Erosione del Suolo: Un'Urgenza Globale tra Cause Naturali e Impatti Antropici, con la Perdita di Miliardi di Tonnellate

Il suolo, la "pelle" del nostro pianeta, è un elemento fondamentale per svariati processi biochimici e si pone alla base della nostra sussistenza, non meno dell’aria e dell’acqua. Tuttavia, proprio come queste risorse vitali, il suolo è minacciato dalle attività umane. Il processo di degrado dovuto alla perdita del suolo con un tasso superiore alla sua formazione ha contribuito a modellare il paesaggio fisico di oggi, ma ha raggiunto livelli insostenibili. Si parla di suolo, più in particolare del suo degrado, e l'erosione del suolo rappresenta proprio una delle cause principali di questo degrado. Ogni anno, infatti, nel mondo vanno in fumo 24 miliardi di tonnellate di suolo coltivabile, una quantità fino a 40 volte superiore alla naturale capacità della terra di rigenerarsi. Stando a questi dati non serve essere né un matematico né un perito agrario per comprendere l’estrema gravità del processo in atto. Questa perdita massiva non solo mina la produttività agricola, ma innesca una serie di conseguenze economiche e ambientali di vasta portata, rendendo la questione dell'erosione del suolo una delle "scomode verità" ambientali che richiedono maggiore attenzione pubblica e istituzionale.

Comprendere l'Erosione del Suolo: Un Fenomeno Complesso e Inesorabile

L'erosione del suolo è un fenomeno in cui il terreno viene portato via da agenti naturali come acqua, vento o smottamenti. È un processo che, da una parte, è intrinsecamente naturale: avviene a opera del vento e soprattutto dell'acqua, e ha contribuito a modellare la superficie terrestre. È grazie all’erosione che si sono formati alcuni dei suoli più fertili delle pianure e gli splendidi paesaggi montani e collinari. Tuttavia, l'erosione idrica del suolo è un fenomeno naturale estremamente complesso e inevitabile, parte integrante del processo di modellamento della superficie terrestre.

Dall'altra parte, l’erosione è notevolmente accelerata dalle attività umane e diventa insostenibile quando la perdita di suolo supera il suo tasso di formazione. Il suolo presenta un tasso di formazione molto lento, e qualsiasi perdita di suolo superiore a 1 t/ha/anno può essere considerata irreversibile in un arco di tempo di 50-100 anni. Questa accelerazione la trasforma da fenomeno naturale a grave problema ambientale e socio-economico. L’erosione idrica rappresenta la forma prevalente ed è dovuta alla pioggia e all’azione dello scorrimento dell’acqua sulla superficie del terreno, quella che in idrologia è detta "acqua di ruscellamento". Questa forma di erosione si manifesta nei terreni agricoli in forma estesa e/o lineare. Sono ben visibili i ruscelli e i fiumi di colore marrone fangoso dopo forti precipitazioni, così come i solchi di erosione sui campi, che però scompaiono rapidamente a causa delle lavorazioni agricole del terreno. Poiché l’erosione del suolo si presenta inoltre in modo irregolare e localizzato, l’osservazione e la quantificazione di questo fenomeno risultano particolarmente complesse.

illustrazione di erosione idrica del suolo con solchi evidenti in un campo agricolo in pendenza

Le Molteplici Cause dell'Erosione del Suolo: Dalla Natura all'Impronta Umana

Le cause dell'erosione del suolo sono diverse e interconnesse, potendo essere raggruppate in fattori naturali e fattori antropici. L'intensità con cui l'erosione si manifesta dipende da una complessa interazione di questi elementi.

Fattori Naturali

L'erosione dipende dalle condizioni climatiche, dalle caratteristiche geologiche, pedologiche, idrologiche, morfologiche e vegetazionali del territorio. Il fattore climatico contribuisce in maniera diretta perché l’intensità delle precipitazioni concentrate in brevi intervalli di tempo influisce direttamente sulla perdita di suolo. L'impatto può essere attutito o accentuato dagli altri fattori come le caratteristiche geologiche, pedologiche, idrologiche, morfologiche e vegetazionali di un territorio. Per esempio, i terreni in pendenza sono particolarmente in pericolo, ma anche i terreni seminativi aperti. Essendo la variabile climatica solo uno dei parametri che concorrono al fenomeno erosivo, si ritiene moderata la relazione causa-effetto. Tuttavia la maggiore concentrazione di precipitazioni dopo prolungati periodi di siccità aumenta il rischio di fenomeni erosivi. L'erodibilità del suolo, la sua suscettibilità all’erosione, dipende da caratteristiche fisiche e a parametri come la permeabilità, giocando un ruolo cruciale nella velocità con cui il terreno viene rimosso.

Fattori Antropici: L'Accelerazione Delle Attività Umane

Le attività umane possono accelerare l'erosione sino a determinare l'insorgenza di gravose problematiche economiche e ambientali. Tra i principali fattori antropici che contribuiscono ad accelerare l’erosione idrica vi è, in primo luogo, l’uso del territorio.

Pratiche Agricole e di Gestione del Territorio

Le attività agro-silvo-pastorali sono tra le più influenti. Tipi colturali, sistemi di lavorazione e coltivazione, gestione forestale e pascolamento inadeguati possono esacerbare il problema. Nelle aree agricole dove non sono applicate specifiche azioni agroambientali di controllo e mitigazione, l'erosione, soprattutto nelle sue forme più intense, rappresenta infatti una delle principali minacce per la corretta funzionalità del suolo. In generale, l’agricoltura incide sul degrado e sull’erosione del suolo in vari modi, per esempio lasciando il terreno privo di copertura vegetale per lunghi periodi. La causa principale dell’erosione in Svizzera, per esempio, è la gestione agricola non adatta alle caratteristiche del suolo in questione. Anche i terreni con coltivazione intensiva di ortaggi sono particolarmente vulnerabili.

La deforestazione, per esempio, riduce la copertura vegetale che protegge il terreno, esponendolo direttamente all'azione erosiva della pioggia e del vento. Altri usi, come l’agricoltura e l’allevamento, possono essere responsabili della compattazione del suolo. Questa compattazione è spesso causata dall’uso di pesanti macchinari agricoli o dal pascolo eccessivo degli animali. Quando le particelle di suolo vengono schiacciate l'una contro l'altra, i pori (cioè gli spazi vuoti) si riducono, diminuendo la quantità d’aria presente all’interno e limitando il passaggio dell’acqua. Il terreno diventa così meno penetrabile dall’acqua, con il risultato che aumenta quella di ruscellamento e con essa i fenomeni erosivi. Quando il suolo è nudo o lavorato male, la pioggia può lavarlo via facilmente, specialmente se il campo è in pendenza. L’erosione spesso dipende da scelte sbagliate o da mancanza di protezione del suolo.

Il Ruolo del Cambiamento Climatico

Il secondo fattore antropico che influenza l’erosione è il cambiamento climatico, che modifica i cicli idrologici aumentando, in alcune aree del mondo, frequenza e intensità delle precipitazioni. La maggiore concentrazione di precipitazioni dopo prolungati periodi di siccità aumenta ulteriormente il rischio di fenomeni erosivi. Anche se sono soprattutto gli estremi meteorologici a preoccupare i ricercatori, è importante ricordare anche un altro elemento influenzato dalla crisi climatica e che, indirettamente, contribuisce all’erosione: gli incendi. Questi determinano una perdita totale o parziale della vegetazione e, al contempo, influenzano le proprietà idrauliche del suolo, che può risultare più vulnerabile all’erosione. Diversi studi hanno indagato questa relazione: solo per fare un esempio, un articolo pubblicato stima che la perdita di suolo nelle foreste della Catalogna possa arrivare a essere del 150% superiore nei periodi in cui vi è stata concomitanza di piogge estreme e incendi rispetto a quando gli eventi non si verificano in contemporanea.

L’erosione del suolo e il cambiamento climatico: il contributo del Servizio Copernicus C3S

Altre Forme di Degrado del Suolo

Oltre all'erosione, il degrado del suolo ha diverse cause. L’impermeabilizzazione, per esempio, è dovuta alla copertura con materiali, come il cemento e l’asfalto, che impedisce il filtraggio dell’acqua e delle sostanze inquinanti e aumenta il rischio di alcuni fenomeni come le alluvioni. La contaminazione, dovuta a diverse sostanze organiche e non, da metalli pesanti, pesticidi e prodotti chimici industriali, mette a repentaglio la salute di piante, animali ed esseri umani ed è dovuta alle attività industriali, allo smaltimento improprio dei rifiuti, all’uso eccessivo di fitofarmaci e anche alle guerre. Un altro grave problema è la salinizzazione, ossia l’accumulo di sali nel suolo, che spesso è la conseguenza di un’irrigazione scorretta. Quando le acque irrigue contenenti sali evaporano, lasciano nel suolo un residuo salino che col tempo può raggiungere livelli dannosi per la crescita delle piante. Una porzione significativa dei terreni coltivati nel mondo (stimata tra il 20 e il 50 per cento) ha un’elevata concentrazione salina, soprattutto nelle regioni aride e semiaride. Le piogge acide, l’uso di fertilizzanti azotati e l’agricoltura intensiva sono tutte cause primarie dell’acidificazione del suolo. Il fenomeno è sempre più comune in Asia, Europa e Nord America, dove le emissioni industriali di anidride solforosa e ossidi di azoto reagiscono con il vapore acqueo nell’atmosfera. Tutte queste forme di degrado contribuiscono a rendere il suolo meno resiliente e più suscettibile all'erosione.

Le Conseguenze Devastanti dell'Erosione del Suolo: Un Impatto Multidimensionale

Le conseguenze dell'erosione del suolo sono profonde e si ripercuotono su agricoltura, ambiente, economia e persino stabilità sociale a livello globale.

Impatto sull'Agricoltura e la Sicurezza Alimentare

L’erosione del suolo è un problema serio per chi lavora la terra. Ogni anno, tanti campi perdono strati di terreno fertile a causa di piogge forti, vento e pratiche agricole poco adatte. Per effetto dell'erosione l'acqua trascina via lo strato di terra fine fertile. Questo porta a raccolti più scarsi, più spese e terreni sempre meno produttivi. L’erosione del suolo può causare grosse perdite economiche all’agricoltura e non costituisce un problema soltanto per la protezione del suolo. A livello mondiale, ogni anno si perdono circa 5 miliardi di tonnellate di terreno agricolo a causa dell’erosione idrica. Questo corrisponde a una perdita annua di circa l’1% del suolo agricolo utilizzabile. Secondo la Global Soil Partnership, guidata dalla FAO, vengono erose ogni anno dai terreni coltivabili 75 miliardi di tonnellate di suolo, sebbene lavori successivi basati su un approccio modellistico integrato con dati provenienti dal telerilevamento e dai censimenti, le dimezzino.

Il terzo del suolo terrestre è gravemente degradato a causa dell’agricoltura. Questo dato, confermato anche da un documento del Centro comune di ricerca della Commissione europea (DG-JRC), evidenzia che negli ultimi 20 anni la produzione agricola è triplicata, mentre è raddoppiata la quantità di terre irrigate. L’agricoltura industriale è adatta a sfamare le popolazioni ma non è sostenibile; è paragonabile a un’industria estrattiva, come affermato da Louise Baker, capo delle relazioni esterne delle Nazioni Unite. La degradazione del suolo provoca l’esaurimento dei nutrienti presenti nel terreno e impoverisce la biodiversità, danneggiando i microrganismi essenziali per la decomposizione della materia organica, il riciclo dei nutrienti e il mantenimento di un suolo sano e fertile, a sua volta utile alla crescita sostenibile delle piante. Questo ostacola fenomeni come la fissazione dell’azoto e la solubilizzazione del fosforo, rendendo i suoli poveri di nutrienti e riducendo i raccolti. Nell’Africa subsahariana, l’erosione del suolo può raggiungere le cento tonnellate per ettaro all’anno, con una contrazione dei raccolti che va dal 30 al 50 per cento nelle aree più gravemente colpite. Il 65 per cento circa dei terreni arabili nella regione è ormai classificato da moderatamente a gravemente degradato e rappresenta una minaccia significativa per la sicurezza alimentare.

mappa mondiale che mostra le aree più colpite dall'erosione del suolo

Impatti Ambientali e sulla Biodiversità

Le conseguenze dell'erosione vanno ben oltre la perdita di terreno agricolo. La terra dilavata, ricca di nutrienti ma anche di inquinanti, eutrofizza e contamina anche le acque e i biotopi particolarmente preziosi. In un circolo vizioso, l’erosione diminuisce la capacità del suolo di mitigare il riscaldamento globale, perché ne limita il sequestro di carbonio. Nel suolo, infatti, avvengono un’infinità di processi fondamentali, come l’immagazzinamento e la trasformazione di sostanze (come acqua e carbonio) che non solo consentono la sopravvivenza di piante e animali ma che entrano in gioco anche, per esempio, nella regolazione del clima, perché il carbonio che le piante non utilizzano si deposita e si fissa nel suolo. La perdita di suolo superficiale, ricco di nutrienti essenziali per la crescita delle piante, compromette gravemente l'ecosistema. In Europa, il 61 per cento del suolo è attualmente malato, soprattutto a causa della perdita di carbonio organico e di biodiversità, e al deterioramento delle torbiere. Tuttavia, in mancanza di dati sulla contaminazione dei terreni, è probabile che la dimensione complessiva del fenomeno sia anche maggiore.

Danni Economici e alle Infrastrutture

Le ripercussioni economiche dell'erosione sono considerevoli. L'erosione del suolo porta a una perdita stimata di 75 miliardi di tonnellate di suolo all'anno, che a sua volta causa perdite finanziarie annuali per circa 400 miliardi di dollari. Si stima che la degradazione del suolo costi all’Asia meridionale 10 miliardi di dollari all’anno. Anche le canalizzazioni e le infrastrutture di trasporto possono subire danni, se ricoperte o ostruite da materiale fangoso, con costi elevati per la manutenzione e il ripristino.

Conseguenze Sociali e Geopolitiche

Il Global Land Outlook è ritenuto lo studio più esaustivo realizzato sinora in questo ambito, poiché propone una mappatura collegando fra loro le ripercussioni di urbanizzazione, cambiamento climatico, erosione dei suoli agricoli e perdita di foreste. Il processo che sta portando all’esaurimento di terre fertili, abbinato alla crescita della popolazione mondiale che aumenta galoppando di anno in anno, intensifica la lotta per il controllo delle terre tra i Paesi a livello globale. Monique Barbut, segretario esecutivo della Convenzione contro la desertificazione (UNCCD), ha affermato che per minimizzare le perdite dev’essere nell’interesse di tutti fare un passo indietro e ripensare alle modalità di gestione della competizione. Il fatto che il degrado oggi tocchi un terzo delle terre dovrebbe indurre gli Stati a intervenire con urgenza, poiché è un dato abbastanza spaventoso se si considerano i tassi di crescita della popolazione.

Misurazione e Valutazione dell'Erosione: Strumenti e Stime Globali

Valutare l’erosione del suolo non è semplice. La sua osservazione e quantificazione risultano particolarmente complesse a causa del modo irregolare e localizzato in cui si presenta. Tuttavia, sono disponibili alcune stime globali e regionali che forniscono un quadro della situazione.

Metodologie di Stima

Per la valutazione dell'indicatore di perdita di suolo si è fatto riferimento alla più recente elaborazione sulla perdita di suolo per erosione idrica effettuata nel 2015 dal Joint Research Centre della Commissione Europea, riclassificata per individuare le aree più minacciate. La metodologia utilizzata fa riferimento all'equazione universale di perdita di suolo (USLE) e alla sua versione rivista (RUSLE). Si tratta di un modello empirico, testato su parcelle sperimentali di dimensione standard, in grado di fornire risultati quantitativi sulla perdita di suolo effettiva/potenziale in termini di tonnellate/ettaro/anno. I parametri presi in considerazione dall’equazione sono di tipo climatico, pedologico, morfologico, vegetazionale e d'uso del suolo. In particolare, si tiene conto della pendenza del versante, della copertura vegetale, dell’erosività delle precipitazioni (cioè la loro capacità di causare erosione, a seconda per esempio dell’intensità e della frequenza) e dell’erodibilità del suolo (la sua suscettibilità all’erosione, che dipende da caratteristiche fisiche e a parametri come la permeabilità).

L’erosione del suolo viene valutata anche prendendo in considerazione l’indice climatico R20, che rappresenta il numero di giorni con precipitazione giornaliera superiore ai 20 mm. Lo scopo dell’indicatore è valutare il rischio di erosione del suolo dovuto all’azione delle acque meteoriche e di scorrimento superficiale. Tale stima risulta particolarmente utile come strumento decisionale per la pianificazione degli interventi di conservazione del suolo. Al momento attuale l’applicazione della formula è avvenuta prendendo in considerazione dati disponibili a livello nazionale che non permettono di delineare un trend. I dati utilizzati nell’equazione fanno riferimento a parametri pressoché fissi (erodibilità del suolo, pendenza e lunghezza del versante) o variabili nel tempo (uso del suolo, erodibilità delle piogge).

Dati e Stime Globali e Regionali

A livello globale, i chilometri quadrati di terreni degradati sono circa 18,1 milioni. Il Global Land Outlook ha offerto una mappatura collegando fra loro le ripercussioni di urbanizzazione, cambiamento climatico, erosione dei suoli agricoli e perdita di foreste. Le aree maggiormente suscettibili all’erosione sono state identificate selezionando le classi con una perdita di suolo >5 (t ha−1 yr−1) secondo la classificazione di suscettibilità all’erosione proposta da ESDAC (European Soil Data Centre del JRC).

Per quanto riguarda l'Europa, l'Italia presenta i valori maggiori con una media di 8.77 tonnellate/ettaroanno, rispetto a valori medi di perdita di suolo negli Stati Membri di 2.46 tonnellate/ettaroanno, pari a 970 milioni di tonnellate persi annualmente. In Svizzera, quasi un terzo della superficie agricola nelle zone di pianura e collinari è considerato potenzialmente soggetto a forte erosione. In Italia, l’erosione è uno dei fattori tenuti in conto nel rapporto “Consumo di suolo, dinamiche territoriali e servizi ecosistemici”, edizione 2020, del Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (SNPA), curato da Munafò.

È stata tentata anche un’ipotesi di scenario al 2050, considerando per l’erosività delle piogge un incremento medio del 10-15% (scenario HadGEM2 RCP 4.5). Pasquale Borrelli, ricercatore dell’Università di Basilea e primo autore di lavori importanti sull'argomento, ha pubblicato un articolo nel quale sono presentate le stime dell’erosione entro il 2070 sulla base degli stessi scenari climatici e dei cambiamenti nell’uso del suolo impiegati anche dall’IPCC.

grafico a barre che mostra la perdita di suolo in tonnellate per ettaro all'anno per diversi paesi europei, evidenziando l'Italia

Prospettive Future e Strategie di Mitigazione: Verso un Suolo Sostenibile

La gravità della situazione impone un'azione urgente e coordinata. Le strategie di mitigazione devono affrontare le cause dell'erosione sia a livello locale che globale, con un forte impegno politico e l'applicazione di pratiche agricole sostenibili.

Impegni e Obiettivi Globali

A livello internazionale, l'Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile ha posto un obiettivo chiaro attraverso il sotto-obiettivo 15.3: "Entro il 2030, combattere la desertificazione, ripristinare i terreni degradati e il suolo, compresi i terreni colpiti da desertificazione, siccità e inondazioni, e sforzarsi di realizzare un mondo senza degrado del terreno". A livello europeo, sebbene manchi, al momento, una direttiva quadro sul suolo, una certa attenzione c’è: per esempio, la Strategia per la Biodiversità adottata a maggio dalla Commissione europea prevede di aumentare le aree protette e ridurre il degrado, mentre il ripristino è tra gli obiettivi dell’Agenda 2030. «E ripristino è una parola che implica un certo impegno, perché non è facile riportare il suolo alla sua funzionalità», commenta Munafò. Proprio a causa delle difficoltà di recupero del suolo, la priorità è innanzitutto evitare di degradarlo ulteriormente; tuttavia, sappiamo che lo stato di degrado è ormai troppo elevato e ha superato la soglia in molte parti del mondo, compresa l’Italia.

Pratiche di Agricoltura Conservativa e Sostenibile

L’erosione può essere mitigata con coltivazioni sostenibili e politiche corrette. Con alcune buone pratiche agronomiche, l’erosione si può ridurre molto o anche evitare del tutto. Esistono diverse tecniche di agricoltura conservativa, che hanno lo scopo di preservare il suolo.

  1. Meno Lavorazioni e Meno Profonde: Fare meno lavorazioni e non troppo profonde aiuta a proteggere il terreno. Tecniche come la minima lavorazione o la semina diretta (senza aratura) sono molto utili per mantenere intatta la struttura del suolo. Serve però usare macchine adatte a questo tipo di gestione, come quelle che propone Zanon, le quali offrono attrezzature specifiche che permettono di preparare il terreno senza danneggiarne la struttura.
  2. Mantenere il Terreno Coperto: Tenere sempre il terreno coperto è una delle strategie più semplici ed efficaci.
    • Le cover crops (colture di copertura) proteggono il suolo nei mesi invernali, migliorando la fertilità e riducendo il ruscellamento.
    • L’inerbimento tra i filari di frutteti e vigneti rappresenta una soluzione efficace e naturale contro l’erosione, specie in aree collinari. Per gestire efficacemente l’inerbimento, Zanon offre una gamma di attrezzature specifiche. Ad esempio, il rullo pacciamatore doppio RCV è ideale per abbattere le cover crops o gestire l’erba alta tra i filari senza lavorare il terreno. Questo consente di creare uno strato pacciamante naturale che protegge il suolo, limita l’evaporazione dell’acqua e ostacola la crescita delle infestanti, riducendo l’erosione in modo sostenibile. In combinazione, le trinciatrici Zanon, come la gamma TFX e TFZ, sono le attrezzature ideali per gestire l’inerbimento tra i filari e i residui vegetali, mantenendo il campo pulito e protetto. Per la gestione meccanica del sottofila, Zanon propone le diserbatrici meccaniche, che permettono di eliminare le infestanti in modo selettivo senza danneggiare i ceppi o il terreno.

Queste pratiche non solo riducono l'erosione, ma migliorano anche la salute generale del suolo e la sua capacità di supportare la crescita delle colture.

Politiche e Investimenti

A livello politico e pubblico, l’attenzione data al suolo non è ancora, a mio parere, sufficiente. Questo potrebbe dipendere dal fatto che è in qualche modo meno visibile, dato più per scontato di altri elementi naturali; inoltre, è storicamente una risorsa privata e privatizzabile. In Italia si discute di una legge sul consumo di suolo dal 2012, che però non è ancora stata approvata. La scienza in campo deve indicare strategie a lungo termine per combattere questo allarmante processo. «Speriamo che le nostre previsioni aiutino a comprendere la portata della minaccia e consentano ai policy maker a realizzare misure efficaci per attutirne l’impatto», aveva spiegato Borrelli in un comunicato.

Il cammino è tutt’altro che semplice e breve: per restituire al pianeta uno strato di 2,5 centimetri di suolo eroso servirebbero infatti 5 secoli. A semplificare almeno in parte questo processo accorrono però le scienze agronomiche, le quali negli ultimi decenni hanno studiato piani di fertilizzazione in grado di aumentare la resa dei terreni agricoli, esaltando così il raccolto di ogni singolo ettaro coltivato. Come ha precisato il rapporto FAO "World fertilizer trends and outlook to 2018", il protagonista del piano agricolo mondiale diventa quindi il fertilizzante, il cui consumo planetario dovrebbe superare i 200 milioni di tonnellate entro tre anni, con una crescita annua dell’1,8%. Questo approccio, combinato con la fertilizzazione sostenibile, può contribuire a sfamare il pianeta riducendo la pressione su nuove terre.

Proteggere il terreno significa lavorare meglio oggi e garantirsi raccolti anche domani. Affrontare la degradazione del suolo richiede sforzi congiunti per contrastare i fattori che la provocano, un impegno che, di fronte alla perdita di miliardi di tonnellate di suolo fertile ogni anno, si rivela non solo una necessità ecologica ma una vera e propria priorità per la sicurezza alimentare e la stabilità globale.

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