Allattamento oltre i primi mesi: una guida completa al percorso prolungato

Quando il tuo bambino inizia ad alimentarsi con cibi solidi, intorno ai sei mesi, potresti pensare che non abbia più bisogno del latte materno. Tuttavia, l'allattamento al seno dopo i sei mesi offre ancora numerosi vantaggi per entrambi. Molti si chiedono se l'allattamento sia ancora importante dopo questo traguardo e per quanto tempo si debba continuare. Le risposte potranno sorprenderti, dato che spesso gli ulteriori vantaggi dell'allattamento per la salute e lo sviluppo, che gli alimenti solidi e altri tipi di latte non offrono, vengono ignorati.

Madre che allatta un bambino piccolo in un ambiente sereno

Le raccomandazioni ufficiali e il punto di vista antropologico

Per quanto tempo devo allattare? L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) raccomanda l'allattamento al seno per due anni e oltre, e questo vale per le famiglie di tutto il mondo e non soltanto per quelle nei paesi in via di sviluppo. È importante notare che l'OMS non stabilisce la durata massima dell'allattamento al seno. Da un punto di vista antropologico, allattare al seno per un periodo compreso tra due anni e mezzo e sette anni sarebbe ideale. Tuttavia, le norme culturali attuali generalmente prevedono lo svezzamento molto più precocemente.

Le raccomandazioni dell'OMS sono sostenute da un recente interesse delle ricerche sui primi 1.000 giorni di vita dei bambini, dal concepimento al secondo compleanno. Gli scienziati hanno scoperto che un'alimentazione sana e altri fattori esercitano un impatto molto profondo sulla crescita e sulla salute a lungo termine durante questo periodo. I dati dimostrano inequivocabilmente che l'allattamento al seno offre vantaggi straordinari nel corso di questi 1.000 giorni. L'allattamento al seno può essere considerato allo stesso tempo un alimento, un medicinale e un segnale; questi triplici benefici non vengono meno una volta oltrepassati i due anni.

Il valore nutrizionale del latte materno nel secondo anno di vita

Una volta che il tuo bambino inizia ad alimentarsi con cibi solidi, intorno a sei mesi, potresti pensare che il tuo latte materno diventi semplicemente una "bevanda" complementare. In realtà, è proprio il contrario: quando inizia a nutrirsi con alimenti solidi, il tuo bambino assume soltanto una piccola percentuale di calorie e sostanze nutritive dal cibo. L'allattamento esclusivo al seno per i primi sei mesi offre ai bambini il miglior inizio alla vita. Tuttavia, anche quando successivamente il tuo bambino inizia a consumare alimenti complementari, il latte materno è una fonte nutritiva importante.

Durante l'allattamento esclusivo al seno il bambino consuma solitamente 750-800 ml di latte al giorno. A 9-12 mesi può ancora assumere circa 500 ml al giorno, che equivalgono a circa la metà del suo fabbisogno calorico giornaliero. A 18 mesi probabilmente assumerà circa 200 ml al giorno, ovvero circa il 29% delle calorie necessarie. È vero che dopo i sei mesi il tuo bambino ha bisogno di altri alimenti per assimilare le sostanze nutritive che non può ottenere dal latte materno o dalle proprie riserve, tra cui ferro, zinco e vitamine B e D. Tuttavia, anche nel secondo anno di vita il latte materno fornisce quantità significative di altre sostanze nutritive fondamentali: il latte materno apporta circa il 43% delle proteine del bambino, il 60% della vitamina C, il 75% della vitamina A, il 76% del folato e il 94% della vitamina B12.

Grafico che mostra l'apporto calorico e proteico del latte materno nel tempo

Benefici immunologici: il latte come "medicina personalizzata"

È stato dimostrato che continuare ad allattare dopo i sei mesi riduce le possibilità di contrarre malattie in età infantile e adulta, e se il tuo bambino si ammala ne favorisce una più rapida guarigione. Più a lungo lo allatti più a lungo lo proteggi. L'allattamento al seno protegge il tuo bambino da infezioni e malattie, a tal punto da essere considerato una forma di "medicina personalizzata", con potenziali effetti permanenti.

Per esempio, è stato dimostrato che allattare al seno per più di sei mesi protegge il tuo neonato da alcuni tumori infantili, come per esempio la leucemia linfatica acuta e il linfoma di Hodgkin; riduce le sue possibilità di sviluppare il diabete di tipo 1 e 2, eventuali problemi alla vista e ai denti, nonché l'obesità. Il latte materno può anche ridurre il rischio di nausea e diarrea, gastroenterite, raffreddore e influenza, mughetto e infezioni all'orecchio, alla gola e ai polmoni. Questo aspetto è particolarmente utile man mano che il bambino cresce e inizia a interagire con gli altri bambini o ad andare all'asilo nido, dove i germi possono essere dilaganti.

L'allattamento al seno può anche salvare la vita: le conseguenze del mancato allattamento al seno tra i sei e i 23 mesi possono essere disastrose nei paesi a basso e medio reddito, in cui i bambini che non sono allattati al seno hanno il doppio delle probabilità di morire di infezione rispetto a quelli allattati al seno, anche parzialmente. Inoltre, il latte materno è vivo; ogni giorno il tuo bambino ingerisce da milioni a miliardi di cellule viventi, come le cellule staminali, ognuna delle quali ha un compito specifico per il mantenimento della salute.

Oltre la nutrizione: il legame affettivo e i segnali di sviluppo

Il fatto di essere vicina al tuo bambino, di rispondere immediatamente alle sue esigenze e avere spesso un contatto visivo con lui si traduce in un invio di segnali tra di voi. Gli scienziati ritengono che questi segnali influenzino molti aspetti dello sviluppo del tuo bambino, dall'appetito alle prestazioni accademiche. Più a lungo lo allatti più probabili saranno gli esiti positivi in futuro. Il latte materno contiene migliaia di molecole attive, dagli enzimi che aiutano a digerire i grassi agli ormoni che regolano l'appetito, fino alle molecole immunitarie che promuovono lo sviluppo del sistema immunitario.

È risaputo che l'allattamento al seno prolungato influisce positivamente sul QI dei bambini. Gli studi dimostrano un vantaggio di ben tre punti nel QI dei bambini allattati al seno rispetto a quelli che non lo sono mai stati. Inoltre, l'allattamento al seno oltre i sei mesi è stato collegato a una quantità inferiore di problemi comportamentali nei bambini in età scolare e al miglioramento della salute mentale nei bambini e negli adolescenti.

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Allattamento e sfide: quando il bambino rifiuta il cibo solido

Non è raro che i bambini sviluppino una forma di dipendenza dal latte materno, preferendolo ai cibi solidi anche dopo i 18-21 mesi. In situazioni in cui il bambino rifiuta il cibo e si affida quasi esclusivamente al latte, è fondamentale mantenere la calma. La strategia migliore è quella di farlo sedere a tavola con i grandi e di offrirgli lo stesso menù che consuma il resto della famiglia, permettendogli di afferrare tutto con le sue manine e di portarlo alla bocca in autonomia.

Il momento del pasto deve essere un intervallo piacevole, non un'arena di conflitto. Se il bambino non mangia, è importante non forzarlo, né minacciarlo o usare lusinghe eccessive. Il latte materno non perde sostanza con il passare dei mesi e degli anni, ma continua a essere un importante apporto di liquidi e nutrienti. Se la mamma è esausta, può valutare di verificare se il bambino mangiucchi qualcosa in un contesto in cui lei è assente, ad esempio con i nonni o altri caregiver fidati. Se il bimbo accetta cibo da altri, il problema potrebbe essere legato a una condizione di interdipendenza tra mamma e figlio, che potrebbe richiedere un supporto psicologico presso un consultorio.

Vantaggi per la salute materna a lungo termine

L'allattamento al seno prolungato non è vantaggioso soltanto per il tuo bambino, ma lo è anche per te. Continuando ad allattare oltre i sei mesi riduci il rischio permanente di sviluppare malattie cardiache, diabete di tipo 2 e tumori al seno, alle ovaie e all'utero. Inoltre, spesso le mamme che allattano non subiscono la ricomparsa del ciclo per molti mesi e, in alcuni casi, per un periodo di due anni. È stato dimostrato che l'indice di massa corporea della madre (BMI) si riduce dell'1% per ogni sei mesi di allattamento al seno.

Inoltre, dopo i sei mesi l'allattamento al seno è molto comodo. Il tuo seno produce la giusta quantità di latte quando necessario; non sei costretta a pulire l'attrezzatura né a portarti dietro nulla quando sei fuori casa. Potresti trovarti sempre più spesso ad alimentare il tuo bambino in momenti che si adattano alla tua routine, come prima del lavoro, dopo il ritorno dal nido e all'ora della nanna.

Il superamento dei pregiudizi culturali

Negli ultimi anni, ci sono stati molti progressi nella diffusione dell’allattamento cosiddetto “a termine”, cioè che si conclude quando la mamma e il bambino, insieme, lo desiderano. L’immagine di una madre che allatta un bambino di tre o quattro anni suscita spesso sentimenti contrastanti, alimentati da pregiudizi culturali che vedono il latte materno come un "semplice alimento" che perde utilità dopo pochi mesi. Il latte materno e l’allattamento al seno costituiscono la norma biologica della nostra specie; la natura ha creato un meraviglioso meccanismo grazie al quale tutti i mammiferi si nutrono con un alimento unico, completo ed ecologico.

Le osservazioni antropologiche, come quelle condotte presso le popolazioni Yequana in Amazzonia, hanno messo in evidenza come i bimbi messi nelle condizioni di avere a disposizione il seno quando lo desiderano tendano poi ad abbandonarlo spontaneamente intorno ai tre anni, con una variabilità individuale molto ampia. Con l’avvento dell’alimentazione industriale è cambiato il modo di valutare l’allattamento. Avendo a disposizione un sostituto, le mamme sono state spesso incoraggiate a decidere a priori il termine dell'allattamento, smettendo di permettere ai bambini di guidare il processo di svezzamento spontaneo.

Illustrazione del concetto di svezzamento naturale e autonomia del bambino

L’allattamento prolungato non danneggia né la mamma né il bambino, anzi, apporta numerosi guadagni di salute. Il bambino allattato a lungo non sarà un mammone per sempre; al contrario, quando sarà pronto a staccarsi, avrà un bagaglio importante di sicurezza e autonomia. Il latte materno continua a essere un importante apporto di liquidi e nutrienti adattati perfettamente ai bisogni fisiologici del bambino, che cambia la sua composizione nel tempo. Non esiste un’età precisa in cui i bambini devono abbandonare il seno: lo fanno quando sono pronti o quando la mamma deciderà che è il momento.

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