza stessa. Il calcolo delle settimane di gravidanza è una parte fondamentale del monitoraggio della gestazione, poiché consente di determinare la data presunta del parto, pianificare le visite mediche e monitorare lo sviluppo del feto.

Il metodo di calcolo: Settimane e giorni

Per calcolare le settimane di gravidanza si comincia dal primo giorno dell’ultima mestruazione. È da quel momento che l’avventura è al nastro di partenza, benché l’effettivo concepimento avvenga circa 15 giorni dopo. Perché si prende in considerazione il primo giorno dell’ultimo ciclo? Per avere maggiore accuratezza. Di solito, non si sa con precisione quando lo spermatozoo incontra l’ovulo, mentre sappiamo tutte bene quando abbiamo avuto l’ultimo ciclo.

Per fare un corretto calcolo delle settimane di gravidanza, si considerano anche i giorni. Quindi vi capiterà di dire “sono alla 14+3”, dove 14 indica le settimane e 3 sta per i giorni. Essere alla 14+3 significa che la 14esima è terminata e siete da 3 giorni nella settimana successiva, ovvero nella 15esima. La 14esima settimana va da 13+0 a 13+6. È un passaggio fondamentale per sapere con certezza a quale settimana si è.

Quante settimane dura una gravidanza

Una gravidanza dura circa 280 giorni, che corrispondono a 40 settimane e ai “famigerati” 9 mesi. Ovviamente si tratta di una media perché i bimbi vengono al mondo anche prima o dopo. Non sono quasi mai puntuali. La durata tipica di una gravidanza è di circa 40 settimane dal primo giorno dell’ultima mestruazione, che corrisponde a 9 mesi e circa 1 settimana. La regola di Naegele è il metodo più comune per calcolare la data presunta del parto: si basa sulla data dell’ultima mestruazione e aggiunge 280 giorni.

La distinzione del parto

In base alla settimana in cui si partorisce, la gravidanza si distingue in:

  • A termine: tra le settimane 37 e 41+6.
  • Pretermine: prima della 37esima settimana.
  • Protratta (o post termine): oltre la 42esima settimana.

infografica che mostra la linea del tempo della gravidanza da 0 a 40 settimane

Corrispondenza fra settimane e mesi di gravidanza

Ed eccoci al punto che spesso causa confusione: la corrispondenza tra le settimane e i mesi. Sì perché tendenzialmente siamo abituate a pensare alla gravidanza in mesi. Ecco quindi come funziona la corrispondenza fra settimane e mesi di gravidanza:

  • Primo mese: dal primo giorno dell’ultima mestruazione a 4 settimane + 3 giorni.
  • Secondo mese: da 4 settimane + 4 giorni a 8 settimane + 5 giorni.
  • Terzo mese: da 8 settimane + 6 giorni a 13 settimane + 1 giorni.
  • Quarto mese: da 13 settimane + 2 giorni a 17 settimane + 4 giorni.
  • Quinto mese: da 17 settimane + 5 giorni a 21 settimane + 6 giorni.
  • Sesto mese: da 22 settimane + 0 giorni a 26 settimane + 2 giorni.
  • Settimo mese: da 26 settimane + 3 giorni a 30 settimane + 4 giorni.
  • Ottavo mese: da 30 settimane + 5 giorni a 35 settimane + 0 giorni.
  • Nono mese: da 35 settimane + 1 giorni a 40 settimane + 0 giorni.

Monitorare lo sviluppo del feto

Il calcolo delle settimane serve anche a verificare che la gravidanza proceda in modo corretto e soprattutto che lo sviluppo del feto sia regolare. Ci sono dei parametri standard che vengono considerati e che variano a seconda dell’epoca gestazionale. Il ginecologo dunque dovrà controllare che vengano rispettati. Se ciò non accade potrebbe ridatare la gravidanza, cambiando di conseguenza anche la data presunta del parto.

L’ecografia diventa imprescindibile per monitorare la crescita del feto e valutare la corrispondenza del suo sviluppo con l’epoca gestazionale. Posticipare l’ecografia intorno alla nona o decima settimana significa avere le idee decisamente più chiare, oltre che riuscire a sentire il battito cardiaco del bimbo, un’emozione veramente indescrivibile.

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Suddivisione in trimestri

La gravidanza si suddivide, per comodità e tradizione, in tre periodi chiamati trimestri:

Primo trimestre

Il primo trimestre di gravidanza è forse il più complesso dei tre. È quello in cui avviene il concepimento e inizia il meraviglioso viaggio verso la maternità. Dal punto di vista fisico, questo trimestre è quello in cui si fanno sentire i primi sintomi: nausea, stanchezza, seno gonfio e dolente, sensibilità agli odori. Il primo trimestre è quello anche un po’ più delicato perché maggiore è il rischio di un aborto spontaneo.

Secondo trimestre

Generalmente il secondo trimestre di gravidanza è il più tranquillo dei tre: di solito i fastidi del primo periodo scompaiono e ancora il pancione non è particolarmente pesante. È il momento di cominciare a fare attenzione alla bilancia per non sovraccaricare la colonna vertebrale e per evitare complicanze come la gestosi o il diabete gestazionale. Intorno alle settimane 19-20 si cominciano a distinguere in maniera più netta i calcetti.

Terzo trimestre

Il terzo trimestre di gravidanza è quello in cui si mettono a punto i dettagli del parto: si termina il corso preparto, si decide dove partorire, si fa la visita anestesiologica. È anche un po’ faticoso dal punto di vista prettamente fisico: il peso aumentato, il pancione che cresce rendono un po’ più difficili i movimenti. Inoltre, si va finalmente in maternità, così ci si può dedicare a tutti i preparativi, come sistemare la stanzetta del bimbo oppure completare le valige per l’ospedale.

Strumenti di calcolo e monitoraggio

Il regolo ostetrico, conosciuto anche come ruota della gravidanza, è uno strumento utile per calcolare la data presunta del parto. Utilizzato principalmente da ginecologi e ostetriche, è utile anche per stabilire le scadenze in cui effettuare esami e visite di controllo. È composto da due ruote sovrapposte che si muovono una sopra l’altra: la ruota inferiore riporta tutti i mesi e giorni dell’anno, mentre quella superiore riporta le settimane di gravidanza.

foto di un regolo ostetrico classico utilizzato dai medici

È bene sapere che, di supporto al calcolo delle settimane e dei mesi di gravidanza, vi è l’ecografia, che consente di stimare l’età gestazionale misurando alcune dimensioni del feto. La migliore precisione dell’ecografia si ha tra le settimane 9+0 e 15+6: in questa fase la datazione ecografica può discostarsi al massimo di 7 giorni dall’età effettiva del feto. Conoscere con sufficiente precisione l’età gestazionale consente il monitoraggio della crescita del feto, attraverso il confronto con le dimensioni medie di feti della stessa età gestazionale.

Considerazioni finali sull'accuratezza

In linea di massima possiamo dire che se il ciclo è regolare di 28-30 giorni e la gravidanza procede in modo sereno e normale, è probabile che il parto avvenga nel periodo compreso tra 15 giorni prima e 15 giorni dopo la data presunta. Alcune condizioni, infatti, comportano una variabilità dei tempi tale da rendere difficile la stima della presunta data di nascita del bambino. Non va dimenticato, poi, che il calcolo delle settimane di gravidanza dipende anche dalle caratteristiche specifiche di ogni mamma: le donne molto giovani, multipare o fumatrici hanno un rischio aumentato di avere feti più piccoli per l'età gestazionale.

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