Guida ai movimenti fetali: monitoraggio, percezione e benessere in gravidanza

Ti accorgeresti se, mentre fai una doccia, la pressione dell’acqua diminuisse? E se l’autobus su cui stai viaggiando si fermasse o il tuo telefono si impallasse? Ovviamente sì. E se fossi incinta e a un certo punto i movimenti del tuo bambino cambiassero, te ne accorgeresti? Comincia così un breve video sull’importanza dei movimenti fetali realizzato da Tommy’s, un’organizzazione inglese che si occupa di ricerca ed educazione su temi come aborto, morte in utero e prematurità. In effetti, se fossi incinta probabilmente avvertiresti benissimo delle modifiche nei movimenti fetali, ma forse penseresti - specie se ti stai avvicinando al termine della gravidanza - che è normale così. In fondo è stato detto e ripetuto per tanto tempo che da un certo momento in poi in pancia non c’è più posto e il bambino si muove meno. Fino a pochi giorni fa lo faceva anche il colosso dei pannolini Pampers sul suo sito inglese, invitando le mamme a non preoccuparsi se i loro bambini sembravano meno attivi con il progredire della gravidanza. Una scorrettezza che non è passata inosservata, tanto che un’altra organizzazione britannica dedicata alla salute perinatale, KicksCount, è intervenuta chiedendo all’azienda di rivedere il testo.

A dare indicazioni precise su cosa fare se si avverte qualche anomalia nei movimenti fetali sono le linee guida della Perinatal Society of Australia and New Zealand e del Royal College of Obstetricians and Gynaecologists, riassunte a fine agosto 2017 in un unico documento da Up to Date, database digitale di informazioni specialistiche per medici. Come ricorda questo documento, le mamme cominciamo ad avvertire i movimenti dei loro bambini tra le 16 e le 20 settimane di gravidanza (in genere chi ha già avuto altre gravidanza li avverte, in questo range, un po’ prima): all’inizio è solo la sensazione di uno sfarfallio, poi si fa più distinta la percezione dei movimenti di singoli arti o di tutto il bambino (capriole, stiramenti ecc.). Movimenti fetali “normali”, per quantità e qualità, sono un buon indicatore che, almeno dal punto di vista dell’approvigionamento di ossigeno e sostanze nutritive, tutto sta funzionando bene.

ecografia fetale secondo trimestre movimenti

Cronologia e percezione dei primi movimenti del bambino

I primi movimenti fetali sono un momento molto atteso in gravidanza. Dove e quando si sentono i primi movimenti del bambino? Generalmente, i primi movimenti fetali possono essere avvertiti tra la 18esima e la 22esima settimana di gravidanza, talvolta anche prima. Alcune mamme possono iniziare a sentire il bambino muoversi già a 7 settimane, sebbene questo sia più raro e spesso confuso con l'attività intestinale. In generale, altre mamme possono sentire i primi movimenti a partire dalle 20-22 settimane. La capacità di identificare questi movimenti può differire anche a seconda che si tratti della prima gravidanza o di gravidanze successive. Quando si affronta per la prima volta una gravidanza, infatti, determinate sensazioni possono essere meno evidenti o più tardive, poiché la madre potrebbe non riconoscere immediatamente le prime, delicate vibrazioni come movimenti del bambino.

In generale, vale la pena ricordare che ogni gravidanza è unica, e dunque anche le tempistiche e la percezione dei movimenti del bambino possono variare notevolmente da donna a donna. Quando iniziano a sentire il loro bambino muoversi molte madri pensano che non sia normale se la frequenza non è costante. Ci sono molte cose che possono cambiare il modo in cui un bambino vive, ma ogni gravidanza e ogni bambino sono unici. Uno dei momenti più emozionanti della gravidanza sono i primi movimenti del bambino. I bambini in utero si muovono moltissimo, ma non tutti i loro movimenti vengono percepiti. I movimenti, infatti, indicano salute e benessere fetale. Questo non significa che una gravidanza, per essere “sana”, deve contare un certo numero di movimenti del feto quotidiani: ogni gravidanza è unica e irripetibile, così come ogni bambino.

Più che al numero di movimenti fetali, l’attenzione va posta alle abitudini di movimento del proprio bambino e a eventuali cambiamenti. All'inizio è solo la sensazione di uno sfarfallio, un contatto quasi etereo che col tempo si trasforma in qualcosa di solido e inconfondibile. Se alla 24a settimana non hai ancora sentito niente, è il caso di controllare. Attenzione: non è detto che ci sia qualcosa che non va, ma è meglio effettuare una visita in più per verificare che lo sviluppo proceda regolarmente.

Evoluzione dell'attività fetale durante i trimestri

Durante il corso della gravidanza, i movimenti del bambino subiscono variazioni significative, riflesso della sua crescita all’interno dell’utero. Tra la 20esima e la 26esima settimana, la donna inizia a percepire i primi sfarfallii, generalmente quando è rilassata in posizione comoda e in ascolto. In questa fase, il feto ha ancora molto spazio a disposizione per compiere evoluzioni complete.

Tra la 26a e la 30a settimana il liquido amniotico diminuisce proporzionalmente alla crescita del feto, provocando una maggior percezione dei movimenti fetali, che risultano meno attutiti: in questo periodo, quindi, quando il bambino si sposta si possono notare cambiamenti all’aspetto della pancia. I movimenti del bambino diventano più distinti per effetto della riduzione del liquido amniotico. Questo fa sì che i movimenti siano meno ammortizzati e possano esserci cambiamenti visibili nella forma della pancia.

Tra la 30a e la 35a settimana lo spazio nella cavità uterina è inferiore: avere meno spazio, per il bambino, si tradurrà con movimenti più vigorosi, ma più rallentati, meno vivaci. In queste settimane i bambini che non l’avevano ancora fatto tendono a posizionarsi. La maggior parte dei feti arriva al termine della gravidanza in posizione cefalica, mentre solo una minima percentuale ha una presentazione podalica, che rende in genere difficile il parto naturale e necessita di taglio cesareo. Dalla 35esima alla 40esima settimana, nonostante la riduzione dello spazio, i movimenti continuano ad essere percepibili. A questo stadio della gravidanza si è instaurato un legame quasi simbiotico tra la madre e il bambino, cui si aggiunge l’emotività legata all’attesa del parto. Talvolta i movimenti possono indurre delle piccole contrazioni uterine, generalmente non dolorose.

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Il mito dello spazio ridotto e la realtà clinica

L’aspetto fondamentale da sottolineare è che ogni bambino si muove in un suo modo tipico. Questo movimento tipico effettivamente cambia con il progredire della gravidanza, non nel senso che il bambino si muove meno, ma nel senso che lo fa in modo diverso, per esempio con meno capriole e più calci, ma cambia anche da bambino a bambino e da gravidanza a gravidanza. Anche perché per ogni gravidanza è diversa la percezione che ha la mamma dei movimenti fetali, a seconda della quantità di liquido amniotico, della sede della placenta, della posizione del feto e così via.

Non è vero che il bambino si muove meno perché non ha più posto. Al contrario, proprio perché è più grande e lo spazio è limitato, ogni suo spostamento dovrebbe essere avvertito con maggiore intensità. Una riduzione del numero o dell’intensità dei movimenti, invece, può significare che c’è qualche problema, più o meno serio, al quale il piccolo reagisce appunto mettendosi un po’ a riposo. Saper interpretare i movimenti fetali, capire quando c’è qualcosa che non va, può salvare la vita del tuo piccolo. Spesso la gravidanza è in regolare evoluzione, altre volte la semplice riduzione del liquido amniotico può aver ridotto la percezione dei movimenti, altre volte ancora è l’inizio dell’instaurarsi di alcune patologie del II trimestre.

La convinzione che un calo dell'attività sia fisiologico verso il termine è pericolosa. Come sottolineato dagli esperti, la qualità del movimento può cambiare, ma la frequenza con cui il bambino manifesta la sua presenza deve rimanere costante rispetto al suo pattern abituale. Un bambino sano continua a muoversi fino al momento del travaglio e persino durante il parto stesso.

Metodi di conteggio: la regola dei 10 movimenti

Un tempo, si consigliava alle puerpere di contare il numero di calcetti orari: se erano meno di 10, allora c’era di che preoccuparsi. In realtà, la questione è più complicata di così, anche se una cosa è vero: la quantità di movimenti fetali è importante per capire quando preoccuparsi e quando no. Se una volta si consigliava alle donne di contare, ogni giorno, quanto tempo ci mettesse il feto a compiere 10 movimenti, oggi le linee guida non parlano neppure più di conteggio ossessivo.

Basta limitarsi a prestare attenzione, giorno per giorno, a come e quanto si muove il proprio bambino: di più al mattino o alla sera? Quando la mamma è a letto o mentre cena? Più da una parte o dall’altra? Con movimenti intensi o delicati? Variazioni significative in questo pattern dovrebbero saltare subito all’occhio, e spingere a un controllo. Tuttavia, per chi desidera un metodo più strutturato, la teoria dei 10 movimenti dice questo: lo stato di benessere del bambino può essere valutato anche dalla mamma, che sicuramente è il giudice più attendibile, con il conteggio dei movimenti percepiti durante il giorno.

Si tratta di un auto esame molto semplice che, naturalmente, va attuato solo nelle ultime settimane di gravidanza o quando c'è una drastica diminuzione dei movimenti fetali. In pratica, la donna deve contare mentalmente i movimenti attivi del feto (ogni singolo movimento, escluso "il singhiozzo") e annotare l'ora in cui avviene il decimo. In media, un bambino calcia circa 10 volte all’ora, dice un post di TopLine, ma ci saranno momenti in cui il bambino sarà più attivo di altri. Se nell'arco delle 12 ore di osservazione (naturalmente è preferibile fare questo durante il giorno) non sono stati percepiti almeno dieci movimenti, non bisogna allarmarsi, ma è meglio recarsi in ospedale ed effettuare un monitoraggio cardiotocografico. Ricordiamo, infatti, che la madre percepisce sempre un numero inferiore rispetto ai reali movimenti del proprio bambino e che non sempre la diminuzione di questi è segno di sofferenza fetale.

Per rilevare questo parametro è disponibile un apposita scheda grafica sulla quale, ogni giorno, la donna annota solo l'ora del 10º movimento. Naturalmente, anche durante la "vita prenatale" vale la regola che "il buon tempo si vede dal mattino". Se il bimbo è attivo di buon ora, la madre è più tranquilla; infatti vi sono donne che all'alba hanno già contato decine di movimenti e possono essere, pertanto, sollevate dal compito di compilare la tabella.

grafico conteggio movimenti fetali gravidanza

Bioritmi e variazioni quotidiane

Che dire dei bimbi che di giorno riposano e di notte sono così vivaci da tenere svegli la mamma e, qualche volta, anche i papà? Ognuno ha il suo bioritmo e, se un bambino si muove tanto di notte e riposa di giorno, è più che normale. Nessuna preoccupazione, non è detto che quest'atteggiamento continui anche dopo la nascita. Un’ultima considerazione: solitamente il bambino si muove maggiormente quando voi vi sdraiate e vi rilassate, per esempio la sera o la notte, piuttosto che di giorno, soprattutto se vi muovete molto, perché durante il vostro movimento il bambino dorme di più perché viene cullato. Quindi non preoccupatevi se conterete spesso il decimo movimento nella tarda giornata, l’importante che lo contiate entro le 12 ore.

Il bambino, dato il poco spazio a disposizione, può stare "inerme" per tutta la giornata, purché almeno una volta al giorno faccia ben 10 movimenti importanti tutti concentrati. Questo è segno di benessere. Alcune donne notano molto di più il bambino quando sono sdraiate a letto, poiché la mancanza di stimoli esterni e la posizione favoriscono la concentrazione sulle sensazioni uterine. Non deve preoccuparti che il bambino si muova troppo nell’utero. Di solito è un segno di una gravidanza sana e non dovrebbe essere motivo di preoccupazione, a meno che l'aumento non sia improvviso, violento e fuori dall'ordinario.

Campanelli d'allarme e quando recarsi in ospedale

Al giorno d’oggi, i medici si affidano molto meno alle tabelle standard e tengono molto più conto dell’individualità di madre e figlio. Anche rimanendo nel campo delle gravidanze fisiologiche, infatti, ci sono bambini che si muovono di più e altri che si muovono di meno; anche la struttura fisica materna - più o meno grasso, forma dell’utero, ecc. - può cambiare la percezione dei movimenti. Tenendo conto di tutto questo, molti ginecologi si concentrano sull’individuare la normalità per voi, ovvero per te e per il feto. Una volta individuata questa normalità e verificato che vada effettivamente tutto bene, è importante intervenire in caso di cambiamenti improvvisi.

Nello specifico, ecco i campanelli d’allarme che richiedono attenzione immediata:

  • Alla 24a settimana, non hai sentito ancora nessun movimento.
  • Si muove molto di più o molto di meno rispetto al solito, tutto d’un tratto e senza apparente motivo. Questo potrebbe essere sintomo di una problematica in corso.
  • Non si muove da 2-3 ore, nemmeno stimolato; questo è preoccupante soprattutto nel terzo trimestre. Nel secondo trimestre, infatti, può essere difficile percepire i movimenti del feto; a fine gravidanza, invece, lo spazio dentro il pancione è poco e dovresti sentire quasi tutto. Se quindi il bambino non si muove per più ore di fila, nemmeno se stimolato più volte, è meglio contattare il ginecologo.

Tutte queste indicazioni sono ancora più importanti se hai preso botte sulla pancia o sei caduta, se perdi sangue, o se hai avuto la febbre o sei stata male. Il messaggio fondamentale, comunque, è uno solo: non aspettare se si pensa che ci sia qualcosa di strano, non dormirci su, rimandando al giorno dopo. Il consiglio, in generale, è quello di non posticipare il controllo, poiché procrastinare potrebbe comportare dei rischi che, agendo in modo tempestivo, possono essere prevenuti o affrontati per tempo.

donna incinta controllo ospedale monitoraggio

Cause cliniche di movimenti fetali ridotti o assenti

Nel corso della giornata, il feto può essere a volte più attivo e altre volte meno. Un rallentamento temporaneo è normale, specie se si verifica tutti i giorni e pressapoco sempre alla stessa ora. Può darsi che il piccolo stia dormendo, ad esempio. Come detto sopra, i cambiamenti diventano preoccupanti quando sono accentuati, prolungati e improvvisi. Vediamo quali sono le cause più gravi di una diminuzione dei momenti fetali e quali sono gli altri sintomi.

L'insufficienza placentare è una delle cause primarie. La placenta non riceve abbastanza sangue e/o non ne trasferisce abbastanza al feto. Di conseguenza, quest’ultimo riceve meno ossigeno e meno nutrienti in generale, il che lo rende molto più debole e rallentato. Inoltre, il feto cresce meno del previsto e, se non si interviene in tempo, potrebbe nascere molto pretermine.

Un'altra causa è l'oligoidramnios, ovvero la carenza di liquido amniotico. Uno dei rischi della gravidanza post-termine è la progressiva diminuzione del liquido amniotico; l’oligoidramnios si può però verificare lungo tutta la gestazione, specie a seguito di colpi alla pancia che potrebbero aver danneggiato la placenta. Se la causa degli scarsi movimenti fetali è questa, potresti trovare liquido trasparente e inodore nelle mutandine.

La trasfusione feto-materna grave avviene quando il feto perde più di 30 ml di sangue nel ventre materno. Le cause possono essere tante: colpi alla pancia, procedure mediche sbagliate, problemi congeniti. Purtroppo, spesso il fenomeno rimane asintomatico, a parte per il calo dei movimenti fetali; alcune donne lamentano nausea e febbre, ma non capita sempre. Infine, l'infezione intrauterina può coinvolgere utero e placenta, con ripercussioni serie sulla salute fetale. Se la diminuzione dei movimenti è dovuta a un’infezione, dovresti avere anche perdite maleodoranti, febbre e dolore all’utero.

Movimenti fetali eccessivi o dolorosi

Anche un improvviso aumento dei movimenti fetali può essere un brutto segno, specie se avviene dopo la 28a settimana di gestazione. Ciononostante, ci sono molti meno studi a riguardo e molti più dubbi: ad oggi non conosciamo le esatte cause, ma alcune paiono essere le più probabili. Le convulsioni in utero si manifestano quando i movimenti sono improvvisi e violenti e coinvolgono tutto il corpo del feto. Questi fenomeni sono correlati a un tasso maggiore di complicazioni perinatali, come parto pretermine e danni neurologici.

L'ipossia intrauterina, ovvero l’improvvisa carenza di ossigeno dovuta a un nodo nel cordone ombelicale o a problemi congeniti, è un'altra causa possibile. Il sintomo comprende un aumento improvviso e passeggero dei movimenti fetali, seguito da una altrettanto improvvisa riduzione, battito cardiaco fetale anomalo e contrazioni improvvise. Anche il distacco della placenta può provocare un improvviso aumento dei movimenti fetali insieme a dolore addominale intenso.

Movimenti fetali fastidiosi o dolorosi tendono a presentarsi con l’avanzare della gestazione e nell’ultimo trimestre, quando, crescendo di dimensioni, il feto ha a disposizione meno spazio per muoversi. Così, quando il bambino aumenta la sua attività o cambia posizione, la donna può avvertire una spiacevole compressione sullo sterno, nella zona pelvica, in quella costale o a livello dello stomaco. Un’accentuazione dei movimenti fetali si può verificare, per esempio, in risposta ad alcuni fattori esterni, come l’assunzione di cibi stimolanti quali cioccolata e caffeina o a seguito di attività sportive non adatte. In questi casi l’eccessiva stimolazione fetale, soprattutto nelle ore serali e notturne, può destare preoccupazione nella madre. Prima di tutto bisognerebbe evitare che l’ansia prenda il sopravvento e analizzare se l'aumento è correlato a qualcosa che si è appena mangiato o fatto.

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Tecniche per stimolare il movimento fetale

Se capita di non percepire movimenti del feto per alcune ore, il primo passo consigliato è tentare di stimolare una risposta da parte del bambino. Prima di preoccuparti, la cosa migliore è cercare di far muovere il feto e verificare come reagisce. Se queste tecniche non funzionano o hanno un effetto solo temporaneo, allora è il caso di parlarne con un medico.

Ecco alcuni metodi efficaci:

  • Cambia posizione. Il più delle volte, basta alzarti, sdraiarti o girarti su un lato per incentivare il feto a muoversi. In particolare, sdraiarti su lato sinistro aumenta leggermente il flusso di sangue verso l’utero e la placenta.
  • Mangia qualcosa di dolce. Gli zuccheri naturali presenti nella frutta o in un dolcetto provocano un picco di energia anche nel feto e lo spingono a muoversi. Meglio non esagerare, ovviamente.
  • Bevi acqua fresca. Il cambiamento di temperatura può sorprendere il feto, inducendolo a muoversi per reazione termica.
  • Parla, canta, ascolta musica. L’udito è uno dei primi sensi che si sviluppano nel ventre materno. Fare rumore è il modo migliore per richiamare l’attenzione del feto. Se sei nelle ultime settimane, è probabile che il piccolo riconosca la tua voce o quella del partner.
  • Muoviti. Piccoli esercizi come una camminata o stretching migliorano la circolazione e possono stimolare l’attività fetale.
  • Massaggia il pancione. Dopo la 25a settimana, il bimbo percepisce il tocco materno e risponde di conseguenza. Ricorda di essere sempre molto delicata.

Se un metodo non funziona, provane un altro paio. Non farti prendere dal panico: renderebbe solo più difficile sentire i movimenti fetali, specie se sei ancora tra il sesto e il settimo mese. Gli stratagemmi per sentirla muovere valgono eccome! Vai quindi con relax e butta giù quello che più piace alla bimba, dolce, salato o aspro che sia.

Fattori che influenzano la percezione materna

Non tutte le donne percepiscono i movimenti nello stesso modo. La struttura fisica materna, come la presenza di più o meno grasso addominale o la forma dell’utero, può cambiare la percezione dei movimenti. Una placenta anteriore, ad esempio, può agire come un cuscinetto, rendendo i movimenti meno nitidi per la madre, specialmente nelle fasi iniziali.

La quantità di liquido amniotico è un altro fattore cruciale: se è abbondante, i movimenti possono sembrare più "lontani" o ammortizzati. Al contrario, con poco liquido (oligoidramnios), i movimenti possono diventare persino dolorosi. Anche la posizione del feto gioca un ruolo: un bambino con la schiena rivolta verso l'esterno trasmetterà i calci verso l'interno, rendendoli più difficili da sentire chiaramente sulla superficie della pancia.

È importante tenere a mente che i bambini non hanno un orario specifico prestabilito e rigido. L’app Mama, ad esempio, è nata dall’esigenza di stare vicini alle donne in gravidanza e accompagnarle al parto, offrendo strumenti per monitorare queste variazioni. Essere consapevoli del proprio corpo e del comportamento del bambino è la chiave per una gravidanza serena. Saper distinguere tra un periodo di sonno del feto e una reale diminuzione dell'attività richiede tempo e ascolto, un legame che cresce giorno dopo giorno fino al momento del parto.

mamma che tocca la pancia in ascolto dei movimenti

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