Allattamento al Seno: Fondamenti, Benefici e le 10 Regole Essenziali per un Percorso Consapevole

Indurre un atteggiamento culturale favorevole all’Allattamento al seno nell’opinione pubblica e favorirne la scelta consapevole ed attiva nelle madri è l'obiettivo primario che si prefissa la Società Italiana di Neonatologia (SIN). Secondo la SIN sono varie le motivazioni che influenzano questa scelta: economiche, sociali, culturali, etniche e geografiche. Benché sia una delle azioni più naturali e spontanee, la pratica dell’allattamento al seno, negli ultimi anni è stata influenzata da tante variabili sociali, culturali ed economiche che ne hanno alterato la natura. Alcune madri, per esempio, ritengono di non avere abbastanza latte o non si sentono all’altezza. È importante, allora, che le donne siano aiutate nel percorso di preparazione all’allattamento e accompagnate durante questa esperienza così significativa.

Le statistiche in Italia rivelano un quadro che necessita di attenzione: nei primi giorni di vita il 90% delle donne italiane comincia ad allattare al seno il neonato, ma alla dimissione dall’ospedale la percentuale scende al 77% per poi crollare al 31% a 4 mesi e solo il 10% continua ad allattare oltre i 6 mesi di vita. Questa diminuzione sottolinea l'importanza di un supporto continuo e informazione qualificata. L'aumento dell'allattamento materno a livelli quasi universali potrebbe salvare più di 800.000 vite ogni anno, la maggior parte dei quali per bambini sotto i 6 mesi ed evitare inoltre 20.000 decessi materni ogni anno a causa del cancro al seno. E’ questo il dato che hanno sottolineato l’Organizzazione Mondiale della Sanità e l’Unicef in occasione della Settimana Mondiale dell’allattamento al seno, evidenziando il valore inestimabile di questa pratica. Questo articolo si propone di illustrare i fondamenti dell'allattamento al seno, i suoi innumerevoli benefici e le dieci regole essenziali per un'esperienza serena e di successo, in linea con le raccomandazioni delle principali società scientifiche e delle autorità sanitarie.

Mamma allatta al seno il suo bambino

L'Allattamento Materno: Un Tesoro di Benefici per Mamma e Bambino

Allattare al seno fa bene al bambino ed alla mamma; l’allattamento naturale, infatti, apporta benefici sia al neonato che alla madre in maniera complementare. Da un lato, infatti, il latte materno rappresenta il miglior alimento possibile per il neonato ed è associato a un minor rischio di infezioni gastrointestinali e respiratorie. Numerosi e sempre più convincenti appaiono i benefici offerti dal latte materno rispetto alla formula lattea. Oltre a essere facilmente digeribile e assimilabile, il latte di mamma è sempre prontamente disponibile, fresco, alla giusta temperatura e senza possibilità di contaminazione esterna, offrendo una protezione unica e insostituibile.

Il latte umano, ad esempio, riduce l’incidenza di enterocolite necrotizzante e migliora la tolleranza alimentare; inoltre, contribuisce alla riduzione delle sepsi e di altre infezioni e previene lo sviluppo dell’ipertensione in età adulta. Rispetto alla alimentazione con formule, nei pretermine, infatti, il latte umano riduce l’incidenza di enterocolite necrotizzante e migliora la tolleranza alimentare; esso contribuisce anche alla riduzione delle sepsi e altre infezioni, e previene lo sviluppo di ipertensione arteriosa e insulino-resistenza in età adulta, fornendo un vantaggio cruciale per i neonati più vulnerabili. L’allattamento al seno mantenuto anche durante il divezzamento, può offrire protezione al lattante geneticamente predisposto alla malattia celiaca e generare uno stato di tolleranza nei confronti delle proteine introdotte, prevenendo la cascata infiammatoria e l’espressione clinica della malattia. Infine, la sindrome della morte improvvisa in culla (SIDS) si manifesta più raramente (almeno 3 volte di meno) nei neonati allattati al seno, tanto che questa pratica rappresenta una delle raccomandazioni per la sua prevenzione.

Dall’altro lato, le madri che allattano vanno incontro a minori perdite ematiche, a una più rapida involuzione uterina e perdita di peso dopo il parto. Il rischio di cancro al seno si riduce del 4% per ogni anno di lattazione, e sono segnalati anche effetti positivi a lungo termine, anche per quanto riguarda il diabete e l'ipertensione. Le mamme che allattano sono protette dal cancro alle ovaie e dai tumori al seno, evidenziando un ampio spettro di benefici per la salute materna a lungo termine. Estendere a ogni bambino l'allattamento al seno esclusivo nei primi 6 mesi di vita eviterebbe ogni anno circa 823.000 decessi infantili (nella fascia di età tra 0 e 5 anni) e circa 20.000 decessi per tumore al seno nelle mamme, sottolineando l'impatto straordinario che l'allattamento ha sulla salute pubblica globale.

Infografica sui benefici dell'allattamento al seno

La Composizione Unica del Latte Materno

Il latte materno rappresenta il miglior alimento possibile per il neonato, non solo per i suoi benefici immunitari e digestivi, ma anche per la sua composizione ottimale che si adatta perfettamente alle esigenze del bambino in crescita. Il primo latte, prodotto dal 7° mese di gravidanza fino a circa il 5° giorno di vita, viene definito colostro. Questo "primo vaccino" è denso di anticorpi e nutrienti essenziali, fondamentale per la protezione e lo sviluppo iniziale del neonato.

La quantità di proteine nel latte materno è 3 volte inferiore rispetto al latte di mucca che ne contiene di più perché è destinato al vitello che deve crescere molto più velocemente di un bambino. Per quanto riguarda la qualità, le proteine contenute nel latte materno sono considerate ottimali per la crescita, facili da digerire e molto ben tollerate dal sistema digestivo immaturo del neonato. Molte tra le sostanze proteiche, inoltre, non servono per crescere ma hanno un compito definito funzionale, svolgendo ruoli cruciali nello sviluppo immunitario e neurologico.

Tra gli zuccheri, quello più rappresentato nel latte materno è il lattosio, presente in quantità maggiore che nel latte di mucca (circa il 50% in più), fatto che spiega perché il latte di mamma è di sapore più dolce. Questa alta concentrazione di lattosio fornisce l'energia necessaria per lo sviluppo cerebrale. I grassi (o lipidi), principale fonte di energia, sono presenti in quantità minore all'inizio e maggiore al termine della poppata con il fine di indurre nel bambino il senso di sazietà ed evitare che mangi troppo, un meccanismo che regola naturalmente l'apporto calorico. È interessante sottolineare che sono presenti dei lipidi, chiamati acidi grassi poli-insaturi, definiti essenziali perché il lattante non li produce, che costituiscono l'8-10% dei grassi nel latte materno, mentre sono presenti 4-5 volte di meno nel latte di mucca. Anch'essi hanno funzioni importanti ma non del tutto conosciute; si sa, tuttavia, che partecipano allo sviluppo del sistema nervoso e della retina. I minerali sono contenuti nel latte di mamma in quantità 3-5 volte inferiore rispetto al latte di mucca e ciò permette, al rene del bambino piccolo, di non affaticarsi troppo per eliminarli, garantendo un equilibrio delicato per la funzione renale.

Le interviste di Sestarete - "I benefici del latte materno come fattore di sviluppo", prof. BERTINO

L'Allattamento in Italia: Statistiche e Contesto Socio-Culturale

La scelta di allattare al seno, pur essendo una pratica naturale, è fortemente influenzata da un complesso di fattori sociali, economici e culturali. Nei primi giorni di vita il 90% delle donne italiane comincia ad allattare al seno il neonato, ma alla dimissione dall’ospedale la percentuale scende al 77% per poi crollare al 31% a 4 mesi e solo il 10% continua ad allattare oltre i 6 mesi di vita. Queste percentuali evidenziano come, nonostante un buon inizio, il mantenimento dell'allattamento nel tempo sia una sfida per molte madri.

Secondo la Società Italiana di Neonatologia (SIN) sono varie le motivazioni che contribuiscono a queste dinamiche: economiche, sociali, culturali, etniche e geografiche. Tante e diverse sono le motivazioni, differenti in base al livello economico, sociale e culturale, all’etnia o alla regione geografica di appartenenza. Anche in Italia le differenze socioeconomiche e territoriali condizionano l’accettazione e la prosecuzione dell’allattamento al seno da parte delle madri; infatti, allatta per un minor numero di mesi quella parte di popolazione con livello di istruzione e condizione socioeconomica più bassi e quella residente nelle regioni meridionali. Questo suggerisce che il supporto all'allattamento deve essere mirato e sensibile alle specificità territoriali e socio-culturali.

Alcune madri ritengono di non avere abbastanza latte o non si sentono all’altezza, percezioni che possono minare la fiducia in se stesse e portare a un'interruzione precoce. È un dato interessante, ma anche preoccupante, che se cresce il benessere, cala l'allattamento; questo può essere legato ai cambiamenti negli stili di vita, alle pressioni lavorative e alla minore rete di supporto informale.

Per affrontare queste sfide e tracciare una linea d’azione comune tra gli operatori del settore, offrendo dei riferimenti professionali precisi in materia di alimentazione infantile, la SIN, assieme ad altre società scientifiche pediatriche (SIP, SIGENP, SICuPP e SIMP) ha sottoscritto un importante documento chiamato “Position Statement sull’Allattamento al seno e uso del latte materno/umano”. Questo documento serve come riferimento anche alle famiglie, sottolineando la necessità di un supporto strutturato e di informazioni chiare e accessibili per tutti.

Le 10 Regole Fondamentali per un Allattamento al Seno di Successo

Per accompagnare le madri nel loro percorso di allattamento al seno, sono state delineate delle regole fondamentali, basate sulle migliori evidenze scientifiche e sull'esperienza clinica. Queste linee guida mirano a facilitare un allattamento sereno ed efficace, dalla preparazione ai momenti più delicati.

1. Informarsi per una Scelta Consapevole e Motivata

Prima cosa da fare per comprendere realmente i benefici dell’allattamento al seno è informarsi. L’informazione serve per motivare le future madri (in particolare le primipare) e viene condotta attraverso incontri in piccoli gruppi, coinvolgendo anche le persone della famiglia, che possono influenzare la decisione materna, quali il marito/partner e/o le future nonne. Il suggerimento è quindi quello di informarvi per tempo, visitando gli ospedali cittadini e chiedendo come viene gestito l'allattamento: quando avviene la prima poppata? Mamma e bimbo possono restare insieme giorno e notte? Per partire con il piede e con lo spirito giusto, è essenziale non parlare delle vostre potenzialità di allattare in modo incerto e dubbioso, ma con fiducia e consapevolezza. Alla domanda: "Hai intenzione di allattare il tuo bambino?", più del 90% delle future mamme italiane risponde affermativamente, dimostrando una forte intenzione iniziale che va sostenuta con informazioni accurate.

2. Il Primo Contatto "Pelle a Pelle" e la Posizione Ideale

Da non sottovalutare è il primo contatto pelle a pelle prolungato in sala parto di mamma e neonato, che consente di facilitare il bonding (legame) e creare le condizioni affinché la prima poppata al seno avvenga nelle prime ore di vita del bambino. Il primo contatto pelle a pelle tra la mamma e il bambino non è da sottovalutare, in quanto instaura un legame profondo e stimola gli istinti naturali di ricerca del seno nel neonato. Per una corretta “iniziazione” alla pratica dell’allattamento al seno, occorre innanzitutto individuare la posizione più idonea al seno materno durante la poppata. Particolarmente utile, ma non unica, è quella sotto braccio, detta anche a presa da pallone da rugby, che permette un buon controllo e un attacco profondo. Presso le maternità occorre favorire il rooming in, pratica ospedaliera di lasciare il neonato in camera con la propria madre durante tutta la degenza, in modo da rendere possibile l’allattamento a richiesta. Il neonato posato sul petto della mamma e lasciato tranquillo è in grado di trovare da solo il seno e ciucciare le prime gocce di colostro, un gesto di incredibile autonomia e istinto.

3. Allattare a Richiesta: Rispondere ai Segni di Fame del Bambino

È importante allattare a richiesta del bambino, senza limiti di numero e durata delle poppate, cogliendo i segni precoci di ricerca del seno (fame), più che attendere il pianto come espressione di “appetito”. Ciò faciliterà la fisiologia della lattazione, permettendo al corpo della madre di regolare la produzione di latte in base alle reali necessità del bambino. Per avviare la produzione di latte è necessario allattare spesso, ogni volta che il piccolo sembra interessato a poppare poiché apre e chiude le labbra, volta la testa come per "cercare", porta le manine alla bocca, sospira, è inquieto. Perché la mamma possa cogliere questi segnali è necessario che il suo piccino sia vicino a lei, di giorno e di notte. L'allattamento non ha orari; lo schema dei cinque pasti al giorno si adattava bene all'alimentazione con il biberon ma non ha nulla a che fare con l'allattamento al seno. Le poppate al seno sono scandite dalla richiesta del bebè poiché solo lui sa quando il suo minuscolo stomaco è vuoto e quindi è ora di poppare. Al seno il piccolo trova il nutrimento necessario, soddisfa la sete, riceve conforto. Inoltre, la produzione di latte si basa su un meccanismo di domanda e offerta: più il bimbo ciuccia e più latte viene prodotto.

Nei primi giorni di vita, anche quando il neonato può avere ittero e necessitare di fototerapia, l’allattamento al seno deve essere mantenuto, spesso con poppate più frequenti. Per i bambini “più esigenti” spesso si tende a richiedere la famosa aggiunta di latte artificiale, ma eventuali piccole aggiunte vanno prescritte solo previa valutazione delle condizioni del bambino, dell’entità del calo di peso e la reale possibilità della mamma di rispondere alle esigenze del piccolo. Il calo di peso medio alla nascita è circa il 5% con un massimo ancora accettabile del 10%. Bisogna perciò prendere in considerazione un calo tra l’8 e il 10%, che non suggerisce un’automatica supplementazione di latte artificiale. È invece opportuno verificare l’attacco al seno, la sequenza e la durata delle poppate e lo stato di benessere di mamma e bimbo. In caso di necessità, la prima scelta di integrazione deve sempre ricadere sul latte materno estratto. Va inoltre previsto un controllo di peso con verifica dell’allattamento a 24-72 h dalla dimissione dal nido. Per questo, operatori competenti del punto nascita, dei servizi consultoriali, ginecologi e pediatri di libera scelta o gruppi di aiuto mamma a mamma, debbono essere a disposizione di tutte le mamme, soprattutto nella prima settimana di vita del bambino, per essere di sostegno nell’avvio dell’allattamento al seno. La pratica di pesare il bimbo prima e dopo la poppata, un tempo era la norma, ma oggi per i bimbi sani nati a termine è assolutamente sconsigliata. Questa pratica rischia infatti di generare ansie che non hanno ragione di essere e non offre alcuna informazione utile, poiché la composizione del latte materno si modifica continuamente, nel corso delle 24 ore e durante la stessa poppata. Può capitare che il bimbo abbia ricevuto pochissimi milligrammi ma di un latte particolarmente ricco e concentrato, e il responso della bilancia preoccupi inutilmente la neomamma.

4. No al Ciuccio nel Periodo Iniziale

L’uso del ciuccio per il bambino allattato al seno va evitato durante tutto il periodo in cui l’allattamento al seno deve consolidarsi. No al ciuccio durante tutto il primo periodo dell’allattamento: il consiglio è di usarlo a partire dalla 3a - 4a settimana di vita. Il motivo di questa raccomandazione risiede nel rischio di "confusione del capezzolo", che potrebbe interferire con l'efficacia della suzione al seno e con l'avvio di una lattazione ben stabilita. Non somministrare ai neonati alimenti o liquidi diversi dal latte materno, tranne che su specifica prescrizione medica. Il latte artificiale, infatti, va impiegato solo quando c’è assenza di latte materno o è stata riscontrata una malattia nella madre o, ancora, quando non è volontà della madre.

Bambino con ciuccio vicino al seno materno

5. Il Latte Umano Donato: Una Risorsa Preziosa

Quando il latte materno non è disponibile, in particolare nel primo periodo dopo il parto, si può ricorrere al latte umano donato. Nonostante il trattamento termico, necessario per inattivare batteri e virus, ne alteri parzialmente le proprietà biologiche e nutrizionali, il latte umano donato rappresenta la prima scelta nutrizionale subito dopo quello della propria madre. Le suddette BLUD - pur con il trattamento termico per inattivare batteri e virus che altera parzialmente le proprietà biologiche e naturali del latte - sono la prima scelta nutrizionale dopo l’allattamento al seno da parte della madre, fornendo un'alternativa sicura e benefica.

6. Applicazioni Specifiche del Latte Umano Donato e Latte Materno Estratto

Il latte umano donato offre vantaggi significativi, soprattutto per i neonati più fragili. Rispetto all'alimentazione con formule, nei pretermine, infatti, il latte umano riduce l’incidenza di enterocolite necrotizzante e migliora la tolleranza alimentare; contribuisce alla riduzione delle sepsi e altre infezioni, previene lo sviluppo di ipertensione arteriosa e insulino-resistenza in età adulta. Quando il latte materno, nel primo periodo dopo il parto, non è subito disponibile per i prematuri, soprattutto quelli problematici, di peso alla nascita inferiore a 1500 g ricoverati in TIN, il latte umano donato può essere considerato alla stregua di un farmaco essenziale, un vero e proprio salvavita. Il latte materno estratto rappresenta anche la principale integrazione laddove si verifichi una condizione di eccessivo calo ponderale alla nascita e per i rari casi in cui neonati a termine, per brevi periodi, non possono alimentarsi al seno, garantendo che il bambino riceva comunque i benefici del latte materno.

7. L'Alimentazione della Madre che Allatta: Equilibrio e Semplicità

Durante l’allattamento la madre deve seguire un’alimentazione appropriata. Non bisogna mangiare tanto più del solito, dal momento che bastano alla donna che allatta circa 500 Kcal al giorno in più per soddisfare i fabbisogni energetici aggiuntivi. Un’alimentazione appropriata per la donna in allattamento deve soddisfare tutti fabbisogni, in particolare quelli energetici, proteici e di calcio; non è prevista alcuna limitazione alimentare o dieta specifica. Una dieta varia e sana, adeguata alle esigenze della mamma, sarà salutare per lei e per il bimbo. Non serve eliminare particolari alimenti per prevenire le allergie, né è documentato con certezza che alcuni cibi o liquidi possano far aumentare la produzione di latte. Al contrario, possono avere una scarsa (ma reversibile) produzione di latte le donne disidratate, con febbre o in assetamento volontario, quelle gravemente malnutrite o a digiuno volontario. Pertanto, l'idratazione e una nutrizione adeguata sono fondamentali. È sconsigliata la dieta vegetariana o vegana non bilanciata, poiché se non è ben bilanciata, mette a rischio di carenza di vitamina B12 il piccolo, una vitamina cruciale per lo sviluppo neurologico.

8. Promuovere l'Allattamento nelle Terapie Intensive Neonatali (TIN)

Per una maggior diffusione dell’allattamento materno nelle Terapie Intensive Neonatali (TIN), il primo passo da compiere è consentire ai genitori un accesso libero al reparto che permetta loro di conoscere precocemente il proprio bambino, di avere contatti prolungati con lui, anche attraverso la marsupio-terapia, e perché no, di familiarizzare col personale. Questo ambiente favorevole è cruciale per supportare la madre. La montata lattea, condizionata negativamente dallo stress della nascita, può presentarsi a qualunque età gestazionale, anche nei prematuri. Le quantità di colostro prodotte, seppur minime, sono il più delle volte sufficienti per iniziare una minima precocissima alimentazione, fondamentale nei neonati critici. Gli usuali criteri per stabilire quando il neonato può iniziare a succhiare al seno sono grossolani: raggiungimento di un determinato peso postnatale, di una certa età postconcezionale, del conseguimento della capacità di alimentarsi al biberon. Maggiormente affidabile è il criterio della stabilità delle condizioni cliniche accompagnata da movimenti della lingua e della bocca, anche in assenza di una provata abilità a succhiare e a deglutire, permettendo un approccio più individualizzato e tempestivo.

9. Facilitare l'Attacco al Seno per i Neonati Prematuri: La Spremitura Preventiva

Per facilitare l’attacco al seno del neonato prematuro si spreme la mammella prima della poppata integrando eventualmente col latte spremuto. Questo evita che un pretermine ancora privo di una vigorosa suzione, venga attaccato al seno ad una mammella per lui relativamente troppo piena, rendendo la poppata più difficile e frustrante. Un sistema efficiente di spremitura del latte, può essere manuale, meccanico o combinato (spremitura elettrica seguita da spremitura manuale), a seconda delle preferenze e delle necessità della madre. Se la spremitura è effettuata con pompa tiralatte, va fatta di preferenza contemporaneamente da entrambe le mammelle per massimizzare la produzione e l'efficacia. Il successo della spremitura dipende anche dalla correttezza delle istruzioni ricevute in merito al momento in cui iniziare, la scelta di coppe adeguate (ne esistono di dimensioni diverse), la potenza dell’estrazione e la frequenza della spremitura, tutti fattori che contribuiscono a un'efficace gestione della lattazione.

10. Superare gli Ostacoli Comuni e Sfatare i Miti sull'Allattamento

Durante il percorso di allattamento possono presentarsi diverse sfide. Se durante l’allattamento si formano lesioni del capezzolo, per superare l’ostacolo, si può dare al bimbo il proprio latte estratto, permettendo la guarigione del capezzolo senza interrompere l'apporto di latte materno. In caso di malattie debilitanti, invece, come influenza, diarrea, coliche, infezioni urinarie, la decisione se sospendere o meno l’allattamento spetta alla mamma, ma è sempre bene evitare nel bambino una brusca interruzione, data l'importanza del latte materno per la sua salute.

È fondamentale sfatare anche il luogo comune che bere tanto (o bere la birra) aiuti a produrre più latte. Questi sono "falsi miti": non è vero che bere tanto (o bere la birra) aiuta a produrre più latte; la produzione è regolata dalla domanda e offerta. L’allattamento inoltre non comporta un calo del visus e non va, quindi, proibito alle madri con miopia o altre patologie oculari, contrariamente a vecchie credenze popolari. Anche l’insorgere di una nuova gravidanza, a meno di particolari fattori di rischio, non giustifica una precoce interruzione dell'allattamento. Alcune madri ritengono di non avere abbastanza latte o non si sentono all’altezza, ma spesso sono percezioni non fondate. Ragadi, mastiti, bimbi che crescono poco… quando si incontrano degli ostacoli iniziali nutrire al seno tramite allattamento può diventare davvero difficile. Nella maggior parte dei casi sono sufficienti pochi suggerimenti mirati e una bella dose di incoraggiamento per superare qualunque ostacolo iniziale, come sottolineato da esperti del settore. Non lasciatevi turbare dai commenti di chi non conosce l'argomento e ripropone vecchi luoghi comuni di cui la scienza ha dimostrato l'infondatezza.

Le interviste di Sestarete - "I benefici del latte materno come fattore di sviluppo", prof. BERTINO

Supporto e Implicazioni Globali dell'Allattamento al Seno

Il successo e la durata dell'allattamento al seno dipendono fortemente da un sistema di supporto efficace. Operatori competenti del punto nascita, dei servizi consultoriali, ginecologi e pediatri di libera scelta o gruppi di aiuto mamma a mamma, debbono essere a disposizione di tutte le mamme, soprattutto nella prima settimana di vita del bambino, per essere di sostegno nell’avvio dell’allattamento al seno.

La diffusione dell'allattamento materno ha implicazioni ben oltre il singolo nucleo familiare. L'aumento dell'allattamento materno a livelli quasi universali potrebbe salvare più di 800.000 vite ogni anno, la maggior parte dei quali per bambini sotto i 6 mesi ed evitare inoltre 20.000 decessi materni ogni anno a causa del cancro al seno. Nonostante questi dati impressionanti, soltanto il 41% dei neonati vengono allattati nel mondo con latte materno esclusivamente per i primi 6 mesi di vita.

È un paradosso che se cresce il benessere, cala l'allattamento. Questa tendenza rende ancora più urgente la necessità di diffondere la pratica nei paesi più poveri, dove l'allattamento al seno può letteralmente fare la differenza tra la vita e la morte per molti bambini. Le mamme lavoratrici vanno aiutate di più, dal momento che secondo i dati, solo il 40% delle lavoratrici madri di neonati godono dei benefit minimi per la maternità. Attualmente il diritto di allattare è ancora per poche donne. Una convenzione dell'Organizzazione Internazionale del Lavoro include tra i suoi standard "almeno 14 settimane di permessi per maternità retribuiti", raccomandando agli Stati membri di estendere questo periodo a 18 settimane, unitamente a un sostegno all'allattamento nei luoghi di lavoro. Avere un periodo di maternità più lunga, infatti, può favorire l'allattamento. Estendere a ogni bambino l'allattamento al seno esclusivo nei primi 6 mesi di vita eviterebbe ogni anno circa 823.000 decessi infantili (nella fascia di età tra 0 e 5 anni) e circa 20.000 decessi per tumore al seno nelle mamme, rappresentando un investimento cruciale nella salute delle generazioni future.

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